Riflessioni sulla Seduta del Consiglio regionale Veneto 30 luglio 2013

di Luigino Chemello

Il Consiglio Regionale Veneto nella seduta pomeridiana del 30 Luglio era chiamato ad esprimersi sulla Proposta di Legge per Il Referendum per l’Indipendenza del Veneto, sottoscritta da 20 Consiglieri Regionali .Complessivamente i Consiglieri  sono 60.

Gia ad inizio di Seduta il Presidente Clodovaldo Ruffato ha dichiarato che non è possibile votare la proposta di Legge , perchè la Commissione che si occupa degli Affari Istituzionali, non aveva terminato l’istruttoria. Ne i sei esperti in materia, nominati dal Presidente  Zaia avevano dato un parere definitivo e unitario in materia. Nella sostanza  un nulla di fatto.

La discussione c’è stata comunque, con parecchi interventi , sia del Presidente della Regione come dei vari capigruppo dei partiti presenti in Consiglio.

Il proponente Stefano Valdegamberi ha illustrato il Progetto di Legge, chiedendo di votare comunque la proposta, perchè in caso di illegittimità, saranno le istituzioni italiane  preposte, a inibire la possibilità di procedere all’indizione del referendum.

Successivamente è intervenuto il Presidente  Zaia, con un articolato intervento, dimostrando una conoscenza approfondita della situazione esistente in Scozia, in Catalogna , nelle Fiandre, dove forti Partiti politici  di quei popoli sono  impegnati nel percorso indipendentista.

Mentre la Lega è sembrata compatta sulla richiesta del referendum per l’Indipendenza, il Pdl ha evidenziato posizioni in netto contrasto, con un pari peso di interventi a favore e interventi contrari. Assente l’Assessore PDL  Donazzan, che aveva dichiarato in precedenza la sua netta contrarietà, con affermazioni forti contro quello che lei ritiene un attentato all’unità nazionale italiana.

Nettamente contrari tutti gli interventi dei Consiglieri del PD, dell’Italia dei Valori e  di Peraro dell’UDC.

Si è evidenziato che in questo Consiglio regionale non esiste una maggioranza, al di la delle difficoltà procedurali, favorevole al Referendum per l’Indipendenza.

Uno degli ostacoli normativi, è che la Regione non può indire referendum su materie che non sono di sua competenza. Con il rischio per chi vota a favore di essere condannato  dalla Corte dei Conti per danno erariale.

A tal proposito, alcuni consiglieri favorevoli al referendum , avevano proposto un emendamento, con cui i costi del referendum non ricadevano sul Bilancio economico della Regione, ma veniva istituito un apposito capitolo in cui raccogliere le donazioni  volontarie di tutti i cittadini veneti , disponibili a contribuire alle spese necessarie per svolgere il referendum.

La questione Referendum per l’Indipendenza ritornerà in Settembre, quando la Commissione Affari Istituzionali dovrà comunque pronunciarsi sull’ammissibilità della proposta di legge referendaria. Facilmente il parere sarà  contrario.

E anche per il Veneto dovremmo seguire una regola ferrea in politica , gia apllicata in Scozia e in Catalunya: che ogni Idea, Indipendenza del Veneto inclusa, vale in proporzione ai voti degli elettori veneti che riesce a raccogliere.

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4 risposte a Riflessioni sulla Seduta del Consiglio regionale Veneto 30 luglio 2013

  1. Luigi Pozza ha detto:

    Seduta del Consiglio Regionale Veneto del 30/07/13

    Sono rimasto deluso e perplesso dalla pochezza degli interventi e mi sono chiesto: ma sono questi i nostri rappresentanti alla Regione?? A queste persone abbiamo lasciato il destino del nostro territorio? Tra questi personaggi ci sono persone che, per il partito a cui appartengono, hanno dimenticato gli interessi dei propri concittadini e si ergono presuntuosi a rappresentare uno Stato indegno calpestando le legittime aspirazioni di chi vive in questa regione.
    Il giudizio al Popolo Veneto.
    Capisco anche la posizione di buona parte del PDL che si erge, anche questo con arroganza, a difensore di interessi che non hanno nulla a che fare con gli interessi degli abitanti del Veneto, certo che per loro l’Italia va bene, in questo Paese si può corrompere, rubare, premiare i lazzaroni e umiliare i virtuosi a piacimento, fare gli interessi di gruppi finanziari ai danni dei cittadini, prendere mazzette, scarcerare i delinquenti e mettere in galera chi si difende, fare affari sporchi e quant’altro, unire due partiti diametralmente opposti in un governo di interessi superiori che nulla hanno a che fare con l’interesse dei cittadini , ma col solo interesse di una casta unita, corrotta e putrefatta.
    Comprendo la delusione e lo smarrimento di Zaia, ma cosa volete da lui? Che si metta a a capo di questa banda di dilettanti allo sbaraglio??? Avete sentito che tipi di interventi ci sono stati ieri, da vergognarsi. Un’armata Brancaleone potrebbe sembrare un vero esercito al confronto, se Zaia si muove questi sono capaci di sparargli sulla schiena pur di mantenere o raggiungere una poltrona, che pochezza, che vergogna, che inettitudine …. che sceneggiata indegna, e questi sarebbero i nostri rappresentanti??? Siamo un popolo di inetti sognatori che ci facciamo abbindolare e guidare da persone indegne…. Perchè nessuno dei “capi Venetisti” ha il coraggio di parlare?? Omissis ….

    Luigi Pozza

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  2. Jessica Sella ha detto:

    Convengo con te, a conclusioni tratte, che ogni idea vale in proporzione ai voti degli elettori.
    Questi signori, che discutono anche del nostro futuro con tanta Noncuranza, non fanno le veci di coloro che li hanno votati; si preoccupano invece, di rappresentare loro stessi (quale oneroso impegno…).
    Le “vacche grasse” sono finite anche per loro, (se ne stanno accorgendo…), e in qualche tempo il Popolo Veneto si riprenderà ciò che i rappresentanti regionali faticano tanto a rendere.

    Ogni grande cambiamento è preceduto da un grande sconvolgimento.

    Nel frattempo, nel 2014 Scozia e Catalunya andranno ai voti….

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  3. bestsilvio ha detto:

    Grazie Luigino condivido la tua osservazione finale aggiungendo però che secondo me conta si il voto ma in generale il consenso e il coinvolgimento che una forza politica detiene. Il consenso lo si misura si anche col voto ma ritengo non sia abbastanza , per il compito epocale che ci aspettta un semplice voto/una x, é facile da ottenere in fin dei conti, il nostro obbiettivo dovra esser avere un forte e deciso consenso dimodo che si possa esser forti e uniti difronte alle obiezioni e agli ostacoli che lo stato Itagliano sicuramente opporrá. Solo coinvolgendo la popolazione Veneta si potra fare una forte pressione sulle istituzioni che attualmente ci schiavizzano. Illusorio cercare un referendum ora prima di aver un forte consenso , illusorio e forse anche controproducente !

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    • giorgioburin ha detto:

      Condivido in pieno il punto di vista di Silvio. Questa è in realtà la nostra Mission, creare consenso e aggregazione presso la società civile, quel 97% di cittadini che non ha ancora sposato l’indipendentismo per disinformazione, inerzia, disillusione etc. Coinvolgiamo più persone e queste ne coinvolgeranno altre, ma non poniamo come priorità quella di ottenerne il voto, ma piuttosto la fiducia. Se ci riusciremo avremo anche il loro voto e sarà un voto convinto.

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