L’INDIPENDENZA. Una misura delle qualità dei suoi rappresentanti.

di Pietro da Treviso

Il Progetto politico dell’indipendenza del Veneto viene attualmente sostenuto da una molteplicità di  Associazioni che teorizzano e sostengono vari percorsi e varie soluzioni.

Dai ricorsi ai Tribunali Internazionali che dovrebbero riconoscere la Repubblica Veneta, a carte di identità o passaporti dello Stato Veneto, a Referendum  comunali, ufficiali o autogestiti, sino al referendum indetto dall’attuale Consiglio regionale.

Precisiamo, associazioni e non partiti indipendentisti. Perché oggi un partito indipendentista, inteso nel senso classico del termine, nel Veneto non esiste.

Per la Carta Costituzionale “Tutti i Cittadini possono associarsi in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”

Ora, pur intendendo per nazionale la dimensione veneta, non esiste un partito indipendentista che partecipi a determinare la politica in Veneto. Nessuno movimento indipendentista, ad oggi, ha raggiunto quella dimensione minima tale da essere parte di quelle organizzazioni  che determinano la politica veneta, con propri Sindaci nei comuni, nelle città o presidenti e Consiglieri di Provincia o di Regione

La Liga Veneta – Lega Nord è un partito che concorre tutt’ora, nonostante il calo di consensi elettorali, a determinare la politica veneta, con forti presenze nelle istituzioni amministrative, con  Presidenti di provincia, sino al Presidente del veneto. Ma non possiamo ad oggi classificare la Liga Veneta – Lega Nord come un partito indipendentista veneto. Con Bossi imperante, erano persino limitate le esposizioni delle bandiere venete, con rappresentanti che per imbonirsi il capo, affermavano che il Veneto non esiste,  esiste la Padania. La situazione è in evoluzione anche nella Liga Veneta. Non esiste più chi pensa per tutti, ma nemmeno siamo alla chiarezza delle proposta politica, se federalista, se macro regionale o indipendentista.

Alcuni Indipendentisti sono convinti che sia sufficiente fare pressione, con raccolta firme o risoluzioni presentate da qualche consigliere regionale, magari bisognoso di visibilità, per ottenere  dall’attuale Consiglio Regionale Veneto, l’indizione di quel referendum per l’Indipendenza, in grado di portarci alla costituzione dello Stato Veneto.

Ottenere un referendum che abbia la piena legittimità per portarci all’indipendenza del Veneto,  è un percorso fattibile solo se i movimenti o partiti per l’indipendenza, riescono ad  ottenere quel consenso che permetta di raggiungere un consistente peso e presenza nelle istituzioni di governo del veneto. Le prossime amministrative in molte città del veneto saranno la verifica se l’indipendentismo veneto avrà candidati in grado di superare l’attuale stadio embrionale dello zero virgola, entrando con propri eletti nelle pubbliche amministrazioni.

Perché anche nella politica per l’indipendenza, non ci sono tante cose da inventare. Basta osservare il percorso di coloro che hanno raggiunto il traguardo di veri e propri referendum per l’indipendenza, quali la Scozia e la Catalunya. Quale è la differenza fondamentale con la situazione veneta. Che in Scozia e in Catalunya i partiti indipendentisti governano con il consenso della maggioranza dei loro cittadini le principali istituzioni pubbliche, inclusa la massima Istituzione di Governo di quei territori. E di conseguenza possono aspirare a diventare dei nuovi Stati Indipendenti in Europa.

Pensare di ottenere a breve termine un reale referendum sull’indipendenza, quando nel Consiglio Regionale Veneto non esiste un Consigliere che sia stato eletto dichiaratamente per l’indipendenza , è una situazione che tanti illusi cominciano a toccare con mano e forse ad iniziare a rendersi conto  quali siano i passaggi necessari per arrivarci.

I Veneti che vogliono dare il loro contributo alla causa indipendentista, hanno una possibilità molto concreta nei prossimi mesi. Presentare liste di cittadini che condividono l’idea dell’indipendenza in più comuni  possibili, meglio se importanti, e impegnarsi a convincere i propri concittadini elettori della validità della propria proposta. Quanti più eletti indipendentisti si riuscirà ad ottenere nelle prossime elezioni amministrative venete, tanto più la causa indipendentista acquisterà credibilità e possibilità di raggiungere l’obbiettivo.

Coloro che sapranno cogliere il maggior consenso negli appuntamenti elettorali, saranno la classe dirigente dell’indipendentismo veneto. Molto più di Segretari o Presidenti delle varie associazioni indipendentiste ad oggi prive di un dignitoso peso politico e consenso elettorale.

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Una risposta a L’INDIPENDENZA. Una misura delle qualità dei suoi rappresentanti.

  1. Ugo Comparin ha detto:

    Concordo con gran parte del discorso di Pietro,ma vorrei far notare che continuare a prendere come esempio la Scozia e la Catalogna non ci è di grande aiuto.Loro sono da molti anni già più o meno autonome sia economicamente sia culturalmente e questi sono dei punti di partenza da non sottovalutare.Al contrario di noi Veneti che abbiamo una lingua che è considerata un “dialetto” e che fino a qualche anno fà il solo parlare di indipendenza costava il carcere.Quindi guardare continuamente a loro.a parer mio è solamente alleatorio.Senza contare il fattore economico.La Spagna,essendo la Catalogna già in gran parte economicamente autonoma,vivrebbe anche senza e lo stesso l’Inghilterra; al contrario dell’Italia che senza il Veneto e i suoi soldi andrebbe a picco ancor più in fretta di come lo stà facendo adesso”mors tua,vita mea”.Non è forse così???Inolre rendiamoci conto che gli italiani non sono come gli altri (se da vent’anni la cosa più importante di cui si discute sono le vicissitudini di un uomo che è riuscito a conglobare una certa parte di elettorato ex DC che in nessun modo voleva votare comunista!!! Io non perderei neanche un minuto per fare una campagna elettorale per eleggere “qualche amministratore o se va bene qualche sindaco” che poi deve “sottostare” alle leggi italiane,in un’anno cosa potrebbero fare per l’indipendenza;tempo sprecato.Prepariamoci ben bene alle regionali del 2015 e cerchiamo piuttosto di entrare in Regione(anche se ho forti dubbi che possa servire….),Agiocare con le regole del nemico,difficilmente si ha qualche probabilità di…..pareggiare.

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