La Paura del Cambiamento.

di Jessica Sella

…”E sulla porta del frigo, sul vetro della tv, e sulla tastiera del pc scrivete in grande una delle frasi celebri del conosciuto Che Guevara (Ernesto Che Guevara de la Serna):

I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da se.”…

Sono trascorsi parecchi mesi dalle elezioni politiche di febbraio 2013, e ognuno di noi, da allora, continua a  pensare alla questione del consenso dei Veneti riguardo l’Indipendenza  del Nostro Veneto.

Veneti delusi, Veneti stanchi, Veneti che non votano, Veneti logorati dai pensieri delle scadenze mensili… Veneti preoccupati, Veneti che emigrano, Veneti che sperano in un cambiamento, Veneti che aspettano… Veneti Traditi ancora una volta dallo Stato Italiano, al quale ciò nonostante, con dedizione e puntualità,  pagano annualmente 20 miliardi di euro in più rispetto ai servizi ritornati dallo Stato stesso.

Il progetto italiano si sta dimostrando quel che ogni giorno, da molti anni, i media ci dicono (notizie filtrate ma con fondi di verità), e ha portato come conseguenza la devastazione di quelle regioni che, se indipendenti, avrebbero potuto crearsi una propria economia, e l’impoverimento assoluto delle regioni che, grazie al loro sviluppo economico, erano in grado di pagare gli ingenti tributi imposti.

I Veneti temono che lo Stato Italiano, memori di quanto sopra, sia molto più forte di quanto non possano loro, e che essendo il Veneto “la Vacca grassa da latte”, mai gli sarà concesso di diventare un Veneto Stato. In realtà, in tutta la storia dell’uomo,  NESSUNO HA MAI CONCESSO QUALCOSA; ma TUTTI HANNO LOTTATO (anche legalmente) PER CONQUISTARE ciò che volevano.

La paura “tanto no i ne lasa” e “tanto no serve a “ninte”, unita alla paura “dopo cosa femo?”  spegne la speranza di molti Veneti, che invece nel loro intimo fremono e chiedono giustizia.

Preferire di aspettare, credendo nel senso di impotenza (contro un sistema già collassato), ed il chiudere un occhio con la speranza che sia l’occhio aperto a vedere male, sono solo delle maschere che nascondono la Paura del Cambiamento: il mantenere ciò che si ha di certo anche se ci fa male, in quanto il buon senso  (tipico dei Veneti)  fa notare che cambiando, oltre alla possibilità di migliorare la situazione, c’è anche la possibilità di cadere più in basso (Agenzie delle Entrate, Equitalia, sanzioni, pignoramenti…).

A riprova di ciò, molti sono i Veneti che a parer loro ritengono di non essere in grado di poter fare qualcosa, ma si dicono pronti alla collaborazione nel caso in cui qualcuno proponesse delle idee valide, od organizzasse delle azione di gruppo (soprattutto queste ultime).

In un sistema che sta giungendo alla fine del suo protrarsi, chiacchierato da tutto il mondo (e non con l’elogio), “forse” destinato al collasso dal momento della sua istituzione, “forse” creato solo per speculare e per il dominio della casta, i Veneti agendo hanno ben poco da perdere ma tutto da RI-CONQUISTARE.

Senza azione siamo già destinati ad essere derubati.

Il percorso legale per uno Stato Veneto  esiste (ottenimento dell’Indipendenza del Veneto).  Ma quanti di noi Veneti sono disposti a camminare su un percorso esistente, e quanti invece stanno preferendo l’orlo del precipizio che porta alla morte?

Prendete in mano la vostra vita, Veneti (e quella delle generazioni future!!)! Mettete fine all’inganno e alle false promesse!!!

E sulla porta del frigo, sul vetro della tv e sulla tastiera del pc scrivete in grade una delle frasi celebri del conosciuto Che Guevara (Ernesto Che Guevara de la Serna):

I liberatori non esistono. Sono solo i popoli che si liberano da se.

Ad una sola voce, con gli Scozzesi ed i Catalani (che nel 2014 voteranno nel referendum per l’indipendenza)  affermiamo la nostra scelta: YES PODEMO!!!!! –  Stato Veneto Indipendente-!!

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9 risposte a La Paura del Cambiamento.

  1. Giovanni Dalla-Valle ha detto:

    Brava, Jessica!!

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  2. MIGOTTO SANDRO ha detto:

    Bell’articolo indubbiamente, molti buoni propositi ma divergo solo su una essenziale cosa. Non esistono percorsi “legali”. Quanto ognuno di noi vuole o puo’ rischiare per diventare liberi? e non parlatemi di Partiti e di elezioni che mi viene da vomitare. Ancora, dopo 25 anni di Lega Nord non riusciamo a fare a meno di queste associazioni per delinquere….
    Per quanto rigurda gli altri Popoli da Lei citati, come peraltro il Sud Tirol sono avanti di anni luce e godono di ampia autonomia che noi in quanto regione a statuto ordinario non abbiamo. Quindi, certamente portare solidarieta’ a queste genti ma non prendere per il culo i Veneti… la loro strada non potra’ mai essere la nostra.
    La liberta’ non si chiede. La liberta’ si conquista anche con le cattive, che vi piaccia o meno.

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  3. Stefano ha detto:

    Condivido è un bell’articolo.
    Problema di fondo, convincere un milione e mezzo di “veneti” a condividere la nostra proposta confederale ed apartitica.

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  4. bestsilvio ha detto:

    Stefano il discorso “apartitica” va benissimo in quanto dobbiamo esser trasversali, con una gestione diversa si ovvia alle classiche strutture partitiche che non han piu’ senso esistere. Dobbiamo evitare di pensare in termini di “nostra” o “loro” proposta….non c’è nulla da imporre, nessuno ha la verità in tasca (questo è l’errore classico di tutti i partiti) … dobbiamo aggregare , accettare e condividere le diverse vision che si trovano fra i Veneti, capire cosa vogliono i Veneti !

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  5. Matteo montanari ha detto:

    Brava Jessica, un gesto di grande maturità il tuo, purtoppo la cosa che mi toglie il fiato per alcuni attimi é l’idea di ritrovarmi in una mini italia, con tutti i partitini inutili a sostenere un sistema inutile amministrato da gente inutile. Se dobbiamo fondare un nuovo stato Il sistema partitico va categoricamente eliminato, ha dato palese dimostrazione d’essere fine a se stesso o di chi lo gestisce, il referendum é un’arma politica che difende la casta veneta e la dimostrazione l’abbiamo dalla continua disgregazione dei partiti indipendentisti italo-veneti assetati di potere, esperienza già vissuta da qualche altro partito italo-padano negli ultimo vent’anni

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  6. Claudia Bortot ha detto:

    E’ giusto capire cosa vogliono i Veneti,ma l’importante secondo me è di dare ai Veneti più” materiale informativo”possibile,in modo che aprano gli occhi e si liberino mentalmente ,acquistino consapevolezza di ciò che è stato il passato e di ciò che potrebbe essere il futuro di ognuno,a quel punto ci sarà un vero e proprio ” spostamento” di un popolo compatto,senza bisogno di alcun partito o movimento.Son d’accordo con il Sig.Migotto,i partiti devono stare fuori ,non ci servono dei cacciatori di careghe ecc, abbiamo già dato…e i fatti di questi ultimi mesi ci fanno capire(se ancora ce ne fosse bisogno) che il virus della poltrona è altamente contagioso…..

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  7. Luigi ha detto:

    Brava Jessica (a quando posso venire a visitarti per darti il bacio di complimenti che meriti per quanto hai scritto ?). X MIGOTTO SANDRO: solo 25 anni ? IO 35 di politica attiva. ED ESISTE IL PERCORSO LEGALE: informate ben ! Anch’io dico che è bene portare solidarietà alle genti Catalane e Scozzesi, ma senza prendere per il culo i Veneti (come stanno facendo gli attuali rappresentanti di partitini da noi ben conosviuti)..… il Loro percorso non può essere il nostro, ma è un percorso parallelo.
    ” La libertà non te la dà nessuno … te la devi prendere (o guadagnare): implica Responsabilità e costa ! ”
    X bestsilvio: OK per ” Dobbiamo evitare di pensare in termini di “nostra” o “loro” proposta….non c’è nulla da imporre, nessuno ha la verità in tasca (questo è l’errore classico di tutti i partiti); dobbiamo aggregare , accettare e condividere le diverse visioni che si trovano fra i Veneti, capire cosa vogliono i Veneti ! ” . X Claudia Bortot: CONDIVIDO QUESTO TUO PASSAGGIO ” che aprano gli occhi e si liberino mentalmente, acquistino consapevolezza di ciò che è stato il passato e di ciò che potrebbe essere il futuro di ognuno, a quel punto ci sarà un vero e proprio ”spostamento” di un popolo compatto, senza bisogno di alcun partito o movimento. Son d’accordo con il Sig.Migotto, i partiti devono stare fuori, non ci servono i cacciatori di careghe, e i fatti di questi ultimi mesi ci fanno capire (se ancora ce ne fosse bisogno) che il virus della poltrona è altamente contagioso ” .
    BEST REGARDS TO EVERYBODY, CIAO. e WSM.

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  8. Capire cosa vogliono I Veneti, dice giustamente il patriota Silvio. Abbiamo bisogno d’informazione, chiede giustamente la patriota Claudia. E’ quello che anch’io vado dicendo da mesi. Invitiamo dunque tutti a mandare proposte e progetti a questo sito sempre piu’ interessante. Facciamolo in stile di conversazione. e’ vero, Ha ragione anche Luigi, I Veneti non sono Catalani ne’ Scozzesi. Hanno cultura e storia diversa. Per questo e’ importante che possano finalmente esprimere le proprie opinioni su temi pratici e quotidiani che interessano tutti, non solo I piu’ arditi di noi indipendentisti. Costruiamo il nostro modello di Costituzione partendo dal basso. Mai piu’ dirigisme e personalismi dall’alto. Non hanno mai funzionato e lo abbiamo capito. tempo di voltar pagina. Tempo di dar la parola ai Veneti, di vivere Veneto. Per questo mi piace sempre di piu’ lo spirito di questo sito.
    WSM

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  9. Edoardo Rubini ha detto:

    Al netto del facile ottimismo di Che Guevara, che ha passato la vita inseguendo le sue chimeriche farfalle, siamo d’accordo con lo spunto dell’articolo, con alcuni “se” e alcuni “ma”, che derivano non dalla nostra visione soggettiva, ma dalla realtà. A cominciare dal motto proposto: “i liberatori non esistono, sono solo i popoli che si liberano da se”. Vero, ma che vuol dire di preciso “liberarsi”? Prendiamo la rivoluzione comunista: intanto vediamo che di libertà non ne ha portata, ma è meno noto che è stata foraggiata in abbondanza dall’Alta Finanza ebraica. Se si vuole approfondire e documentarsi su questo, si consiglia la seguente lettura: http://www.controcorrentedizioni.it/massoneria-sette-segrete-p-136.html
    I vituperati “capitalisti sfruttatori della classe lavoratrice”, indicati da Marx come il nemico da abbattere, furono gli artefici dei regimi comunisti. Qual era la strada da lui indicata per redimere il popolo? Far adottare alla gente la stessa visione materialista e amorale basata sul culto del denaro e del potere, propria dei grandi banchieri e capitalisti mondiali. Questo qualcosa insegna: tutti sanno sputare su una situazione che appare vistosamente schifosa, meno facile è costruire individuando e praticando soluzioni.
    Ora, ci sono in sostanza due modelli: quello antico, basato sul sacrificio, sul rispetto delle regole e sulla rigidità dei costumi. Poi c’è quello moderno: la demagogia, il “tutto a tutti” in nome dei diritti umani, il buonismo, la rilassatezza, nessuna morale. Nel c.d. sistema liberal-democratico nulla può superare l’interesse individuale, si indicano come diritti umani nell’aborto, matrimoni e adozioni omosessuali, nei delinquenti iper-garantiti e fuori dalla galera, immigrazione selvaggia, ognuno prosegua elencando, tanto abbiamo capito.
    Non facciamo integralismi, per carità: ogni cosa trovi il giusto limite e contemperamento.
    Ma non facciamo neppure le mistificazioni: o si sceglie una via per cui vale di più il BENE PUBBLICO E SOVRAINDIVIDUALE, per cui vale anche e soprattutto la morale e le regole. Oppure, che la si chiami Italia o lo si chiami Veneto indipendente, nulla cambierà rispetto il marasma anarcoide odierno, perché a tutti si dirà che l’unica cosa che conta è il tornaconto personale a discapito di tutto. Con tutta l’approssimazione del caso, il problema è tutto qui, con buona pace di Che Guevara, ma anche di chi per 30 anni ha illuso le masse che la libertà arrivava con i vari “ce l’ho duro”, “abbiamo 30.000 fucili pronti”, “passeremo a prendere i fascisti di casa in casa”, i cappi in parlamento, ecc.. Uno stile giamburrasca, che ha pure ha fatto proseliti in nuovi movimenti più alla moda. La medicina per guarire è un’amara verità: la libertà non è un diritto, la libertà è essere nel giusto. Combattere per la propria Patria non è darsi alla pazza gioia, ma comporta sofferenza e sacrificio, oneri e spese in capo a chi la fa, spesso senza nessun riconoscimento personale. Quanto al referendum: chi dice che non serve assomiglia a quello che crede che si fondi uno Stato solo con un bel discorso. Uno Stato c’è solo quando gli altri Stati l’hanno riconosciuto: ciò può avvenire solo previa consultazione politica generale (la si chiami referendum, plebiscito), ma non certo con un sondaggio di opinioni. Nel caso veneto, poi, si dimentica che non siamo alla fine di una guerra, tipo nel 1943, dove la sovranità italiana è in discussione a livello internazionale: c’è invece uno Stato occupante dal 1866 che farà di tutto per tenerci sotto il suo tallone.

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