IL VENETO TERRA DI IMMIGRAZIONE

di Luigi Pozza

Cambiare si può, cambiare si deve, ma non è più possibile in questo Stato corrotto governato da  persone indegne e malavitose. Centocinquant’anni di unità d’Italia sono stati un fallimento clamoroso, oggi siamo più disuniti di prima.

Abbiamo molti, troppi problemi di non facile soluzione che vanno affrontati singolarmente per mantenere un minimo di lucidità sulle argomentazioni da trattare.

Un tema molto caldo e sul quale si può essere facilmente fraintesi, quasi sempre in malafede, è il tema dell’immigrazione. Anche qui nel Veneto notiamo forti e pericolosi squilibri.

La colonizzazione che lo Stato Italiano ha portato avanti in queste terre favorendo l’inserimento in tutte le strutture pubbliche di questo territorio fratelli di altre regioni che, per buona parte non si sono ancora integrati con gli autoctoni, mantenendo una spiccata attitudine a far prevalere gli interessi delle loro terre d’origine a danno del territorio in cui vivono e che gli da mangiare, ha determinato una reazione, ma anche un indebolimento delle tradizioni, usi e costumi, quasi a vergognarsi di essere Veneti. Questo orgoglio si sente molto più forte in terre lontane di questo pianeta in cui sono emigrate intere colonie di Veneti.

Recentemente lo Stato Italiano , dopo aver favorito una forte immigrazione sul territorio di extracomunitari, per lo più illegali, ora ci propone una folle invasione biblica senza controllo alcuno di clandestini nel tentativo più audace di annientare la comunità Veneta nel suo stesso territorio. Una comunità che sta cominciando a svegliarsi, ad alzare la testa. Abbiamo visto che con quote più ristrette molti extracomunitari si sono integrati in questo territorio molto più velocemente di altri fratelli italiani, al punto da dichiararsi apertamente favorevoli all’indipendenza del Veneto. Un’invasione di massa quale ci propone tutti i giorni lo Stato Italiano, in un territorio con una percentuale di abitanti per kmq già molto, troppo alta, territorio già tremendamente cementificato in cui molte, troppe persone sono già disoccupate per un’economia che va scomparendo a causa di uno spiccato strozzinaggio da parte dello Stato verso le imprese e verso i cittadini, può divenire a breve un’incontrollabile bomba sociale, economica ed etnica.

Vi siete già dimenticati della ex Jugoslavia di  solo 20 anni fa?

La politica dello Stato Italiano è un politica suicida incomprensibile a ragion veduta. Abbiamo già una delinquenza decisamente elevata, mandiamo regolarmente fuori dalle carceri personaggi che non hanno scontato ancora le loro pene, non mandiamo in carcere i delinquenti, italiani o extra che siano. Dove vogliamo arrivare? La certezza della pena in uno Stato “morbido” come quello Italiano è il segnale minimo che dobbiamo dare a chi delinque. Credete che siano un deterrente gli arresti domiciliari (quando vengono dati …!) per persone che al loro paese vengono regolarmente picchiate in carcere o gli vengono applicate torture? E che per gli stessi reati si prendono pene, pene vere,  di cinque o dieci volte superiori?. Questa Italia è il paese dei balocchi , del bengodi per delinquenti. Volevamo trasformare i clandestini in delinquenti? L’Italia ci sta riuscendo alla grande.

Io penso che un qualsiasi stato abbia dei limiti che non può superare, pena la perdita del controllo del sistema strutturale, economico e sociale del proprio territorio. Non possiamo salvare il mondo quando il prezzo da pagare  è la distruzione del proprio territorio e dei propri cittadini, con il rischio, non trascurabile di una guerra civile.

Considerato che lo Stato Italiano è chiaramente ed assolutamente irriformabile e che chiunque se ne possa rendere facilmente conto:

io vorrei uno Stato, uno Stato Veneto Indipendente in cui ci fossero delle politiche serie sull’immigrazione a garanzia dei propri cittadini ed a quella di chi è già immigrato in questo territorio. Un’immigrazione controllata, aperta quando c’è la possibilità di poter dare lavoro dignitoso a questa gente, un’immigrazione di persone che si presentino con i propri documenti, legalmente riconoscibili e che siano in grado di fornire anche indicazioni rassicuranti sulla loro buona condotta.  Un’immigrazione di questo genere permetterebbe agli stessi immigrati di integrarsi nel tessuto economico e sociale del territorio senza cadere vittime di organizzazioni violente o malavitose, o di imprenditori senza scrupoli.

Si può fare, si può fare, si può fare di meglio e di più  se c’è l’onestà intellettuale di raggiungere questo scopo, senza ideologie di partito, gli aiuti alle popolazioni in difficoltà si possono anche dare nei loro Paesi d’origine.

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2 risposte a IL VENETO TERRA DI IMMIGRAZIONE

  1. Luigi ha detto:

    Caro Luigi, perché non adottare il sistema Legislativo AUSTRALIANO in merito all’immigrazione (che non un problema ma è gestito all’italiana e quindi è un problema) ?

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    • Luigi ha detto:

      Risposta per Luigi …Il sistema Legislativo Australiano è ‘ una delle opzioni che si sta valutando seriamente, come per il fatto che siamo in Europa, che ha orientamenti poco chiari, ma diversi ….

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