A CHI I BENEFICI NEL NUOVO STATO VENETO ?

di Silvio Fracasso

Presupponendo chiaramente  che tutti gli aspetti della nostra vita futura possano migliorare enormemente con l’avvento della Nuova Nazione Veneta,

porrei un punto economico MOLTO IMPORTANTE (da discutere):  io agirei assolutamente focalizzandoci solo abbassando la tassazione diretta (IRPEF) nei confronti delle imprese e dei cittadini (abbassamento del cuneo fiscale), evitando di toccare la tassazione indiretta  !

Questo implicherebbe:

  1. accelerazione economica incredibile, tantissime aziende vorrebbero entrare o ritornare in Veneto, creando dunque altra disponibilità economica derivante dal maggior lavoro , tasse pagate da nuove aziende, da nuovi lavoratori.… ecc… ecc… (circolo virtuoso)
  2.  maggiore occupazione e disponibilità finanziaria alle famiglie dunque maggiore capacità di spesa diffusa tra la popolazione Veneta, con tranquillamente circa 400-500 euro in più a disposizione pro-capite al mese non sarebbe un problema se il costo dei beni e servizi non dovesse calare.
  3. non agirei assolutamente abbassando la tassazione indiretta in quanto rischieremmo di andare ad alimentare poche categorie economiche che potrebbero trattenersi la differenza derivante dalla minore tassazione dei beni : data la capacità di spesa dei Veneti vistosamente aumentata il rischio che i prezzi non si abbassino sarebbe quasi scontato , alimentando appunto solo poche categorie economiche a discapito della collettività.

…altri e molteplici aspetti da valutare,anche laterali a questo discorso,
ma quello della tassazione diretta vs indiretta secondo me è importantissimo , dobbiamo star attenti a non sbagliare rischiando di annullare i benefici che deriverebbero dall’Indipendenza!

Cosa ne pensate ?

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3 risposte a A CHI I BENEFICI NEL NUOVO STATO VENETO ?

  1. Ugo Comparin ha detto:

    Sono sicurissimo che la maggior parte dei Veneti neanche riesce ad immaginare come potrebbe essere la sua vita avendo meno tasse da pagare e qualche servizio in più.E’ cosi talmente abituata ad essere tartassata da questo stato vampiro e sanguisuga che le parrebbe un miracolo,un sogno,una chimera.No,dobbiamo credere che una vita con meno tasse è possibile; basta crederci e non ascoltare soltanto quello che gli altri vogliono farti sentire.Con uno che per tutta una vita ti dice che sei uno schiavo e che lo rimarrai per tutti i giorni che tirestano da vivere e così sarà anche per i tuoi figli, sicuramente finirai per crederci e convincerti che è e sarà per sempre così.Finchè,un giorno, qualcuno schiavo come te, ti sussurra all’orecchio:” Ma lo sai che possiamo diventare degli uomini liberi???”………

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  2. Edoardo Rubini ha detto:

    In parte è un luogo comune, in parte è una sacrosanta verità: ma bisogna assolutamnete bisogna abbassare il carico fiscale, sia diretto, sia indiretto. E’ la prirorità assoluta, perché sarebbe una cosa che senza creare nuovi privilegi solleva immediatamente la situazione delle famiglie e dei meno abbienti, rende le aziende più competitive, riattiva l’economia poiché la maggiore capacità di spesa riattiva in primis i consumi interni. Questa è la giusta teoria. Poi viene la pratica erronea, perché demagogica e sperequativa. Un esempio? L’abolizione totale dell’IMU. Se una prima casa è di gran valore, deve pagare una tassa patrimoniale, altrimenti il mancato gettito dovrà essere coperto o aumentando la tassazione indiretta (es. accisa benzina, bollo auto, iva, ecc.), oppure aumentando i tributi (asili nido, ticket sanitari, ecc.). Purtroppo, per una pessima classe di governo non esistono buone ricette, perché mandarà sempre tutto in vacca. Comunque, le tasse si riducono per gradi: prima bisogna tagliare le spese inutili (tipo progetti folli di opere pubbliche, come la TAV Torino-Lione (€ 26 miliardi preventivati, € 100 miliardi effettivi), oppure tipo commesse militari di puro spreco, come 90 aerei u.s.a. non in grado di volare (€ 14 miliardi acquisto + € 35 miliardi di gestione) e riversare il risparmio sulla detassazione. Poi, risanare davvero la spesa pubblica vuol dire aggredire le spese per interessi bancari e l’evasione fiscale (che significano decine di miliardi di euro all’anno di risparmio).

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  3. Carlo M. Peruzzini ha detto:

    Se il quesito è posto in questi termini, allora si potrebbe anche rispondere: avvertiamo i consumatori che i prezzi non sono più giustificati dalla tassaIone indiretta. Ci sono anche comitati o agenzie di garanzia del consumo. Ma non possiamo più sentir parlare di accise per la guerra in Abissinia o accise che contribuiscono all’imponibile IVA! Metà o più delle bollette sono tasse!

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