STATO NEMICO ?

(Liberamente tratto da uno scritto di Edoardo Rubini)

LA COSA GRAVE, che oggi sfugge ai più è che non si può partire dal concetto, caro alle dottrine liberali, che lo Stato è il nemico. Lo Stato è nemico solo se fa male o non fa i suoi compiti, con costi insostenibili, recando danno al Popolo, a Noi.

Presupposto essenziale è che lo Stato ci sia e governi bene, come fece la beneamata Veneta Serenissima Repubblica.

Lo Stato è un po’ come il cervello di una società: il fatto che ci siano dei pazzi in circolazione non deve indurre ad asportare il cervello a tutti, ma si deve provvedere perché sempre più gente ragioni in modo corretto, promuovendo la cultura, dando una buona educazione, portando avanti il pensiero della produzione del Valore aggiunto.

Lavorare sui valori collettivi, sull’innalzare il livello medio culturale dev’esser la strada virtuosa da seguire,sempre nell’ottica  di medio/lungo periodo, solo questo ci potrà portare a veri obbiettivi duraturi !

Il vero guaio è l’ignoranza della storia, è questa che toglie all’opinione pubblica la giusta prospettiva di ciò che è più o meno desiderabile . I fraintendimenti cominciano dalla pappa masticata che ci ammanniscono a scuola: si racconta la fiaba progressista che i Regni costituiti in questi due passati Millenni erano tutti arbitrio, tirannide e oscurantismo, mentre poi sarebbero sorte le salvifiche repubbliche sul modello di quella rivoluzionaria francese, oppure “monarchie illuminate” influenzate dal pensiero illuminista.

L’Inghilterra ha sempre avuto un patrimonio pubblico estesissimo e a questo deve gran parte del suo benessere: che poi una tale Thatcher abbia smantellato il welfare State per arricchire le solite lobbies, forse non rende quello inglese il miglior esempio da osservare, ma di questo ci si potrebbe discutere per giorni.

Dove le cose camminano bene (Scozia, Catalugna, ecc.) si vede chiaramente che il merito non è di un uomo solo. Il leader non è mai “l’uomo del destino”: quelli che così si sono presentati non sono mai stati un buon affare. L’importante è che ci sia un’organizzazione intorno a obiettivi e scadenze definite: il leader in effetti è chi sa dare un impulso a qualcosa che c’è già, poi è compito di tutte le persone impegnate costruire e portare avanti,   creare cultura e consapevolezza civile tra la gente.

Troppe volte abbiamo osservato come tanti siano in accordo con le nostre idee ma poi : ”l’è sempre compito de quel’altro” , della serie “ va avanti te che…. … …” , troppo facile salire sul carro dei Vincitori o aspettare che siano gli altri a farlo partire per poi salirci su una volta avviato , se abbiamo le palle è questo il momento di cominciare a farle vedere, è questo il momento di buttare il cuore d’innanzi all’ostacolo !

Voi cosa scegliete?  cosa intendete fare ?

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2 risposte a STATO NEMICO ?

  1. Claudia Bortot ha detto:

    “Tutti oggi,evocano lo Stato,parlano dello Stato,come fosse una creatura realmente esistente”(dal libro di Cristian Merlo:”Lo Stato illusionista” ),oppure citando Bastiat:”l’Etat est la grande fiction à travers la quelle tout le monde s’efforce de vivre aux dèpens de tout le monde”.Quindi?
    Mi sembra ci sia un po’di confusione ,mettiamoci d’accordo…
    LoStato è qualcosa di concreto quando gli attribuiamo le colpe ,il malfunzionamento,il parassitivismo,ecc.è invece “dei cittadini”quando lo si eleva a concetto astratto….
    Allora:LO STATO SIAMO NOI OPPURE NO?
    SE SIAMO NOI LE COLPE SONO NOSTRE !QUINDI…!!??

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  2. Non posso essere piu’ d’accordo di cosi’ con Silvio. Ma come riuscire a inculcare (o re-inculcare) il gioco di squadra in un Popolo che un tempo certamente l’aveva (Governi, Consigli, Corpi Disciplinari all’avanguardia, prime Banche del mondo, Ambasciatori rispettati ovunque, Flotta temibile in tutti i Mari ecc.) e che da 147 anni e’ stato contaminato dall’antropologia individualista e fancazzista italiana che e’ sempre alla ricerca di nuovi ‘uomini del destino’ da portare sugli altari e poi sbattere nel fango?

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