NUOVI STATI PER UNA NUOVA EUROPA

di Luigino Chemello

europa-unitaL’attuale Europa dei Trattati tra stati , ben lontana da  un’Europa federale, più che realizzare gli interessi dei propri cittadini  è una opportunità per lobby bancarie, economiche o  finanziarie.

Una vera Europa, ad esempio con un’unica politica estera e un unico esercito, al posto degli attuali 28 sistemi militari, potrebbe far risparmiare agli attuali stati centinaia di miliardi di Euro, che potrebbero essere investiti in molti altri settori arrecando maggiori benefici e opportunità di lavoro per i cittadini europei.

Pensiamo solo cosa spende l’italia direttamente, con tutti gli impegni assunti in varie missioni militari al di fuori della comunità europea.

Consideriamo poi, che l’ Europa è  fatta di realtà statali fortemente differenziate. I soli quattro  maggiori stati unitari, Francia, Inghilterra, Italia e Spagna , contano all’incirca metà della popolazione europea,  la Germania è una  federazione di 16 Lander  mediamente con 5 Milioni di abitanti, e a completamento  altri 23 Stati che assieme formano circa 150 milioni di abitanti.

La stranezza non sono i 23 Stati europei , perchè sono esattamente paragonabili per dimensioni e popolazione agli stati della Federazione Americana.

I meccanismi della Comunità , incluso il Parlamento europeo, fanno pesare gli Stati proporzionalmente ai loro abitanti, favorendo quindi i vecchi stati più popolati , a discapito dei nuovi , non esistendo un Senato federale degli stati a portare un riequilibrio , sul modello statunitense.

I macigni verso un’Europa federale sono i quattro stati unitari che hanno sottomesso molteplici nazionalità.

Tutti questi stati unitari hanno al loro interno dei popoli impegnati a conquistare una propria libertà e una propria indipendenza. La Scozia in Inghilterra, la Catalunya e i Paesi Baschi in Spagna, i Veneti e i Lombardi in Italia, Bretoni e Corsi in Francia.

Tornando alla difesa e alla politica estera, è ovvio che gli ostacoli alla soluzione unitaria vengono da chi vuol continuare ad avere un proprio esercito, un proprio ruolo nella politica militare mondiale, anche se secondario e costoso come l’Italia o la Francia ecc.

Risulta evidente che stati come la Lituania, la Slovacchia, la Croazia e domani la Catalunya o la Scozia o il Veneto non potranno dotarsi di carri armati, portaerei e sommergibili, e quindi è interesse di tutti i nuovi stati avere una difesa comune europea.

Quando qualche politico dei partiti italiani, con un  sorrisetto ironico, ci viene a dire “volete l’Indipendenza del Veneto, mentre stiamo facendo l’Europa”, costoro dicono solo una fesseria,  perché sono molto più favorevoli ad una vera Europea i piccoli stati, magari per convenienza o necessità, piuttosto che i vecchi grandi stati europei plurinazionali interessati a mantenere lo status quo.

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2 risposte a NUOVI STATI PER UNA NUOVA EUROPA

  1. Europa Veneta ha detto:

    Il discorso è lungo, farò uno sforzo di brevità, accollandomi il rischio di essere frainteso. 1. l’Europa è nata nel panorama geopolitico nato a Yalta, dove le forze che hanno preparato e diretto la Seconda Guerra Mondiale hanno diviso il mondo a blocchi, con una spartizione; 2. in tale clima postbellico, nessun popolo europeo aveva mai chiesto la formazione dello statone europeo, tanto questo progetto politico era ed è lontana dall’idea naturale di Nazione, consolidatasi nei secoli; 3. il progetto di Unione Europea risulta dai documenti nato nell’ambito di elite legate a poteri fortissimi, vi sono prove che dimostrano che la sua costituzione fu voluta dal CFR, fu progettata e impostata dal Bilderberg Club, infine sostenuta e finanziata dall’OSS; 4. la visione geopolitica che c’è alle spalle è quella del NWO, quindi l’Europa unita è solo una fase transitoria in vista di un unico governo planetario; 5. i problemi a far avanzare la cosiddetta “integrazione europea” sono dovuti al fatto che i governanti degli stati membri (che già oggi in gran parte sono cooptati in organismi internazionali in parte palesi, in parte semi-segreti) avrebbero dovuto un domani trovare la loro ricollocazione nella casta dominante mondiale, ma un simile accordo (che dia garanzie a tutti) è quasi impossibile, per questo ogni Stato vuole tenersi il proprio potere (limitato, ma sicuro); 6. la struttura attuale di un esercito come quello italiano è assurda, perché non strutturata in chiave difensiva, o comunque di interesse nazionale, ma offensiva, di appoggio cioè all’alleanza che ha dominato il mondo nell’ultimo mezzo secolo; 7. uno stato veneto non ha nessunissima difficoltà ad esistere, avrebbe dimensioni, popolazione e peso economico di tutto rispetto, anche l’esercito andrebbe ripensato: il modello migliore potrebbe essere quello svizzero (cioè mirato alla difesa territoriale e non ad intervenire in paesi lontani); 8. se la Nazione Veneta vuole essere libera deve avere la sua poltica estera e militare, l’alternativa è diventare la colonia di una casta mondialista, che non rappresenta più nessun popolo, ma il proprio potere personale; 9. le migliori intese a livello internazionale si hanno a livello bilaterale, o anche multilaterale, purché basate sul consenso e sempre ricontrattabili, mentre i mega-organismi sovranazionali servono solo ad esprorpiare i popoli della loro sovranità, che vuol dire della loro libertà.

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  2. Sono d’accordo sia con l’articolo di Chemello che con il commento di Europa Veneta. Credo si tratti di apporti complementari. Entrambi evidenziano comunque la necessita’ di ripensare l’attuale modello di Europa e in sostanza ridisegnarne la natura politica ed economica. Cosa sempre piu’ urgente visti I risultati che stanno facendo soffrire e indignare milioni di Europei. Credo un’Europa moderna debba porsi come modello ben diverso dal Nuovo Ordine Mondiale voluta dal governo di Obama, una realizzazione dei peggiori incubi di George Orwell. Sempre piu’ cittadini si stanno ribellando. Al momento avanzano decisi a disobbedire islandesi, russi e ungheresi. Ma anche i serbi non sembrano starci con questo tipo di Europa e persino gli inglesi (vedi successo dello UKIP taciuto dai media). Poi ci sono gli indipendentisti scozzesi, catalani, fiamminghi, corsi, sardi, siciliani, lombardi e naturalmente noi veneti e ancora molti altri. Mica niente. Sono (siamo) milioni Uniamoci e diamo una svolta migliore per la liberta’ nostra e delle future generazioni!

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