CASA DEI VENETI….. COME COSTRUIRLA ?

di Edoardo Rubini editore di Europa Veneta

casa no fondamentaLa ” costruzione dal basso”,  il contributo volontario di cultura e di impegno (che considerando le motivazioni ideali in realtà potremmo chiamarla “costruzione dall’alto”)  sembra essere la cosa più importante in assoluto per il popolo Veneto.

E’ proprio la costruzione comune di una struttura ideale e di programma che in seguito dà luogo ad una struttura anche politica, prima i progetti poi l’operatività  e quindi l’organizzazione, non viceversa ! Troppo spesso si è assistito alla costruzione di contenitori senza prima un programma…

Una capacità di governo si può costruire solo in seno ad una, seppur embrionale, classe dirigente.

La struttura ideale è come le fondamenta, la struttura organizzativa è  come il tetto.

dittatoreLa ricerca del grande leader (CLICCA ==> QUI ) è stato un fenomeno degenerativo: ci si illudeva che “l’uomo del destino”, a cui delegare la direzione delle scelte, potesse sopperire all’impreparazione generale.  Gioco forza, uno o pochi uomini lasciati soli al comando, portano la nave sugli scogli: questa è stata la nostra colpa collettiva.

30 anni di fallimenti sono dovuti proprio alla sottovalutazione dell’aspetto culturale: si costruivano case senza fondamenta cominciando a costruire dal tetto. Fatte così, quelle strutture non potevano che crollare.

Oggi il momento è difficile ma assai stimolante:  il coordinamento “Il Veneto decida” nasce con i migliori auspici del coinvolgimento senza preclusioni, ma la “conditio sine qua non” è la capacità di mettere in secondo piano gli interessi di parte, per dare la precedenza a quelli generali. Il rovescio di quel che succede in Italia, come osserva Dalla Valle.

Per noi una “rivoluzione copernicana” per la quale spero ardentemente possiamo esser  tutti pronti. WSM !

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Riflessioni dalla redazione VivereVeneto:

Edoardo appoggiamo in pieno al 100 %  il primo pensiero da te descritto mentre per quanto riguarda la seconda parte ci stiamo chiedendo se la piattaforma si sia data un preciso “codice etico”, delle precise regole alle quali attenersi…..  bilancia etica

Parlando con un Venetista storico e a nostro parere assai in gamba siamo venuti a conoscenza di un’altra  importante nuova iniziativa (non in conflitto con “il Veneto Decida”, bensì assolutamente complementare e valutabile),  trovandoci interessati a tale intelligentissimo progetto abbiamo chiesto lumi, passando ore ad analizzare le situazioni possibili….

una cosa assolutamente rilevante che abbiamo osservato in questa nuova (che forse voi non avete chiarito)  è  che nel codice etico specifico dell’iniziativa è  precisato che verrà tenuto fuori  qualunque Veneto che si dimostri litigioso  o polemico verso qualche altro Veneto, i contrasti se ci sono vanno affrontati in privato “face to face”.

Troppi Veneti tutt’ora remano sempre contro, creando dissapori e polemiche.  Riteniamo che sarebbe anche ora che tutti assieme si provvedesse con l’isolare tale micidiale  veleno  per l’indipendentismo Veneto!

“Il Veneto Decida” con un apposito “Codice Etico” , un Accordo Firmato da tutti i partecipanti alla piattaforma avrebbe un’altissima probabilità di metter fine a quasi tutti i dissidi e sterili polemiche.

ABBIAMO TUTTI LO STESSO OBBIETTIVO E FARCI LA GUERRA E’ QUANTO DI PIU’ STUPIDO E DELETERIO SI POSSA FARE!!!

Qualcuno riesce a darci lumi in tal senso ?

….qualcuno avrebbe qualche altra proposta da dare  per implementare questa buona iniziativa e renderla a “prova di bomba” ?

WSM

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2 risposte a CASA DEI VENETI….. COME COSTRUIRLA ?

  1. giuseppe ha detto:

    Teoricamente tutto è bello, quasi tutto è realizzabile, ma
    Rubini ha scritto:
    “E’ proprio la costruzione comune di una struttura ideale e di programma che in seguito dà luogo ad una struttura anche politica, prima i progetti poi l’operatività e quindi l’organizzazione, non viceversa! Troppo spesso si è assistito alla costruzione di contenitori senza prima un programma…”
    Io chiedo: Chi scriverà (o ha già scritto) il programma, in base a quali criteri? idee personali o interessi generali? Quali prospettive future? I riferimenti sono alle costituzioni moderne e quali? Chi realizza (realizzerà) materialmente questo lavoro, nero su bianco? Teorizzare è un conto, mettere per iscritto le regole (semplici e applicabili) è un altro e non sempre facile. Tutto ciò va fatto a tempo debito, mi si obietterà, ma io chiedo e chi deciderà quale sarà il momento giusto? non si dovrebbe arrivare sul ciglio del dirupo avendo già almeno una bozza per non essere anticipati (o deviati?) sulle linee programmatiche?

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  2. Edoardo Rubini ha detto:

    Silvio e Giuseppe mi chiedono chiarimenti: sia sul percorso e sulle regole per creare aggregazioni di gente impegnate sulla causa veneta, sia dei veri e propri principii costituzionali su cui rifondare la Repubblica Veneta. Non vorrei essere elusivo di queste grandi questioni, né posso dilungarmi troppo, cerco di dare una risposta sintetica e puntuale, conscio che di non poter chiudere la questione.
    Partiamo da “Il Veneto decida”: è un importante spunto, che in prospettiva potrebbe dare ulteriori frutti, ma se dobbiamo parlare dell’oggi dobbiamo precisare che è solo un coordinamento tra associazioni culturali e movimenti politici per la causa veneta, che intende promuovere l’indizione del referendum consultivo regionale sull’indipendenza del Veneto. Dopo trenta anni di lotte partitiche tra Veneti, un grande risultato è stato mettere tutti intorno ad un tavolo e coalizzare le forze favorevoli all’indipendenza del Veneto (solo per l’obiettivo specifico della consultazione). I lavori di costituzione di quest’organismo sono appena cominciati, speriamo vada tutto per il verso giusto.
    Con ciò non abbiamo però cambiato il mondo. Qualsiasi cosa seria va avanti con costanza per gradi e piccoli passi: si va lontano così.
    Qualsiasi altro luogo di aggregazione, per quanto mi riguarda, è il ben venuto.
    Non conosco a che cosa si riferisce Silvio, mi permetto di osservare che non esistono codici etici validi in astratto, ma tutti devono riferirsi a organismi e luoghi precisi.
    Sulla Costituzione, come succede che i dottori spesso evitano di farsi ricoverare in ospedale, essendo poco fiduciosi dei colleghi, io da buon laureato in giurisprudenza diffido dei potenziali padri costituzionalisti e arrivo ad avvisarvi che una carta costituzionale che, ancorché scritta nel migliore dei modi, non sia frutto di una storia di costruzione comune, a piccoli passi, e di condivisione, farebbe inevitabilmente una brutta fine.
    Per questo mi piace la vostra “conversazione nazionale”, perché fa discurere e riflettere la gente su tanti problemi preliminari, su cui di solito l’attenzione è inesitsente a livelllo mediatico.
    Questa crescita, non breve e non facile, mi pare la base preliminare necessaria. Sulle carte scritte, vorrei ricordare a Silvio quel diceva San Paoo: “la lettera uccide, lo spirito vivica”. Ricordiamoci anche che l’italietta è il regno delle carte scritte.
    Dunque, vorrei dire anche a Giuseppe che stia sereno: quando il bambino è pronto, nasce. Nessuno ha scritto costituzioni di qualche credibilità, perché i tempi non erano (e non sono) maturi.
    Prima bisogna intendersi meglio su varie cose, abbiate pazienza, facciamo le cose giuste!

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