CHE LINGUA PER I VENETI ?

E QUANDO E QUALE VENETO ???

di Silvio fracasso

374203_langues_webGirovagando per il Veneto e parlando con moltissime persone ci si ritrova praticamente sempre  a parlare in Veneto.

Varie sono  le espressioni strane a volte curiose  che tra noi,  tra una zona e l’altra, incontriamo…..ma sempre ci si capisce anche talora con scenette simpatiche 😉

Più volte ci è  già capitato di chiederci e di chiedere che lingua si stesse pensando  per comunicare in un futuro prossimo Veneto Indipendente,  Voi cosa ne pensate ?

Personalmente mi son fatto un’idea abbastanza precisa, ma la terrò per un secondo momento, ora ci piacerebbe sentire cosa ne pensate voi a riguardo, poi in futuro avremo un confronto ben piu’ profondo.

Ora le idee che girano son tante ma voi cosa ne pensate?

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9 risposte a CHE LINGUA PER I VENETI ?

  1. Eugenio Fontana ha detto:

    VENETO CONFEDERATO? Personalmente non sono d’accordo,non mi sembra ke abbiamo un territorio molto vasto,e poi non siamo Svizzeri..

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  2. Eugenio Fontana ha detto:

    Per quanto riguarda la nostra LINGUA Sarei per un Veneto Codificato ben preciso,dove parleremo Tutti la stessa Lingua ,ma questo Riguardera’ sopratutto per i nostri Figli e le generazioni venture..

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  3. Mary helen ha detto:

    Più che a un VENETO Unico penserei ad una codifica precisa di tutti i suoni in modo che anche varianti diverse possano essere comprese da Tutti e poi inglese a go go. Per me se si arrivasse a parlare in VENETO e ad avere anche Solo l’inglese come lingua scritta ufficiale sarebbe Il top! ( un po’ come Il latino Durante la Serenissima)

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  4. ricky ha detto:

    Il Veneto è una lingua viva come molte lingue ha delle varianti, certo il Veneto centrale ha più parlanti, ma sarebbe un soppruso imporlo. Il vero lavoro che va fatto è quello di trovare una grafia unificata che consenta nel limite del possibile a tutti di leggere indipendentemente dalla propria variante parlata. Si possono usare per esempio dei grafemi che possano avere unicità di segno ma diverso suono. È una cosa un po lunga da codificare ma non impossibile!

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  5. Qua ntel Brasile, màssima ntel Sud, noantri parlemo el TALIAN (sensa la i), che’l vien a esser un vèneto con parole lombarde, trentine, friulane e, nte i ùltimi ani, anca tante parole brasiliane devidamente venetisade! Scrivemo tuti pi che meno dela stessa maniera. Semo ndadi d’acordo nte na riunion de rissercador e de scritori del talian, che la ga durà meno de tre ore! Valtri no riussirè mia far sto laoro, parché sìi massa individualisti e, secondo mi, anca testardi! No sté inventar altre maniere de scriver, vardé come scriveva Goldoni, Casanova e altri, e scrivé dela maniera de lori. Meteve d’acordo! Fé come i ga fato i catalani. Lori i scrive tuti dela medésima maniera. I ze ndadi d’acordo e incó la ze la so léngua nassional! Darcy Loss Luzzatto, Brasile.

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  6. giannarciso durigon ha detto:

    Il buon Cavallin ha codificato (dopo uno studio durato anni) la lingua veneta. Da questo studio ne è scaturito il dizionario della lingua veneta sponsorizzato, tra gli altri, dalla regione Veneto. Questo può essere insegnato come lingua madre. Le varie parlate potranno interagire con la lingua veneta ufficiale apportando nel tempo le varianti inevitabili con una lingua viva come la nostra. Poi certo l’inglese.

    Sicuramente sarà uno stato federale per le peculiarità e le diversità territoriali (pensiamo solamente alla montagna, ma anche a tutta la zona costiera). La tutela del “paroni a casa propria” comincia proprio dalla forma che il neo-stato vorrà darsi.

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  7. Vittorino ha detto:

    El veneto xe na lengoa in movimento, co diverse inflession (padovana, venessiana, trevisana, rovigota, beunese, veronese, vicentina) ma che pur mantegnendo paroe e accenti difarenti in ogni zona però no impedisse che se capimo tra e diverse province. Ecco parchè a xe la lengoa e no un diaeto. A xe perfetamente scrivibie vardando anca i testi legai de a Serenissima, che personalmente considero a fonte pì atendibie par queo che riguarda lessico e gramatica. Pì de qualcuno no sarà d’acordo, ma el podaria essare questo un ponto de partensa.
    Se dovessimo invesse parlare de diaeto, pa farve na idea provè a lesare el Beolco (Ruzante) che scriveva de soito in “diaeto pavan” e vedarì che ghe ne capirè ben poco…

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