Il Veneto che vorrei – 2° parte

di Giuseppe Porto

Riprendo il precedente articolo con ulteriori riflessioni su progetti da realizzarsi, per il benessere della comunità in un futuro Stato Veneto

Comunicazioni fluviali

Idrovia_Litoranea_VenetaQuando gli uomini lavoravano soltanto con zappe e badili quasi tutti i fiumi erano navigabili. Quelli che una volta erano fiumi ampi e profondi. Oggi sono, troppo spesso, ridotti in ampiezza e profondità perché il loro letto è ripieno di sabbia e sassi, cespugli e piante fino al livello delle campagne circostanti. Perché con le moderne tecnologie non si ottengono gli stessi risultati di pulizia degli alvei e profondità dei letti?

Si potrebbe recuperare molto materiale per l’edilizia o rinforzo delle sponde (con introiti da parte dello Stato) dando maggior sicurezza alla cittadinanza garantendo la navigabilità e il pieno utilizzo di queste strade naturali. ChiuseCerto è più comodo, e vantaggioso per pochi, il trasporto su gomma. Perché in altri paesi continua ancora oggi, per il trasporto di materiali, l’uso di fiumi e canali in alternativa ai trasporti su gomma? In questo modo si otterrebbero benefici anche ambientali, considerato che la nostra aria e l’ambiente in generale vive un’era tribolata.

Come per tutte le cose che sono state abbandonate da molti anni, ripristinarle ha un alto costo iniziale, ma un’attenta e oculata amministrazione nel lungo periodo avrebbe benefici maggiori. Non sarebbe più attraente e divertente, specie per l’incremento del turismo, spostare i turisti e i visitatori dei nostri gioielli architettonici, sui nostri fiumi con dei battelli, affiancandoli e facendoli coincidere con l’uso del treno per lunghi tragitti? Pensate l’incremento del lavoro: tenere puliti i fiumi, costruire natanti idonei, incrementare il numero di marinai, di  guide turistiche, miglioramento ed incremento dei convogli ferroviari. Anche le casse statali, alla fine, sarebbero rimpinguate da questa mastodontica operazione, soprattutto se effettuata congiuntamente tra pubblico e privato.

Abbandono delle montagne

Non dimentichiamo le nostre splendide montagne. Perché i montanari scendono a valle? Perché per loro non è più conveniente vivere lassù? Concedendo loro poche agevolazioni tornerebbero ben volentieri ai loro monti. Soltanto una burocrazia ottusa ed imprevidente non è capace di comprendere verità lapalissiane, costringendo queste persone a vincoli ed obblighi come se vivessero in una comoda e prospera città invece che in mezzo a disagi e tribolazioni.

ALPEGGIO%20LA%20SERVAZ_JPG_200961519539_ALPEGGIO%20LA%20SERVAZCon una rigorosa vigilanza ed un’attenta programmazione quanti boschi potrebbero essere sfruttati nel taglio e reimpianto di legname pregiato, per turismo pedonale o cicloturistico. Se questi montanari tornassero a diventare i veri custodi delle montagne, gli alpeggi potrebbero essere sfruttati per il pascolo del bestiame con l’incremento dei prodotti di qualità. Con strade decenti, costi contenuti per i beni di prima necessità come acqua corrente, elettricità e gas, tassazione ridotta, a molte persone tornerebbe il desiderio, la convenienza e l’opportunità di vivere in montagna. Ci siamo mai chiesti perché le montagne del Trentino o quelle della Svizzera sono gioielli di pulizia, abitate per tutto l’anno anche nelle zone più impervie ed isolate, l’esatto contrario delle nostre? Perché quelle popolazioni hanno agevolazioni

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2 risposte a Il Veneto che vorrei – 2° parte

  1. Eugenio Fontana ha detto:

    Ma Guarda Giuseppe ,qui non si tratta solo di agevolazioni economiche,Come faceva presente un nostro Compatriota ke era stato nei paesi Nordici,Quelli hanno un’altra Mentalita’ e concetto di Popolo e di benessere Publico,Qui da noi in Itaglia con la mentalita’ della maggioranza della gente del SUD,e questo non è Razzismo lo sentito dire da un Prefetto del SUD ad una riunione di piccoli e medi industriali veneti..Loro delle cose Publiche ,non gli interessa ,loro hanno il concetto del Privato,e della famiglia in senso stretto edi sangue ,Qui non voglio fare discussioni ,ogni popolo ha le sue caratteristiche,L’inportante è che ogni popolo si gestisca a casa sua .Poi con l’Unita d’Itaglia quando i piemontesi ed il Nord (parlo di Industriali e forze economiche ha occupato il SUD ,X Interesse dopo 150 anni di Unita il SUD ha occupato il NORD X Interesse )Personalmente credo ke noi Veneti ,non siamo come quelli del SUD ,Ma neanche come gli SVIZZERI ,Siamo un popolo a parte con la sua Civilta’ e la sua storia ,Certo 150 anni di Occupazione Itagliana ,ci hanno danneggiato,economicamente e culturalmente..

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  2. Edoardo Rubini ha detto:

    Le comunicazioni fluviali possono essere un settore da sfruttare di più, ma la vera risorsa giacente o sottoutilizzata è il cabotaggio marittimo: l’Italia è lo stato con la maggiore disponibilità di costa in proporzione alla sua superficie, potrebbe sviluppare alla grande la portualità trafficando grandi quantità di merci per mare con tutto il Mediterraneo ed anche oltre, ma l’inefficienza organizzativa (come nello sdoganamento delle merci), gli alti costi dei servizi e l’assenza di un piano complessivo di investimenti nel settore portuale fa sì che le merci viaggino quasi tutte su gomma, con relativo consumo di territorio per estendere strade e autostrade, con il relativo inquinamento e alto tasso di incidenti.
    Quanto alla montagna, il problema è che se tutta l’economia collassa (anche quella che fino a 10 anni fa tirava), le prime zone a farne le spese sono le aree geografiche più svantaggiate e meno raggiungibili. E’ vero che la montagna veneta potrebbe rinascere: la prima condizione per la ripresa è abbattere il carico fiscale sul lavoro, abbattere i costi sull’energia e sui carburanti, nonché sui servizi all’impresa, favorire l’espansione del mercato, ma anche favorire la residenzialità degli abitanti, per esempio defiscalizzando la casa e finanziando la ristrutturazione delle costruzioni.
    Ciò resterà un sogno se si resterà dentro uno stato che si occupa solo di interessi privati e di clientele politiche: una nuova Repubblica Veneta ha una speranza di far dimenticare l’incubo italiano solo se si comprenderà che l’interesse pubblico è nell’interesse di tutti, dunque precede e prevale su qualsiasi interesse privato. Questo è infatti ciò che fa la differenza con il livello di Civiltà dei paesi nordici!

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