“Fantàsia” ….. Veneto 2013

Veneto, 24 settembre 2013… putsch rinviato!

di ENZO TRENTIN su L’Indipendente

neverendingstoryPer sua natura questa storia, pur avendo dei protagonisti ben individuati, i cui nomi e cognomi sono sicuramente noti alle forze dell’ordine, ha necessità d’essere narrata in forma favolistica. Prima, però, è necessario inquadrare il contesto di esasperazione socio-economica in cui essa si snoda. E questo è il Veneto dei nostri giorni dove si registrano negli ultimi mesi alcune centinaia di suicidi d’imprenditori che perseguitati da un fisco tanto miope, quanto persecutorio, ha portato alle estreme conseguenze persone completamente dedite al loro lavoro, alla conservazione dell’impiego per i propri dipendenti, come al consapevole onore e rispetto dei propri impegni morali ed economici. Quando questo non è stato più possibile, molti ne hanno tratto le estreme conseguenze.

In un contesto di aree industrializzate dove oramai il cartello sui capannoni è quello di vendesi o affittasi, e le imprese che conservano un ritmo produttivo ridotto sono come degli atolli inseriti nell’oceano delle predette zone industriali o artigianali, ecco il rinascere e rafforzarsi, come araba fenice, della LIFE (Liberi Imprenditori federalisti Veneti) che nel solo giorno di sabato 12 ottobre, mette insieme, per adesione spontanea, decine di squadre di pronto intervento formate da persone pronte ad attivarsi su semplice SMS o telefonata, per andare a contrastare non violentemente, gli ufficiali giudiziari o i gabellieri di varia natura che dovessero pregiudicare il ciclo produttivo degli associati.

In questo paesaggio “fantastico” (Tsz!) si aggirano Anguane e Salbanei (chi sono si legge qui). Le Anguane, nelle credenze popolari venete, erano esseri mitici che si incontravano preferibilmente vicino alle acque e si muovevano di notte andando a lavare i panni presso le fontane, “portando l’acqua con le ceste”. Ed è appunto una Anguana che c’informa del fatto che c’erano circa 150 persone pronte ad occupare, il 24 settembre 2013, la sede del Consiglio regionale del Veneto, contemporaneamente alla sede RAI di Venezia. Manu militari? Forse sì, forse no. Resta il fatto che, come per il cosiddetto golpe Borghese è interesse di tutti voltarla in satira, un po’ come qui.

Sia come sia, sembra che un golpista “pentito” abbia avvertito Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, e questo abbia telefonato ad uno dei capi golpisti per assicurare che con il rientro dei propositi destabilizzanti, si sarebbe alacremente provveduto all’indizione del referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto. Di qui la svolta “democristiana” di Zaia, impegnatosi in prima persona solo da poche settimane, mentre in precedenza era titubante, traccheggiante. Anche il crescendo dei Comuni veneti che hanno deliberato un ordine del giorno in favore del predetto referendum (al momento siano a quota 109 su 538) sembra essere una di tali conseguenze.

Probabilmente si assisterà alla riproposizione della strategia messa in atto dallo Stato italiano in relazione ai referendum consultivi di quei Comuni – quello di Lamon (BL) in testa – che semplicemente volevano cambiare Provincia, non certo la secessione. Pur essendo decine che hanno deliberato in favore all’esito positivo dei referendum, tutto è approdato al “porto delle nebbie” di Roma. Chi ne sa’ più qualcosa?

Ecco allora emergere le nuove strategie dei cosiddetti partiti indipendentisti veneti: espulsione ed ostracizzazione dei soci sgraditi alla dirigenza, vedi Indipendenza Veneta, come Veneto Stato.

Ennesima conferma delle ricerche del politologo  Moshei Ostrogorski che già nel 1902 sosteneva come il moderno partito politico sia una macchina centralizzata al servizio del leader, e della quale il leader non avrebbe potuto fare a meno per raggiungere i suoi scopi. A ciò si aggiunge l’indizione di congressi nulli per numero legale. Ultimo quello di Veneto Stato del 13 ottobre.

Pubbliche dichiarazioni circa la constatazione che le varie sigle indipendentiste che si sono presentate alle elezioni politico-amministrative non hanno raccolto consensi confortanti. Quindi l’abbandono probabile di tali sigle per addivenire ad un nuovo soggetto politico che probabilmente raggrupperà tutti i cosiddetti “partitanti”, che i dissidenti non hanno difficoltà a definire “caregari”.  L’auto convincimento (o illusione?) di questi ultimi che una volta eletti in Consiglio regionale (lo saranno in numero sufficiente? Difficile dirlo!) loro potranno indire l’agognato referendum in barba o in armonia alle normative vigenti.  Che, ovviamente, ognuno interpreta pro bono sua.

I dissenzienti di questa linea politica si daranno probabilmente alla creazione di eventi e attività volte all’individuazione di una classe politica rinnovata. Sicuramente organizzeranno riunioni e tornate in cui l’indipendenza del Veneto assumerà nuovi aspetti e valenze. Ma manca ancora la visione strategica, e la proposta di una nuova architettura istituzionale intorno a cui tutto dovrebbe ruotare ed armonizzarsi. Infatti a che serve una nuova classe politica, se il metodo è sempre lo stesso? Al contrario bisogna che i cittadini-elettori-contribuenti si riapproprino del potere decisionale, riducendo i politici al ruolo di meri esecutori. Eppure sembra che tutte le parti siano alla ricerca (peraltro molto conflittuale) di un capo che risolva i problemi. Ossia di un leader che è la traduzione letterale di führer e duce.

Insomma sembra tutto un déjà vu a cui lo Stato italiano ci ha abituato.

Il cittadino è sconfortato. Non sa chi e cosa scegliere, né tanto meno ha strumenti per una scelta consapevole.

I referendum elusi, travisati o depotenziati dalla partitocrazia imperante hanno allontanato il cittadino dalla politica. L’astensionismo alle urne ne è la conferma. Sempre più cresce la consapevolezza di non poter nulla. Di non avere gli strumenti per decidere responsabilmente nulla. Di non avere nemmeno un’informazione degna di tale nome, imperando la propaganda di regime da parte di organi d’informazione che senza le sovvenzioni statali non riuscirebbero a vivere [e qui ci si permetta la digressione: se questo quotidiano non avrà il sostegno economico da parte dei suoi lettori, è facile che sparisca l’unica voce autenticamente libera e votata all’indipendenza].  Anche il M5*, che in molti hanno premiato elettoralmente, si dimostra uno strumento assimilato a questa logica politica. Un M5* sempre più criticato per la mancanza di democrazia interna.

Sempre più numerosi sono i cittadini che, guardandosi intorno, cercano non già nuovi partiti o nuovi capi, bensì nuovi strumenti su cui informarsi correttamente al fine di determinare le proprie scelte politiche, ed incidere con gli strumenti della democrazia diretta. Che, è bene ribadire ancora una volta, non è esercizio compulsivo del voto, ma funzione di deterrenza nei confronti dei rappresentanti. Svizzera docet!  Poiché quanto più un popolo è emancipato tanto più confida nelle proprie forze e capacità e tanto più riduce i politici a meri esecutori della propria volontà (e tanto più continua a crescere). Mentre quanto più un popolo è arretrato, tanto più ripone le proprie speranze di emancipazione in un capo politico (l’uomo della provvidenza, l’unto dal Signore, il salvatore della patria) e tanto più arretra.  Vedasi la Repubblica Italiana.

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7 risposte a “Fantàsia” ….. Veneto 2013

  1. Giuseppe Saoncella ha detto:

    A me fa molto male constatare che nonostante le cose siano ormai così evidenti, molti Veneti continuino: incredibilmente, testardamente e volontariamente , a rimanere cechi!! Ma di cosa anno paura? Ma non sanno che l’ unione e il numero maggiore ha sempre la meglio anche sul più forte? Basta solo volerlo!! ( Vedi anche solo il piccolo esempio del Trentino ). E invece no. Molti Veneti preferiscono rimanere e continuare ad essere schiavi d’Italia ( continando però a lamentarsi giustamente di tutto ) purchè conservino integro il proprio piccolo orticello, ignorando che le cavallette Italiane prima o poi arriveranno anche lì, e ormai sarà troppo tardi. Io ho paura, che se noi Veneti non reagiamo compatti e in fretta, alla mafia italiana basterà pazientare ancora qualche generazione e poi, non solo la voglia d’indipendenza ma anche l’identità veneta, come la si vuol intendere ora, sarà definitivamente estinta! Avranno vinto loro! I nostri figli saranno come i neri degli USA : fieri e orgogliosi d’essere italiani…… nulla di male direte! Solo che gli USA continueranno ad essere gli USA e L’Italia ??? Con queste premesse???!!! Ai posteri l’ardua sentenza!!

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  2. Giovanni Dalla-Valle ha detto:

    Giuseppe sono parole sante le tue. Purtroppo Trentin ha ragione. Se non cominciamo a lavorare in sincronia su un programma condiviso da tutte le forze indipendentiste, e non la smettiamo di pensare in modo ‘partitico’ italiano (elezioni amministrative, europee, regionali, careghe insomma) e di ignorare i problemi veri e quotidiani della gente, difficilmente riusciremo a persuadere la maggioranza dei Veneti ad appoggiare l’indipendenza, prima ancora che a votare Si’ a un referendum. Ma la colpa di questi continui fallimenti e’ prima di tutto di molti politici indipendentisti che hanno mostrato incompetenza e mancanza di progettualita’ per anni, che sono stati (giustamente) puniti ad ogni elezione possibile e immaginabile con risultati da zero virgola, che hanno fatto piazza pulita di chiunque fosse piu’ bravo di loro per paura che gli “facesse le scarpe”. Cioe’ un modo di pensare da “partito” appunto, non da gente che dovrebbe condizionare il destino di una Nazione. Eppure sono ancora tutti al loro posto e bene attenti a sparare su qualsiasi talento o rinforzo che si presenta all’orizzonte. O ci liberiamo di questi residui di politica italiana una volta per tutte o sara’ sempre impossibile dare ai Veneti un vero programma indipendentista che ne conquisti il cuore e li porti a desiderare a viva forza la loro Indipendenza. Io la vedo cosi’.

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  3. Eugenio Fontana ha detto:

    Interessante l’articolo di ENZO TRENTIN..Ma bisogna tenere conto che di INDIPENDENZA del VENETO ,è da pochi anni che se ne parla seriamente (dal 2007) La situazione non è come quella della CECO-SLOVACHIA ,di alcuni anni fa ,quando con un Referendum hanno risolto i loro Problemi…Qui siamo sotto lo Stato Itagliano,Non credo che lasceranno cosi Facilmente che il Popolo Veneto si faccia un suo Stato.anche xkè potrebbe come una frana,Ossia la Fine dello Stato Itagliano.Per quanto riguarda i vari Partitini Veneti Indipendentisti,non capisco tutti questi litigi Interni,di solito un piccolo partito con un programma chiaro e democratico ,non dovrebbe averne.Basta guardare ex partiti come la D.C. P.S.I e P.C.I ….Adesso sembra venuta di moda la cosidetta Democrazia -Diretta,ma anche qui non nè abbiamo un Esempio se non nei GRILLINI,ke si sono dati un programma,ma ke di alcune cose non se ne parla ho sono poco chiare,C’è anche da dire ke il M5S,è un Movimento di Democrazia diretta con a capo un Dittatore,ke ogni tanto canbia idea su alcuni problemi…Ma il Loro Sucesso elettorale è dovuto sopratutto a GRILLO,Andando nelle Piazze e x la publicita’ ke gli facevano le varie televizioni e giornali,questi senza Grillo,non Credo ke avrebbero avuto molto sucesso Elettorale..Comunque questa Armata Brancaleone…credo che con il tempo si Scioliera’…Per quanto riguarda L’Indipendentismo VENETO che fare? Costruire un MOVIMENTO di Liberazione del Popolo Veneto ,(serio) e con un Programma CHIARO,e Democratico di cui ne facciano parte Tutti i cittadini veneti ,con le loro diverse posisioni politiche ossia dalla destra al centro e alla sinistra ,con un Capo ed un comitato eletto Democraticamente!

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  4. Eugenio Fontana ha detto:

    Aprezzo i due Interventi di Giuseppe Saoncella ,e di Giovanni Dalla-Valle..ma a Giovanni dico come si fa a reagire Compatti ed in fretta ,se non abbiamo una ORGANIZZAZIONE che ci rappresenta?

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    • AdminVivereVeneto ha detto:

      E come dovrebbe essere questa organizzazione Eugenio ? Te lo chiedo perché una delle critiche che si fa al movimento indipendentista è di essere parcellizzato in tantissime organizzazioni. Sicuramente ci deve essere una in cui ti identifichi. Casomai il problema sarà che i singoli Veneti operino positivamente dentro di una delle organizzazioni esistenti, senza sentire la necessità di farne una nuova, San Marco ci illumini !

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  5. giovanni dalla-valle ha detto:

    Eugenio, la tua e’ la domanda da un milione di dollari. E’ esattamente quello su cui stiamo lavorando e credo la risposta della redazione sia sulla stessa linea. Ma e’ chiaro che una cosa del genere non puo’ uscire dal cappello magico come un coniglietto. Io penso che in realta’ siamo all’anno zero dell’indipenentismo e che in un certo senso hai ragione tu. Viviamo una nuova fase dell’indipendentismo che non puo’ piu’ fare affidamento ai partitini indipendentisti. Solo domenica scorsa ho assistito allo sciogliemento (o quasi) del (penultimo) arrivato. Non lo nomino neanche per evitare inutili vergogne. Ma tutti sanno che la durata media di questi fuochi fatui (i partiti indipendentisti) e’ di 1 o due anni. Giustamente tu ti chiedi come mai c’e’ tanta litigiosita’ al loro interno. Anch’io ci ho pensato tantissimo. La mia conclusione e’ che e’ piu’ facile che ci sia litigiosita’ all’interno di piccoli e nuovi partiti che non in quelli grandi e consolidati da decenni. Se ci pensi un attimo la cosa e’ logica: un partito ‘solido’ e’ il risultato di anni di selezione dinamica dei suoi ‘cervelli’ migliori, dei suoi talenti, dei suoi leaders, di equilibri fra fazioni interne che quasi sicuramente all’inizio si scannavano fra loro come nei partitini indipendentisti veneti (spesso gruppi di non piu’ di una dozzina di persone anche meno), ma poi, PIANO PIANO con il passare degli anni (ed enormi sprechi di talenti, enormi perdite di tempo, emormi sprechi di soldi e fiumi di inutili emozioni tra montagne di processi, querele, carte bollate ecc.) queste fazioni riescono a compattarsi in qualche modo su una piattaforma che e’ sufficientmente collaudata e solida per accoglierle tutte.
    Al momento noi non abbiamo questa piattaforma. Ci sono tentativi in corso molto importanti (e ti assicuro che ci stiamo lavorando da 1 anno) ma non pensare per un attimo che basti un accordo diplomatico per fare una cosa del genere. Solo quest’anno ne sono state gia’ lanciate tre di piattaforme e tutte hanno fallito. E non e’ vero che il problema sia solo di ‘fare la pace’ e ‘mantenerla’. La mia esperienza di mediatore diplomatico mi ha insegnato che I principali ostacoli sono proprio: incompetenza e mancanza di idee. Io credo che al momento non ci sia’ UNO, dico UNO tra I politici indipendentisti che sia veramente in grado di guidare una NAZIONE di cinque milioni di persone, come puo’ succedere ad Alex Salmond per esempio, se dovesse passare il Si’ al referendum per la Scozia l’anno prossimo. Non ho dubbi che queste persone, molto spesso brave, a volte persino simpatiche, fantastichino di vedersi come i futuri DOGI del ventunesimo secolo. Eppure sono convinto che, fatte poche eccezioni, siano solo personaggi da Bar Sport.
    E la difficiolta’ maggiore non e’ neanche questa, a mio avviso. Bene o male la storia c’insegna (anche la lunga storia dello SNP e dei suoi primi decenni tormentati o della stessa Lega) che alla fine in qualche modo qualcuno piu’ intelligente e dalla personaita’ stabilizzante riesce a consolidare il partito e ad accogliere tutte le fazioni dei galletti in continuo battibecco. Quindi il partito vive una fase catartica e finalmente si consolida e comincia a crescere sul serio. Lo SNP ci ha impiegato circa 30 anni per raggiungere questa fase. Ma come dicevo il problema peggiore non e’ neanche questo, cioe’ di teste (che comunque al momento, salvo alcune eccezioni, NON ci sono tra I Veneti) ma proprio del concetto di PARTITO in se’, un costrutto ormai in decline e inadeguato alle esigenze del nuovo indipendentismo. Secondo me, non si otterra’ mai l’indipendenza credendo di guadagnare seggi alle elezioni regionali del 2015 per poi far passare nuove leggi e indire un referendum. I politici ‘democristiani’ che si stanno illudendo di fare questo (magari con l’avvallo della Lega a seconda degli umori della giornata) si illudono. Non avranno mai quei seggi, perche’ I Veneti di OGGI non li voteranno MAI, sapendo bene che non valgono un fico secco, farebbero piu’ danni degli stessi Italiani e soprattutto non ascolterebbero MAI la gente (so per esperienza che il dirigismo dei politici indipendentisti veneti e’ UGUALE a quello dei politici italiani). L’indipendenza si otterra’ SOLO quando ci sara’ una forte massa critica di consenso a livello della base dei cittadini che spingera’ TUTTI I politici, da destra a sinistra, persino quegli unionisti, a considerare seriamente il referendum per l’autodeterminazione. Ecco perche’ io credo fermamemente che solo iniziative come Plebiscito, Vivere Veneto, Veneto Business, spero Il Veneto Decida (purche’ FERMAMENTE controllato da Raixe Venete) possano effettivamente aiutare. proprio perche’ non s tratta di partiti ma di piattaforme programmatiche e finalizzate ad obiettivi chiari e precisi. Oggi conta molto di piu’il lavoro di lobby. I partiti si stanno estinguendo e, personalmente, visti gli individui che ci vivacchiano ancora, vorrei proprio ringraziare San Marco per questo e anzi pregarlo di accelerare il processo 😉

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  6. Loris Palmerini ha detto:

    Il referendum non si farà mai perché i consiglieri hanno saputo che E’ VIETATO DALLO STATUTO http://www.palmerini.net/blog/lo-statuto-del-veneto-vieta-il-referendum-consultivo-sullindipendenza/ . Questo mi è stato confermato da diversi consiglieri. Quindi lo specchietto del referendum è morto. Dato che non è una questione di competenza del consiglio regionale, ma dell’Autogoverno del popolo veneto, non serve più ai partiti, non porta voti, non porta al Consiglio regionale e all’agognato caregoto. Con garbo e discrezione metteranno in “soasa” sia il progetto che i proponenti. Tutto il resto sono pistolotti ed elucubrazioni del tutto fantasiosi.

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