LOTTERIA DEL FUTURO …. COMPRA IL BIGLIETTO

di Anna Iseppon

Lotteria“Mario si trova in cattiva situazione economica, per cui entra in chiesa e prega:

“Dio, per favore, aiutami: fammi vincere una lotteria, una qualsiasi delle tante che ci sono. Così sistemo i miei affari e la mia famiglia”.

Viene il giorno dell’estrazione, ma non vince. La settimana dopo ritorna in chiesa: “Dio, per favore, sono disperato, se non vinco sono rovinato. Fammi vincere alla lotteria!”.

Ma anche questa volta non vince nulla. La storia si ripete per varie settimane senza che l’uomo vinca nulla.

Un giorno, dopo l’ennesima preghiera, Dio si fa vivo tra lampi e tuoni ed esclama:

“Mario, insomma, io ti vorrei aiutare, ma vienimi incontro: compra almeno un biglietto!”.

Quante persone come Mario incontrate ogni giorno? Io ne incontro continuamente: al bar mentre bevo un caffè, al lavoro, in famiglia… sono circondata da persone che aspettano di “vincere la lotteria” senza nemmeno aver comperato un misero biglietto! Li ascolto lamentarsi per la crisi, per i politici, per il lavoro, per le tasse e per mille altre ragioni legate alla situazione economico-politica in cui ci troviamo. A volte le loro storie sono davvero drammatiche, per cui comprendo il loro lamento. Riflettendoci su, però, non posso evitare di chiedermi perché non facciano nulla per cambiare la propria condizione. A che cosa serve lamentarsi e basta, aspettando che qualcuno “faccia il miracolo”?

Mi è stato insegnato che se esiste un problema, se ho anche solo una probabilità per cambiare le cose, ci devo provare, perché sono io la prima responsabile della mia felicità o infelicità.

Il fatto che così tante persone non cerchino di migliorare il proprio stato mi preoccupa perché vedo solo due ragioni che potrebbero giustificare un tale comportamento e sono rassegnazione e pigrizia.

Come siamo arrivati a questo punto?

Il primo step è stato abituarci a delegare le decisioni importanti ai politici; si è così radicato il messaggio che la politica non è per tutti, che qualcuno ci avrebbe pensato mentre noi potevamo continuare con la nostra vita quotidiana senza troppe preoccupazioni, questo ci ha impigriti! Impegnarsi ad essere cittadini attivi è faticoso e fonte di preoccupazioni: meglio che lo faccia qualcun altro no?

Il secondo step è stato abituarci all’idea che “certe cose non possono cambiare” : mi stupirei del contrario: la casta non ha alcun interesse nel cambiare le cose perché giocherebbe a loro sfavore, perché mai dovrebbero rinunciare a tutti i loro benefit? Così, dopo anni e anni di promesse non mantenute la fiducia dei cittadini nella politica è ai minimi storici.

Quindi, che fare? Dobbiamo riappropriarci di un semplice concetto: sono i cittadini che formano lo Stato!

Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo smettere di aspettarci Serenissimache qualcuno faccia qualcosa al posto nostro e rimboccarci le maniche per costruirci un futuro adatto a noi. Smettiamo di fare i bambini che aspettano la pappa pronta e cresciamo come cittadini responsabili, per noi stessi e per chi verrà dopo di noi. Insomma, compriamo questo biglietto della lotteria una buona volta!

Il mio biglietto della lotteria si chiama “Indipendenza del Veneto”. Sarà il biglietto vincente ?

SICURAMENTE!

E voi che fate, vi mettete in gioco o state ad aspettare lamentandovi ?

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8 risposte a LOTTERIA DEL FUTURO …. COMPRA IL BIGLIETTO

  1. Edoardo Rubini ha detto:

    Condivisibili riflessioni. E’ assai difficile costruire una buona politica, perché il buon governo di una Nazione richiede due cose al momento assai rare nell’attuale società: 1. una coscienza civile, che affondi le radici nella tradizione storica e nel senso di comunità; 2. una classe dirigente integra, motivata e competente. Di sicuro, esistono problemi che non tutti saprebbero risolvere e gestire, ma ci sono cose che tutti dovrebbero dichiarare: ad esempio, di volere onestà e capacità politica nei governanti. Una parte della società vota in modo sistematico politici tanto corrotti, ignoranti e servili da apparire impresentabili, tanto è la loro mancanza di dignità. Questo elettorato non solo hao perduto il diritto di lagnarsi, ma danneggia tutti. La reazione davanti alla crisi spesso assume contorni tragici. Tante sono le cose da fare prima di ipotizzare gesti estremi. Per esempio, con la modica cifra di cinque euro si può acquistare una bandera di San Marco e si può sfilare con i propri compatrioti in favore dell’indipendenza, così anziché in 500, la prossima volta i Veneti potranno presentarsi in 5 milioni. A quel punto, la vincita alla lotteria è assicurata.

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  2. Giovanni Dalla-Valle ha detto:

    E’ la sindrome dell’uccellino in gabbia da una vita. Puoi anche aprire quella gabbia. Molto probabilmente restera’ dentro perche’ non e’ piu’ abituato alla liberta’ da troppo tempo. Alcuni anni orsono lavoravo come medico dentro un famoso manicomio criminale dove c’erano I peggiori psicopatici del Regno Unito. Una volta ricordo la direttrice, una donna con le palle quadrate, se si puo’ dire, confessarmi un suo pensiero: “Ecco vedi, Giovanni, io credo che se un bel giorno anche aprissi tutte le porte (ce n’erano ben otto blindate fra le camera dei detenuti e la strada), al massimo ne scapperebbero 2 sui dieci.”. Questo sono I Veneti di oggi (per lo meno l’80%). Sono stati talmente abituati a soprusi e umiliazioni che ormai non sono piu’ in grado di riprendersi la liberta’, Nemmeno quando gli apri la porta della gabbia. Anna ha stigmatizzato anche meglio il problema. Si lamentano da decenni (anche prima che io emigrassi piu’ di vent’anni fa’, credetemi, era UGUALE ad adesso e non c’era neanche Berlusconi o qualche altro a cui dare le colpe, era proprio e sempre l’ITALIA il problema) ma continuano ad affidarsi ai loro aguzzini nella speranza che li liberino, o a gente incapace e incompetente (e molti lo sono anche nei partiti indipendentisti) che non ha semplicemente visioni e capacita’ sufficienti per liberarli. E dice bene anche Edoardo: occorre cambiate TUTTA UNA CULTURA, tutto un modo di concepire la vita civica e sociale, l’idea e la percezione dei propri diritti civili, per creare una massa critica tale da supportare un cambio enorme e sicuramente non facile come quello di tornare una Nazione indipendente. Pero’ c’e’ un limite a tutto. L’uccellino non scappa se continua ad avere cibo nella gabbia. I nostri pazienti non sarebbero scappati perche’ tutto sommato li trattavamo meglio di quanto li avrebbe trattati la vita fuori (di solito a pesci in faccia). Ma se cominciano a mancare anche il cibo e le certezze piu’ scontate, state sicuri che alla fine tutti, uomini o animali, si ribellano. E credo siamo sempre piu’ vicini a quel punto. I giornali parlano poco o quasi mai della Grecia ma io conosco bene quella realta’ e quella gente. Vi ho molti amici e vi assicuro che I Greci sono gente molto buona e civilissima. Vi assicuro che l’Atene che vidi per l’ultima volta nel Maggio del 2011, gia’ in crisi ma ancora desiderosa di divertirsi e vivere allegra e pacifica, e’ molto diversa da quella che trovereste oggi, violenta, selvaggia, con un fascismo che sta (ri)prendendo le redini del paese (come negli venti da noi o come in Germania al tempo della Repubblica di Weimar). E vi assicuro che la stessa cosa succedera’ da noi nei prossimi mesi, forse non proprio quel tipo di fascismo ma comunque disordini, scontri, ribellioni, morti e feriti, nuovi leaders improvvisati che ne approfitteranno. Si sente nell’aria, c’e’ tensione ovunque. Lo noto sempre di piu’ ogni volta che vengo giu’. Presto la porta della gabbia si aprira’ ed e’ nostro compito assicurare che la gente sia pronta a riprendersi la propria vita, non a scappare. Ed in modo civile, senza che si mangino l’uno con l’altro. E’ un lavoro molto responsabile quello che stiamo facendo con Vivere Veneto. Costa tempo e fatica ma credetemi: sensibilizzare e rieducare gente ormai rassegnata e ridargli fiducia in se stessa e’ una soddisfazione che non ha pari. Dobbiamo solo continuare. Questo e’ un mestiere da figli e figlie di San Marco. E noi ce l’abbiamo nel DNA da piu’ di mille anni. Un abbraccio, WSM

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  3. Eugenio Fontana ha detto:

    Condivido l’articolo di Anna Iseppon,ma non sara’ Facile e ci vorra’ del Tempo,e IO personalmente spero sui nostri Giovani,che saranno il nostro popolo di domani..A Rubini dico..va bene partecipare alle nostre manifestazioni..possiamo magari un domani essere in 10.000,ma se non siamo Organizzati,ed non abbiamo un Movimento di Liberazione del Popolo Veneto,(Serio) Credo che non Concluderemo Niente..

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  4. Tiziano Pizzati ha detto:

    Eugenio, scusa se mi permetto ma è inutile che tu condivida l’articolo di Anna e poi affermi che confidi nei nostri giovani: Anna sprona ognuno di noi a credere in se stesso e a non attenderci che l’aiuto venga da qualcun altro. Ognuno di noi ADESSO, non tra una generazione!

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  5. Eugenio Fontana ha detto:

    A Tiziano dico Certamente che noi Tutti Oggi dobbiamo Inpegnarci ,ma i Tempi della Liberazione ,non li sappiamo,,,,Sperare nei Giovani intendevo dire…che sopratutto loro devono inpegnarsi per il loro Futuro..

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  6. Carlo M. Peruzzini ha detto:

    Il biglietto ognuno ce l’ha nella tasca della giacca proprio davanti al cuore. Basta tirarlo fuori. La libertà è espressione dell’identità, non una parola scritta su una carta costituzionale. Per la sua difesa si combatte.

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  7. Carlo M. Peruzzini ha detto:

    A presto caro!

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