La Comunità Liquida

di Giorgio Burin

Liquid3La COMUNITA’  LIQUIDA  è un concetto nuovo , importante in questa nuova società in continuo divenire, mutevole, non ben identificabile,nella quale dovremo esser pronti a importanti cambiamenti. la Liquidità come forma di organizzazione non rigidamente definita potrebbe forse apparire a prima vista astratta, ma ad una più attenta analisi presenta gradevoli sorprese e apre nuovi orizzonti.

Il sociologo Zygmunt Bauman e’ colui il quale ha teorizzato per primo  la società liquida.

Le applicazioni, implicazioni e sfumature sono innumerevoli. In realtà, senza che lo sappiano, questo concetto è ben noto ai Veneti , negli ultimi decenni hanno basato il loro successo industriale proprio su una rete di relazioni liquide, senza perdere efficienza, anzi traendone utile e ottenendone risultati che hanno stupito il mondo.

Stranamente questi concetti, anche in Veneto, si fermano quando si parla di politica.

Si fatica ad immaginare una politica liquida, senza sedi, senza tessere, senza strutture faraoniche di partito.

Dobbiamo ora  decidere quale sian la nostra Stella Polare: lavoriamo sui progetti e sui principi che li guidano, oppure parliamo di sedi/partiti/inciuci vari ?

Eppure ci pare così semplice, quando le idee non mancano, le competenze e le azioni necessarie a realizzarle appaiono come per incanto, perché limitare l’espressività, perché racchiuderla all’interno di Strutture e Vincoli che altro non fanno che frustrare cervelli e buoni propositi ?

Di questi tempi  stanno nascendo IMPORTANTI STRUMENTI  idonei a supportare un nuovo modo di fare politica, di DEMOCRAZIA DIRETTA.Liquid

Democrazia diretta non vuol dire che dovremo tutti diventare esperti di tutto , bensi che avremo:

*** l’opportunità di decidere direttamente negli ambiti nei quali ci sentiamo competenti e avremo voglia/interesse ad accuparcene ( e il nostro voto varrà 1 )

*** l’opportunità di delegare chi riterremo più capace/in Gamba/informato sui temi che ci si occuperà  di volta in volta .

Un modo di porsi che, uscendo dalle false sicurezze della società moderna, rivaluti il rapporto tra persone e  la natura.

Saremo avvantaggiati noi Veneti, che queste cose le abbiamo spontaneamente nella nostra cultura relazionale.

Impareremo ad applicarle anche nel Fare Nazione, Fare Comunità ???  Decideremo presto di abbandonare la cultura delle parti contrapposti per lavorare concretamente  sui singoli temi ?

Il fallimento della politica tradizionale, l’impasse decisionale, il vuoto ideologico indicano chiaramente che non esiste altra scelta.

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5 risposte a La Comunità Liquida

  1. Edoardo Rubini ha detto:

    Caro Giorgio, spesso mi trovo nella fastidiosa posizione dello spegnitore dei facili entusiasmi. La tua riflessione merita una trattazione su più fronti. Provo a indicartene qualcuno, su cui hai ragione, e qualcun altro su cui bisognerebbe soffermarsi di più. Entrambi partono dalle (false) convinzioni introdotte dalla rivoluzione francese. Sulla questione partiti hai ragione: creare strutture rigide, verticitistiche, organizzate quasi militarmente per occupare i poteri pubblici è un’eredità folle della “Convenzione” (cioè il parlamento rivoluzionario) come si era organizzato nel 1789 a Parigi. Mai si erano visti questi “partiti” (che derivano anche etimologicamente dal concetto di “parte”, quindi fazione) organizzati così, prima nella storia. Come si può pensare che lo Stato, o anche il suo governo, il quale deve fare L’INTERESSE PUBBLICO, possa essere ben diretto da organismi che costituzionalmente e geneticamente sono nati per fare L’INTERESSE PRIVATO? Follie del sistema cosiddetto “liberale”, appunto.
    La stessa ideologia, però, (caratterizzata dal generare di continuo contraddizioni, passando da un eccesso all’altro, vedi destra e sinistra) ha introdotto nelle nostre menti uno dei peggiori inganni: l’eguaglianza totale di tutti gli esseri umani. Su questa bubbola si sono costruite le grandi architetture utopistiche del ‘700, prendendo le mosse dal concetto di “stato di natura” e di “patto sociale” sviluppati in particolare da Hobbes, Grozio, Spinoza, Locke, Rousseau.
    Di lì, si è passati in breve a partorire una delle grandi illusioni della nostra epoca: la democrazia diretta.
    Non voglio dilungarmi troppo, invito tutti a riflettere sulle enormi cantonate e figuracce collezionate (spesso in buona fede) dagli ultimi movimenti “di rottura” alla moda (non serve far nomi, abbiamo capito tutti, non mi interessa la polemica con nessuno in particolare).
    I risultati contradditori e talvolta risibili riscossi da chi promette con grande leggerezza “da adesso in poi decidiamo tutti” non derivano tanto dalla malafede di costoro, quanto dalla loro ignoranza riguardo l’animo umano: il fatto è che gli uomini non sono affatto uguali, governare è difficile, anzi difficilissimo, quindi è una cosa per pochi. Ci riesce solo una classe dirigente preparata; farla crescre è una fatica improba (ancorché grandiosa e nobilissima). Rinvio alla lettura assai istruttiva della “Repubblica” di Platone e della “Politica” di Aristotele: 2.500 anni fa sull’argomento è stato detto tutto su questo tema, quanto alle cose principali.
    “Decidiamo tutti” è uno slogan ingannevole: mettere persone non qualificate (perché non motivate, non istruite, non motivate, non oneste, non adatte alla funzione da svolgere) sullo stesso piano di quelle qualificate (perché motivate, istruite, motivate, oneste, adatte alla funzione da svolgere) significa far scappare le seconde e far proliferare le prime ai posti di comando. L’idealista capace non si adatterà mai al cialtrone disonesto e si ritirerà in buon ordine sull’Aventino. Risultato: il campo ibero ad una azione politica disastrosa, che genererà abuso, corruzione, sopruso, ingiustizia, violenza.
    Concludo: in certi ambiti la democrazia diretta va benone in quanto utilissima a selezionare le scelte e le procedure migliori in vista del vero perseguimento dell’INTERESSE PUBBLICO. Ma ricorda che NON è lo strumento della democrazia diretta in sé a garantire il risultato ottimale che tu cittadino ti aspetti, ma il raziocinio e la buona coscienza che vengono impiegati. Il liberalismo ci ha inculcato la falsa idea della rappresentatività, come criterio giusto in assoluto per qualificare la “democrazia”. La storia dimostra invece che è il BUON GOVERNO ciò che tutti i cittadini pretendono dallo stato. Al 70-90 % della gente gli affari pubblici importano poco o niente: a loro basta che la propria vita proceda nelle migliori condizioni. Quindi, chi governa deve trovare egli stesso, in base alla sua preparazione e alla sua saggezza, le migliori soluzioni. Ben di rado queste emergono dalla massa… casomai emergono dalla conoscenza dei problemi. Il tuo discorso del massimo coinvolgimento della gente è giusto: il BUON GOVERNO coinvolge tutti nei modi e nelle forme opportune, ma sempre ricordando che ognuno nasce con talenti diversi e quindi ciò che può dare uno non è detto che coincida con quello che può dare un altro.

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  2. Eugenio Fontana ha detto:

    MHA! Ultimamente si sente tanto parlare di Democrazia-diretta..incontrappossisione ai Partiti marci e corrotti.Ma i Partiti negli ultimi 35 anni sono molto Canbiati,non hanno piu Ideologie, da una parte vediamo partiti Personalistici (P.D.L ) Dall’altra Parte un partito P.D,cosidetto Democratico,privo di idee,e falsamente Democratico,fare votare su certe cose gente ,magari di altri partiti ho i Rom,non mi sembra una cosa seria..IO credo ke in questo momento visto parliamo di Indipendentismo Veneto,dobbiamo fare un Movimento di Liberazione ,con la partecipazione di Tutti i partiti indipendentisti Veneti,aldila delle loro idee politiche ,con un Programma chiaro,con Votazioni ,per eleggere un comitato centrale ed un Presidente,ma queste votazioni le devono fare ki è tesserato nel Movimento di liberazione.e le tessere non vanno date a tutti ,ma a ki si sia dimostrato persona Onesta e seria,e che sia un buon Patriota.

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  3. Eugenio Fontana ha detto:

    Sulla Democrazia Diretta tanti nè parlano,ma non si è ancora Vista, se non nel Movimento 5 Stelle,ma li è una Democrazia Diretta un po’ Strana, li hanno messo giu un programma con dentro un po’ di tutto ,e di alcuni problemi non nè parlavano,sotto la regia di Casalegno e Grillo,Ma se hanno ottenuto un grosso sucesso Elettorale secondo mè lo devono a GRILLO ke andava nelle piazze a fare il suo spettacolo,e poi i giornali e le televizioni gli hanno fatto una bella propaganda..Una volta arrivati nel parlamento Itagliano,li ci sono delle vecchie volpi navigate in politica,hanno cercato di adescarli x i loro scopi.questi si sono Rinchiusi nel loro gruppo ,e non hanno potuto fare Niente,se non cose dannose come avere contribuito ad eleggere presidente della camera una certa BOLDRINI (del SEL) La legge sulla Omofobia,e quella della abolizione della legge BOSSI-FINI,non ke quella legge servisse a molto,ma al posto di fare una legge piu severa ,hanno tolto il reato di emigrazione Clandestina …e adesso se ne stanno bene calmi e sperano,che non si vada alle nuove elezioni,xkè sanno ke tanti di loro non veranno piu Eletti ,e se non fanno una legislatura Intera addio pensioni da Onorevoli….

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  4. Eugenio Fontana ha detto:

    Condivido gra parte di quello che scrive Edoardo Rubini,(vedo che in storia e filosofia è molto informato) Comunque il problema,non è di facile soluzione,Mettere delle persone Oneste e capaci nei loro ruoli al governo,sarebbe Giusto,,ma cè anche un problema ,da chi e come vengono eletti..Un governo Ideale credo non ci sara’ Mai ,ma credo che un buon governo si possa fare…

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  5. Edoardo Rubini ha detto:

    Ho letto e condivido quanto ha scritto Eugenio Fontana. La cosa che mi preme di più e che ci si scrolli di dosso l’infausto atteggiamento consumista del “tutto facile, tutto scontato”, che va così d’accordo con i colpi di testa che vengono da dare quando la realtà respinge le illusioni. La strada per risolvere ogni problema c’è, sta alla nostra intelligenza trovarla, con perseveranza e lucidità. È vero, non esistono leggi, regole, ordinamenti, sistemi infallibili in sé: ciò si deve al fatto che la Verità e la Giustizia non sono creazione umane. Sono opere di Dio e l’uomo le conosce mano a mano, crea leggi e ordinamenti giusti e veri nella misura in cui le adegua di continuo al Vero e al Giusto. Ciò genera anche quel tanto di felicità che si può avere in questo mondo: cioè sapere di aver fatto qualcosa che migliora davvero se stessi e gli altri, in particolare, chi verrà dopo di noi.
    Dette le nostre cose sul piano politico, è utile riprendere il discorso sul piano filosofico. Domandiamoci: Zygmunt Bauman può essere indicato come un buon maestro?
    Egli afferma che L’ORIGINE DELLA MORALE È SEMPRE UN ATTO INDIVIDUALE, CIOE’ IMPLICA NECESSARIAMENTE UN IO CHE DECIDE IN PERFETTA AUTONOMIA (MAI UN NOI). PER LUI LA MORALE NON È MAI UN ATTO COLLETTIVO, NÉ L’ESITO DI UN ACCORDO, PERCHÉ DIPENDE SEMPRE DA UNA SCELTA DEL SINGOLO. LA MORALE QUINDI SAREBBE UN ATTO DEL TUTTO INDIVIDUALE, EPPURE CREA LA SOCIETÀ. L’ATTO ETICO INDIVIDUALE SAREBBE FATTO SOLO DA ME E NON DA ALTRI, NON DI MENO CREA UN VINCOLO: VIVIAMO IN SOCIETÀ, SIAMO IN SOCIETÀ, SOLO IN VIRTÙ DEL NOSTRO ESSERE MORALI.
    Si tratta di dottrine pericolosissime: tipiche di un pensatore intriso di dottrine gnostiche e atee. Qua siamo agli antipodi della Veneta Civiltà, che ha il suo fulcro nella Fede in Gesù Cristo.
    Non posso che rammaricarmi nel vedere menti così elevate, capaci di ragionamenti tanto profondi, non esitare a cadere nel paradosso e nell’assurdo, pur di non ammettere quel che il nostro pensiero europeo conosce da secoli: l’uomo NON è la misura di tutte le cose, l’uomo è tra i viventi al vertice di una scala intellettuale e morale, certo, ma in forza di un ordine eterno che egli stesso non ha creato, ma che è creazione di un’Intelligenza infinitamente superiore a lui.
    Questo ordine è ben descritto da San Tommaso d’Aquino come “Diritto Naturale”: gli uomini, gli animali, le cose, le istituzioni rientrano in un ORDINE ETERNO ED IMMUTABILE, perfetto, complesso, che tutto comprende (così pensano anche Socrate, Platone ed Aristotele). Secondo San Tommaso d’Aquino, Dio non ha creato solo le CREATURE, ma ha anche assegnato a ciascuna UNA SUA PROPRIA FUNZIONE. Questo ordine sul piano della natura corporea è retto dalle LEGGI FISICHE, mentre sul piano spirituale, o psicologico, è retto dall’ORDINE MORALE.
    Come può una persona intelligente affermare che la morale è individuale? È una cosa degna delle nostre risate…
    Se l’uomo desse le leggi a se stesso, potrebbe compiere qualsiasi cosa. Se così fosse, entrerebbe in conflitto con tutti gli altri (e persino con la sua stessa coscienza). Una morale individuale autorizza ad ogni cosa e conduce la condotta umana al peccato e anche al delitto. È vero, invece, che l’uomo con il libero arbitrio ha uno spazio decisionale enorme, ampie praterie in cui scorrazzare, ma non infinite: ci sono dei limiti.
    Solo una morale universale (valida sempre in ogni caso per tutti) ha valore. Altrimenti non è.
    L’uomo moderno, dunque, è in crisi e va in confusione, per un semplice motivo: ha smarrito quella scienza infusa con la quale è nato, perché il Padreterno gliela ha gentilmente elargita.
    Nel suo famoso discorso tenuto a Venezia l’8 maggio 2011, Papa Benedetto XVI ha spiegato con grande eloquenza come la Veneta Civiltà sia agli antipodi di quella società liquida teorizzata da Zygmunt Bauman; ha quindi spiegato che essere Veneti vuol dire essenzialmente abbracciare quelle Verità che hanno reso grande la nostra Civiltà. Invito tutti a leggere l’intervento completo del Santo Padre su http://www.ratzingerbenedettoxvi.com/mondocultura.htm
    Ecco alcuni passi:
    “Bisogna respingere l’idea di una cultura liquida, cioè instabile, mutevole”. Venezia per la sua storia e tradizione è “la città della vita e della bellezza”. Sta all’uomo, nella sua libertà di compiere delle scelte, di fare scelte politiche che non siano instabili o inconsistenti:
    “Si tratta di scegliere tra una città liquida, patria di una cultura che appare sempre più quella del relativo e dell’effimero, e una città che rinnova costantemente la sua bellezza attingendo dalle sorgenti benefiche dell’arte, del sapere, delle relazioni tra gli uomini e tra i popoli”.
    “Venezia ha una lunga storia ed un ricco patrimonio umano, spirituale ed artistico per essere capace anche oggi di offrire un prezioso contributo nell’aiutare gli uomini a credere in un futuro migliore e ad impegnarsi a costruirlo. Ma per questo non deve avere paura di un altro elemento emblematico, contenuto nello stemma di San Marco: il Vangelo.
    Il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un’utopia, né un’ideologia”.
    “Serenissima” è il nome della Repubblica Veneta. Un titolo davvero stupendo, si direbbe utopico, rispetto alla realtà terrena, e tuttavia capace di suscitare non solo memorie di glorie passate, ma anche ideali trainanti nella progettazione dell’oggi e del domani, in questa grande regione. “Serenissima” in senso pieno è solamente la Città celeste, la nuova Gerusalemme, che appare al termine della Bibbia, nell’Apocalisse, come una visione meravigliosa (cfr Ap 21,1 – 22,5). Eppure il Cristianesimo concepisce questa Città santa, completamente trasfigurata dalla gloria di Dio, come una meta che muove i cuori degli uomini e spinge i loro passi, che anima l’impegno faticoso e paziente per migliorare la città terrena.
    Ha concluso il Papa, pensando alle origini del Cristianesimo, il Vangelo è la via, cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire. E’ la via della Carità e della Verità da seguire “nelle circostanze ordinarie della vita” ben sapendo che sull’esempio di Cristo talvolta “è necessario anche portare la Croce” per raggiungere la Pace e la Giustizia.

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