MORIREMO DI DEBITO , OPPURE POSSIAMO….

di Silvio Fracasso

debito pubblicoE’ dato incontrovertibilmente vero che il Debito Pubblico Italiano sia  Enorme.

Ciò che piu’ ci preoccupa  non e’ in effetti  la grandezza dei  + di 2.000 miliardi di Euro (anche se non riusciamo nemmeno ad immaginarla tale cifra) , bensì e’ il fatto che cresca di 3.000 euro il secondo, ====> LO VEDI FACILE CLICCANDO QUI
nonostante tutti i sacrifici  non si riesce a fermarlo, in poche parole non riusciamo neppure a pagare gli interessi su tale debito debito.

Come Uscirne ?

Avremmo piacere di sentire un vostro parere per capire semplicemente cosa ne pensate ,

se vorrai rispondere a tale piccolo sondaggio si farà piacere, Grazie 😉

NUMERI ATTUALI DEL VENETO  con questa amministrazione Italiana inefficiente (pensa se ne  attuassimo una di efficiente noi in un Veneto Indipendente ) ===> guarda i numeri  cliccando   QUI

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8 risposte a MORIREMO DI DEBITO , OPPURE POSSIAMO….

  1. Carlo M. Peruzzini ha detto:

    Con l’indipendenza, perché col residuo fiscale annuo abbiamo già ripagato la nostra parte di debito.

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  2. happyandy ha detto:

    Mix tra commissariamento ( con conseguente riorganizzazione spesa pubblica ) , vendita demanio, e patrimoniale secca…..cosi sono. S- contenti un po’ tutti..

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    • AdminVivereVeneto ha detto:

      Ma ti sembra motivo di essere contenti il commissariamento ? E poi, seriamente, pensi che basterebbe ?

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    • bestsilvio ha detto:

      il Grosso problema e’ che l’italia non e’ assolutamente riformabile, ovvero non si puo’ tagliare nulla….. spesa e “diritti acquisiti” sono sacri e intoccabili dunque si preferisce soffocare la parte attiva e produttiva piuttosto che andare a toccare i parassiti. Se si Svende tutto si risolve momentaneamente (neanche tanto) il problema in quanto subito il sistema italiano provvedera’ a trovare nuove voci di spesa per ritornare a fare debito , e’ sempre stato cosi’!
      Se poi si aspetta un intervanto dell’Europa/Trojca , beh… vediamo come e’ intervenuta in Grecia ?!?! Se affamare e distruggere uno stato per i prossimi 2 secoli e’ una soluzione…
      L’unica speranza e’ quella di “rovesciare il tavolo” e cambiare tutte le regole, ORA NOI VENETI POSSIAMO FARLO , BASTA CHE TUTTI LO VOGLIAMO (abbiamo alternative??? )

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  3. Edoardo Rubini ha detto:

    Non ho cliccato su nessuna di queste opzioni. Il debito pubblico è un fatto allarmante in mezzo ad altri fatti allarmanti. Dubito che sia il puro e semplice risultato della trascuratezza e dell’irresponsabilità dell’italica classe dirigente. Prendo nota che – dalla fine delle due guerre mondiali – la situazione finanziaria di molti stati occidentali si accompagna almeno ad altri due fenomeni: 1. lo svuotamento della sovranità in capo ai cosiddetti stati nazionali, riversando funzioni e poteri fondamentali su organismi internazionali, 2. la dissoluzione della Civiltà Europea, che storicamente è stata sorretta dal Cristianesimo, per adeguarsi invece a modelli conformistici, materialistici e edonisti d’importazione d’oltreoceano, che si sono accompaganati a gravissime manomissioni del costume sociale (divorzio, droga, pornografia, omosessualità, eutanasia, aborto, immigrazione selvaggia, ecc., ecc.). Mettere tutto questo assieme è fare un qualunquistico minestrone, oppure viene fuori un quadro estremamente chiaro e coerente, dove si vedono poteri fortissimi dissolvere ogni forma di Civiltà, per creare un’umanità divisa tra una casta onnipotente ed invisibile ed una massa sterminata di schiavi?
    Concludo: per i Veneti recuperare il loro Stato Sovrano è una priorità assoluta ed ineludibile. Fatto questo, è chiaro che ci assumeremo la nostra parte di debito pro capite. Dopo di ché, una saggia politica che prenda le mosse dal recupero della sovranità monetaria e che abbatta le grandi voci di esborso ingiustificato, ad esempio per pagamento d’interessi alle banche (per questo, l’erario italiano perde 90 miliardi di euro all’anno) oppure l’evasione fiscale (le stime vanno dai 120 ai 180 miliardi di euro annui di mancato introito), coniugandoli con la necessaria riforma di sana pianta dei programmi di opere pubbliche (si dia un taglio alle follie imposte dalle lobbies, come AV, metropolitane sublagunari, veneto-city, tessera-city, ecc.) improntandole ai bisogni veri (ad esempio, mobilità locale per lavoratori e studenti con metropolitane di superficie e rafforzamento delle linee ferroviarie e breve percorrenza, recupero edilizio e infrastrutturale dei centri storici, ecc.) seguendo l’esempio dei paesi civili (Germania, Austria, Svezia, Svizzera, Danimarca, ecc.), ci permetterà di ripianare il debito in tempi ragionevoli, addirittura di diventare uno paesi più avanzati del mondo (come eravamo al tempo della nostra Santa Repubblica).

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  4. venetvision ha detto:

    Credo sia inutile discutere sui se e sui ma, meglio concentrarsi su una valutazione e soluzione pragmatica del problema.

    Le cause del debito sono essenzialmente dovute all’eccesso di spesa pubblica che si è accumulato con i deficit annuali, tipicamente per alimentare sovvenzioni verso “amici” e una pletora di persone da coinvolgere in modo che sostengano “democraticamente” chi nei governi fa politiche di spesa. Possiamo metterla in modo più figurativo dicendo che se faccio il favore a Caio, devo corrompere (coinvolgendoli) tutti quelli che, senza un boccone anche per loro, potrebbero intralciarmi.
    I numeri sulle forze lavoro e pensionati in Italia confermano questa visione, e muovono l’ago della bilancia elettorale tale per cui da decenni in fondo le politiche (e i politici) non cambiano mai, ciò è verificabile.

    Fatta dunque queste breve premessa che ci conferma l’irriformabilità dello Stato italiano, appare chiaro che l’unica cosa da fare è rompere il sistema e ripartire da zero. L’indipendenza è penso il modo migliore di farlo.

    Il problema però non è che sparisce, e deve essere risolto. Esso và scisso in due parti: la parte competente il Veneto sovrano indipendente, e la parte competente la Repubblica italiana.
    Ricordando che il debito è stato emesso da quest’ultima e sui titoli di debito c’è la intestazione “Repubblica italiana” non “Repubblica federale veneta”.

    Perciò:
    1. Nel Veneto sarà necessario creare una struttura che consenta la libera iniziativa privata senza ostacoli perché essa è il reale motore dell’economia, lo è sempre stato da millenni, e lo sarà per sempre.
    Chi si preoccupa che ciò possa intaccare i “diritti dei lavoratori” o l’ambiente, non ha di che temere perché è possibile liberare l’iniziativa privata senza creare disastri ambientali, perché tali disastri si verificarono nel periodo in cui la popolazione non aveva sensibilità e cura dell’ambiente cioè il mercato non lo considerava un valore, cosa totalmente diversa oggi; mentre per i “diritti” una società che rispetti la persona tali diritti li tutela senza necessità di ridicoli articoli 18 che fanno danni a tutti. Il concetto di “diritti acquisiti” è infatti uno dei pilastri che tengono arretrata l’Italia e la bloccano ineluttabilmente verso il suo disfacimento.
    Liberare iniziativa privata significa soprattutto eliminare l’intervento dello Stato ad ogni livello, quindi spesa pubblica.
    Su questo punto occorrerebbe un approfondimento che non trova spazio in questo commento.

    2. Il Veneto potrà ottenere la sua indipendenza a patto che
    – a. la popolazione in massa lo voglia e lo faccia valere con la forza (per esempio con massicce manifestazioni di piazza);
    – b. nominando tale popolazione dei rappresentanti politici che siano capaci di condurre le istanze degli interessi dei Veneti, e tra questi rappresentanti avere la cura di nominare persone con capacità tecniche (vorrei dire “imprenditoriali” per dare l’idea) più che retoriche. Queste ultime possono scaldare i cuori, ma poi occorre lavorare su dati e trattative concrete, dove le chiacchiere non servono. Tale rappresentanza infatti avrà la funzione di negoziare la separazione con l’Italia.

    Perché qui sta il punto chiave: la negoziazione assieme al contenzioso da aprire ufficialmente con la Repubblica italiana sono due passaggi ineluttabili al fine di raggiungere l’indipendenza.

    3. Il debito italiano è italiano, perciò a rigore di logica non compete alla nuova Repubblica, che invece potrebbe ereditare il suo antecedente ruolo (la Repubblica veneta esisteva già prima di quella italiana).
    Tuttavia è chiaro che l’Italia abbandonata al suo debito affonderebbe due secondi dopo.
    Pragmaticamente è quindi di nostro interesse che quel paese non affondi, non subito almeno, perché anche la salute dei vicini di casa influenza la nostra salute economica.
    Pragmaticamente la mia idea è di *acquistare* debito pubblico italiano, prima di tutto dai cittadini veneti che ne posseggano, e poi eventualmente dalla Repubblica italiana.
    Ciò peraltro rappresenta un ottimo argomento di negoziazione per la separazione.
    Quanto accquistarne? E’ chiaro che questo dovrà essere un equilibrio ma è inaccettabile acquistarne per essere sostenibile, e io credo che la cifra limite sia intorno ai 166 miliardi.

    4. Come smaltire lo stock e dove ricavare il danaro per comprare il debito italiano?
    Con l’indipendenza deve essere fatto un contratto con i cittadini i quali sottoscrivono che in cambio dell’indipendenza accettano e autorizzano lo Stato veneto a emettere debito pubblico, che i cittadini si faranno direttamente carico, e contestualmente acquistare l’ammontare accordato di debito italiano.
    Ciò implica che l’emissione di titoli Veneti potrebbe avere un rating inizialmente simile a quello dell’Italia (BBB o BB-) cioè quasi junk, ma è verosimile che se la nuova/antica Repubblica riuscisse a stabilizzarsi in un anno e le politiche di liberazione dell’iniziativa privata si avviano, con il contestuale ritiro dello Stato che non avrebbe quindi motivi di spesa pubblica, il rating salirebbe presto in classe AAA, riducendo così il tasso d’interesse a premio del rischio.
    Avremmo in questo modo soldi in prestito dal mondo a costo inferiore di quello che oggi sosteniamo per i festini che fanno gli italiani, quindi un margine per ridurre la nostra esposizione debitoria, programma che deve essere iscritto nel patto dei cittadini di acquisizione e autorizzazione di emissione di debito.
    In tal modo nell’arco di 20 anni il debito potrebbe scendere al 10% circa.
    E’ chiaro che questa sarebbe l’ultimo nostro salvagente lanciato alla Repubblica italiana.

    P.s. sono Claudio H. G. (uso un account di venetvision perché non trovo il mio di WP)

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  5. Eugenio Fontana ha detto:

    Personalmente del debito Publico creato dallo stato Itagliano, specialmente dai primi anni 80 da CRAXI,senza ke nessun altro partito dicesse nulla ,Non mè nè Frega Niente! E questo lo dico da Indipendentista Veneto..

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  6. pia maria ha detto:

    non ci vorrebbe tanto… due senatori e 5 deputati per regione basterebbero, visto che le regioni sono 20, quindi 40 senatori, be per quelle più grandi facciamo 3, quindi 50 senatori in tutto; poi un deputato ogni 600 mila abitanti (USA ha un deputato ogni 780 mila abitanti e bene o male funziona abbastanza bene);
    Poi dovremmo togliere tutte le varie consulenza…. se c’è un dipendente che deve fare quella determinata cosa le cosulenze sono inutili, se ci vuole consulenza vuol dire che l’addetto non è all’altezza quindi va cambiato e non pagate consulenze per fare il suo lavoro, Dare una regolata ai vari megastipendi dei vari manager e vari lavoratori statali…( vedi compensi RAI, direttore INPS ecc, ecc.), le pensioni d’oro vanno riviste come vanno rivisti i vitalizi dei exparlamentari…devono percepire in base ai contributi versati e non in base a privilegi vari.
    Gli acquisti delle Stato devono avere un costo unico su tutto il territorio nazionale (vedi risma di carta A4 che varia da 3,50 a 7 euro a risma).
    I telefoni dei vari Enti vanno controllati… per chiamate personali codice a pagamento, non ci vuole niente a controllare i tabulati (è assurdo che una partecipata paghi 100 mila euro all’anno di telefono)
    Un controllo fiscale serio darebbe grossi frutti (professionista che fa 10 visite al giorno nel proprio studio a 150 euro a visita non può avere una dichiarazione dei redditi di 80/100 mila euro l’anno) e quanto accertato deve essere pagato e non fatti sconti sopra sconti….
    Potrei continuare l’elenco con tante altre voci ma mi fermo qua perchè dal quello sopraesposto ci sarebbe un risparmio di circa 10000 miliardi e un superiore intr4oita di circa 3/4000 miliardi.
    Se poi si riuscisse a eliminare l’evasione fiscale con l’emersione del “nero” in 5/6 anni avremmo ripagato il nostro debito (l’evasione e ile rendite del lavoro nero è stimata in circa100/120000 miliardi all anno).
    Non è che non riusciamo a uscire dal debito ma non c’è volontà politica ….questa è l’amara verità……..

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