VISTO DALLE DUE SICILIE

di Giorgio Burin

Circolano sempre più spesso sul web informazioni su un risveglio del sentimento patriottico nei territori del Regno delle Due Sicilie. Vista da un Veneto indipendentista la cosa è molto positiva, ma andiamo con ordine.

Da sempre, attraverso messaggi spesso beceri, la Lega ha operato per contrapporre i popoli della penisola italica a quelli della parte continentale della pianura del Po. Decenni di illazioni, anche pesanti sul supposto sfruttamento degli uni sugli altri, epiteti che suonano sentenze sulla indole di questo o quel popolo.

Lo scherzoso ricordo della mia infanzia, le burle tra polentoni e terroni, si sono trasformate in un astio cieco senza che nulla di costruttivo ne venga per nessuno.

Forse in questo modo non si è fatto altro che incoraggiare luoghi comuni che male indirizzano la domanda di giustizia che viene dai ceti popolari, quelli che lavorano per vivere.

Mentre però le genti del Lombarde e Venete hanno sempre attribuito la fonte delle loro disgrazie ad una unità d’Italia fatta male, non ricordo aver mai sentito accordare da parte nostra il beneficio del dubbio all’altra parte, ai campani, ai siciliani che invece, a tutta evidenza hanno avuto un destino simile, se non peggiore. Dall’altra parte, al Sud, per tanto tempo, c’è stato un muto atteggiamento di autodifesa: Roma per sottomettere economicamente e spiritualmente il Meridione ha creato uno pseudo-stato assistenziale, in pratica un sistema parassitario impostato su finti posti di lavoro pubblico, come sistema per mettere sotto controllo il malcontento di Campani, di Siciliani, ecc.

La stessa magistratura spiega che il sistema dei contributi a pioggia ha bloccato lo sviluppo dell’impresa nel Mezzogiorno e favorito l’espansione delle organizzazioni criminali, che hanno preso il controllo del flusso di denaro, con la compiacente latitanza di chi doveva garantire la legalità politica e amministrativa.

Oggi le cose cambiano: a Napoli si sono creati gruppi di ricerca storica e patriottici fedeli al ricordo del regno delle Due Sicilie, che invocano maggiore autonomia e decoro nel governo del Sud; in Sicilia, si sta affermando una forte corrente indipendentista trasversale a destra e sinistra, che accompagna la protesta dei forconi (per la tutela dell’economia locale, in primis dell’agricoltura), ma anche il contrasto agli attentati alla salute (per le installazioni militari ,come il radar Muos).

Riflettendo in termini indipendentistici su questo argomento, mi domando se la diatriba tra popoli conquistati allo stesso modo dallo stesso colonizzatore sabaudo non sia una guerra tra poveri che distoglie dal reale obiettivo di tutti, ridiventare padroni a casa nostra, sia quel che sia ! Mi domando perché popoli diversi, ritornati padroni, non possano stabilire un equo equilibrio tra loro, basato sulla collaborazione anziché sulle accuse reciproche.

Dopo l’indipendenza nostra e, a questo punto auspicabilmente loro, ciascuno sarà padrone di leccarsi le ferite e organizzare la sua rinascita secondo la sua indole, cultura e tradizione. Già altre volte sono stati pubblicati su questo sito pezzi che sottolineavano come una gestione locale delle risorse sia un bene per tutti. Le rivendicazioni dei popoli peninsulari e insulari avvallano questa nostra visione.

Potrà una rapida e felice indipendenza dei popoli sin qui imprigionati in una dimensione unitarista, da 150 anni stretta per tutti dare slancio all’economia e speranza agli stessi popoli ?

Potrà questo rinnovato spirito migliorare la visione reciproca che i vari Popoli, forzatamente uniti hanno gli uni degli altri ?

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3 risposte a VISTO DALLE DUE SICILIE

  1. Eugenio Fontana ha detto:

    Specifichiamo Bene,la Lega Lombarda ,nasce dopo la Liga Veneta ,Bossi era il loro Lider indiscusso(ma non era un Razzista,infatti dopo avere divorziato da una del suo paese aveva sposto una siciliana Federalista) era un novello Masaniello lombardo ossia diceva quello ke pensava il popolo lombardo,e non solo lombardo ,ma del nord .(Certo non era uno all’altezza di Miglio) e come diceva Giuan Brera (giornalista ) da concuistatori siamo diventati conquistati.Poi ha preso soldi dagli Industriali del Nord ,e si è messo ai loro Ordini..(come si suol dire teneva i piedi in due scarpe )ai comizzi diceva una cosa ,e nei fatti ne faceva altre.infatti delle emigrazioni di extracomunitari in Itaglia lo dobbiamo anche a LUI..(gli industriali gli kiedevano quote di extracomunitari da portare qui …Legge Bossi -Fini..dopo L’ictus, oramai era finito ,ma non essendo completamente scemo sapeva le cose come andavano ,gliindustriali Lombardi si sottomisero all’Andrangheta ,armata e ben organizzata e per di piu con molti soldi sporchi da riciclare.. Poi adesso ke i vari Popoli del sud Italia si ribellano allo Stato Itagliano ,non puo’ ke farmi piacere ,ma finche’ esistono le Province Autonome ,sono legate e questo vale non solo x le regioni del Sud ..infatti proviamo a kiederci xkè questa autonomia l’hanno dato solo a loro’? e non ha tutti? semplice x tenerli buoni…

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  2. Carlo ha detto:

    Quello che scrive il Sig. Burin mi sembra molto giusto, molto ragionevole e condivisibile al 100 per cento; vorrei tanto che la pensassero tutti come Lui, al Nord e al Sud.

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  3. Pingback: Ai gatti non conviene aprire l’uscio di notte | Vivere Veneto

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