PROFESORONI DE STORIA TALIANI…….. E LA QUANTISTICA VENETA !

di Millo Bozzolan Zago

Leggevo ieri quanto scriveva in un suo blog un professore dell’università di Padova (lui insegna storia) a proposito del moderno patriottismo veneto, da lui confinato nel “venetismo” tout court.

Gli pareva incomprensibile, poiché Venezia era fondata sull’inclusione della diversità, non costituì mai una “Veneta Nazione”*.

Ma lui si sbaglia, si sbagliano tutti i soloni della stampa, e dell’establishment intellettuale italiano e abbiamo il sospetto che questo giudizio sia dettato da interessi personali, dato che i posti che occupano mandano avanti il sistema italico.

Fino al 1797 si parlò a Venezia di “Veneta Nazione” e persino dopo l’occupazione austriaca, Vienna riconobbe ai Veneti qualità di popolo, che assieme ai Lombardi dettero vita al Lombardo Veneto.

Ecco invece quanto accadde dopo il 1866: noi sparimmo per magia, e per decreto, dal teatro della storia.

Gli intellettuali di parte italiani obbiettano, come dicevo, che lo stato veneto era in realtà un insieme di popoli, con lingue diverse, mai omologati e fusi tra loro.

Ma tutti, rispondiamo noi, si riconoscevano nel Leone, nella civiltà che esso rappresentava, per la libertà che garantiva ad essi.

Quella era la nostra civiltà, la civiltà veneta.

Tanto era diffusa l’idea di “nazione veneta” che a quell’epoca, quadri di celebri pittori di provenienza cadorina o della terraferma erano firmati col nome dell’autore accompagnato dall’aggettivo, in maniera molto orgogliosa e definente, di “venetus”. E per lo stesso motivo, nel 2004, a una delegazione di Veneti, composta da gente (di Venezia in minoranza e di terraferma per la maggioranza) che dal sistema italiano vengono più che altro compatiti o addirittura irrisi con l’etichetta di venetisti.

Il capo della comunità di Perasto, un tosto serbo di Cattaro, disse commosso: “NOI SIAMO DUE POPOLI, MA UNA SOLA NAZIONE”. Così si espresse dopo più di 200 anni dal discorso di Viscovich e dall’ammaina bandiera, accompagnato dal loro “universal, amarissimo pianto”.

Vi è chiaro dunque, cari signori con la puzzetta sotto al naso? Questo intendiamo con i riferimenti alla “Veneta Nazione”. Ma capire questo, per voi prevenuti, è altrettanto difficile che accettare il principio di indeterminatezza della fisica quantistica per un fisico di scuola classica.

Ma come lui, vi dovrete aggiornare pure voi.

_____

* La dizione “Veneta Nazione”, oppure “Serenissima Veneta Repubblica”, con l’aggettivo anteposto al nome, contrariamente alla grammatica italiana, denota l’indipendenza della grammatica veneta e le sue affinità piuttosto alla grammatica germanica.

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8 risposte a PROFESORONI DE STORIA TALIANI…….. E LA QUANTISTICA VENETA !

  1. Luca Segafreddo ha detto:

    E’ proprio da queste figure dell’intellighenzia Veneta, se così possiamo definirla, le quali per prime dovrebbero farsi portavoce delle istanze di distacco dall’occupante italiano, che verranno gli ostacoli più grandi da superare nel percorso verso l’agognata libertà ed il riconoscimento di quanto, un tempo, è stato brutalmente e falsamente tolto ai nostri avi. Da un lato l’apparato statale Veneto non è, in buona parte, in mano ai Veneti e, dall’altro, lo stuolo di coloro i quali di Stato centrale si nutrono, non mollerà facilmente la presa.

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  2. Franco Rocchetta ha detto:

    Condivido tanto l’articolo quanto il commento.
    Di “veneta nazione” parlano tranquillamente anche i documenti ufficiali del veneto governo provvisorio nell’Estate e nell’Autunno del 1797,
    riferendosi in modo esplicito e non equivocabile esattamente al continuum civile e sociale ed istituzionale veneto, che è tale proprio anche nella sua armonica complessità : complessità e armonie incomprensibili per quanti fanno carriera imparando a memoria i bignami coloniali.

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  3. Franco Rocchetta ha detto:

    Forse che non esiste una nazione ungherese
    dal momento che lo Stato ungherese dei secoli scorsi
    comprendeva un vastissimo (oltre che disarmonico)
    mosaico di popoli e di territori, di economie e sistemi e lingue e culture ?
    Forse che non esiste una nazione ungherese
    dal momento che l’Ungheria sovietica di Béla Kun
    e quella sciovinista d’oggi sono tra loro così tanto lontane ?

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  4. Franco Rocchetta ha detto:

    Vorrei poter qui aggiungere molte altre testimonianze e considerazioni,
    non ne ho assolutamente il tempo.
    Qualche cosa in qualche modo rapportabile al bel pezzo
    qui dedicato ai servi coloniali che si credon progressisti
    la ho scritta un’ora fa su fb
    in relazione ad una nuova perla al Zyklon B
    comparsa sui muri della nostra capitale
    (che per la Rai e per lo “Statuto veneto” va chiamata “capoluogo”).

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  5. Piero Pazzi ha detto:

    Giuseppe Viscovich, non era serbo e non era di Cattaro, ma di Perasto e apparteneva a una delle 12 Casade del Luogo (i patrizi di Perasto)

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  6. Luigi ha detto:

    Non ho tutta questa Cultura (nè italiana, nè Veneta): vengo dall’altra parte del equatore, un mondo nuovo, dinamico, vivo. Le mummie e la loro cultura di morte ed immobilismo mi fa accapponare la pelle. Se il nostro popolo Veneto non se sveglia saremmo tutti perduti, e mi tornerò a casa mia in South Street, Preston Melbourne Victoria. WSM e ciao.

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  7. Eugenio Fontana ha detto:

    Condivido pienamente L’articolo scritto dal Compatriota MILLO…

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  8. millo ha detto:

    Per originario di Cattaro si intende la federazione delle Bocche di cui Perasto era Capitale. era una indicazione generica. Quanto al riferimento alla sua nazionalità io so che i perastini che parlano il ciakavo, e se non sbaglio, l’amico Piero mi correggerà eventualmente, questo è un dialetto serbo.

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