SEI GIOVANE … EMIGRA !!!!

di Anna Iseppon

Giovani Emigranti“Ma cosa ci resti a fare qui? Tu che sei giovane faresti bene ad andartene da questo Paese, cercare lavoro all’estero…”

Immagino che anche a voi sia capitato più volte di sentir fare un discorso analogo a questo. Io me lo sento fare fin troppo spesso. Sono una persona mite, generalmente, ma queste poche parole riescono veramente a farmi incavolare!

Mi fanno rabbia perché chi dovrebbe incitare i giovani a “lottare” per difendere i propri diritti non lo fa, anzi, ancor peggio, li incita alla fuga.

Mi fanno rabbia perché testimoniano quanto le generazioni precedenti alla mia stiano annegando nella rassegnazione, perché “tanto le cose non si possono cambiare”.

Mi fanno rabbia perché dimostrano quanto ci siamo impigriti: emigrare è la strada più semplice e meno faticosa, mentre lottare per i propri diritti…beh, può essere davvero stancante!

Mi fanno rabbia perché sottintende una scelta egoista: “io penso a me stesso e me ne vado…e che gli altri s’arrangino!”

chi lotta puo' perdereTra la fuga e la lotta io ho scelto di restare qui e lottare per quello in cui credo, per il mio futuro e quello di chi mi sta accanto, per la mia terra.

Riuscite forse a biasimarmi perché il posto in cui vorrei vivere, lavorare e metter su famiglia è la terra dove sono nata, il Veneto? Riuscite a criticarmi perché desidero che la mia gente possa scegliere una forma di governo più adatta alle sue esigenze e vivere in uno Stato moderno ed efficiente (come certamente sarà il futuro Stato Veneto)? Datemi pure della sognatrice…ma io preferisco rimanere qui a difendere il mio ideale che fregarmene di tutto e tutti e scappar via!

“Si ma è difficile”… certo è difficile, da quando i Veneti si spaventano per le difficoltà!

“Si ma no i ne assa”… non dipende da “loro” ma da “noi”. Se lo vogliamo in tanti è già fatta, ma dobbiamo volerlo noi per primi.

“Si ma e dopo?” … il dopo a cui non voglio pensare è affrontare la lenta agonia di uno stato irriformabile come l’Italia. Il futuro Veneto lo costruiremo insieme, a misura dei nostri bisogni.

il futuro è quiPerché andare all’estero in cerca di fortuna se il nostro futuro è qui?!

Crediamo, lottiamo per migliorare la situazione in cui ci troviamo, dedichiamo un po’ di tempo ogni giorno per diffondere un messaggio positivo…il “domani migliore” che pensate di trovare lontano è qui e arriverà presto. Ma dobbiamo farlo TUTTI INSIEME!

Gridiamo ai Veneti che “noi ci siamo”, che non fuggiamo di fronte alle difficoltà, che vogliamo essere gli artefici del nostro destino.

IL SOGNO E’ QUI DIFRONTE A NOI , IO VORRO’ ESSERCI E TU ?

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8 risposte a SEI GIOVANE … EMIGRA !!!!

  1. Enzo Trentin ha detto:

    Un due volte brava ad Anna Iseppon.

    LA PRIMA: perché come scriveva Joseph Alois Schumpeter (che è stato un economista austriaco, tra i maggiori del XX secolo): «Mi chiedo quanto tempo ci metteremo a capire che il regime parlamentare basato sulla democrazia SOLO RAPPRESENTATIVA non è altro che “un’impostura”?»

    È una truffa conclamata. Specialmente se pensiamo che senza le democrazie le tasse si chiamavan decime… Che la mezzadria che era considerata uno sfruttamento medievale ti toglieva solo il 50% dei frutti di qualcosa che non era tuo. Ora la pseudo democrazia (o quel che è) ti spoglia sistematicamente di ciò che è già tuo togliendotene il 70%.

    LA SECONDA: perché andare all’estero non sembra consentire una visione reale della situazione italiota. Infatti, un’italiana (sicuramente in buona fede, ma altrettanto certamente imbevuta di retorica patriottarda) che vive e lavora a Londra, così ha reagito alla lettura dell’articolo: Colpire al cuore della popolazione per chiedere l’indipendenza http://www.lindipendenza.com/colpire-al-cuore-della-popolazione-per-chiedere-lindipendenza/ , che è stato pubblicato anche in questo sito.

    CIRCOLO 2.0 ITALIANI all’ESTERO: https://www.facebook.com/groups/Circolo2.0/663154187039394/?notif_t=group_comment

    Natalina Vicinelli che centra un sovversivo indipendentista che puo essere accusato secondo la costituzione di attentato all unita’ d italia con noi che viviamo all estero
    22 ore fa · Mi piace · 1

    L’idea indipendentista ha bisogno di corretta informazione, più che di partiti sedicenti indipendentisti.
    Siano poi i cittadini correttamente informati a decidere.

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  2. Eugenio Fontana ha detto:

    Devo dire che l’ANNA,in questo articolo a toccato un problema Interessante (anzi l’ANNA mi sembra ke abbia capito molto piu’ di certi Intelletuali Venetisti ho Indipendentisti) Infatti questa storia di andare all’estero,per farsi un futuro ,è una Propaganda Mondialistica-Massonica ,il bello è ke c’è lo dicono anche certi extracomunitari,che venendo qui stanno piu bene ke al loro paese,E NO noi Patrioti Veneti Restiamo qui a combattere,magari saremo poveri,ma di qui non ci spostiamo ..E per quanto riguarda quelli ke vanno all’estero uno su mille c’è la fa’ e quando la crisi arrivera anche la’ ke faranno?,Ma ai giovani ke cercano lavoro nella loro terra che devono fare? Devono dire agli Industriali VENETI di Licenziare i Lavoratori Stranieri Ke hanno fatto venire qui per tenere bassi i Salari ,ed assumere Lavoratori Veneti (Come ha fatto la germania diversi anni fa gli ha dato una buonuscita e li ha mandati al loro paese ) Certo ke i Giovani Veneti si devono adattare a qualsiasi lavoro e farsi dare una paga DIGNITOSA ,il LIFE non parlava di Fratellanza veneta ,ho riguardava solo gli Inprenditori Veneti?

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  3. Carlo M. Peruzzini ha detto:

    Infatti dico sempre: ma perché me ne devo andare io da casa mia e cedere all’esproprio? Se ne vadano loro.
    Aggiungo una considerazione di generation gap. Osservo assai spesso che generazioni precedenti non riescono a uscire da schemi di pensiero novecenteschi basati su parametri di ammortizzazione sociale ipertrofica; al contrario, ritengo sia importante ricominciare a costruire un benessere reale costruito su altre solide basi, con l’onesto lavoro e le capacità di chi resta. In un Veneto indipendente e prospero.

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  4. Eugenio Fontana ha detto:

    A Carlo Peduzzini ,quando parla di generazioni precedenti,che non riescono ad uscire da schemi di pensiero novecenteschi..ma perchè di nuovo non si vede Niente..adesso viene spacciato come Nuovo schemi di pensiero del’ottocento,tipo Proudon..e della Democrazia -Diretta,,che gia a quei tempi erano falliti..comunque adesso vedremo cosa sia sto Democrazia -diretta in versione moderna..Per quanto riguarda i Partiti,a parte quelli a gestione Personale (parlo di Forza Italia ho popolo delle liberta’) mi sembra un caso unico in Europa ,di solito sono i grandi Gruppi Economici ke guidano le linee dei Partiti,qui invece abbiamo il capo di un grande Gruppo economico ke fa il politico..Invece gli altri partiti sono in crisi per motivi di onesta’,e moralita’,e poi non hanno regole e se le hanno dopo un po’ le canbiano a secondo dei loro interessi..Quindi criticare il partito va bene ,ma non si puo’ buttare via il bambino con l’acqua sporca ,insomma finora non abbiamo ancora visto una alternativa al Partito come organizzazione ..per fare valere certi obbiettivi e interessi..

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    • Enzo Trentin ha detto:

      Mi sia concesso di spendere una parola sulla democrazia diretta, da qualcuno non vista di buon occhio o comunque vista con perplessità. Orbene la validità di tali strumenti: REFERENDUM legislativi o deliberativi senza quorum (non quindi l’insulso referendum consultivo con quorum del 50%+1 per il quale alcuni indipendentisti si battono), INIZIATIVA di leggi e delibere, REVOCA dei “rappresentanti” o dei burocrati; NON RISIEDE NEL LORO COMPULSIVO UTILIZZO, bensì nel loro potere DETERRENTE. Infatti, ad ogni “rappresentante” preme in primo luogo la sua rielezione. Cosa assai difficile o dubbia laddove le sue delibere o leggi dovessero subire l’abrogazione con l’esercizio della sovranità popolare attraverso gli strumenti della democrazia diretta. Ne consegue una legiferazione più ponderata e rispettosa del “comune sentire”. Analogamente il burocrate assumerà comportamenti più consoni sotto la “Spada di Damocle” del fatto che anche lui è rimovibile.
      Su questo tema ho scritto molto, ma ovviamente nessuno è obbligato a leggere, per cui mi si vorrà concedere la precisazione di cui sopra.

      Un altro discorso si potrebbe fare sulla cosiddetta CIVILTÀ COMUNALE, nata intorno all’anno 1.000 nell’Italia centro settentrionale e da qui “esportata” e diffusa in buona parte d’Europa. Anzi, semplificando, qui si potrebbe dire che le istituzioni svizzere sono le dirette discendenti di quella civiltà. Ebbene in tale civiltà le cariche pubbliche erano brevi e spesso NON remunerate. C’erano due sole categorie di cittadini che non potevano né votare, né accedere alle cariche pubbliche: i RICCHI, perché potevano comperare i voti. I POVERI, perché il loro voto potevano venderlo. Se la categoria dei ricchi NON era molto numerosa, non per questo si deve pensare che i poveri fossero una folla. Infatti, in questa categoria rientravano i braccianti senz’arte né parte, coloro che (per dirla con termini odierni) andavano in piazza a cercare il “Caporale” che li ingaggiava a giornata. I liberi cittadini erano la stragrande maggioranza organizzata nelle fraglie delle arti, dei mestieri e delle professioni.

      Per quanto riguarda i partiti, il discorso, in questo caso, si sposta sugli esiti conclusivi del lavoro di Moshei Ostrogorski (1908); nella parte in cui lo studioso russo condensava con lo slogan «viva la lega, abbasso il partito», la propria opposizione a forme rigide e permanenti, a programmi-omnibus e, in fondo, a considerare il partito in quanto istituzione necessaria all’esplicarsi dello scontro politico.

      La tesi ostrogorskiana sostiene che il moderno partito politico è come macchina centralizzata al servizio del leader, e della quale il leader non avrebbe potuto fare a meno per raggiungere i suoi scopi. Mi pare inutile qui fare nomi, poiché do’ credito ai lettori l’averne alcuni in mente.

      In sostituzione della forma-partito tradizionale, Ostrogorski auspicava la nascita di «organizzazioni single issue», le leghe appunto, in grado di riunire i suoi aderenti su obiettivi specifici e destinate a sciogliersi una volta raggiunto lo scopo prefisso. Gli iscritti, secondo Ostrogorski, sarebbero così stati affrancati dall’esigenza di assicurare una fedeltà irrazionale ed eterna; sarebbe venuta meno l’oppressione di una struttura organizzativa votata alla conquista del potere, innanzitutto attraverso il ricorso alla corruzione ed al clientelismo.

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  5. Barbara ha detto:

    buongiorno!! se potete scrivere dove si puo’ trovare lavoro all’ estero aiutate molte persone che stanno cercando di andare via dall ‘Italia, purtroppo molti sono andati all’ estero ma sono ritornati xchè non trovavano lavoro, se potete dare qualche direttiva di dove andare ci fate un piacere (luogo, persone che ci aiutano con cose concrete!!!) grazie mille….

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    • bestsilvio ha detto:

      Scusi Barbara ma trovo il suo intervento abbastanza incoerente: nel nostro articolo invitiamo la gente a darsi da fare per salvare questa nostra bellissima terra con moltissime potenzialita’ …. e lei pretenderebbe che le dessimo dritte su dove emigrare e con chi parlare ?
      La migliore emigrazione sara’ quella dell’Italia che se ne andra’ e ci lascera’ liberi di vivere la vita che ci meritiamo a casa nostra!
      Anziche’ pensar ad emigrare dovrebbe piuttosto pensare a come aiutarci x portare io Veneto all’Indipendenza, tutti dovrebbero darsi da fare, abbiamo una occasione storica, non bruciamocela egoisticamente !

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  6. Pingback: EMIGRAZIONE 2.0 | Vivere Veneto

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