La Sinistra e il Potere in Italia

di Edoardo Rubini

Prendiamo spunto da un intervento di Giovanni Dalla Valle che stimola qualche riflessione su argomenti di solito trascurati e dati magari per scontati, che meritano un approfondimento.

  1. il rapporto tra sinistra italiana e autonomismo;
  2.  il rapporto tra liberalismo e autonomismo.

TibetCome avrai notato, la sinistra italiana tende a benedire quei movimenti indipendentisti che operando all’estero si dichiarano di sinistra: Palestinesi, Baschi, Catalani, Scozzesi, Irlandesi, ecc. Per l’autonomismo in casa propria, invece, tolleranza zero: se uno si dichiara veneto o lombardo, anziché italiano, sembra che gli attribuiscano d’ufficio la tessera del PNF (un po’ meglio va a Friulani e Sardi).

Dopo la politica leghista (che per ammissione dei suoi stessi dirigenti ha cavalcato l’antimeridionalismo e l’antiimmigrazione in chiave schiettamente elettorale) i rapporti con la sinistra non potevano migliorare. Il problema resta: perché i sacerdoti della libertà democratica e del progresso sociale non concepiscono che l’identità si realizza spesso al di là delle appartenenze statali?

Un po’ di storia ci aiuta. Tutto risale all’unità d’Italia, quando il ceto che operò per la riunificazione era a livello di poteri forti legato alla monarchia sabauda, alla massoneria e al pensiero illuminista e liberale (cioè portatore di una ideologia individualista, ritagliata su misura alle abbienti classi borghesi che si apprestavano alla scalata sociale), mentre solo a livello di militanza esistevano circoli progressisti (repubblicani e radicali) che orbitavano intorno alla Carboneria d’ispirazione mazziniana o garibaldina. Era la sinistra velleitaria che credeva di fare la repubblica rivoluzionaria contro tutte le monarchie, Savoia compresi: alla fine, con il 1860, si adegua all’unità savoiarda e poi, visto il fallimento del nuovo Stato, resterà all’opposizione culturale del paese fino al 1945.

I movimenti popolari, con l’inizio del ’900, restavano comunque quello cattolico-popolare e quello socialista. La Chiesa Cattolica, perseguitata dal nuovo stato liberale, vi si opponeva in tutti i modi, addirittura non faceva votare i cattolici.  Così, i liberali erano la minoranza di ricchi al potere, che sfruttava le masse contadine e operaie, che poi organizzano nei grandi partiti.

La sinistra nell’800 odiava lo stato italiano, come ancora affermava Pier Paolo Pasolini negli anni ’70:  http://www.youtube.com/watch?v=hYGY0hsxSn4 Pasolini andava a parlare nei congressi del P.C.I., tutti applaudivano, nessuno capiva quel che diceva. Difendeva la cultura antica, riscopriva le parlate locali, celebrava la sacralità del mondo contadino: la sua impostazione era sì “democratica”, adottava pure l’analisi marxista (cultura dominata contro cultura dominante).

Peccato che egli fosse contro il progresso, quindi (avendo un forte influsso cattolico) cozzava contro la sinistra del suo tempo. Era l’ultimo superstite di un filone di pensiero che risaliva ad Antonio Gramsci (che nel 1920 scriveva  nel periodico “L’Ordine Nuovo”: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce Gramsciche ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti”), ad Emilio Lussu, socialista, autore di “Un anno sull’Altipiano” e cofondatore del “Partito Sardo d’Azione”, a Giacomo Matteotti, instancabile promotore delle autonomie locali.

Dopo la caduta del Fascio, la sinistra entra nella stanza dei bottoni e comincia a concepire la nuova repubblichetta come la sua creatura: questa è la sua striminzita sicurezza, non chiedetele di più. Il P.C.I. e il P.S.I. in realtà non hanno mai maturato un’idea di democrazia che superi l’apparato ideologico marxista: resta una sinistra immatura, figlia bastarda di uno stato violento fin dalle sue primissime origini, cresciuta sotto l’esempio napoleonico, che professa una democrazia rivoluzionaria e utopistica (che le comunità rurali cattoliche non capivano e che dunque è stata imposta con la forza).

Stesso dicasi a destra: questo staterello massonico-fascista, rimasto invariato attraverso i decenni nel suo nucleo essenziale, è comunque il riferimento che ha garantito tanti privilegi, quanto nessun incentivo a creare forti compagini di governo conservatrici, dotate di una cultura politica che favorisca le genti che pretende di governare. Anche la D.C. ha sofferto di questo limite, perché con il Patto Gentiloni si è preteso di far rappresentare i cattolici dai signorotti liberali che credevano solo nel proprio portafogli (e nella loggia di riferimento); solo la fase economica espansiva degli anni ’60 aveva dato l’impressione di un futuro roseo e promettente.

Passata l’abbuffata alimentata dall’appartenenza nato, vediamo il fallimento costante delle varie formule politiche, ora pseudo-socialiste, ora pseudo-liberali, ora pseudo-autonomiste, perché in realtà la classe dirigente italiana non rappresenta culturalmente nessuno, al di fuori degli interessi economici di casta o di categoria. Da tutto l’establishment liberale italiano, di destra, di sinistra e di centro non si è mai cavato niente in termini di Verità e Giustizia e sarà sempre così. Il liberalismo, oggi tanto di moda, era già in declino nell’800.

È un’ideologia inventata dall’Impero Britannico per impadronirsi del mondo. Sul piano culturale predica il relativismo (la Verità è un’opinione, quindi non esiste), sul piano economico la sua espressione è il liberismo: l’ideologia farlocca del “libero mercato”. I padroni del mondo affermano che i soldi girano secondo regole certe ed infallibili, senza che l’Autorità pubblica debba intervenire: cioè devono girare nei loro conti correnti.

Gli ideologi britannici vanno ad abbattere dazi e dogane (che per esempio erano alla base del sistema protezionistico della Veneta Serenissima Repubblica, un metodo efficacissimo e perequativo per sostenere l’economia locale e redistribuire la ricchezza prodotta dai grandi traffici, a beneficio di tutto il popolo) per arricchire pochi speculatori a discapito della collettività (in particolare negli stati poveri da sfruttare economicamente e a cui rapinare risorse legalmente). Con lo stesso concetto, i poteri fortissimi che citi tu, che attraverso il sistema bancario globalizzato controllano il flusso di denaro di quasi tutto il mondo, cavalcano alla grande l’ideologia liberale: prima fanno indebitare gli Stati, poi puntano il dito sulla spesa sociale, infine pretendono che i debiti siano ripagati attraverso le privatizzazioni.

Lagarde-afp-258L’FMI ha ripetuto questo schemino decine di volte. Ciò vuol dire che le risorse migliori delle nazioni diverranno proprietà privata di una casta invisibile. Nel contempo, il liberalismo camuffato come “tolleranza” fa sì che venga smantellata l’identità locale (che attraverso la tradizione fa perno sulla Fede religiosa), così i paesi “globalizzati”, privati della loro storia e della loro autocoscienza, cadono facile preda dell’Alta Finanza.  I seguaci “libertarians” sono i primi strumenti di questo piano di conquista: tea parties e neo-con che predicano il credo della tassazione zero, non si curano che così non risolvono i problemi dello Stato, ma ne propiziano l’estinzione, con la conseguente instaurazione della tirannide assoluta del più forte.

Tu citi Alex Salmond e il suo Scottish National Party come modello: piace e anche a me. Lo SNP è spostato a sinistra quel tanto che basta a garantire un solido Welfare State, foriero di benessere e concordia sociale. Nella storia, tutte la nazioni civili si sono occupate di far funzionare strutture pubbliche (pubbliche anche nel senso di aperte a tutti: nella Serenissima ospedali, ricoveri e orfanotrofi erano gestiti dalla Chiesa) a protezione e ristoro dei bisognosi. Non ci sono alternative a questo livello di Civiltà. Osservo che se si affermasse un partito spostato un po’ più a destra, perché più tradizionalista (tipo la Südtiroler Freiheit di Eva Klotz) andrebbe bene lo stesso.

Ciò che importa è che quello da te chiamato “localismo” miri a: 1. difendere l’identità storica e religiosa del popolo; 2. arginare, anche con azioni di contrasto, la mondializzazione, come pure l’omologazione europoide, facendo una politica di difesa attiva delle comunità locali. L’efficiente Stato sociale nordeuropeo è un ottimo esempio per tutti, pur con una precisazione: cura bene gli aspetti materiali, ma trascura quelli spirituali.  Una comunità che ignora Dio, presto o tardi si ammala e soccombe: sarebbe un triste paradosso quello di avere splendidi ospedali all’avanguardia, pieni di gente che sopprime il figlio nascituro o che si toglie la vita con l’eutanasia, avendo concepito la vita come una simpatica vacanza da interrompere a piacimento.

L’eloquente esempio che tu citi dell’Ungheria è solo la punta dell’iceberg di tutta l’Europa ex comunista, Ungheriache persa la scorza ideologica di matrice illuminista e occidentale (il social-comunismo) che le era stata imposta, ora torna alla saldezza dei suoi valori cristiani originari. Sulle proposte di riforma costituzionale, alcune considerazioni finali. Nel 1998, il Veneto ha cannato la sua occasione storica di avere lo Statuto speciale. Il 3 aprile 1998 la Camera respingeva con 244 voti contrari, 170 favorevoli, 26 astenuti, la proposta di rendere il Veneto autonomo. Che votasse contro compatto il PDS (capeggiato da D’Alema) si può anche capire (per i motivi sopra spiegati), che i forzisti fossero favorevoli anche (86 sì, 5 no, 18 assenti). Che dire della Lega? I leghisti veneti si presentavano in 22 e cercavano di sostenere la proposta… ma in 35 (i tirapiedi padani) restavano a casa… l’autonomia del Veneto non conveniva infatti alla satrapia familista di casa Bossi. Cacciari se ne rammaricava e se in quel momento avesse assunto la guida dell’autonomismo, tutti i Veneti lo avrebbero seguito: conservatori e progressisti, venetisti e italianisti.

Non c’erano concorrenti credibili in quel momento: solo nani fisici e intellettuali. Ma che importava al Massimo lagunare di diventare il padre della causa veneta? Una carriera all’ombra del regime: Cacciari è l’espressione intellettuale di questo regime liberale italiano, corpo in decomposizione (mentre gli avversari della sinistra più che l’alternativa, sembrano i vermi che lo divorano). Difatti, rileggiti la proposta di riforma costituzionale lega-FI e domandati se uno stato avrebbe mai avuto una speranza di funzionare secondo le regole partorite da quelle grandi menti. Tu dici che l’unica riforma della Carta fondamentale bene o male realizzata è stata quella del Centro-sinistra. Che riforma è stata? Praticamente, hanno applicato una direttiva europea. Prendi in mano la Carta europea delle autonomie locali http://conventions.coe.int/Treaty/EN/Treaties/PDF/122-Italian.pdf e vedrai che ne è la copiatura. Perché la riforma è fallita, persino in quel poco di buono che essa poteva portare? L’anima nera dello stato italiano, l’apparato occulto che controlla i vari Bossi, Napolitano e Berluska, ha sabotato dall’interno l’organo che era il perno del nuovo impianto istituzionale: la Conferenza Stato-Regioni. In pratica, era il tavolo in cui il governo romano doveva elaborare le nuove leggi che coinvolgevano le Regioni, di concerto con loro: questo non ha mai funzionato a dovere, in particolare i governi Berluska-Bossi lo hanno usato per estorcere a cosa fatte il consenso delle regioni “amiche” per le varie leggi-porcellum da loro partorite, senza mai riuscire a portare in porto vere riforme.

Con i fiaschi del codice del turismo e varie occasioni mancate (come il federalismo demaniale), è cominciata federalismo-demanialela guerra dei ricorsi alla Corte Costituzionale: la condotta sleale e abusiva di Roma provoca la reazione agguerrita delle regioni in sede giurisdizionale, con continue bocciature anche clamorose di leggi statali (ma anche regionali) e in pratica la paralisi istituzionale e l’impossibilità di una seria attività legislativa.  È una situazione che solo chi è interessato al falso può immaginare che si risolva. La storia si conclude con il completo fallimento italiano e si apre con una sfida: tante delle cose del passato descritte come oscurantismi da dimenticare sono invece le più preziose risorse per il nostro futuro. A cominciare da una morale che non sia solo quella del singolo individuo.

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6 risposte a La Sinistra e il Potere in Italia

  1. Eugenio Fontana ha detto:

    Secondo mè per parlare della Sinistra in Itaglia ,bisogna sapere almeno un po’ della Rivoluzione Leninista (ho Bolscevica in Russia) Visto che prima di questa Rivoluzione i Socialisti gia’ c’erano,a livello Europeo,Parlo della prima e seconda Internazionale Socialista,e i loro Leader si Ispiravano e studiavano la Rivoluzione Francese,e specialmente la Comune di Parigi..Con questa Rivoluzione Leninista e con la Crisi Mondiale ..i vari Gruppi Industriali ed i vari Governi..Restano Spiazzati ed Intimoriti Infatti mi sembra ke ci sia un Libro intitolato ”I 10 giorni che fecero tremare il Mondo ”Se non sbaglio da un Industriale U.S.A .diventato poi amico di LENIN .Quindi con la crisi economica causata da loro e la formazione nei vari Stati Europeri di Partiti Comunisti ,vedendo ke i vari partiti Liberal-democratici e Social -Democratici non Risolvevano la loro situazione (I comunisti attuavano l’abolizione della proprieta Privata )allora Prima in Itaglia e poi in Germania finansiarono e mandarono al Governo i Fascisti e poi i Nazzisti per Eliminare questo pericolo..e ci riuscirono ..Tornando alla Russia ed alla sua Rivoluzione dopo pochi anni Lenin Mori..E qui bisogna Specificare ke Lenin è Stato un Grande Rivoluzionario,Ma come Politico ,si è visto poco ho niente,anche se negli Ultimi 2 anni di vita ha capito ke le cose non andavano come Lui pensava ed aveva fatto la N.E.P.ossia la Nuova politica Economica ..(e qui ci dimostra che nessun uomo è perfetto)Con l’avvento al Potere di Stalin e l’annientamento della vecchia guardia Bolscevica ,si apre una fase nuova ,di cui tutti i Partiti Comunisti ne subiranno le conseguenze,abolizione nei primi anni Trenta delle 3 Internazionale Comunista,ossia ll confronto e le decizioni aspettano solo a Stalin ossia alla Russia .Con la Agressione Tedesca alla Russia qui un insieme di popoli si uniscono

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  2. Eugenio Fontana ha detto:

    Finita la guerra Mondiale le varie Potennze si Uniscono per Spartirsi il Mondo (le due potenze Mondiali U.S.A ed U.R.S.S.) Teniamo presente ke nei primi anni trenta il P.C.I in un congresso a Slerno(credo clandestino) decide di Eliminare dal suo statuto la frase ”Dittatura del Proletariato” ma questa frase distingueva la differenza tra Socialisti e Comunisti (una comica Itagliana ) Visto che gia da allora pensavano di prendere il Potere con le Elezioni ,ma nella loro Ignoranza ,(se ne sono accorti dopo ke questo non era possibile xkè gli U.S.A ,si è visto non glielo hanno mai permesso)Solo negli anni 70 dopo ilGolpe in CILE se ne sono accorti ed hanno proposto ILCompromesso Storico ,Diventando come Programma Politico Social -Democratici ,ma furono Respinti dall’Internazionale Socialista xkè prendevano soldi dall’U.R.S.S (Sai comè gli Itagliani i soldi non li Rifiutano mai) Con la caduta dell’U.R.S.S. I Comunisti Itagliani si Liberano di un peso,ma piangono al Congresso come i Coccodrilli (probabilmente pensavano che i finanziamenti erano Finiti) Poi si vede un Declino Morale di questo partito,come alcuni anni prima dei Socialisti (P.S.I) Attualmente negli ultimi decenni oltre al nome ed al sinbolo si sono ispirati ai Democratici U.S.A ,solo ke sono una brutta coppia (se uno si kiede come mai ,ma xkè sono Itagliani)

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  3. Eugenio Fontana ha detto:

    Parlando di Autonomia ,nei primi anni 80,fuori dal Veneto si sente parlare atraverso i giornali e la TV di una Liga-Veneta ,cosa sia non si capiva bene,poi atraverso i media veniamo a sapere ke è un Partito Autonomista,in quel Periodo si forma anche una Lega-Lombarda con un prestito della Liga-Veneta (mai Restituito) il cui Leader è un certo BOSSI da Varese il quale ottiene un certo sucesso elettorale alle Regionali,si presenta come partito Autonomista Federalista ,con acenni un po’ Razzisti nei confronti del SUD ,(ma poi si scopre ke aveva lasciato sua moglie una del suo paese x una Federalista Siciliana che abitava dalle sue parti) Visto il suo sucesso ellettorale i piccoli e medi Inprenditori Lombardi ,cominciarono a Finanziarlo (insomma non c’era piu nessun partito ke li difendeva )Da allora visto i sucessi elettorali la Liga-Veneta del Buon Rocchetta ,che cominciava a perdere i colpi ,si alleo ho fu assorbita dalla Nuova Lega-Nord ,che conprendeva anche il regno Sabaudo.. aaz ..scusate la regione Piemonte,il cui Leader era un cantante Folk un certo Gipo Farassino..Arrivati ad un certo punto ,sono passati 10 anni,di miglioramenti non se ne vedono,ed in piu piano piano è arrivata L’invazione degli extracomunitari il BOSSI dopo un ICTUS,non è piu come prima (nel senso ke non sa piu contare le balle,,anzi non riesce piu’ neanche a parlare bene ed in piu non è neanche tanto lucido come prima)Allora li si forma il famoso Cerchio Magico ,ossia persone vicino a Lui con a capo una del SUD ,Maroni sapeva benissimo quello ke succedeva ,ma elettoralmente le cose nonostante tutto andavano bene..I Medi e piccoli Industriali del Nord ,visto ke non avevano ottenuto Nulla ,cominciarono a capire ki in Itaglia veramente Comanda a parte i Grandi Gruppi ..e si allearono con L’Andrangheta, Vistoche era una

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  4. Eugenio Fontana ha detto:

    E KE è Attualmente una Organizzazione Seria ,con Grossi Capitali ed una certa forza Militare..Adesso assistiamo visto gli ultimi insuccessi ellettorali un Ritorno alle Origini,anzi Resciuscitano persino il Miglio dopo averlo cacciato a pedate dal Movimento..Per poi dopo sei mesi Presentare un certo TOSI da Verona con la fascia Tricolore a parlare di Itaglia Federalista .ma Oramai il Federalismo in Itaglia è Morto ,L’unica Alternativa è fare uno Stato Veneto Indipendente e Neutrale ,nei confronti dell’Europa ,Poi i vari Popoli Italici vedano loro cosa fare ..se Vogliono L’Indipendenza credo ke avranno un nostro aiuto,ma ke non ci parlino di Federalismo Oramai è MORTO e sepolto.
    Per quanto Riguarda la Sinistra e la Destra Itagliana stendiamo un velo Pietoso , Poi la destra Itagliana cosa sarebbe ? se non un partito personalistico ?Caso unico in Europa ..ma si sa L’itaglia è sempre stato un caso UNICO in Europa .

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  5. Eugenio Fontana ha detto:

    Spero ke nel prossimo Articolo si Parli delle Regioni AUTONOME ho a Statuto SPECIALE ,LI ci sarebbe Molto da dire..Per esempio quando lo hanno avuto ed in quale periodo ..e per quale Motivo..:0)

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  6. Eugenio Fontana ha detto:

    Vorrei fare una Retifica sulla frase i Medi piccoli industriali del Nord ,mica Tutti (almeno spero ) si siano alleati alle varie Mafie,comunque negli ultimi anni,alcuni casi, sono usciti sui giornali ,e poi basterebbe leggersi certi Libri sulle infiltrazioni delle varie maffie al Nord.

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