FINANZIAMO LA POLITICA … E POI ?

di Giuseppe Porto

Mi viene da piangere e da ridere insieme nel leggere le notizie. L’ultima?

onuI Soloni dell’Unione Europea, continuano a dire che è necessaria anzi indispensabile l’austerità che gli stati aderenti si attengano strettamente alle loro direttive perché la crisi mondiale potrebbe portare danni enormi alle generazioni future.

Mentre la Commissione finanze e bilancio dell’UE consiglia tagli al bilancio delle indennità, o quanto meno un non adeguamento delle indennità agli europarlamentari, lo stesso Presidente Barroso dichiara che in Europa non c’è crisi economica.

In Italia, quando qualche anno fa il Presidente del Consiglio Berlusconi diceva che la crisi non c’era, che gli aerei erano tutti pieni, i ristoranti stracolmi? Ora Letta dichiara che l’Italia sta uscendo dalla crisi. Ma intanto L’ISTAT dichiara che i disoccupati sono in continuo aumento, che il lavoro continua a diminuire e le PMI continuano a chiudere.

Ora il Procuratore del Lazio della Corte dei Conti ha sollevato la questione di legittimità costituzionale su tutte le leggi che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico ai partiti che sarebbero contrarie ed elusive del referendum. Non so quando ci sarà una decisione in merito, ma vediamo le due ipotesi:

  1. la Corte Costituzionale boccia il ricorso, non cambia niente.
  2. la Corte Costituzionale accoglie il ricorso e abroga queste leggi. Quante eccezioni presenteranno roberto-cotai partiti per non restituire le montagne di soldi che hanno          sprecato; ora hanno le casse vuote dove andranno a trovarli? Dichiareranno fallimento e spariranno tutti dal Parlamento? Chiederanno aiuto alle banche o agli iscritti? Tutti gli indagati, e i condannati, per aver  rubato e sprecato questi soldi ( con varie denominazioni dei reati ascritti ai singoli) finiranno finalmente in carcere a provare il sovraffollamento? O faranno in tempo a emanare leggi ad personam o meglio ad consortium per sfuggire tutti assieme alla galera?
Nella Serenissima Repubblica di Venetia a chi commetteva questi reati a danno della società e Leone Arsenaledello Stato erano confiscati tutti i beni personali e familiari e dopo aver scontata tutta la pena (a meno che non fosse comminata la pena di morte) condannato al bando perpetuo cioè all’espulsione a vita dalla Repubblica, fossero nobili o plebei. Anzi, i tribunali erano ancora più severi con i nobili perché avevano disonorato la Repubblica e gli incarichi ricevuti, non avevano tenuto comportamento consono al loro stato nobiliare, avevano dato cattivo esempio ai cittadini.
Di fronte a queste situazioni soltanto i ciechi o gli incapaci (nel senso di non saper intendere e volere) possono continuare ad accettare di vivere in questo Stato Italiano e non pretendere di svincolarsi dalle ventose omicide della sua burocrazia.
E’ giunta l’ora di aprire non solo gli occhi su queste verità, ma anche di agire; non più chiedere l’indipendenza ma pretenderla, non con atti scriteriati ma con tutti i crismi della legalità. Quanto tempo dovrà ancora trascorrere prima che i Veneti se ne rendano conto ma soprattutto si decidano ad agire?
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3 risposte a FINANZIAMO LA POLITICA … E POI ?

  1. Eugenio Fontana ha detto:

    Interessante questo articolo di Giuseppe Porto,Ma secondo mè il problema non è Solo quello di Uscire dall’Itaglia,ma anche dall’Europa,e dall’Euro.Ossia Stato Veneto Indipendente (Neutrale e con moneta Nazionale,pena di morte per certi Reati) come lo era una volta la nostra Serenissima Republica.Sul fatto del finanziamento Publico hai partiti,(non sono sicuro e mi auguro ke non ci siano piu Partiti,)Comunque visto che non siamo piu’ nel 1400,le cose sono molto canbiate,dobbiamo Tenere sotto Controllo i Grandi e medi Industriali (Sembra che i nostri Gruppi Economici non abbiano piu’ il senso di Stato come avevano allora,ma siano con il tempo diventati Mondialisti,infatti ci hanno portato una moltitudine di gente da tutte le parti del Mondo,per i loro Affari e per distruggere il nostro Popolo ETNICO,) Cosa vogliono fare un Veneto arabo-Jslamico-induista?Questa gente non si Integra Come Non ci INTEGRIAMO NOI VENETI ,Che portiamo avanti le Nostre Tradizioni e la nostra Civilta che ci ha fatto Grandi un Grande Popolo..W.S.M.

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  2. giuseppe ha detto:

    Vedi Eugenio che anche nella Serenissima c’erano “una moltitudine di gente da tutte le parti del mondo”. Ma erano qua
    1 – per lavorare (manualmente, per motivi diplomatici o di studio)
    2 – sotto il controllo permanente delle autorità che VIGILAVANO.
    Di conseguenza tutti portavano ricchezza sia per se che per la Repubblica, e DOVEVANO adeguarsi alle leggi Venete fossero essi pontifici, islamici, tedeschi o francesi.
    I grandi medi industriali (nel 1500-1750 erano i nobili, latifondisti, banchieri) erano sotto costante monitoraggio delle autorità anche se non sempre visibile. Lo stato deve fare poche leggi ma chiare, facilmente comprensibili da tutti, poi deve farle rispettare rigorosamente da tutti. La certezza della pena e le pene pecuniarie fanno rigare dritto tutti, anche i più anarcoidi.

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  3. adminaltovicentino ha detto:

    Quello che si dovrebbe fare è farsì che restino SOLO quelli che vengono quì per “dare qualcosa”.Fino ad ora,sono stati pochissimi tali persone.La maggior parte,è arrivata per prendere e pretendere cose che da loro neanche si sognavano!!!E noi a dire “poareti,no i ga gnente”.Ma adesso che la coperta è molto corta,ci lamentiamo del freddo.Una volta erano molto più “ignoranti” ma certe cose le capivano senza studiare!!!

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