COOPERAZIONE O FALLIMENTO

di Guidotin

Nave-in-tempestaNel buio della attuale situazione economico/sociale il “caso” mi ha permesso di innescare un processo di ritorno alla luce. (Vedi articoli precedenti).  Una luce…lontana ma pur sempre un faro che indica un possibile approdo. Forse io non lo raggiungerò, ma i miei figli devono recuperare la speranza che un porto li attenda anche se dovremo lottare contro onde altissime trasportate da venti avversi.  Seneca diceva che “non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Ogni giorno della nostra vita dobbiamo fare i conti con questa verità! Abbiamo un obiettivo?  Facciamo le azioni giuste per poterlo raggiungere o remiamo contro noi stessi, prima che contro  l’obiettivo stesso? E nello stesso modo in cui un individuo ha bisogno di sapere per quale giusta causa lottare, verso quale meta indirizzare i suoi sforzi … anche un individuo più…”articolato”: un gruppo, una comunità, una…nazione deve mettere in atto azioni che non siano in contraddizione, in conflitto fra loro altrimenti il risultato sarà, inevitabilmente, il fallimento. Abbiamo sperimentato tutti, credo, l’inutilità e la dannosità di un agire che va contro il raggiungimento di uno scopo in cui crediamo: non possiamo desiderare di superare un esame e non volere prepararci per ottenerlo! Il conflitto fra il desiderio e l’azione che compiamo non potrà che procurarci infelicità! Ma ancor più abbiamo sperimentato tutti, credo, quanto sia frustrante e deludente essere privi di obiettivi e, peggio ancora, fare nostri, senza una decisione deliberata e consapevole, gli obiettivi altrui. Accettare, cioè, di non essere noi i “padroni” della nostra vita.

Mi sono permesso questa introduzione prima di toccare un argomento…delicato. Dopo un primo periodo di entusiasmo in cui mi sono dedicato allo studio della nostra Storia e alla comprensione dei subdoli meccanismi politici che hanno ridotto il nostro popolo alla perdita della propria individualità e dignità ho cercato di conoscere i gruppi che compongono il fervido mondo della autonomia e dell’indipendentismo. Per farla breve, al di là del “cartello” de “Il Veneto Decida” sotto la cui bandiera, mi sembra, molti gruppi si sono riuniti per avere più forza nel proporre la soluzione, da loro condivisa, del referendum; al di là, dicevo, di questa presa d’atto di un loro obiettivo comune sono rimasto non stupito ma deluso nel rilevare la profonda conflittualità esistente. sinergiaA volte sostenuta da una aggressività non giustificata, secondo me, se parliamo di recupero della dignità di un popolo che tutti rappresentiamo, tutti indistintamente. Senza alcun stupore ho riconosciuto il solito accanimento verso coloro che non la pensano esattamente come noi. La mancanza di stupore deriva dalla mia…età e dall’avere sperimentato in più occasioni e settori i risultati della suddetta conflittualità. Sarebbe meglio dire “il risultato” perché, di solito, è uno: il fallimento! Il fallimento di qualsiasi iniziativa che richiederebbe un allineamento totale degli sforzi per ottenere il…Premio Finale! Soprattutto se si deve contrastare la forza mostruosa di un apparato che ha metodi ben più aggressivi e, spesso, non democratici (se ci viene persino impedito di esprimere un nostro parere). Mi riallaccio alla introduzione per fare l’esempio di un “corpo” la cui intenzione è di raggiungere una certa meta mentre le sue gambe, andando in direzioni diverse, ne provocheranno lo…smembramento.

Non intendo dire che i vari gruppi debbano perdere la loro identità culturale o rinnegare le metodiche scelte per  proporre le loro soluzioni. Non sono certo io, l’ultimo arrivato, a potermi permettere un simile suggerimento anche perché, ammetto umilmente di non avere ancora chiari gli obiettivi intermedi pur avendo, invece, chiaro in testa e nel cuore l’obiettivo finale! Forse però proprio a partire da questa mia “verginità” (non appartengo a nessun gruppo mentre cerco di documentarmi su tutti!) posso offrire il mio contributo nel proporre modalità (forse inusuali ma, di solito, per la mia esperienza, efficaci) di incontro da cui potrebbe scaturire una nuova forza comune.

Credo, per la mia formazione e per le mie ricerche, che una entità (un corpo, un gruppo, una comunità, una…nazione) non possa godere di una buona salute se tutti i suoi componenti (per es. cellule, tessuti, organi se si tratta di un corpo oppure singoli individui se si tratta di una comunità) non godono, a loro volta, di una buona salute. Si può partire dal “piccolo” per applicare la stessa legge al…”grande”. Si può semplicisticamente ma realisticamente dire quello che spesso si è sentito dire : ognuno deve lavorare su di sé prima di pretendere di cambiare qualcosa negli altri, senza, comunque, pretenderlo poi. A sentire ciò, con l’orecchio della mente, si può anche essere d’accordo ma credo sia il “sentirlo” con il cuore che potrebbe dare inizio ad una evoluzione personale. Non pensiate che sia un bigotto o un predicatore! Leggendo la storia della Serenissima Repubblica di Venezia ho pensato alla sua grande influenza morale, al suo immenso patrimonio d’arte (trafugato!) che è lo specchio di una Nazione evoluta che si ergeva ben al di sopra della feccia vergognosa che l’ha ridotta in miseria! Non me la sentirei di immaginare una battaglia per la riconquista di una eredità perduta che utilizzi  gli strumenti della falsa democrazia che ci sta portando al fallimento. Abbiamo bisogno di recuperare e manifestare anche la nostra dignità morale, dimostrando prima di tutto a noi stessi che il cambiamento che stiamo progettando prevede anche il superamento delle più banali beghe che portano a divisioni personali favorite,spesso, dal volere affermare il nostro piccolo ego. Non è forse vero che all’epoca della Serenissima il culto della personalità non era ammesso e che ciascuno doveva fare il proprio dovere in favore del popolo, della comunità e dei più deboli?

Ebbene quello che mi sento di suggerire è, prima ancora di trovare un punto d’incontro, di sperimentare una modalità di usare il “pensiero” in un modo non competitivo ma cooperativo al fine di affrontare un problema per ottenere una soluzione migliore di quanto non si possa fare da soli! COOPERAZIONE mi sembra un termine che bene si adatta alla memoria dell’organizzazione sociale della Serenissima e che, nell’ambito della ricerca di soluzioni per i nostri problemi attuali consentirebbe un vero e proprio allineamento delle nostre menti individuali. Mi spiego meglio prima di essere preso per matto. Un mio maestro (H.Palmer) propone una modalità di approccio ai problemi che permette  di sperimentare una “connessione mentale” fra persone diverse, superando i blocchi e le idee fisse del pensiero individuale. Così le menti individuali possono allinearsi in un’unica Mente Collettiva in cui, abbandonando il proprio ego, si lasciano fluire le proprie idee aprendosi alle idee altrui. Compassione, creatività ed efficacia nel trovare soluzioni invece di competizione, aggressività, divisione. Un percorso per rieducarsi alla…pace e alla partecipazione. Il tutto con l’obiettivo di trovare i punti di incontro, le soluzioni comuni e aumentare la nostra forza piuttosto che accapigliarci e imporci su ciò che divide e che…inevitabilmente indebolirebbe tutti. Infatti, un esempio interessante per dimostrare ciò è quello degli aeroplani con più motori, o delle mute di cani che trascinano una slitta : l’energia totale che si produce è molto maggiore di quella relativa alla somma delle varie fonti di energia!

Non voglio annoiarvi oltre. Ho solo voluto lanciare una provocazione. La tecnica che ho citato viene usata per ottenere risultati di gruppo nel pieno rispetto dei punti di vista di tutti ma con l’obiettivo di estrapolare fra convinzioni, giudizi, emozioni, reazioni, atteggiamenti un punto di vista comune che indirizzi le azioni di tutti verso il raggiungimento di un altrettanto comune obiettivo…per il bene di tutti e, nella fattispecie, per il bene del nostro popolo.

Lo confesso: qualcuno mi dice che sono un sognatore! Vedere riunite persone che, poco prima, si lanciavano anatemi e improperi non è cosa né facile né comune. Tanto più se lo scopo della riunione è di parlare liberamente lasciando che anche gli altri parlino, senza giudizi, né reazioni, né…aggressioni  comprendendo che tutti i punti di vista hanno diritto d’essere espressi ma che lo scopo finale sarà quello di condividerne uno in comune per il quale impegnare le energie, d’ora in avanti senza disperderle. Non è cosa facile né comune!  Siamo così abituati e rassegnati nel vedere come vanno queste cose in questa “democrazia” … ma nei miei sogni non è così che si potrà ricostruire una Nazione.

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2 risposte a COOPERAZIONE O FALLIMENTO

  1. Eugenio Fontana ha detto:

    Aprezzo molto questo articolo di GUIDOTIN. Ma penso che Tornare ancora una Repubilca Serenissima Veneta non sia Facile (e per quanto ai nostri figli avranno momenti difficili) dopo circa duecento anni di dominazione straniera ,e le cose che sono avvenute nel mondo.e la Itaglianizzazione inposta nel nostro territorio..Ma L’Itaglia Massonico-Maffiosa ,non è solo al Governo Statale ma si è consolidata anche nelle Regioni e nei Comuni (un Cancro che se non si usa un bisturi non si riuscira’ mai ad eliminare) Anzi mi viene il dubbio se L’itaglia ci permettera’ la nostra Indipendenza ,che allora non avremo Fatto uno Serenissimo Stato Veneto ,ma una piccola Itaglia.A Parte la CECO- Slovachia un caso forse Unico in Europa.

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  2. adminaltovicentino ha detto:

    Penso che prima di tutto,si debba decidere come la si vorrà la nostra repubblica.Pensare adesso a come quando,cosa e perchè mi sembra molto ma molto prematuro.Solo se si avranno le idee chiare si potrà anche capire che strada prendere.

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