LA CULTURA DEL CONTADINO

di Giorgio Burin

Professionisti al lavoro  La nostra società attuale offre ogni giorno modelli di riferimento lontani dal mondo agricolo. In televisione, sui giornali il contadino non fa notizia.

Eppure la civiltà contadina, fino a pochi decenni fa era il nucleo della società, depositaria della saggezza popolare sotto forma di tradizioni, ma anche nei singoli gesti del vivere quotidiano.

Ebbene viene da riflettere sul fatto che il lavoro dei contadini era Ingegneri al Lavoroimprontato sull’investimento di lavoro, tempo, risorse, finalizzate alla raccolta del risultato. Il contadino dissodava la terra, la arava, seminava, irrigava, toglieva le piante nocive, finalmente raccoglieva il frutto del suo lavoro.

Sembra che la società attuale, dimenticando l’insegnamento, sia concentrata sui risultati immediati. Vero nell’industria che privilegia Arare i Campiil marketing alla ricerca, vero nella pubblica amministrazione che vive di norme contingenti, vero soprattutto nella politica che persegue i risultati delle prossime elezioni anziché la prosperità nel lungo periodo. Sentiamo spesso parlare di decretazione d’urgenza ma quando mai sentiamo parlare di piani decennali credibili ?

Questo discorso vale anche per l’indipendentismo Veneto. La ricerca di consenso è rivolta sempre agli stessi Disinfestareignorando il paziente lavoro di preparazione del terreno, di semina nelle fasce di popolazione attualmente meno sensibili all’indipendenza, ma pur sempre così ampie che risulta difficile pensare ad un successo senza il loro coinvolgimento. Spesso poi, nelle organizzazioni indipendentiste viene trascurato anche un’altra attività sopra citata, cioè la disinfestazione dalle piante nocive, presenti in qualsiasi terreno e in qualsiasi organizzazione.

Fermiamoci a pensare alla cultura del contadino e sarà più facile arrivare alla agognata indipendenza !

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2 risposte a LA CULTURA DEL CONTADINO

  1. Eugenio Fontana ha detto:

    A Giorgio Ricordo che con l’avvento della Mondializzazione -Massonica -Il contadino è diventato uno schiavo come gli operai ,ho un lavoratorecome in altri settori,Un Gruppo Multinazionale come la MO NSANTO ha manovrato le sementi ,per i contadini ,per cui devono comprare le loro sementi modificate.geneticamente (ossia ,non puoi piu seminare quelli dell’anno prima se no loro come fanno a guadagnare?)In africa i vari gruppi economici nel settore agrario U.S.A CINA ecc comprano dai governi locali vasti territori vicino ai fiumi per coltivazioni ..per quanto riguarda le nuove piante nocive ,queste arrivano con gliextracomunitari e con le varie sementi straniere cosi ke poi ti vendono i loro disinfettanti..( piccolo esempio la zanzara tigre ke porta malattie ,non era mai esistita dalle nostre parti è arrivata con prodotti stranieri ,dicono nei copertoni dall’asia )Quindi cosa fare..attenzione a quando faremo uno Stato veneto,Attenzione alle persone ke mandiamo a Governarci che non siano finanziate dai vari Grandi e medi Industriali Veneti.collegati alla Massoneria Mondiale ,se no faremo una piccola Itaglia ..

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  2. adminaltovicentino ha detto:

    Dopo lo scotto di anni e anni di CEMENTIZZAZIONE, il ritorno alla terra sarà quasi obbligato.Ma attenzione,no alla terra nel senso di regredire,ma siccome dobbiamo pur mangiare,il ritorno dovrà essere una sorta di rivincita sul modo di vivere che ci hanno inculcato negli ultimi DECENNI. Dalla terra si potrà ritrovare una ricchezza che i credevamo perduta e che nonostante tutto potrà essere il vero futuro. Ricordiamoci che durante l’ultima guerra,chi aveva anche solo un fazzoletto di terra,se la passava un pò meglio di chi invece non aveva nulla.Poi le cose sono cambiate,ma adesso…….

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