Si vari una Costituente Veneta con Fabio Padovan presidente !

di Enzo Trentin su L’Indipendente

 Fabio-Padovan-140x200«Dimenticatelo, Enzo» dicevano i colleghi più esperti quando ero agli inizi del mio lavoro di giornalista. «Non si risponde alle lettere anonime, né alle provocazioni. Si replica solo per ripristinare la verità.» Essi si riferivano alle lettere, alle provocazioni o denunce anonime che giungevano in redazione. Era regola che ad esse non si rispondesse. Le si cestinava e basta.

Caro Gianluca Marchi, tu pur avendo qualche anno in meno di me puoi ben testimoniare di questa consuetudine delle redazioni giornalistiche. Oggi, però, i tempi sono cambiati. Internet è portatore di una “diversa” cultura . Ed allora stimato direttore de «L’Indipendenza», ti chiedo licenza di rispondere con questa lettera aperta alla provocazione di Cesira, che il 5 Dicembre 2013, at 10:26 pm, scrive sotto al mio articolo [http://www.lindipendenza.com/anche-le-illusioni-aiutano-a-fomentare-lindipendenza/ ]: «Come al solito Trentin dice sempre COSA fare ma mai COME farlo.»

L’altra licenza che chiedo è di restringere la mia trattazione al Veneto, poiché è da tutti riconosciuto che l’indipendentismo di quest’area geografica è tra i più effervescenti, avanzati, variegato, ricco di movimenti, partiti e partitini, movimenti di liberazione, autogoverni, associazioni, e chi più ne ha più ne metta, tutti impegnati nell’indipendenza dall’Italia.

Non ci sono solo le proposte più o meno articolate o solo abbozzate; si riscontrano anche personalismi, faziosità, delegittimazioni reciproche, odii personali, perfidie; spesso c’è anche confusione laddove non si riesce a scindere la critica alle proposte con la critica ferocissima alle persone. Un metodo che scava solchi profondi, inimicizie e che non è fatto sicuramente per la collaborazione, per   progredire, o per la concertazione d’una azione politica comune a vantaggio di tutti.

Anche le proposte politiche sono le più diverse. C’è chi parte da convinzioni libertarie. Chi è federalista, ma dopo le esperienze della Lega Nord non lo è più. Chi, invece, nutre ancora progetti federalisti: si confronti l’interessante recente convegno libertario del 30 novembre a Lugano (leggi qui). Chi è aristocratico nel senso che vorrebbe appunto il governo dei “migliori” a scapito della maggioranza dei cittadini implicitamente considerati i “peggiori”. Chi sostiene di voler ritornare ad una Repubblica di Venezia (cito testualmente) «…che non solo si atteggia a Stato Cattolico e dunque confessionale (da confiteor = io testimonio che Gesù Cristo è Dio), ma in tutto il suo impianto istituzionale, fino nei minimi particolari la Repubblica Veneta rappresenta l’esatto opposto del sistema liberale (che nasce sulla base ideologica)…», e via di questo passo che l’elenco sarebbe lungo.

«I veneti non compreranno» mi dicono alcuni esperti, «perché mai seguire questo o quel soggetto politico? Questo o quel personaggio? Che seguito ha? Hai notato com’è saltato di qua e di la’ nel suo passato politico? Siamo sicuri che le sue idee saranno accettare? Ma non vedi com’è tutto proteso alla promozione della sua persona? È un “caregaro”! fabiopadovanE come non constatare che il partito che capeggia è oramai ridotto ad un manipolo di amici, grazie ad espulsioni mirate, e ad abbandoni spontanei?» Infatti, uno di questi addirittura, dopo l’ennesimo congresso di partito reso volutamente invalido per assenza di numero legale dei militanti, ha dichiarato pubblicamente che non avrebbe più indetto alcun congresso, e che per lui si continuava “legittimamente” così. E in effetti, tutti sono convinti (non so dire chi è in buona fede, e chi no) che la loro proposta di soluzione è quella giusta, e che dunque tutti debbano seguirli supinamente. Insomma, chiedono un atto di fede, più che una partecipazione politica.

Qualcosa mi fa pensare che tali esperti hanno torto: qualche veneto, anzi molti veneti sono disposti a concertare una “forma ragionevole”; un “processo di argomentazione sensibile alla verità” (wahrheitssensibles Argumentationsverfahren), un documento che rappresenti una forma ragionata in cui i contrasti politici vengono risolti, per dirla con le parole di Jürgen Habermas. È solo che non ci sono proponenti riconosciuti come terzi al di sopra le parti.

Ora io credo che una persona sopra le parti – in Veneto – ci sia. Credo che abbia una dignità ed una statura morale da tutti riconosciuta. Conoscendola personalmente, penso che se si convenisse di addivenire ad una sorta di «Costituente Veneta», questa persona potrebbe svincolarsi dai problemi contingenti della quotidianità e, da patriota qual è, saprebbe sapientemente presiedere una tale assemblea. Un consesso dove discutere, elaborare e deliberare una proposta di nuova architettura istituzionale per un Veneto, che auspichiamo diventi presto indipendente.

Questa allora la mia risposta alla lettrice Cesira.

Ecco COME io propongo di FARE:

Stimato direttore, puoi rendere disponibile il nostro quotidiano a quanto segue?

  1. Propongo una votazione tra i lettori al fine di accettare la candidatura (che qui faccio senza aver interpellato nessuno, e men che meno l’interessato) a Presidente della predetta «Costituente Veneta» il patriota Fabio Padovan, fondatore della LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei).
  2. Se tale candidatura sarà accettata dai veneti, come dall’interessato, si passi ad una elezione telematica, sempre attraverso il nostro quotidiano, di 55 Costituenti.
  3. Siano i lettori ad indicarli.
  4. Siano i primi 55 più votati a comporre la predetta Costituente.
  5. Venga stabilita una calendarizzazione dei lavori costituenti: 6, 8 o 10 mesi. Il tempo stringe. Alla fine dei quali poter disporre di un documento condiviso, perché concertato.
  6. La proposta scaturita dalla «Costituente Veneta», sia discussa e messa ai voti, sempre tramite il nostro quotidiano e, se accettata, rappresenti la proposta da sottoporre, a tempo debito, al cosiddetto popolo sovrano.
  7. Con analoga metodologia si provveda successivamente ma celermente all’individuazione di un altro consesso che elabori una bozza di Statuto per gli Enti locali. Edificate  queste “fondamenta”, sarà più facile procedere al completamento di una nuova architettura istituzionale.

Naturalmente non tutti i problemi saranno così risolti. Ma almeno avremo qualche cosa di tangibile da proporre democraticamente all’esercizio della sovranità popolare. E prima ancora qualche cosa con cui fare politica di convincimento di quei cittadini che non hanno ancora abbracciato la causa indipendentista perché non sanno cosa questa comporti. Forse, offriremo anche un input a tutti gli altri popoli italici che ambiscono all’indipendenza. Magari ciò potrà concederci un credito indispensabile in ambito internazionale.

Caro direttore, spero che accetterai di pubblicare questa mia lettera aperta, come la mia proposta di soluzione per alcuni problemi che ci riguardano. Ed ovviamente spero che i lettori de «L’Indipendenza» collaboreranno. Facci conoscere il tuo personale giudizio. Penso che, se positivo, sapremo presto quanto il nostro lavoro di questi ultimi due anni è stato utile alla causa indipendentista. Facciamo nostre le parole che Albert Einstein usò per riflettere su un’altra grave crisi, quella del 1929, poiché restano una grande lezione per tutti noi: «Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza crisi non ci sono sfide. Senza crisi non c’è merito. È  nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze. Lavoriamo duro e finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.»

Grazie!

Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Blog Pubblico. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Si vari una Costituente Veneta con Fabio Padovan presidente !

  1. Eugenio ha detto:

    Aprezzo questo articolo di ENZO TRENTIN,il quale ci fa una analisi Seria e Realista sulla situazione Veneta.Ringrazio anche la CESIRA,di avere fatto una osservazione seria (lui la chiama provocazione) Concordo di fare una Costituente Veneta,con FABIO PADOVAN,Presidente ,e qui mi voglio fidare di Enzo,Perchè questo Personaggio ,non lo conosco.Su i vari Personaggi politici veneti attuali,è una cosa ”Paurosa”ma bisogna valutarli Singolarmente,e come diceva un Grande Rivoluzionario,dobbiamo prendere e sciegliere tra quelli che ci sono(finchè non se ne vedrannodi nuovi) E qui ci vuole veramente una protezione ho una intercessione di S,Marco.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...