Dai forconi alla Repubblica Veneta il salto è grande

di Edoardo Rubini – Presidente dell’Associazione Europa Veneta

Bassano-evSembra strano, ma esiste chi da venti o trenta anni lavora, anima e corpo, per la causa veneta. Ci mette le energie, ci mette tutto il tempo disponibile, ci mette la faccia, ci mette anche i suoi soldi, il tutto a scopo ideale: in cambio – specie nei tempi passati – ci ha guadagnato indifferenza e incredulità.   Ora c’è chi si infervora lanciandosi nei presidi per la strada: questo qualcuno si domanda perché non tutti lo seguano, con poca propensione a ragionare intorno agli aspetti poco convincenti di questa “mobilitazione dei forconi”.

Alle richieste di chiarimento alcuni interventi hanno più o meno risposto: “chi non viene con noi è solo un pigro!”. Impostare il dibattito in questo modo non ha senso.

Annotiamo che da anni e anni sta crescendo un movimento d’opinione per l’indipendenza del Veneto. Siamo distanti dalla situazione dei classici 4 amici al bar autonominatisi “governo veneto”: ci sono associazioni che hanno fatto centinaia  di iniziative culturali, spesso coinvolgendo migliaia di Veneti, che così hanno potuto prendere coscienza della causa nazionale veneta (soprattutto a partire dal 1997).

In questa fase di grande confusione e incertezza si è formato e funziona un coordinamento tra associazioni culturali, persone e formazioni politiche che si sono battute su questo fronte da anni. È il Comitato “Il Veneto decida”, impegnato in un’azione che ha l’obiettivo prioritario di far votare tutti gli abitanti del Veneto nel referendum per l’indipendenza.

Abbiamo letto in questo blog il pezzo firmato da Claudia Bordot, che concludeva: “è difficile pensare che le cose cambino se continuiamo a lasciarle  gestire agli stessi personaggi che ci hanno portato sull’orlo del precipizio”.

Se si riferisce al sistema romano, l’osservazione è giusta, ma con un’avvertenza: NON È TANTO QUESTIONE DI PERSONE, MA È QUESTIONE DI SISTEMA. Pertanto, vi sono due strade del tutto separate per affrontare la questione.

LA STRADA ITALIANA: la promuovono gli urlatori dello slogan “mandiamoli tutti a casa”.

Sembra una grande rivolta degli schiavi che va avanti dalle elezioni politiche, tracciata dal demagogo di turno che trascina le masse in piazza, o nelle stazioni ferroviarie, con il tricolore in mano (a suo tempo, anche il sole padano) come forza d’urto, per sbarazzarsi di chi occupa le poltrone (per poi appropriarsene lui). Quando lo sfogatoio finisce, ci si accorge fatalmente di essere caduti nella logica romana, che ha fatto leva sull’illusione anarchica che la società possa reggersi senza leggi e senza Stato.  Le regole servono agli onesti per difendersi da chi usa la forza, quindi in assenza di regole non si ottiene certo la libertà, ma solo una giungla dove non esiste civiltà, né pietà per nessuno.

In ogni caso, “mandiamoli tutti a casa” è il tipico specchietto per le allodole. Infatti, un cambio al vertice che migliori la situazione generale richiede la costruzione di una classe dirigente preparata.  Questo bisogna farlo nel segno della libertà del popolo veneto. Solo nell’italietta si vogliono risolvere i problemi “mettendo facce nuove al posto delle vecchie”. Una vera classe dirigente non è una compagnia di figuranti, ma è sempre una costruzione seria, lenta e faticosa.

C’È PERÒ LA STRADA VENETA VERSO IL CAMBIAMENTO, che passa per l’indipendenza. La rottura dell’assetto di potere italiano, che ha oppresso il Veneto per quasi un secolo e mezzo, è l’unica premessa per attivare le migliori energie intellettuali e capacità gestionali finora rimaste inespresse, in quanto bloccate dal regime. LA PROPOSTA POLITICA CONVINCENTE E DEGNA DI QUESTO NOME È L’INDIPENDENZA DEL VENETO! Altro che piazzate urlanti e vaffaday…

Per essere credibili, i promotori di questo movimento “9 dicembre” (o come vogliamo chiamarlo) hanno bisogno di indirizzare la loro azione in senso veneto e non italiano, come sopra spiegato. Devono prima di tutto bisogna lanciare un forte appello per l’indipendenza del Veneto, invece di fare vuoti appelli privi di qualsiasi chiaro obiettivo politico. Comincino a rimuovere i tricolori e ad innalzare i Leoni di san Marco… Allora vedrete che nessun veneto degno di questo nome “cercherà il pelo nell’uovo” e tutti volentieri si uniranno nella marcia per la libertà comune, che solo la rinata Patria può restituire a tutti noi.

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3 risposte a Dai forconi alla Repubblica Veneta il salto è grande

  1. Eugenio ha detto:

    Condivido in gran parte quello che dice il compatriota RUBINI, Ma vorrei fare delle osservazioni.Grazie a varie associazioni culturali ,personaggi partiti e movimenti (e grazie alla crisi economica) il Popolo Veneto sembra stia prendendo coscienza di essere un Popolo .SI Sta organizzando per diventare un Veneto Stato.Grazie anche al Fallimento del Federalismo (LEGA-NORD) Ma di questi Personaggi politici bisogna stare ATTENTI! sono come dei Camaleonti cambiano pelle ad ogni stagione..E specificare bene che il Federalismo CON L’INDIPENDENTISMO ,non c’entra NULLA (anzi è un nemico) Sento spesso parlare di Un comitato ”il veneto decida ” di una attesa su il REFERENDUM INDIPENDENTISTA,non si è ancora capito bene ,se è Reale,virtuale,anzi c’è una fretta paranoica ,come se fra un anno crolasse tutto..IO penso ke dopo il Referendum ,spero ke si faccia tra un anno ,ed Organizzato BENE ,ma questo è solo un mio parere..Mi domando ma dopo il Referendum (ke vada bene ho male) Ki gestira’ un Programma Politico INDIPENDENTISTA? IL Comitato? Non sarebbe Meglio fare un Movimento Indipendentista,con le varie posisioni politiche ,Rappresentate in un comitato ,con elezioni interne ?Per quanto riguarda Questo Movimento 9 Dicembre ,IO personalmente circa 2 settimane fa ho preso le Distante con la posisione di Non aderire e non boicottare..xkè non vedo cosa c’entra una manifestazione Nazionalistica Italiana -assieme ad un sindacato.federalista Europeo ,con gli INDIPENDENTISTI -VENETI,mi spiace ke sono Stati in Pochi a prenderne le Distanze (x adesso,magari domani dicono ke erano tutti contrari) solo due personaggi Indipendentisti ho saputo ke hanno preso le distanze Ossia LUCA PALMERINI ,E SERGIO BERTOTTO ,quindi al di la di tutto gli rendo Onore x aave

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    • Associazione Europa Veneta ha detto:

      Egregio Eugenio, sono l’onestà e la chiarezza ad imporre la distinzione tra la CAUSA VENETA (che tutto il coordinamento “Il Veneto decida” ritiene vada difesa con l’obiettivo dell’indipendenza e lo strumento della consultazione referendaria) e il movimento “9 DICEMBRE” (che si presenta come un movimento a dimensione italiana, di generica insofferenza verso la politica italiana, ma senza assumere una linea precisa). E’ chiaro che il primo deve fare più fatica e ci mette più tempo a spiegarsi per convincere una generalità di persone su una proposta seria e precisa (per quanto chiara e comprensibile), mentre il secondo spara sul mucchio, quindi raccoglie tutto il malcontento possibile, ma senza assumersi l’onere di trasformarlo in una via per il miglioramento delle condizioni di vita dei Veneti. Quando la quantità contrasta con la qualità, bisogna scegliere la seconda.
      Noi però non ci contrapponiamo a nessuno, tranne a chi dice che i Veneti non hanno diritto ad autogovernarsi. Come si arrivi a ciò, è un altro problema e noi abbiamo indicato la soluzione.
      Consentimi che la crisi economica di per sé non rende la gente cosciente: la sprona solo a prendere in considerazione le soluzioni che prima trascurava. La coscienza della gente matura solo ed esclusivamente quando si afferma un movimento d’opinione che propone alcuni programmi: ciò abbisogna di organizzazioni che promuovano un messaggio di cambiamento. Più tale messaggio avrà un contenuto di cultura e di intelligenza (e meno di strumentalizzazione partitica) e meglio sarà.
      Noi di Europa Veneta crediamo che l’indipendenza sia la strada vera e necessaria per la libertà dei Veneti, ma dubitiamo sui tempi ravvicinati previsti dai più entusiasti.
      Un referendum virtuale, cioè digitale, ci sembra poi qualcosa di inconsistente e marginale, che non va oltre il sondaggio d’opinione. I sondaggi sono privi di valore politico-giuridico, peraltro li hanno già fatti autorevolmente il “Gazzettino” e il “Corriere del Veneto”.
      Il Comitato “Il Veneto decida” ha messo a punto una proposta di Statuto, che sarà quella di un comitato referendario e non di un organismo poltico: sarà ufficializzato quanto prima rispetto ai tempi tecnici.
      Il suo scopo è quello di coalizzare tutte le forze, sia in senso generale di tutta la società (dalle associazioni, alle formazioni poltiche, ai singoli, ecc.), sia in senso trasversale alle correnti politiche (sarà aperto a tutti), in modo da rendere possibile ciò che gli alfieri di questa compagine statuale (formatasi nel 1861) dichiarano impossibile, sul presupposto che nel 1947 qualcuno ha scritto che l’organismo politico che andava a formare sarebbe stato eterno ed immutabile (il ché contrasta con la storia, ma va così bene a braccetto con le solite ideologie).
      Dato il nostro apporto come Associazione culturale, non devi chiedere a noi di gestire il nuovo Stato Veneto: questo compito spetta a tutti coloro che, amando la loro Patria, riterranno di onorarla concorrendo al suo governo.

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  2. mario ha detto:

    chè cavolo centra verona è vicenza con venezia?dobbiamo essere dominati dai lagunari? mà fatemi il piacere……..

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