USCIRE DALL’ANESTESIA COSCIENTE

di Anna Iseppon

anestesiaAvete mai sentito parlare del fenomeno dell’anestesia cosciente? È una rarissima condizione clinica in cui il paziente, in sala operatoria, sente tutto ma non riesce a muoversi e comunicarlo ai medici.

Ecco, la maggior parte della gente sta vivendo, politicamente parlando, una condizione analoga: ascolta i discorsi insensati dei leader politici in televisione senza dire una parola, rimane immobile mentre la crisi economica e una politica criminale la stanno dissanguando, si lascia strappare sogni e futuro dal petto senza riuscire a gridare il proprio dolore. Sveglia, gente!!

RovineÈ ormai chiaro a tutti che viviamo in un sistema corrotto ed irriformabile Viviamo in uno stato dove la democrazia è solo fittizia e falsamente rappresentativa, dove il popolo è convinto di poter scegliere ma non ha voce in capitolo. Viviamo in un paese dove la gente comune, con l’andare del tempo, si è disaffezionata alla politica ed il senso civico è ai minimi storici; dove i politici sono interessati a sé stessi e non alla Res Publica, immersi in un sistema che impedisce ai meritevoli di farsi strada lasciando andare avanti i più “furbi”… Questo sistema è un morto che cammina, non vedete?

Quando manca la volontà politica e il cittadino non si assume la responsabilità di controllare l’operato di chi è “al suo servizio” è ovvio che le cose vadano allo sfacelo.  Assumiamoci le nostre responsabilità, forza, perché non è solo colpa del governo se siamo ridotti così! Dov’eravamo noi, i nostri genitori, i nostri nonni quando era ora di verificare l’operato dei politici di turno?  ( Attenzione, non mi riferisco solamente ai lontani politici di “alto livello”: tu sei mai andato a seguire un consiglio comunale nel tuo paese dopo le elezioni? E come fai ad essere sicuro che chi hai votato rappresenti veramente il tuo pensiero?) Forse eravamo troppo impegnati a lavorare a capo chino finchè le cose andavano bene, mentre ora che vanno male siamo troppo impegnati a lamentarci, immobilizzati nella rassegnazione.

PortogalloDiciamocelo, non esiste una formula magica per  uscire da questo pantano, e non esistono scorciatoie: i cambiamenti profondi sono spesso faticosi e dolorosi.  Che fare allora? Se davvero volete che le cose vadano diversamente, dovete prima agire diversamente voi stessi e tornare ad essere (o imparare ad essere) dei cittadini attivi. È finito il tempo delle deleghe, nessuno produrrà un cambiamento “al posto vostro”: siete voi che vi dovete rimboccare le maniche e darvi da fare (e noi Veneti se lo vogliamo siamo bravissimi a farlo).

Sono profondamente convinta che serva un popolo consapevole perché le cose cambino! Recuperiamo la consapevolezza di essere cittadini. Il mio invito è ancora una volta a non limitarsi a criticare o lamentarsi in modo inconcludente…è un invito a recuperare il senso civico che abbiam perso, è un invito ad agire, a fare qualcosa, a prendere in mano il proprio destino. Magari sbagliando strada, ma, come si dice “ a chi no fa no ghe toca”, giusto?

Tanti veneti 2Io ed altre persone stiamo lavorando da tempo su vari fronti perché la nostra terra, il nostro Veneto, possa diventare presto una moderna ed efficiente Nazione Europea.

Voi cosa state facendo?

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4 risposte a USCIRE DALL’ANESTESIA COSCIENTE

  1. Silvano ha detto:

    sempre bravissima Anna! con i tuoi scritti sai raggiungere e far parlare i luoghi del nostro essere che abbiamo disimparato a conoscere o, per meglio dire, abbiamo messo in un cassetto ben chiuso e via dalla vista.
    Si Anna, la colpa è soprattutto nostra ….. ci siamo inebriati di finto benessere e non abbiamo più voluto vedere l’essenza della nostra realtà.
    Tanto, pensavamo, il pane sicuro ce l’abbiamo e la possibilità di divertirci anche, ma così agendo si siamo anestetizzati la coscienza e la capacità di analizzare con la necessaria lucidità la palude in cui stavamo
    annegando senza rendercene conto.
    Se questo può consolare: meglio tardi che mai, anche se il costo non sarà indifferente.
    WSM

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  2. Andrea "Axl" P ha detto:

    Da veneto piango per i veneti ma non per la nostra misera condizione ma per l’ignavia di molti di essi . Basta iniziare a prendere coscienza che siamo un popolo e non siamo dei bambini che devono essere presi per mano e portati .Concordo con l’illusione del finto benessere che si stà dissolvendo lentamente ,ma ragazzi fintanto che la gente non ha neanche il coraggio di esporre la nostra bandiera , il sacro gonfalone,sul balcone di casa propria beh penso che l’agonia durerà ancora a lungo. é sempre apprezzabile e necessario che ci sia gente come Anna perchè solo nella coscienza di un uomo o una donna libera nasce la vera libertà.

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