IERI E OGGI

di Giuseppe Porto

Il mio spirito di moderato urla e strepita nel mio intimo, rivolgendosi contro l’intelletto che grida “rivoluzione”, ma non posso rimanere in silenzio leggendo, vedendo, ascoltando tutti i giorni le idiozie che mi propinano i politicanti di turno a giustificazione della loro immorale condotta nei confronti del paese.
FioritoSono decenni che, con la scusa  delle “doverose intese politiche”, dissanguano il paese a loro esclusivo beneficio. Nonostante la loro variegata cultura nei vari campi che interessano la popolazione, e la conoscenza dei precedenti nella storia del paese chiamato “Italia”, disconoscono (o meglio fanno finta di ignorare) i precedenti accaduti nel parlamento di quando c’era il neonato “Regno d’Italia”. Anche allora i cosiddetti “governanti” si erano attribuiti funzioni e onorari ingiusti e abominevoli.
Senza le stucchevoli discussioni odierne, con le relative istituzioni di commissioni di indagini, bancaromanadeterminati fatti furono giudicati “reati contro lo Stato”. Per evitare che i colpevoli potessero manipolare i giudici ordinari, ritenendo i reati di estrema gravità in danno del “popolo sovrano”, i procedimenti furono affidati ai tribunali militari per una valutazione e giudizio a termini di “Codice penale militare”. Con questo sistema non vennero limitati i poteri della difesa di quei “delinquenti”, soltanto vennero abbreviati i tempi per emettere le sentenze impedendo le astuzie, le divagazioni e gli inutili temporeggiamenti.
Oggi assistiamo a centinaia di denunce a carico di “pubblici amministratori” per reati contro il “popolo sovrano”, perché l’appropriazione indebita, la corruzione, il falso in atti, la concussione di questi personaggi hanno danneggiato “NOI, POPOLO SOVRANO”. Oltre a non voler essere giudicati, dopo una sentenza di condanna (in TRE gradi di giudizio) vogliono ancora contestarla e pretendere diritti “acquisiti”, senza mai non solo dimettersi dai loro incarichi, ma continuando ad usufruire di tutti i benefici (comprese pensioni e onorificenze) in danno dello Stato?
Soltanto perché siamo giunti ad un livello insopportabile di gabelle e limitazioni cominciamo soltanto ora a renderci conto del malgoverno? Eppure sentiamo e leggiamo tutti i giorni che “imprenditori che guadagnano amatomeno dei dipendenti”, amministratori con doppi e tripli incarichi (però sempre soltanto ai soliti noti) con liquidazioni milionarie di fine mandato e pensioni tre volte dorate. Pur scandalizzandoci per questi fatti abbiamo continuato e continuiamo a trattarli con guanti di velluto genuflettendoci al loro passaggio, osannandoli come nostri alfieri e degni rappresentanti.
Le proteste di questi giorni dovrebbero far riflettere i cosiddetti “rappresentanti del popolo”. Ritengo che, invece, a loro non facciano nessun effetto finché non saranno toccati direttamente nei loro interessi e nei portafogli, convinti che siano soltanto movimenti estemporanei di breve durata e che loro possono continuare tranquillamente a “derubare” il “popolo bue”.
Per i non contadini (e per i più giovani) questa definizione è stata data perché il bue, anche se angariato, frustato, massacrato da fatica e sacrifici, è sempre umile ed obbediente agli ordini senza mai ribellarsi al giogo come fanno altri animali più fieri.
Vogliamo essere un popolo bue ?
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2 risposte a IERI E OGGI

  1. Eugenio ha detto:

    Bel articolo di Giuseppe Porto ,Ma ricordo che L’italia è nata male ,e poi la Sudizzasione ,della nostra penisola ha fatto il resto Ossia il Nord ,e mi riferisco ai Savoia e forze economiche del Nord ,hanno derubato il SUD adesso chi comanda in Itaglia è il SUD .Queste proteste italiane mi ricordano quel Romanzo siciliano canbiare tutto per non canbiare niente visto che in italia la legge è questa ..Allora noi veneti ho ci distacchiamo dall’italia ho ci dovremo adattare…

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  2. AndreaD ha detto:

    ‘Na volta i veci dixeva: “tre volte bon fa mona…!”
    Mi auguro che a causa della situazione attuale nelle teste dei veneti finisca questo interminabile “momento da mona”.
    WSM

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