Il Veneto che “va a puttane”

di Anna Iseppon

VillachAccendo l’autoradio e mi trovo ad ascoltare una calda voce femminile che invita gli uomini a trascorrere la notte di San Silvestro in un centro benessere austriaco un po’ particolare. Non è la prima volta che mi capita di imbattermi in questo genere di inviti radiofonici, più o meno espliciti. E mi è stato riportato che c’è anche chi, approfittando dello “sconto comitiva” previsto da queste strutture, organizza delle vere e proprie gite, con tanto di pullman, per passare “una giornata rilassante” in questi centri benessere “hot” a due passi da casa! Tutto perfettamente in regola, prestazioni extra comprese, perchè in Austria il sesso a pagamento è legalizzato.

Lo stato in cui viviamo ha adottato un modello abolizionista, che mira ad abolire qualsiasi forma di regolamentazione della prostituzione allo scopo di non incentivarla attraverso un riconoscimento giuridico. In pratica, la prostituzione non è illegale, ma nemmeno è regolamentata, in questo modo lo Stato “se ne lava le mani”. Operazione anti prostituzione a RomaPer la legge sono considerate illegali tutte le attività collaterali alla prostituzione (sfruttamento, favoreggiamento, gestione di case chiuse) e questo secondo il legislatore dovrebbe essere un deterrente sufficiente ad arginare il problema. Molto lontano da quanto accade in realtà! Ricordo che il testo di riferimento sulla prostituzione è ancora la Legge n.75/1958 meglio conosciuta come Legge Merlin (da Lina Merlin, senatrice socialista padovana che l’ha elaborata). Questa norma è stata oggetto nel corso degli anni di numerosi tentativi di abrogazione o di modifica da parte di vari schieramenti politici, tutti conclusisi in un nulla di fatto. L’ultimo tentativo in ordine cronologico è dello scorso agosto 2013, quando è stata avviata una raccolta firme (anche questa non andata a buon fine) per l’indizione di un referendum per l’abrogazione parziale di questa legge. Ma la discussione sull’argomento è tutt’altro che conclusa.

Ciò che è evidente, è che l’approccio Merlin al fenomeno della prostituzione prostituzione 5non è efficace, tant’è che le prostitute continuano ad essere presenti sul nostro territorio, sulle strade e (illegalmente) in casa. Anzi, c’è chi sostiene che il problema sia andato aggravandosi nel tempo, contrariamente alle buone intenzioni della Senatrice. A partire dagli anni ’90 si è sviluppata anche la prostituzione legata all’immigrazione clandestina, con nuove schiave che spesso finiscono sulle strade in conseguenza al più grave fenomeno del traffico di esseri umani. Un problema che, se da un lato rimarca ancora una volta la necessità di una nuova e moderna regolamentazione sul tema della prostituzione, credo riguardi in larga parte le politiche legate all’immigrazione più che la normativa sulla prostituzione in sé.

E nel resto di Europa come funziona? Alcuni Stati (Austria, Svizzera, Germania, Paesi Bassi,…) hanno adottato un modello regolamentarista, prostituzione 2fondato sull’esistenza di una regolamentazione amministrativa della prostituzione. Questa viene considerata come un’attività economica al pari di altre e pertanto sottoposta a controlli medici e amministrativi e alla delimitazione dei luoghi in cui viene praticata se si tratta di case chiuse, o alla delimitazione delle zone autorizzate se si tratta della prostituzione di strada. Chi pratica l’attività della prostituzione viene registrato presso appositi organismi locali che dispongono di archivi sanitari e di prostituzione 4agenti di polizia che schedano chi si prostituisce. Altri Stati invece (soprattutto dell’Est Europa) hanno optato per un modello proibizionista, vietando la prostituzione e punendo la prostituta con pene pecuniarie o detentive. In taluni Paesi in cui è adottato questo modello, oltre alla prostituta viene punito anche il cliente; in Svezia, Norvegia e Islanda viene invece punito il cliente perché la prostituzione viene considerata pari ad una violenza sessuale, anche quando chi si prostituisce sostiene di farlo volontariamente.

Ora, è indubbio che traffico di esseri umani, sfruttamento e induzione alla prostituzione, violenze varie siano atteggiamenti da scoraggiare e punire. Ma non prevedere alcuna regolamentazione dell’operato dei “sex workers” credo sia altrettanto criminale. TRATTA: 50 MILA VITTIME ASSISTITE IN ITALIA, MILLE MINORIFare finta che il problema non sussista non lo rende di certo meno grave! A mio avviso sarebbe opportuno pensare ad una normativa che tuteli queste, e questi, lavoratori (anche nel momento in cui vogliano smettere di fare la professione), che tuteli il cliente in particolare dal punto di vista sanitario, ma che tuteli anche il cittadino che non entra nella dinamica “prostituta-cliente” ma ne subisce gli effetti (ad esempio chi risiede in zone dove la sera le strade si riempiono di lucciole). È piuttosto ovvio che sono in favore di un modello di tipo regolamentarista.

La questione è estremamente complessa, e non ho certamente la pretesa di riuscire ad affrontarla in modo esaustivo in un breve articolo che vuol essere più che altro uno spunto di riflessione e discussione sul tema. Mi interessa però sapere qual è l’opinione dei Veneti al riguardo, come dovrebbe essere affrontato secondo voi il fenomeno della prostituzione?

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3 risposte a Il Veneto che “va a puttane”

  1. Carlo M. Peruzzini ha detto:

    Italia infatti vuol dire, fra le altre cose, ideologia bigotta catto-comunista, motivo in più per mandarli fuori di qui!

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  2. Vicky ha detto:

    Dato che si tratta di un lavoro, vecchio nel tempo, citato anche nella Bibbia (chi era Salomè, se non una prostituta?), tanto vale regolamentare e tentare di rendere sicuro questo lavoro. Posto che il problema non è di facile soluzione, forse sarebbe più controllabile se ci fossero dei luoghi noti creati appositamente allo scopo. Poi ognuno potrà decidere se frequentarli o no, ma almeno si eviterà la prostituzione sulle strade rendendo meno possibile la presenza di organizzazioni malavitose. Posso anche sbagliarmi e mi aspetto di essere contraddetto ma almeno questa credo sia una delle possibili soluzioni.

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  3. Eugenio ha detto:

    Trovo ,molto Serio ed interessante questo articolo di ANNA,sul Problema della Prostituzione.La legge Merlin del 1958,è una cosa delle piu Assurde,Modello abolizzionista..ossia abolire la Prostituzione…(non credo ke non ci sia paese al mondo dove non ci siano prostitute)Questa legge UTOPICA,ha portato negli anni,una situazione inacettabile per un paese Civile (ma qui siamo in Itaglia ) I vari partiti Itagliani ogni tanto ne parlano ,ma come al solito non Concludono mai niente! Il modello Proibizionista come leggo esserci nei paesi dell’Est Europa,non mi sembra un modello serio ,e che aiuti la malavita locale.Proibizionismo mi ricorda negli anni 20 in U.S.A con wiskey,si beveva piu di prima e chi ci guadagnava era la malavita.Per quanto riguarda la Svezia la Norvegia e L’islanda ,puniscono il cliente xkè viene considerato una violenza sessuale?Mi sembrano paesi un po’Strani forse xkè la’ sono gli uomini ke si prostituiscono con le donne ..mha!Comunque IO sono d’accordo sul modello Regolamentarista ..anche perchè ,non nè vedo altri ..migliori..

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