Schiavi di una costituzione italiana “SMONTABILE” ?….

di Ivano Durante 

Citazione Silvano Agosti: “Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà”.

Costituzione 1 Cari amici, ho come il sospetto, che i cittadini di questo stato più che sovrani siano degli schiavi moderni…Il bello è che leggendo la “suprema” legge dello stato italiano, la costituzione,  si possono trovare degli indizi che avvalorano questa tesi.

Art 1 della Repubblica italiana:

– l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro

– La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione

La costituzione italiana…ahhh interessante ! …. dobbiamo difendere la costituzione! Hanno calpestato la costituzione! Evviva la costituzione! Quante citazioni sulla costituzione in questo clima di fine dei tempi…italici.

Mi chiedo che sarà mai questa tanto decantata costituzione.

Prendiamo il primo comma dell’articolo “1”:  per esempio, schiavi moderninon era forse preferibile scrivere: “una Repubblica Democratica fondata sui diritti fondamentali dell’uomo, sulla pace, sull’amore, insomma, non era meglio fondarla questa repubblica sulla centralità dell’essere umano, sulla vita, sul popolo sovrano?

Erano altri tempi, altre logiche certo, ora però gli anni sono passati ma a nessun politico passa per la testa di interrogarsi sulla portata di questi articoli.

La Repubblica poggia la sua esistenza sul lavoro dei suoi cittadini…bene, primo indizio individuato.

Esaminiamo anche il secondo comma. La sovranità appartiene al popolo, ma non è piena, c’è qualcosa che sta al di sopra del popolo, la stessa carta costituzionale che ne limita la sovranità!   Capite, ne vedete il paradosso ?

La carta costituzionale è stata scritta dai padri costituenti ma mai votata dal popolo. Ma da dove deriva allora tutta questa autorità e legittimità?

Vuoi che, al pari di Mosè, i padri costituenti abbiamo ricevuto per ispirazione divina “La Tavola Suprema delle Leggi della Repubblica Italiana”?.

L’ipotesi di una rivelazione divina sarebbe l’unica che,in qualche maniera,  giustificherebbe la tanto decantata autorità della carta costituzionale. Vogliamo  forse accostare la costituzione italiana alla   …….    ?

Comandamenti

Io penso in realtà sia così, non può essere altrimenti, in caso contrario non mi spiegherei, se non con un’ipotesi di discesa della Legge dal Regno di Dio, come un documento scritto da uomini per lo più di un’altra epoca, non votato dal popolo, possa limitare la sovranità e la libertà di altri uomini nati in epoche successive. La carta costituzionale dello stato, e dunque lo stato stesso, mettono il cittadino in una posizione subordinata. Secondo indizio individuato.

Però, effettivamente, obietterà qualcuno, anche la carta costituzionale è modificabile. Certo, ci vuole una larga maggioranza, ma non si può dire che non sia modificabile.

Nessuno però mette in dubbio questi articoli, nessuno ne propone la modifica. Vuoi vedere che quella stessa visione dello stato, della politica, della comunità, che ha ispirato la carta costituzionale, non sia ancora scomparsa, anzi, si sia sedimentata e rafforzata negli anni, nella visione del mondo esponenti politici e nel popolo stesso?

I politici di turno ed il popolo si sono abituati alla condizione di governanti i primi, e di popolo a sovranità limitata i secondi. Terzo indizio individuato.

Ricapitolando:  la Repubblica vive sul lavoro dei propri cittadini, che non sono pienamente sovrani ma limitati dalla carta fondamentale della repubblica stessa; La costituzione si potrebbe tecnicamente cambiare ma non ci sono le condizioni per farlo in quanto è accettata nella sua prima parte come un testo dalle proprietà quasi bibliche; non viene messa in discussione proprio dove presuppone una sostanziale subordinazione del cittadino allo stato.

La ciliegina sulla torta però, ce l’abbiamo con l’articolo 75 : “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”.

Ma come? Io cittadino non posso esprimermi sulle leggi tributarie? Sull’imposizione fiscale?

Proprio non ci siamo! La repubblica si fonda sul mio lavoro, lo stato limita la mia sovranità e non posso neanche esprimermi sulle tasse che lo stato mi obbliga a pagare.

Già, mi obbliga, non è mai stato chiesto, a nessuno di noi, nemmeno alla maggiore età: vuoi far parte dello stato italiano?. Ne accetti le regole?. Costituzione 3Ti impegni a pagare tasse, imposte e contributi a fronte dell’erogazione di servizi?. Non ho mai firmato un contratto e non ho nemmeno la possibilità di disdirlo.

Se non pago le tasse subisco sanzioni, interessi, pignoramenti. Non è forse un rapporto di schiavitù questo? E’ difficile a mio avviso sostenere il contrario come è difficile sostenere che l’Italia sia di conseguenza uno stato democratico.

Il potere è più sottile, nascosto, non facilmente identificabile, impersonale…. ma esiste in tutta la sua sostanza e crudezza e va identificato, prima che conquisti completamente le nostre menti.

Con il Veneto indipendente, avremo la possibilità di ritornare ad essere veramente, Cittadini Liberi.

CITTADINI VENETI : VUOI TU CHE IL VENETO DIVENTI UNA REPUBBLICA INDIPENDENTE E SOVRANA? SI o NO ?

 

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4 risposte a Schiavi di una costituzione italiana “SMONTABILE” ?….

  1. giacomo110258 ha detto:

    Ottimo Ivano. Mi permetto di aggiungere anche l’articolo 138 che nega ai cittadini il diritto di proporre tramite consultazione popolare la modifica della costituzione. Ai cittadini lascia esclusivamente il compito di ratificare (o bocciare) modifiche apportate da parte del parlamento, ma solo nel caso (per loro infausto) che la modifica abbia ricevuto il consenso di meno dei due terzi dei parlamentari. Se invece in parlamento si supera la maggioranza dei 2/3, il popolo non serve più.

    Con stima,
    Giacomo Consalez
    —-•—- —-•—- —-•—-
    Art. 138.

    Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

    Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

    Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

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  2. giacomo110258 ha detto:

    Qui trovi un intervento simile a quello che avevo presentato al convegno indipendentista di Jesolo.

    https://www.facebook.com/notes/giacomo-consalez/appunti-per-una-lombardia-indipendente-e-federale/10151305049213128

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  3. Eugenio ha detto:

    Secondo Mè il problema non è quello di Criticare una Costituzione di uno Stato Occupante (italia) Ma darsi Noi Veneti una COSTITUZIONE,che tenga presente la nostra Storia ,Questo alcuni POPOLI che Lottano per L’INDIPENDENZA Lo hanno gia Fatto(vedi la SCOZZIA) Noi invece stiamo qui a criticare ,e protestare ..dobbiamo mettere le Basi a questo Stato che vogliamo Costruire..

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  4. Menocchio ha detto:

    Non nascondiamoci dietro alla Costituzione per tacere rispetto alle mancanze “umane” di questo Paese sconsiderato.
    La Costituzione non può essere l’alibi per un popolo fallito, come quello italiano (di cui noi veneti facciamo parte almeno giuridicamente), per giustificare l’assoluto squallore della situazione italiana.
    I cittadini sono sovrani nei limiti costituzionalmente posti, ossia rispetto ai diritti fondamentali dell’uomo, alla tutela giurisdizionale, alla laicità dello Stato e per ultimo, aggiunto dalla Corte Costituzionale, l’integrità dello Stato. Questo ultimo punto è opinabile perché si dovrebbero prevedere degli strumenti che possano rendere possibile pacificamente la secessione ma in Italia culturalmente si è molto ma molto indietro.
    La Costituzione non è perfetta e infatti è possibile modificarla con un apposito percorso quindi non addossiamole la colpa del casino attuale.
    Noi veneti in questo 50 anni che classe dirigente ci siamo scelti qui e Roma? i migliori? Ora se il Veneto e i veneti di oggi chiedono la secessione in nome della Serenissima e delle tasse non aspettiamoci che quando si vota le percentuali siano da prefisso telefonico.

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