QUANDO LA SCUOLA FUNZIONA A ROVESCIO…

di  Anna Iseppon

flippedClassroomSfogliando una rivista mi sono imbattuta in un articoletto che parlava di un metodo di insegnamento alternativo, una metodologia che rovescia completamente l’approccio “tradizionale” della nostra scuola. Personalmente, ho trovato geniale nella sua semplicità questo metodo, e mi piacerebbe discuterne insieme a voi.

Documentandomi, ho scoperto che di flipped classroom si parla già da qualche anno. Ma di che cosa si tratta, in concreto?

scuola noiosaNella scuola tradizionale, quella in cui siamo stati formati tutti noi, l’insegnante utilizza il tempo che trascorre in aula con gli studenti per spiegare un determinato argomento. Ai ragazzi spetta poi il compito di approfondirlo a casa (attraverso studio personale, esercizi, ricerche) in attesa della lezione successiva. Un metodo standardizzato, pensato per la media degli studenti, ma che può risultare frustrante per quei ragazzi che apprendono con tempistiche diverse o che incontrano difficoltà nello svolgimento dei compiti a casa.

In una flipped classroom, invece, è l’apprendimento teorico che avviene a casa, utilizzando materiali didattici specifici elaborati dal docente,flipped-classroom secondo i tempi e le modalità di apprendimento del ragazzo. In questo modo, il tempo che l’insegnante trascorre in classe con gli studenti può essere dedicato a chiarire eventuali dubbi emersi durante lo studio, a svolgere esercizi guidati, approfondimenti, lavori di gruppo.

Secondo gli ideatori (due docenti di chimica, Bergmann e Sams, del Colorado), ribaltare la didattica consente un miglior allineamento delle conoscenze e delle competenze tra gli studenti, oltre a migliorare la relazione educativa con l’insegnante. Ad oggi, questo metodo è ancora “sperimentale”, ma sono già emersi alcuni risultati incoraggianti.

Tale metodo didattico obbliga gli studenti ad una maggior responsabilità, a non assorbire più in modo passivo le lezioni ma ad avere una parte attiva nell’apprendimento. ragazza che studiaStudiando autonomamente, possono procedere al loro passo e non secondo i rigidi tempi dettati dalla didattica frontale: alcuni possono procedere velocemente, altri possono prendersi il tempo di riguardare la lezione tutte le volte di cui hanno bisogno finchè il concetto non sia sufficientemente chiaro.

Grazie alla flipped classroom gli studenti “imparano facendo” ed il fare avviene insieme all’insegnante: non sono più soli a casa, senza aiuto, quando incontrano delle difficoltà nello svolgimento degli esercizi. Si tratta di un metodo che stimola fortemente la capacità di lavorare in team perché ai ragazzi viene data la possibilità di lavorare in gruppo e di guardare le lezioni insieme, inoltre consente di sviluppare efficacemente il tutorato tra pari. Senza contare che, essendo il materiale didattico a disposizione degli studenti 24 ore su 24, 7 giorni la settimana, diventa meno problematica anche un’eventuale assenza da scuola.

Il metodo risulta essere più stimolante anche per  gli insegnanti che diventano in questo modo dei coach, dei tutor che coordinano, sostengono, collaborano con i ragazzi. Utilizzare il tempo in classe per la pratica dà loro la possibilità di capire immediatamente dove risiedano le difficoltà per lo studente e correggere subito l’errore. coachI docenti inoltre possono adattare e aggiornare il materiale didattico prodotto (virtuale o cartaceo) a seconda delle esigenze dei propri studenti, e migliorare la propria professionalità attraverso il confronto col materiale d’insegnamento predisposto dai colleghi, imparando gli uni dagli altri.

Un ultimo vantaggio c’è anche per i genitori, che possono guardare le lezioni coi figli, rendersi conto dei corsi, rinfrescare le proprie conoscenze, e sostenere così in modo più efficace i figli durante l’apprendimento.

La scuola tradizionale non è pensata per le nuove tecnologie, più facilmente applicabili invece ad un metodo educativo come quello della scuola capovolta. Gli studenti odierni percepiscono, e spesso mal tollerano, questa distanza tra la loro quotidianità e la didattica attuale. Nei prossimi anni il metodo di insegnamento andrà certamente adeguato ai tempi “moderni”, al futuro. Perché non considerare anche questa opzione dunque?

Vi piacerebbe o vi sarebbe piaciuto studiare in una scuola organizzata in questo modo?

Fareste frequentare ai vostri figli una flipped classroom?

Come vorreste fosse organizzata la scuola Veneta di domani?

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8 risposte a QUANDO LA SCUOLA FUNZIONA A ROVESCIO…

  1. michele ha detto:

    sarebbe un sistema ottimo secondo me, senza nessun dubbio, tranne sul fatto che utilizzando questo sistema gli insegnanti devono essere veramente preparati e aggiornati, naturalmente in italia questa cosa non è possibile ma nella futura Repubblica Veneta confido in una selezione meritocratica del corpo docente

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  2. bestsilvio ha detto:

    Ottimo articolo Anna, trovo questo metodo come il più logico …anzi forse ho sempre avuto questo pensiero: spesso si trovano orof standardizzati che fan sempre le stesse lezioni senza interagire; trovo perfettamente sensato che la prima infarinatura la si possa dare tramite un buon video corso (tanto cosa cambia rispetto a taluni prof?), Addirittura un buon libro basterebbe da se ( ma deve esser scritto bene bene). Poi dedicare il tempo in classe a dubbi, approfondimenti ed esercizi sarebbe perfetto!!! Mi trovo al 1000% in accordo senza il minimo dubbio!

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  3. Matteo ha detto:

    Nei CFP grafici di Mestre e Verona si fa già da due anni. Tutti gli allievi possiedono un iPad, e lavorano con questo sistema. Unico neo il costo dello strumento: 700 euro con assicurazione casko.

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  4. giuseppe ha detto:

    Potrei essere d’accordo sul metodo, ma chi decide e prepara tutto il materiale (video, libri) sul quale i giovani si devono preparare? Ogni insegnante, ogni istituto sarebbe indipendente dall’altro? Come si otterrebbe l’uniformità di insegnamento per tutta la nazione. Non certo con l’organizzazione ministeriale romana attuale!! Forse i singoli insegnanti? Per preparare e supportare simili programmi dovrebbero percepire il triplo dello stipendio attuale (com’è già attualmente nelle nazioni evolute). Coi ritmi di vita attuali non credo proprio che i genitori si affiancherebbero di più ai figli di quanto non fanno al giorno d’oggi.
    La scuola attuale potrebbe essere già preparata alle nuove tecniche, è da dimostrare che non siano gli uffici ministeriali a frenare e/o impedire determinati cambiamenti per non perdere di “autorità”.
    Tutte le opzioni, le sperimentazioni, le metodiche sono valide se ce interconnessione prima fra genitori e figli, poi fra genitori ed insegnanti, infine fra insegnanti e studenti. La mancanza di uno solo degli anelli rompe la catena dell’unità; oggi mi sembra che troppi genitori non sono assolutamente coerenti con questi princìpi e, di conseguenza, nessun sistema scolastico può risultare positivo per gli studenti.

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  5. adminaltovicentino ha detto:

    Ogni metodo d’insegnamento è sicuramente migliore di quelli attuali.Benvenga qualsiasi cambiamento e miglioramento che può produrre qualcosa di positivo sull’apprendimento scolastico delle prossime generazioni.

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  6. Elena T ha detto:

    Scusami la franchezza, ma l’ho trovato assurdo, un insulso tentativo di scaricare le colpe di scarsa qualità dell’insegnamento sulla famiglia, già abbandonata a se stessa da anni.

    “Un ultimo vantaggio c’è anche per i genitori, che possono guardare le lezioni coi figli, rendersi conto dei corsi, rinfrescare le proprie conoscenze, e sostenere così in modo più efficace i figli durante l’apprendimento.”
    Come no! Alla fine è sempre il Pantalone a pagare la giostra, giusto?
    Essendomi laureata in economia ed informatica, sarei anche capace, ma un italiano medio sarebbe in grado di farlo? I due genitori che lavorano ne avrebbero di tempo?
    Pensa che goduria, tornare alle 19 a casa ammazzato di lavoro e dover insegnare al pargoletto i polinomi e equazioni del V grado… Mmmm, gioisco solo dal pensiero.
    Se poi io come genitore devo fare tutto da sola, che senso ha obbligarmi a mandare il pargolo a scuola (tanto se devo improvvisarmi nell’insegnare, il tempo per lavorare fuori casa non avrò comunque)? A ‘sto punto lo lascio a casa, almeno al mattino è più fresco e meno stanco per apprendere le cose nuove.
    Infine… “Tale metodo didattico obbliga gli studenti ad una maggior responsabilità, a non assorbire più in modo passivo le lezioni ma ad avere una parte attiva nell’apprendimento.”
    Chiedilo ad un bambino di 8 anni e poi ne riparleremo… LOL

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  7. Andrea Goldin ha detto:

    Si privatizza del tutto la scuola, togliendo il valore legale. Tramite il buono scuola si concede l”istruzione anche ai meno abbienti. Basta scuola pubblica.

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  8. sandra Grandis ha detto:

    Nel ns Veneto liberato più meritocrazia, più strumenti, più sperimentazione e luoghi per lo studio che ti aiutino a formare con gioia il cervello che è il tesoro più grande che l’uomo possiede!

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