LA FORZA DEI VENETI

di Andrea Arman

piramidiQuando si va a Roma e si vede la confusione e l’inefficienza che vi regna, spontanea sorge la domanda: ma che fine hanno fatto gli antichi Romani? Analogo interrogativo visitando il Partenone o le Piramidi o i resti di Cartagine o Napoli e Palermo coperte dai rifiuti. Molti popoli hanno dato vita a grandi civiltà ed organizzazioni statuali efficienti ma, poi si sono spenti, mentre le vestigia del grande passato risplendono quasi a scherno dell’attuale incapacità di chi discende dai grandi uomini d’un tempo..

Per Venezia ed il Veneto è diverso. La grandiosa storia della Serenissima Veneta Repubblica non si è esaurisce con le recenti varie occupazioni straniere. Dopo il 1797, tragico anno che ha visto il tentativo di soffocare oltre 10 secoli di indipendenza della Serenissima, Venezia ed il Veneto hanno sofferto il sacco dei Francesi di Napoleone, degli Austroungarici, della monarchia Sabauda e dei suoi eredi. Ci sono stati anni di disperazione, di enorme povertà materiale. La Prima Guerra Mondiale ha ulteriormente martoriato una terra sofferente. Massacri, fame, disperazione, emigrazione in terre lontane ed inospitali. Ma i Veneti non si fenicesono arresi alla cattiva sorte e ovunque risuonasse la lingua Veneta è ripartita la nostra civiltà. La lingua Veneta non è solo parole e regole e suoni diversi, ma è una visione del mondo Veneta, cioè originale ed armonica, che dà giustizia e benessere e serenità. Negli stati delle Americhe e dell’Europa i Veneti si sono fatti onore. Nella saccheggiata e devastata terra Veneta si è poi sviluppato, non a caso, quel fenomeno economico e sociale che ha fatto del Veneto la locomotiva d’Italia, destando curiosità ed ammirazione nel mondo intero. Come nei tempi passati, quando tutto sembrava perduto, quando gli eserciti nemici erano ormai dentro le nostre città e campagne, i Veneti hanno saputo reagire trovando in sé stessi la forza per risorgere e stupire.

Oggi la nostra terra e le nostre genti stanno subendo una grave crisi: mancano i soldi, troppe le tasse, male i servizi… . C’è chi protesta contro lo Stato Italiano, chi chiede meno tasse, chi chiede più sussidi, chi lavoro, chi pensioni etc.. Signori Veneti, la crisi non la si supera chiedendo aiuto a chi l’ha provocata.

Disagio economico, disgregazione sociale, malcostume e malgoverno ma, quella che stiamo vivendo non è la peggiore crisi che la nostra terra ed il nostro popolo abbiano attraversato anzi, tutto ciò quasi fa ridere pensando a cosa hanno provato i nostri vecchi dopo la (così detta) Unità d’Italia.

radici libroIl Veneto e chi onestamente vi vive, potrà andare oltre alla attuale triste condizione economica, sociale e politica ad una condizione: CHE SI RIMANGA VENETI. La lingua, la storia, la scienza e la cultura Veneta hanno dato ai Veneti la forza per fare i miracoli: quello della città di Venezia, delle insuperate architetture delle nostre città e ville, di un Impero senza Imperatore, di uno Stato indipendente per migliaia d’anni, di secoli di pace in un mondo in guerra, della ricchezza e del benessere diffuso nel quale abbiamo vissuto e nel quale, con diritto, vogliamo continuare a vivere.

Solo rimanendo Veneti possiamo farcela.

Ragionando e parlando in Veneto, sentendoci fratelli, amando la nostra famiglia e la nostra storia, la nostra società e le nostre terre ed acque, rispettando ma non subendo il prossimo, credendo in noi stessi, da Veneti vinceremo anche questa volta.

Non per protesta, non per richieste ma per noi Veneti, e per il bene comune, organizziamo le “ MARCE SILENZIOSE “.

silenziose veneziaSfilare in ordine ed in silenzio, senza arrecare disturbo, per ritrovare l’armonia nello stare insieme, per trasmettere la grande forza positiva dei Veneti.

Vi aspettiamo tutti a Verona, domenica 19 gennaio 2014. Ritrovo e partenza presso Piazza dei Signori alle 15.30, cammineremo insieme tra le vie del centro fino a Piazza Bra. Cliccate qui per andare all’evento su facebook —> qui

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9 risposte a LA FORZA DEI VENETI

  1. Menocchio ha detto:

    Insomma la perfezione di un popolo che soffre l’occupazione straniera degli italiani….parlando seriamente non ho mai capito che collegamento ci sia tra la Serenissima, la Regione Veneto e l’ipotetica e immaginaria nazione veneta.
    E poi vogliamo parlare del tanto celebrato boom? ho sempre apprezzato questa canzone di Medrano : http://www.youtube.com/watch?v=D0bjerGVwIk
    sia chiaro sono figlio di veneti e conosco da dove viene fondamentalmente il boom: da generazioni di schiavi che hanno lavorato come bestie nei campi. Ma dato che non mi sono mai piaciute le agiografie direi che culturalmente non siamo cresciuti per niente, per fortuna non tutti, perché abbiamo distrutto le campagne, costruito fabbriche e casette nelle golene (e dopo riva l’acqua che sommerge tutto), siamo diventati schiavi degli schei ed egoisti perché classico della nostra mentalità è curarsi del proprio orticello e chealtri i fassa queo che i vol, moltissima gente poi pur avendo lavorato duramente per anni non si è mai tirata indietro quando si trattava di fare del nero (perché o Stato ne sofega e parchè so mi che laoro i statai no fa gnente) far soldi è più importante che avere una cultura che vada al di la del proprio paesello. Vogliamo poi dimenticarci delle generazioni di politici veneti a Roma e qui ? ricordiamoci del Veneto bianco che votava in massa DC (cioè obbediva alle direttive del prete in chiesa), ricordiamoci del Veneto berlusconiano e di quello leghista che ha eletto una classe dirigente incompetente a Roma e a Venezia (e in giro per la Regione). Ora va tutto male per mille motivi ma perfavore smettiamola di raccontare la favola dei poveri veneti sottomessi da cattivoni stranieri che depredano la terra dove scorre latte e miele….

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    • adminaltovicentino ha detto:

      Non tutto quello che hai scritto è sbagliato.Naturalmente ogni epoca ha i suoi “opportunisti” e gente che pensa prima ai propri vantaggi anche dovrebbero fare gli interessi di tutti.Molti lo avranno fatto in buonafede,pensando di poter migliorare la situazione,altri hanno ubbidito ciecamente alle direttive che venivano da capi giù a Roma.La grande differenza che deve saltare agli occhi è cosa sono stati capaci di fare i Veneti restando “attaccati all’Italia” che la maggior parte delle altre regioni non sono riusciti.Un detto dice: “Bisogna fare di necessità virtù”.Beh, penso che noi Veneti lo abbiamo dimostrato ampiamente.Se il nostro PIL regionale è uno dei più alti d’Europa, ci sarà un motivo ! Li avessimo avuti noi tutti i soldi che sono stati versati nella famigerata “cassa del mezzogiorno” !!!! Ma questa è acqua passata.Guardiamo avanti.Quello di cui dobbiamo convincerci è che non lasciamo in fretta questa nave che stà affondando ,finiremo con lei negli abissi,perchè,come ho detto tempo fa,scialuppe per tutti non ce ne sono e quelle poche disponibili se le accapareranno i furbacchioni giù a Roma e…..che s’è visto s’è visto.La forza per reagire alle attuali difficoltà ce le abbiamo,basta solo crederci.

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      • Menocchio ha detto:

        I veneti si sono sempre potuti esprimere e non mi pare che che la scelta della classe dirigente a Roma e a Venezia sia stata delle migliori ma se il popolo è questo allora tutto torna. Conosco tante persone in giro per l’Italia e sinceramente questa cosa per cui noi saremmo una etnia eletta che può far tutto e meglio degli altri non ha alcun senso e la situazione attuale lo dimostra. Ghemo mucià solo schei e basta, giganti economici e nano politici e la colpa è solo nostra poi da 25-30 va di moda la Serenissima e la nazione veneta come mito a cui aggrapparsi per non vedere le disgrazie di questa terra.

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    • Elena ha detto:

      Anch’io sono figlia di veneti. I miei genitori non sono come tu descrivi i veneti, sono molto altruisti e generosi e molto spesso ci hanno rimesso molto per aiutare altre persone. Gli s-chei sono importanti, quando eri povero ed hai lavorato come un mulo e oggi sei messo economicamente bene, hai paura di tornare a vivere quell’incubo di povertà, nella mia famiglia è così…ma la solidarietà, la voglia di aiutare chi è messo peggio, l’altruismo sono valori che una veneta come me ha imparato dai suoi genitori veneti.

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  2. Andrea Arman ha detto:

    Gentile lettore, il collegamento fra le varie stagioni del Veneto (Serenissima Veneta Repubblica, Regione Veneto etc) è nel popolo Veneto, nella sua lingua e cultura, oltre che nel fatto di occupare lo stesso spazio fisico. Molti popoli hanno subito spogli da parte di altri e molti hanno lavorato duro nei campi, non tutti sono arrivati dove siamo arrivati noi Veneti. Non amo i vittimisti e credo che dignità ed onore debbano essere l’indispensabile corredo di ogni Veneto. Purtroppo, in tempi recenti, tali valori non ci hanno sempre sostenuto ma, non per questo vedo solo nero. E’ facile giudicare con il senno di poi, evitiamo di esercitarci proppo in questo sport tipicamente italico. Piuttosto, facciamo tesoro anche degli errori che Lei ha elencato, e ce ne sono altri. I Veneti non sono solo evasori o abusivisti o inquinatori, sono un popolo straordinario, anche se non perfetto. E ci mancherebbe!
    Su di un punto debbo darLe piena ragione: l’individualismo e l’eccessivo attaccamento al denaro. E’ anche per questo che facciamo la Marce Silenziose, per riabituarci a stare insieme, per trovare armonia di popolo, per parlare la nostra lingua e per tanti altri motivi che partecipando ad una marcia subito avvertirebbe.
    I Veneti ce l’hanno sempre fatta da soli e sarà ancora così.
    Il latte ed il miele scorrono solo sulle terre libere e noi, che siamo golosi, stiamo facendo il nostro massimo.
    Grazie per il contributo. Andrea Arman

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    • Menocchio ha detto:

      Apprezzo la buona fede ma secondo me perdete tempo perché al 90% dei veneti della Serenissima non frega nulla, non sa manco cosa fosse.
      Il punto sono le tasse e la burocrazia/ servizi pubblici al massimo sosterebbero l’indipendenza (con il voto non con le proteste) per queste ragioni qui. Dopo 25 anni di leghismo questi messaggi sono stati digeriti e non fanno più alcun effetto, ripeto che se il Veneto e l’Italia è messa così la colpa è anche di noi veneti perché i politici negli ultimi 50 anni non si sono votati da soli, le mazzette, il nero non era prerogativa dei marziani ma di italiani e veneti che ora strepitano che è tutta colpa dei politici ladri. La gente è passata dalla fame all’opulenza in una generazione, i soldi erano e sono l’unica cosa che importa e dell’ambiente, della politica, degli altri non frega nulla alla maggior parte della gente, c’è stata crescita economica ma non civile.
      Il mito della Serenissima e il mito della nazione veneta serve solo come bandiera politica per aggregare gente ma è inconsistente infatti i miti servono a questo: a dare belle sensazioni in questo caso patriottiche.
      Sarebbe ora che noi veneti ci svegliassimo veramente ma credere che ci possano volere due tre anni è utopistico, ci vorranno generazioni.

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  3. Eugenio ha detto:

    Condivido l’articolo di Andrea Arman,E dico Finchè i VENETI sono una Maggioranza in casa loro hanno un Futuro,ma se un domani sarebbero una Minoranza nella loro Terra sarebbe la FINE per sempre del Popolo VENETO.Per quanto ci dice il MENOCCHIO,certo Noi Veneti ,non siamo Perfetti,ma piu di 150 anni,di Colonialismo Italiano ,ci hanno,in parte fatto dimenticare la Nostra Storia ,e le nostre Origini,e hanno cercato di farci comportare da Italiani,ossia di pensare solo ai soldi e di fregarsene della nostra Comunita’.

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    • Menocchio ha detto:

      Ma quale storia scusi? il disinteresse per la storia è generale, ai giovani non interessa un granché Venezia piuttosto che la Patria del Friuli e direi purtroppo ma si vede che il mondo e la mentalità è cambiata.
      Che storia ci avrebbe occultato l’Italia? vuole dire che dal 1797 al 1980 (o giù di li) nessun veneto aveva la possibilità di apprendere notizie su Venezia? mi sembra assurdo e lo è dato che fino a 20 anni fa la mentalità era: “andare a lavorare per ciapar schei” altro che cultura, pochissimi studiavano e pochi (tra quei pochissimi) studiavano storia.
      Ma se i veneti sono una nazione come mai questo nazionalismo è sorto negli anni ’70 con tutta una serie di organizzazioni culturali? prima le tracce sono pochissime per non dir nulle, non vorrà mica farmi credere che un popolo con una identità forte si dimentica in 50 anni di tutto? ora se si vuole l’indipendenze dall’Italia per tutta una serie di moti è legittimo ma se propagandisticamente si piega la storia per dimostrare tesi politiche direi che sarebbe ora di aprire qualche libro in più e lasciar stare la politica.

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  4. AndreaD ha detto:

    Il dibattito che sta scaturendo offre l’utile opportunità, per noi Veneti, di sottoporci ad un “auto-analisi” collettiva e soprattutto non filtrata dalle ideologie di partito. Tutto questo per capire chi sono i Veneti del XXI° secolo, ovvero: quanto valgono? Quale etica incarnano? Sono ancora portatori di un’autentica Cultura Veneta?
    A mio avviso sono valide entrambe le istanze di questa discussione, tuttavia tenendo conto dei distinguo e di alcune riflessioni.
    Quando si parla di organizzazione della società il mio pensiero inevitabilmente coincide con quello di Thomas Hobbes e con la sua dottrina del “Homo homini lupus” (ogni uomo è lupo per l’altro uomo): dal momento che le leggi di natura tendono a contrapporre gli uomini in una perenne guerra autodistruttiva (a causa del nostro istinto alla sopravvivenza) la natura stessa spinge gli uomini a cercare degli accordi che avvengono non per un superiore ideale morale ma solo per un principio materiale, naturale di autoconservazione. E il senso supremo di questi “accordi sociali” è che se si vuole la pace bisogna rinunciare ad una parte del proprio diritto naturale di appropriarsi di tutto ciò che favorisce la propria conservazione. Cioè si deve conservare tanta libertà quanta si vuole che gli altri abbiano nei propri confronti. Questo principio, secondo me, sta alla base della storia di tutti i Popoli che sono esistiti in qualunque epoca e angolo della Terra. Colui che incorpora tale parte di libertà personale è il Sovrano, e con questo termine intendo tutte le forme di Governo esistenti ed esistite: monarchia, repubblica (parlamentare o presidenziale), dittatura, partitocrazia, totalitarismi e democrazie.
    Ora torniamo a noi. Possiamo dire che l’etica di un Popolo coincide con quella del Sovrano?
    Se fosse così questo spiegherebbe la tesi secondo qui la decadenza dei Veneti è iniziata con la caduta della Serenissima, per cui ora siamo irrimediabilmente “corrotti” vista l’estrema negatività del Sovrano italiano. Di contro si può argomentare dicendo che, a prescindere dal Sovrano di turno, l’etica di un Popolo è incarnata dalla sua Cultura e tale “cultura popolare” è tramandata a livello “orizzontale” e quindi difficilmente corruttibile dal cosidetto “pensiero di Stato”.
    Io penso che quest’ultimo corollario sia stato valido fino al secondo dopoguerra, poi le cose sono cambiate a livello mondiale e ora siamo di fronte ad una nuova fase per certi versi inquietante, il che farebbe propendere per la poco ottimistica prima tesi.
    Per capire meglio bisogna prendere in mano quanto scrisse Pier Paolo Pasolini nei suoi ultimi anni, ovvero le pagine degli “Scritti corsari” e delle “Lettere Luterane”. Egli dice:
    “Io credo che il vero fascismo sia quello che i sociologi hanno troppo bonariamente chiamato ‘la società dei consumi’. Una definizione che sembra innocua, puramente indicativa. Ed invece no. Insomma, se la parola fascismo significa la prepotenza del potere, la società dei consumi ha ben realizzato il fascismo.” […] La rivoluzione capitalistica pretende degli uomini privi di legami col passato (risparmio e moralismo), pretende che tali uomini vivano in uno stato di imponderabilità: cosa che permette loro di privilegiare, come solo atto esistenziale possibile, il consumo e la soddisfazione delle esigenze edonistiche. […] L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza ad un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine cui deve obbedire a patto di non sentirsi diverso. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. […] Siamo di fronte ad una nuova epoca della storia umana. Era impossibile che gli italiani reagissero peggio di così ad un tale trauma storico. Essi sono divenuti in pochi anni, specie nel centro-sud, un popolo degenerato, ridicolo, mostruoso, criminale. Basta soltanto uscir di casa per capirlo.”
    Ritengo che sia naturale chiedersi in quale misura questo sconvolgimento antropologico sia riuscito ad intaccare l’autentica Cultura Veneta e i suoi valori fondanti. E, nel rispondere, io mi associo con quanti sostengono che i danni sono stati fatti e sono anche di grave entità: spesso e volentieri ho provato (e provo) fastidio e repulsione nei confronti di taluni rappresentanti del Popolo Veneto con i quali posso solo dire di condividere la lingua… e null’altro.
    Può quindi essere utile puntare al richiamo della storia, dei valori e del mito della Serenissima in chiave propedeutica ed educativa per quello che dovrà diventare un Popolo sovrano e indipendente? Io penso di si, perché ritengo che l’indifferenza dei Veneti nei confronti della loro storia sia figlia di un percorso in cui dapprima il problema era l’analfabetismo e, una volta superato questo, è poi sopraggiunta la desolante “sottocultura” materialista del dopoguerra. L’antidoto a questa, e lo dico con una certa angoscia, è l’attuale crisi economica, politica e sociale. Mi duole essere profeta di sventura, ma la fase in cui ci troviamo è solo un antipasto di quello che dovrà succedere. Non ci vorrà molto, ma alla fine ci ritroveremo tutti più poveri, più magri e, mi auguro, più saggi e responsabili. Dico responsabili perché ogni volta che guardiamo il gonfalone di San Marco dobbiamo sempre tenere in mente che rappresenta una nazione che era governata da una ristretta oligarchia aristocratica con la quale, per quanto questa potesse essere stata illuminata e giusta, il Popolo era comunque relegato al ruolo di soggetto passivo e distaccato. Nel 2014 non possiamo e non dobbiamo più permetterci il lusso di avere un “Neo Maggior Consiglio” che decida e governi per noi: perché nella nostra epoca questo fa rima con quell’atroce Regime Partitocratico dal quale noi tutti vogliamo uscirne per sempre.
    Riusciranno i Veneti, corrotti e degradati, a diventare futuri cittadini consapevoli e responsabili in tempi relativamente brevi?
    Questa è una bella sfida. Una sfida epica, nella quale tutti ne siamo, volenti o nolenti, i protagonisti.

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