PARLANDO DI IMMIGRAZIONE…

di Anna Iseppon

Spesso, si ha la percezione che qui abbiamo un numero più elevato di immigrati rispetto ad altri Stati europei: in realtà, in rapporto alla popolazione locale, la più alta concentrazione si registra invece in Lussemburgo, dove sono “stranieri” il 43% dei residenti, seguito da Lettonia (18%), Estonia (17%), Cipro (16%), Irlanda (13%) e Spagna (12%).

stranieri in italiaGiusto per citare qualche numero da cui partire: gli immigrati in italia sono 5.457mila (gennaio 2012), circa il 9,4% della popolazione. La stima degli irregolari e clandestini si aggira intorno allo 0,5% (326mila persone) mentre i rifugiati sono all’incirca 1 ogni mille abitanti.

Le regioni con la percentuale più elevata di immigrati sono Lombardia (23,2%) Lazio (12%) e Veneto (10,9%) a parimerito con Emilia-Romagna. immigrazione venetoIn Veneto, i cittadini stranieri continuano a concentrarsi principalmente nelle zone maggiormente industrializzate: i 2/3 circa della popolazione immigrata si raggruppano nelle province di Vicenza, Treviso e Verona. In ogni modo, con l’accrescersi dell’immigrazione, la popolazione straniera dimostra una maggior espansione anche sulle altre aree della regione.

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo in cui si raccontava com’era regolamentata l’immigrazione nell’allora cosmopolita Repubblica di Venezia. Così, per curiosità e voglia di chiarirmi un po’ le idee al riguardo, sono andata a documentarmi sulla situazione italiana…e Veneta.

Ci tengo a precisare due cose: non mi occupo nè di giurisprudenza né di immigrazione nella mia quotidianità, quello che trovate qui scritto è semplicemente il punto di vista di una cittadina che ha cercato di informarsi. Il tema tra l’altro è estremamente complesso e presenta molteplici sfumature: non ho certo la pretesa di trattarlo esaustivamente in queste poche righe! Quindi ben vengano commenti e analisi di persone decisamente più competenti di me al riguardo che possano avviare una discussione costruttiva sul tema!

sbarchiAttualmente il testo di riferimento in materia di immigrazione è il cosiddetto “Testo Unico sull’immigrazione” (clicca qui se vuoi leggerlo). Testo che nasce sulla base della legge 6 marzo 1998 n. 40, nota anche come  Legge Turco – Napolitano, in seguito ripresa e parzialmente modificata dalla legge 30 luglio 2002 n.189, la cosiddetta Bossi-Fini.

Al di là di alcuni aspetti discutibili e sicuramente migliorabili nella normativa (ma esiste la legge perfetta?), il testo di riferimento mi sembra abbastanza se si considera che gli obiettivi delle politiche migratorie sono garantire l’ordine e la sicurezza pubblica con il contrasto all’immigrazione clandestina e favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati regolari assicurando coesione sociale.

A grandi linee, in materia di controllo delle frontiere, respingimento ed espulsione il testo unico prevede che il permesso di soggiorno sia legato ad un lavoro effettivo, prevede le espulsioni con accompagnamento alla frontiera, l’inasprimento delle pene per i trafficanti di esseri umani e l’uso delle navi della Marina Militare per contrastare il traffico di clandestini. Lo straniero senza permesso di soggiorno viene espulso per via amministrativa e, se privo di documenti (clandestino) viene portato in un centro di permanenza (già previsto dalla 40/1998) per sessanta giorni durante i quali si svolgeranno le pratiche per l’identificazione. Nel caso non venga identificato, al clandestino viene intimato a lasciare il territorio entro tre giorni. Chi rientra nel nostro paese senza permesso commette un reato.

immigrazioneEd in Europa come funziona? Ebbene, siamo ancora molto lontani da una seria politica europea sull’immigrazione, e la difformità normativa tra uno stato e l’altro è notevole; solo dopo la tragedia avvenuta a Lampedusa lo scorso ottobre si è iniziato a considerare la problematica come unitaria e non solo come un fatto riguardante Italia, Malta, Grecia… Si parla di spirito di reciproca responsabilità e di solidarietà tra gli Stati membri ma siamo ben lontani da una chiara politica migratoria comunitaria, ennesima conferma che non esiste una “vera” Europa Unita.

Parlare di immigrazione significa parlare di sicurezza ed ordine pubblico, ma anche di solidarietà e diritti umani… Tante sfaccettature di un argomento che ben si presta alla discussione.

Qual è la vostra opinione al riguardo? 

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5 risposte a PARLANDO DI IMMIGRAZIONE…

  1. Eugenio ha detto:

    IN Questo articolo sulla EMIGRAZIONE,, Anna Iseppon,ci dice quello che la Sinistra Italiana,sono venti anni che ci Ripete ossia,che ci sono paesi Europei che hanno molti piu’ Emigrati di noi (sai che bella soddisfazione?) Intanto dalla Tabella si vede che ogni anno questa Gente aumenta,Tenendo conto dei numerosi figli che fanno (naturalmente mantenuti da noi Veneti) Tra 10 ho 20 anni saranno un numero molto elevato.IL Paragone con la Serenissima Republica,non si puo’ fare perchè non abbiamo i dati sul territorio,degli stranieri,comunque tranne che a VENEXIA che era una delle maggiori capitali Europee,nell’entroterra Veneta di stranieri c’è nerano pochissimi,poi all’ora le Leggi della Republica erano Severissime.Comunque venendo ai nostri giorni,chiediamoci a chi serve questi Forrestieri,se alcuni anni fa c’erano settori dove mancava manodopera,oggi con la Crisi questo problema in gran parte è risolto,allora chiediamoci perchè continuano ad arrivare..ma perchè i Nostri Grandi e Medi Gruppi Economici fanno Affari con i Governi di quei paesi ,in canbio,noi ci dobbiamo tenere e mantenere questi disperati..Sulle Leggi Italiane sull’emigrazione poi sono Ridicole,perchè di fatto era come se non esistevano,questi facevano quello che volevano e se portati al loro paese dopo 1 mese erano di nuovo qui..avevano capito come era L’Italia..Negli ultimi anni abbiamo visto scene patetiche navi della Marina Militare Italiana,al posto di contrastare l’arrivo di clandestini,andavano a prenderli,appena partiti dai loro porti per portarli qui..Casualmente il Boom di arrivi di Clandestini,l’abbiamo avuto 3 anni fa con l’allora Ministro degli Interni MARONI,della Lega-Nord,noto Razzista ed oggi Indipendetista.Al quale i gioralisti gli chiesero come mai si è fatto entrate queste centinaia e migliaia di Clandestini Rispose che non era colpa sua ,abbiamo firmato il trattato di LISBONA.

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  2. adminaltovicentino ha detto:

    L’Europa si guarda bene da fare una legge che regolamenti l’immigrazione nel continente. E quindi ogni stato si regola come meglio riesce (o può….).Il dramma è che,al contrario degli altri paesi, dove i politici pensano,chi più chi meno, principalmente al benessere dei pripri cittadini (mansione a cui sono stati eletti….) , da noi vengono privilegiati,prima gli stranieri,a cui vengono elargiti servizi e soldi, mentre le persone bisognose,che causa anche la persistente crisi economica,si DEVONO ARRANGIARE, ricorrendo alla solidarietà.Ma allora,siamo razzisti solo noi e gli altri, che si comportano diversamente,sono tutti bravi ????Comunque,come troppo spesso,la colpa è sopratutto nostra che lasciamo che tutto ciò accada;sappiamo solo lamentarci,abassare la testa e tirare avanti, sperando che qualcuno faccia qualcosa.Chi vive sperando,muore………………..Amen.

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  3. ornella ha detto:

    io sono nata e vivo in provincia di Rovigo e qui l’immigrazione non è molto diffusa rispetto ad altre zone del Veneto. Il problema comunque è che gli immigrati offrono manodopera a basso costo e per le mansioni meno qualificate è un pesante concorrenza verso i Veneti: il problema è anche che appunto i Veneti in generale hanno pochi diplomati e pochi laureati rispetto sia al resto dell’Italia sia rispetto al resto d’Europa e quindi subiscono molto di più la concorrenza sul lavoro degli stranieri (soprattutto comunitari, cioè rumeni-polacchi-bulgari, ma anche extracomunitari) perché è chiaro che la presenza di lavoratori stranieri (sia comunitari che extracomunitari) provoca un abbassamento di fatto dei salari degli operai non qualificati (e di riflesso anche di quelli poco qualificati), cosa che ci pesa molto, anche se contribuisce alla riduzione dei costi delle nostre aziende, consentendo loro di essere più concorrenziali. Il problema ha quindi molte sfaccettature.

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  4. No al Venetismo "Forrest Gump" ha detto:

    Scusate, ma i dati vanno approfonditi meglio.
    Leggo che in Lussemburgo gli immigrati ammonterebbero al 43%, tra l’altro troppo piccolo per fare testo: bene, nessuno si interroga da dove provengono?
    Magari salta fuori che la maggior parte sono francesi, tedeschi, belgi… portoghesi.
    Immigrazione intra-europea.
    Stessa cosa per i paesi baltici e l’Irlanda, ripopolata negli anni della Tigre Celtica da una moltitudine di call operators polacchi.
    Bene, ora analizziamo l’immigrazione in Veneto: le etnie che vanno per la maggiore sono maghrebini, sikh e Africa nera.
    Beh, le cose cambiano: preferireste un Veneto con il 20% di immigrati provenienti dall’ex Impero Asburgico o uno con il 10/15% di gente di tutti i colori, tradizioni e religioni proveniente da ogni angolo del Terzo Mondo?
    Veneto non è chi Veneto fa!

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