Vicenza, l’ultima frontiera di una Giustizia al collasso

di Enzo Trentin su L’Indipendenza

Su alcune singolarità della giustizia italiana ci eravamo già soffermati in un precedente articolo dove davamo conto del fatto che un giudice che lavorava troppo era stato costretto a dimettersi. A conferma di quanto scrivevamo il giudice stesso, in un commento in calce all’articolo, confermava

È di questi giorni un’altra conferma sul fatto che i giudici a Vicenza non si sentono a loro agio. Pare ci sia troppo da lavorare. Ne da’ notizia il quotidiano «Il Giornale di Vicenza», nell’edizione del 5 febbraio 2014, che apre con il titolo: “È già in pensione il presidente del tribunale – Per almeno un anno palazzo di giustizia resterà senza guida”. E se ne stanno andando anche altri tre giudici del civile.

Il presidente in questione è un signore 72enne: Francesco Bernardini, che era arrivato a fine settembre 2013 a Vicenza carico di entusiasmo: «Così farò funzionare questo tribunale» aveva subito dichiarato ai mass media. E invece il presidente di tribunale, atteso a lungo a Vicenza ed arrivato cinque mesi fa, è andato in pensione. Alcuni problemi di salute l’hanno convinto prima a chiedere qualche settimana di ferie, e quindi il pensionamento che, alla sua età, poteva sollecitare in qualunque momento. Il risultato, per la giustizia vicentina, è pesante: per almeno un anno in città mancherà la guida del tribunale, affidata al vice Oreste Carbone.

Prendiamo pure per buone le giustificazioni di questo magistrato; rimane il fatto che al tribunale di Vicenza sussistono alcuni problemi di non poco conto. Non solo, come documentato nell’articolo precedente, chi lavorava sodo non era visto di buon occhio; ora sappiamo attraverso le pagine del quotidiano locale che si stanno aprendo altri buchi in organico, e la “colpa” per così dire, è proprio della situazione che negli anni si è creata in tribunale. Altri giudici – almeno due o tre – della sezione civile nelle prossime settimane lasceranno la città del Palladio, per trasferirsi altrove. Fra le cause oltre a quelle personali, l’enorme mole di lavoro che affanna ciascun magistrato, il quale è alle prese con più di mille cause. È una situazione complessiva da tempo ingestibile, che garantisce risposte ai cittadini solamente grazie alla buona volontà dei singoli.

«Si può ancora parlare di giustizia?», si chiedono gli stessi giudici civili alcuni dei quali, scoraggiati lavorano ancora nella vecchia sede – un palazzo ormai sporco e fatiscente – malgrado il nuovo tribunale abbia da tempo una nuova struttura ancora sottoutilizzata. Il presidente Bernardini, nei pochi mesi di permanenza aveva dato un’accelerata al trasloco nel nuovo edificio; ma non era riuscito a dare una linea precisa alla suddivisione dei fascicoli (non ci sono i soldi per gli arredi) e alla riorganizzazione del personale. Dove le carenze di organico, macroscopiche, sono denunciate da anni, ma senza che giunga alcun rinforzo se non dai carabinieri e dai poliziotti in pensione che lavorano da volontari. Ad oggi, gli appelli giunti dai sindacati, dalle associazioni di categoria e dalla politica non hanno prodotto assolutamente niente dopo l’accorpamento con Schio e con Bassano del Grappa per la sezione penale. Continuano infatti a restare irrisolti i problemi del personale e dei fascicoli civili di Bassano, che in parte erano stati trasportati a Vicenza.

Insomma, chi pensa seriamente all’indipendenza del Veneto non può trascurare questi latenti problemi e rimandarne la soluzione al dopo. Responsabilità vuole che gli indipendentisti, tra i quali militano non pochi avvocati (nessuno dei quali si è mai lasciato sfuggire qualche commento pubblico in materia), comincino a prefigurare il nuovo sistema istituzionale e la sua gestione.

Un miglioramento metodico dell’organizzazione sociale suppone uno studio preliminare approfondito, per cercare di sapere da una parte che cosa ci si può attendere da esso, nel futuro prossimo e remoto, dal punto di vista del rendimento, dall’altra quali forme di organizzazione sociale e di cultura sono compatibili con esso, e infine come esso stesso può essere trasformato. Solo degli esseri irresponsabili possono trascurare un simile studio e tuttavia pretendere di dirigere la società; purtroppo è quel che succede ovunque, fra i rivoluzionari come fra gli indipendentisti dei giorni nostri.

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Una risposta a Vicenza, l’ultima frontiera di una Giustizia al collasso

  1. adminaltovicentino ha detto:

    Una cosa vorrei far notare; ma se qualsiasi persona ad una certa età aspira ad andare in pensione per riposarsi o comunque fare quel che vuole come vuole e quando vuole,perchè mai questo signore all’età di 72 anni si voleva accollare la responsabilità di un tribunale????E chi lo ha messo li,non ha pensato che, una persona di quell’età poteva avere dei problemi di salute e quindi crearne a sua volta degli altri??? E adesso ??? Ancora una volta di più, abbiamo le prove del perchè la giustizia in Italia è così disastrata.La cronica abitudine italica di guardare la punta dei piedi e non un passo più in là,è la dimostrazione di come siamo governati da persone che non vogliono e non riescono progettare il futuro perchè sono tutte mediocri.

    , se una persona di quella età

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