LA MONTAGNA FERITA

di Anna Iseppon

montegrottoLe precipitazioni che hanno flagellato per una settimana il Veneto nei giorni scorsi hanno causato danni per  500milioni di euro (stima provvisoria). Interruzione di comunicazioni e della viabilità, esondazioni di fiumi, allagamenti di terreni agricoli e centri abitati, un blackout elettrico prolungato dovuto all’interruzione delle linee dell’alta tensione (che ha interessato più di 31.000 utenze per circa 3 giorni), frane…

Doppiamente isolati: abbandonati a noi stessi, nel disinteresse pressochè totale dei media italiani (c’erano cose più importanti di cui parlare, no?).

I disagi hanno interessato tutto il territorio della regione, ma sono stati particolarmente pesanti nella zona montana dell’Alto Bellunese, che era già stata messa a dura prova nel periodo natalizio. slavina malga ciapelaAlti muri di neve ai lati delle strade, cumuli sui tetti che hanno provocato crolli, passi dolomitici chiusi, strade interrotte, stagione del turismo invernale perduta (con una perdita economica milionaria!), decine di valanghe. Una di queste ha divelto un pilone della funivia che porta da Malga Ciapela a passo Padon danneggiandola irreparabilmente e portandosi via anche la parte terminale del sottostante skylift (una perdita gravissima per  sette comuni che vivono prevalentemente di turismo). Ma la conta dei danni effettiva si potrà avere solo tra qualche mese, quando la coltre nevosa, spessa anche più di tre metri in alcune località, si scioglierà rivelando a pieno i danni.

Nella zona sono tuttora impegnati decine di mezzi spalaneve e centinaia di persone tra volontari e professionisti degli interventi in emergenza (protezione civile del Veneto e delle vicine province autonome, esercito, vigili del fuoco). falcadeSi liberano le strade, si alleggeriscono i tetti, si portano via centinaia di camionate di neve…  Quello che nessun camion potrà portar via sono l’indifferenza e la superficialità con cui è stata gestita la situazione!

Da anni si parla di “autonomia” della provincia bellunesespecificità contemplata anche dall’articolo 15 dello Statuto Regionale Veneto), che spesso si trova a fare il confronto con la disparità di risorse e trattamento rispetto alle vicine province autonome di Trento-Bolzano. Un’autonomia che potrebbe significare molto per un territorio con esigenze e specificità molto diverse da quelle di altri territori veneti. Maggiori poteri e risorse spendibili anche nella gestione delle emergenze, come in questo caso.

Ma gli attuali amministratori Venetistival-finozzi non condividono appieno questo decentramento del potere:
“si tratta di un evento straordinario che non c’entra con le peculiarità di Belluno” e ancora “anche se fosse autonoma la provincia di Belluno avrebbe comunque bisogno di aiuto per far fronte ad una situazione del genere”.

Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Lo scorso 3 febbraio, in conseguenza dei danni causati dal maltempo, il governatore del Veneto ha dichiarato lo “Stato di Crisi” e stanziato 1milione di euro per i primi interventi (briciole…1 milione a fronte di mezzo miliardo di danni!). tasche-vuoteZaia ha anche incontrato il presidente del consiglio Letta, per chiedere sostegno economico… Risposta? “Non ci sono soldi, i bilanci dello Stato li conoscete”. Sai che novità: per il Veneto e per i Veneti non ci sono soldi! Peccato che il Veneto versi ogni anno nelle casse dello stato 20miliardi di euro più di quelli che si vede tornare indietro. 20 miliardi di residuo fiscale annuo e non se ne può avere mezzo per aiutare la nostra gente in situazione di emergenza??

Ma torniamo al bellunese. La stima del residuo fiscale della provincia di Belluno si aggira intorno ai 700milioni di euro annui (clicca qui per i dati 2011)… Non sarebbero sufficienti per riuscire a gestire una simile emergenza? ARABBA©fotorivaO per prevedere opere ed infrastrutture atte a prevenire (ove possibile) che situazioni simili si ripresentino o quantomeno utili per contenere i danni? Due dei comuni più colpiti, Roccapietore e Livinallongo del Col di Lana hanno un residuo fiscale medio stimabile in 4,5milioni di euro annui ciascuno; non sarebbero sufficienti per risolvere l’emergenza contingente e ripartire serenamente?

Agli amici del bellunese va il nostro pensiero e la nostra solidarietà. Ci auguriamo di avere presto un territorio bellunese autonomo, all’interno di una confederazione di territori veneti, nel futuro Stato Veneto. Stato che, diversamente da questo paese in declino, potrà tutelare i propri cittadini ed il proprio territorio in modo efficace, anche in caso di calamità naturali come quelle dell’ultimo periodo. 

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