TERZA ELEMENTARE

di Giorgio Burin

AbacoMio figlio fa la terza elementare e sta facendo pratica di divisioni. Ieri la maestra gli ha dato da fare questi due problemi

Problema 1

Un partito identitario indipendentista realizza in media una serata divulgativa alla settimana con una presenza di 40 nuovi elettori ogni volta. Se la base elettorale su cui questo partito opera è di 4.000.000 elettori, quante settimane saranno necessarie a questo partito per raggiungere l’intero corpo elettorale ?

Risposta

A questo partito saranno necessarie 100.000 settimane

Problema 2

Se un anno ha 50 settimane utili, quanti anni sono 100.000 settimane

Risposta

100.000 settimane sono 2.000 anni

_____

Si può obiettare che le manifestazioni, sono 2 a settimana o che i presenti NUOVI sono 100, benissimo, basterebbero in questo caso 400 anni

Virale1Si argomenta spesso del supposto essere virale di queste riunioni, dell’effetto a catena in base al quale una persona ne coinvolge 10 e così via a catena. Ebbene questi discorsi, la progressione geometrica, sono noti da 3000 anni, ma apparentemente non sono applicabili al caso Veneto, visto che il numero degli iscritti ai partiti indipendentisti si mantiene costante, nella migliore delle ipotesi.

Questi numeri ci portano a pensare che il lavoro indefesso di sensibilizzazione portato avanti da associazioni e partiti indipendentisti Veneti, non porterà a nulla in assenza di un evento straordinario, fuori dagli schemi di sensibilizzazione adottati normalmente.

Prima dell’indipendenza bisogna fare i Veneti

bassano-ivCi sembra in questo contesto indispensabile dare ad occhi chiusi il benvenuto a qualsiasi iniziativa che possa “smuovere le acque” e quindi accelerare il volano identitario che dobbiamo mettere in moto per ritornare uno Stato sovrano e certamente migliore di quello in cui viviamo oggi.

Ogni iniziativa ha lati oscuri, imprevedibili e presta il fianco a critiche di tutti i tipi, ma non possiamo esimerci dal supportare ciò che va nella direzione dell’interesse del Veneto e dei Veneti. Ci piace vedere il bicchiere mezzo pieno, confidando in San Marco !

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9 risposte a TERZA ELEMENTARE

  1. erik ha detto:

    Concordo. Il prossimo volano è il plebiscito telematico, speriamo funzioni. Dobbiamo tutti impegnarci, è davvero importante ed un’occasione unica! Basta anche poco! Ma ogni cosa è fatta di molecole, di atomi, di particelle subatomiche e via così, tutti siamo indispensabili non possiamo titìrarci indietro nell’ignavia nell’indolenza, dobbiamo agire!

    Questo sito si è incaricato lodevolmente di promuovere ogni iniziativa a prescindere da chi la porti avanti, un compito arduo di questi tempi.

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  2. Sofia ha detto:

    Supportare ciò ke va nella direzione dell’interesse del Veneto e dei Veneti… esattamente! Bravi! È qst lo spirito giusto!! 🙂

    Quindi oggi avanti con il suppprto al plebiscito digitale! E domani si vedrà…Sotto cn tutto quello ke “fa Veneto”!! Perkè a noi interessa il risultato, nn ki lo ottiene…

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  3. Eugenio ha detto:

    Condivido la Frase che prima dell’Indipendenza bisogna fare i Veneti…Ma se i Veneti a poco a poco diminuiscono grazie agli arrivi di Stranieri ,credo che la cosa sia Inpossibile ..a quelli cosa gliene frega dei Veneti loro guardano al lavoro ed ai propri affari ..e mi sembra una cosa normale..Per quanto riguarda il Prossimo Plebiscito Telematico (credo che siamo i primi in Europa a farlo) lo Considero Una Cagata Pazzesca ) Ma di questo nè valuteremo Dopo ..Su lo STATO VENETO Sovrano cosa a cui aspico se si muove nella prospettiva Europea e dell’Euro ,sara x come la vedo IO una Piccola Italia ..Comunque L’INDIPENDENZA da come la vedo IO è ancora Lontana..anche se la Situazione è Favorevole Non Abbiamo Un Partito o Movimento e sopratutto Uomini con le Idee Chiare..Per poterla Iniziare ..Certamente il 25 Aprile saremo Aumentati ,,M a se non avremo Una Organizzazione Forte con Uomini Giusti ed un Programma Politico Chiaro ..Non abbiamo Speranza che S.Marco ci Aiuti..

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  4. Mario ha detto:

    Fino a quando non si formerà un partito locale abbastanza forte sul modello di quelli catalani e in grado di imporsi alle elezioni locali secondo me non si combinerà nulla. Penso sia inutile raccontarsi la favola che dei partiti si possa fare a meno. I Catalani ne hanno fatto forse a meno ? e i Bavaresi ? La verità è che in Veneto non si è mai riusciti ad ottenere risultati elettorali abbastanza decorosi da far ricredere gli scettici circa l’esistenza di un ampio consenso relativamente ad ambizioni anche soltanto autonomiste. Purtroppo i Veneti non votano partiti troppo piccoli per quello snobismo di fondo nei loro stessi confronti che probabilmente è la loro tara più grande, abituati come sono a pensare alla loro terra come ad un angoletto insignificante e dai confini imprecisi di un qualcos’altro, le quattro zolle di napoleonica memoria del tutto fungibili con altre quattro zolle della penisola (da cos’altro deriva se non da questo preconcetto la gestione scriteriata del nostro territorio, di cui abbiamo conferma ogni qual volta piova più del consueto?). Se pensiamo che l’unico partito autonomista ad aver avuto un qualche successo in Veneto, la Lega nord, rappresenta la quintessenza del centralismo lombardocentrico da cui deriva la gran parte dei malanni piovutici addosso negli ultimi due secoli e la negazione in termini di ogni rivendicazione identitaria essendo stata la Lombardia una semplice provincia di questo o quel sovrano straniero almeno dai tempi di Giangaleazzo Visconti, allora possiamo facilmente comprendere quanta distanza ci separi da altri popoli nient’affatto timidi nel difendere la propria memoria storica e meno che mai disponibili a lasciarsi irretire dalle fantasie del Miglio di turno.

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    • AndreaD ha detto:

      Una veloce riflessione:
      dal punto di vista puramente tecnico non è necessaria l’esistenza di un grosso partito indipendentista per ottenere l’indipendenza stessa.
      E’ vero però che la presenza sul territorio di un partito ben radicato nelle amministrazioni locali sarebbe un validissimo aiuto alla nostra causa.
      Bisogna considerare che attualmente, in Veneto, siamo in una posizione anomala perchè:
      – la legge che modifica il codice penale in materia di reati di opinione, e quindi consente di parlare di indipendenza senza finire in galera, è del 2006;
      – la crisi, con i suoi effetti devastanti sulla società veneta, è iniziata nel 2008 e forse solo negli ultimi mesi la stragrande maggioranza della popolazione si sta rendendo conto che il problema è molto grave;
      Detto questo si capisce meglio perchè i movimenti indipendentisti veri e propri (non parlo della Lega con le sue fantasie sulla “Padania”) sono relativamente giovani, poco radicati e poco conosciuti dai Veneti stessi.
      Di chi è la colpa? Direi di nessuno… perchè la situazione ha iniziato a precipitare con velocità sempre maggiore e questo fatto ha costretto il mondo indipendentista a correre piuttosto in fretta, con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono. Mi riferisco a liti, scissioni, difficoltà organizzative ecc….
      Non c’è proprio tempo per organizzare un partito territoriale con sindaci, consiglieri e magari un governatore della Regione: si fa quello che si può in situazione di emergenza.
      Come mi sono già espresso in altri commenti io penso che saranno la fame e la sofferenza a svegliare i Veneti. Lo so, è terribile quello che ho detto, ma non le ho scritte io le Leggi della Natura. O evolvi o muori.
      I Veneti ultimamamente hanno votato in massa i partiti governativi per lo stesso motivo per cui ciò accade in tutte le altre regioni d’Italia: si vive ancora nell’illusione che esista qualche “mago” che riesca a rattoppare le cose. Qual’è il problema? E’ questo: non ci si accorge che così si ripone la fiducia proprio in coloro che sono… i nostri carnefici.
      Più che snobbismo io parlarei di “demenza collettiva”, non me ne vogliano gli elettori governativi….

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  5. Renato Tessarin ha detto:

    ABORRO- l’idea di un partito-volano a supporto del progetto indipendentista – partito : in italia significa fare spazio a nuovi arrivisti e a nuovi imprenditori-della politica ,che sgomitano e cianciano-> l’importante è il genio – sono le idee nuove, per apparire attendibili e legati alla realtà , al presente-> Tutti sono in grado di produrne – succede anche che da idee balzane – si possano trovare spunti per un grande lancio mediatico -il diritto al clamore ,lo abbiamo visto può prendere varie strade -ma comunque azioni appariscenti sfondano il muro dell’indifferenza – se non rasentano l’illegittimo , il ridicolo o l’autolesionistico – a volte è bastato fare una nuotata come grilli in ammollo, verso l’isola che non c’è più = la gente è completamente ipnotizzata ->si sveglia solo difronte a qualche fatto anomalo- rispetto al disastro proposto quotidianamente -> Ma quasi sempre non corrisponde ad una vera presa di coscienza -> Solo piccoli risvegli => Affascinare la gente, Colpirla – è più facile per Belen – PER UN MOVIMENTO INDIPENDENTISTA- VALE IL METTERE A NUDO- IL VALORE INSOSTITUIBILE DEI SUOI PROGETTI E AMBIZIONI ,IN QUESTO PRECISO MOMENTO STORICO – ed è più difficile – WSM-

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  6. adminaltovicentino ha detto:

    Se vogliamo usARE un modo democratico per “tentare” la via INDIPENDENTISTA dobbiamo mandare più gente col pensiero indipendentista in consiglio regionale per essere “decisivi” nel caso si arrivasse a discutere o votare per l’addio a Roma.Non c’è più tempo per entrare nelle amministrazioni locali.Bisogna prendere il cuore in mano e decidersi una volta per tutte di andarcene per conto nostro (anche se probabilmente i primi tempi potrebbero essere un pò “pesanti” diciamo).Se invece vogliamo aspettare che sia qualcun’ altro a decidere per noi (come da molto tempo siamo stati abituati), beh, auguri; vorrà dire che i Veneti non hanno ancora capito niente.E non aspettiamo che sia la miseria a far decidere cosa dovranno fare le mani dei Veneti, perchè si può immaginare come potrebbe cominciare ma non si saprà sicuramente come andrà a finire. WSM.

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  7. adminaltovicentino ha detto:

    Speriamo almeno di averlo in tempo per mandare qualcuno in consiglio regionale……..Le cose cambiano così in fretta. Tassativo: essere credibili; con un programma chiaro a convincente.Solo così riusciremo a convincere i Veneti a votare per l’INDIPENDENZA.

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  8. Mario ha detto:

    Non capisco tutta questa fretta. E’ chiaro che una nazione non si costruisce dall’oggi al domani. L’importante sarebbe mettersi una buona volta sulla giusta strada. Ma quando sento personaggi come Morosin far lo sgambetto a questo e a quel collega e giurare che il loro movimento non parteciperà ad alcuna elezione amministrativa come se questo fosse un motivo d’orgoglio non posso fare a meno di notare che le altre forze politiche parteciperanno eccome a quelle elezioni e troveranno pure gente disposta a votarle.
    Gira e rigira sulla base di alcune ricerche d’archivio io sono giunto ad una tesi molto semplice e difficilmente contestabile. Il Veneto è passato direttamente dall’antico regime alla rovina economica e all’emigrazione di massa. Non abbiamo mai avuto UNA BORGHESIA VENETA capace di tener alti i valori nazionali ed assumere l’eredità del patriziato veneziano, quella sì una classe dirigente che ci invidiava il mondo intero pur con tutti i suoi difetti. Non abbiamo mai avuto una borghesia del tipo di quella catalana o bavarese, perché il giacobinismo veneto che si è sostituito al privilegio nobiliare dopo l’ingresso dei Francesi in Italia si è comportato da perfetto antesignano dei nostri militanti leghisti nei riguardi della propria terra. Ha sempre lavorato per una disgregazione di quella che era stata l’unità della nostra repubblica, da un lato fomentando campanilismi provincialoidi che avrebbero fatto da basamento allo stato prefettizio, dall’altro sposando a pieno la causa della repubblica cisalpina, opponendosi alla costituzione di uno stato veneto democratico e cedendo a buon mercato queste terre ai manutengoli milanesi di Bonaparte, con l’ambizione di concorrere alla costruzione di un Italia unita. Così nel 1797 come nel 1848.
    Del resto ben prima di subire lo smacco della cessione di Campoformio, che a tutti gli effetti sventò i loro piani, al Congresso veneto di Bassano i municipalisti avevano scelto con estrema chiarezza la via milanese, lasciando al proprio destino l’antica capitale.

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