ALTO ADRIATICO, UN MARE DI SORPRESE!

di Tiziano Pizzati

Ambiente Pesce - Scorpaena notataNoi Veneti spesso ci troviamo ad invidiare le coste dei popoli vicini, abbiamo come la sensazione di esserci messi in coda per ultimi quando furono distribuite le bellezze del mare.

Ma è davvero così? Davvero il nostro mare non merita di essere visitato? Va innanzitutto sfatata una credenza purtroppo molto diffusa, quella che il nostro mare sia sporco o addirittura molto inquinato; niente di tutto questo.

Dobbiamo pensare che ci troviamo all’apice di un mare piuttosto chiuso e in una zona dove confluiscono numerosi fiumi piuttosto importanti (dal Tagliamento al Po, passando per il Livenza, il Piave, il Sile, il Brenta e l’Adige): è normale che questi fiumi portino in mare acque limacciose, specie dopo periodi di piogge prolungate.

Ambiente Crostaceo - Homarus gammarusIl nostro è anche un mare relativamente caldo, anzi, il più caldo dell’intero bacino del Mediterraneo e quindi eventuali fioriture di alghe e microalghe sono più massicce alla nostra latitudine: questi due fattori contribuiscono a spiegare la scarsa limpidezza in cui spesso ci imbattiamo nel corso delle nostre immersioni. Queste condizioni però contribuiscono anche a fare dell’Alto Adriatico un mare particolarmente vivo e reattivo: qualsiasi oggetto immerso viene prestissimo colonizzato da varie forme di vita che si adattano e prolificano in poco tempo.

Vero, direte voi, ma rimane comunque un mare a fondo sabbioso e spessissimo addirittura fangoso.

Beh, non vale dappertutto! Ci sono aree di fondale, anche piuttosto vicine alla costa che, davvero, a volte hanno poco da invidiare a molti celebrati reef (barriere coralline, scogli) presenti in altre aree del mondo. Questi scogli sono disseminati un po’ dappertutto dalle nostre parti ma in piccole porzioni, esempi se ne trovano al largo di Caorle. Esistono però delle aree più estese di reef, soprattutto a pochissima distanza da Chioggia: le famose “Tegnue”, da qualche anno promosse a Zona di Tutela Biologica. Di cosa si tratta? Sono rocce organogene carbonatiche, in pratica costruite dagli organismi marini, che sono cresciuti su substrati duri formati in precedenza dal consolidamento di sabbie. La loro nascita risale a circa 4.000 anni fa. Si differenziano dalle scogliere tropicali perché qui i “costruttori” non sono i coralli ma alghe rosse calcaree (corallinacee).

Ambiente TegnuaPerché questo nome? Tegnue è un termine veneto che nella lingua di Dante significa “tenute” ed è dovuto al fatto che i pescatori si vedessero “trattenute” o “intrappolate” le reti con conseguenti danni alle stesse o, molto spesso, con la loro perdita. La domanda, molto logica, che ci potremmo fare è:”ma se sapevano che in quella zona c’era un rischio per le reti, perché pescare proprio lì”?

Oggi che possiamo tranquillamente immergerci è possibile vedere di persona ciò che i vecchi pescatori sapevano per istinto. Li, sotto le Tegnue, c’è un’abbondanza di vita, e quindi anche di pesce, difficilmente riscontrabile altrove, insomma: il gioco valeva la candela!

Nel corso di un’immersione infatti, se aiutati da una discreta visibilità (sembrerà strano ma, a volte, la visibilità è davvero ottima) potremo ammirare un paesaggio meraviglioso e potremo fare incontri davvero emozionanti: anemoni, spugne, ascidie ma anche crostacei, dal piccolo paguro al maestoso astice; tra i pesci, incontri frequenti li potremo fare con scorfani, gronghi, corvine, bavose, castagnole e merluzzi.

Da una decina d’anni, grazie soprattutto all’impegno di un grande appassionato di mare come Piero Mescalchin, le Tegnue sono, come detto all’inizio, una Zona di Tutela Biologica e pertanto la pesca in quell’area è assolutamente vietata. Un danno per i pescatori? Niente affatto: quell’area di mare funge da immensa “nursery” per molte specie che, raggiunta l’età adulta, si allontanano in mare aperto e, purtroppo per loro, finiscono nelle reti e, di conseguenza, nei nostri piatti; un esempio di come il rispetto per l’ambiente e l’economia, se ben armonizzati, possano andare a braccetto.

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Una risposta a ALTO ADRIATICO, UN MARE DI SORPRESE!

  1. Eugenio ha detto:

    IL Nostro MARE va Salvaguardato,ma l’Inpresa Non è Facile,èun mare abbastanza chiuso,(facendo un paragone con il Mare Tirreno) Dove sfociano diversi Fiumi tipo il PO altamente Inquinato gli altri fiumi non saprei ,Industrie chimiche come quella di MARGHERA che per deversi decenni a Inquinato,tutta la zona,l’aumento della popolazione del Nord -EST,dovuta piu’ all’arrivo di altra gente che non alla popolazione locale,la cementificazione di tutto il litorale Adriatico,ci pongono problemi enormi che solo con ilTempo forse riusciremo a risolvere.

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