L’ubbidienza non è (più) una virtù ?

di Guidotin

tea party venetoIl 12 marzo p.v. il Tea Party Veneto in collaborazione con altri gruppi ha organizzato una convention sul tema : ”La disubbidienza fiscale”. L’argomento è di una serietà tale da far meditare sui mille problemi che hanno reso necessario considerarlo come una via d’uscita per la sopravvivenza: i numerosi suicidi di imprenditori ridotti sul lastrico, l’iniquo comportamento dello stato italiano conosciuto in tutto il mondo per la sua disuguaglianza sociale, il senso di impotenza a cui ci ha ridotto un fisco ingiusto e vessatorio. Drammatici dati di fatto che condizionano la vita di ciascuno di noi!

Ma la proposta/provocazione del Tea Party impone anche una riflessione su un atteggiamento (la disubbidienza) a cui non molti sono predisposti. Un dubbio sorge anche dopo aver letto l’articolo di Andrea Arman (link) che vi consiglio vivamente di rileggere : ma avremo la forza e la determinazione di reagire alle ingiustizie? Avremo il coraggio di …disubbidire? Riusciremo ad uscire dalla gabbia di frustrazione in cui molti di noi, indeboliti dalla sfiducia, si sono rassegnati a vivere?

CoraggioDiRibellarsiL’ingiustizia di cui siamo vittime non è forse una forma di violenza alla quale è doveroso ribellarsi, senza violenza, d’accordo, così come hanno saputo fare Gandhi e Luther King ? Già nel 1849 H.D.Thoreau (Civil Disobedience) ha gettato le basi per una forma di lotta politica praticata nel 900: la resistenza passiva. Thoreau stesso affermava : ”Tutti gli uomini riconoscono il diritto alla rivoluzione, quindi il diritto di rifiutare l’obbedienza, e d’opporre resistenza al governo, quando la sua tirannia o la sua inefficienza siano grandi e intollerabili.”

Così com’è stato fatto più volte nella storia dell’uomo dobbiamo ancora porci la domanda : ”L’obbedienza è una … virtù?” . Ricordate, rimanendo in Italia, l’accorata difesa del diritto di disubbidienza scritta da Don Milani nella sua lettera in risposta ai cappellani militari che ritenevano l’obiezione di coscienza un’offesa contro Dio ? E la lettera successiva inviata, per autodifendersi non potendo essere presente al suo processo perché malato, alla giustizia italiana che l’aveva incriminato per istigazione al suddetto reato ? La sua sintesi conclusiva è stata: “L’ubbidienza non è una virtù”!

disobbedienzaD’altra parte, tornando a noi, se la disubbidienza fiscale è ritenuta una possibile e necessaria soluzione (per poter dare la priorità alla sopravvivenza nostra e della nostra famiglia) ci viene in aiuto persino il pensiero di uno dei personaggi più odiati da chi conosce bene la storia e le sue vicissitudini : Napoleone Bonaparte! Egli ebbe a dire : ”Per gli stomaci vuoti non esistono né obbedienza né timore!” (Pensieri politici, morali (!) e filosofici, XIX sec).

L’argomento è delicato perché ci vuole coraggio e la adesione e la determinazione di molti per mettere in atto una protesta che produca i risultati sperati. La stessa Margherita Hack su L’Unità nel 2010 scrisse : ”La disobbedienza civile è necessaria quando le leggi sono contro la democrazia e la libertà.” Chissà se prevedeva già che nei nostri giorni la sua affermazione sarebbe stata argomento di una vivace discussione e di una proposta concreta!

RIBELLIONERicordando ancora l’articolo di Andrea Arman che fotografava le tante motivazioni che inducono i Veneti ad una difficoltosa presa di coscienza e di una ancora più lenta reazione alla oppressione che li soffoca, privandoli della forza di reagire, cè da sperare che l’attività svolta dai vari movimenti indipendentisti risvegli in loro il desiderio di giustizia e di libertà. E, perché no, se si riesce a trovare una via legalmente accettabile, anche con un atto di disubbidienza perché : ”L’atto di disubbidienza, in quanto atto di libertà, è l’inizio della ragione” (Erich Fromm in Fuga dalla libertà, 1941).

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2 risposte a L’ubbidienza non è (più) una virtù ?

  1. LUIGI ha detto:

    Suggerisco di usare L’INTERPELLO, oltre a non pagare le tasse senza corrispettivo e concreto servizio in cambio. WSM.

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  2. patrizia ha detto:

    Bisogna imporsi senza odio, ma l unica strada per una rivoluzione pacifica ma efficace

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