SILENZIO CHE PARLA, SILENZIO CHE URLA!

di Giorgio Burin

Treviso5Da cinque mesi è iniziata la serie delle marce silenziose, che ha già fatto tappa a Treviso, Verona e Montagnana. Il 16 marzo, in concomitanza con il passaggio della Staffetta “Da san Marco a san Marco” per la città di Vicenza si svolgerà a Vicenza appunto la 4^ marcia silenziosa (clicca qui per andare all’evento), con arrivo a Monte Berico dopo aver attraversato tutto il centro storico.

Ci sembra opportuno riprendere alcune riflessioni sullo spirito delle Marce.

Un popolo non muore, ma si estingue, si fonde in altri popoli, cessa di esistere solo quando perde coscienza di se stesso, quando i suoi figli perdono la cognizione e l’orgoglio di farne parte. Dopo l’annessione del Veneto al regno d’Italia, MARCIA SILENZIOSA veronaè stato fatto molto, in maniera più o meno esplicita per far si che i Veneti si sentissero italiani. Se questo è vero per tutte le terre conquistate dai Savoia, è particolarmente vero per i Veneti, in quanto, più degli altri, erano eredi di una tradizione di autogoverno e depositari di una identità di Popolo. Negli ultimi decenni si è assistito ad un intensificarsi delle azioni volte a sminuire e far perdere l’Identità Veneta.

Ci fa piacere constatare che queste azioni, nonostante i mezzi poderosi messi in campo, non sono riuscite completamente nell’intento, tanto che un numero crescente di persone si identifica nella Storia, nei Valori e nella tradizione Veneta. Questo è però vero per una parte ancor piccola della popolazione mentre larghi strati si sentono italiani, o non riescono a esplicitare il loro sentirsi veneti. (Il discorso è ovviamente lunghissimo ed esula dallo scopo di questo articolo.)

IMG_3904Le marce sono fatte per mostrare a tutti che i Veneti esistono, che sono vivi e determinati. Certamente il veder sfilare centinaia di gonfaloni in questi mesi, ha indotto anche i passanti più distratti a riflettere, almeno un momento, sulla propria identità e sul suo essere o non essere Veneto. I Veneti che si riappropriano delle loro piazze, uscendo dalle loro case, abbandonando la poltrona e la tastiera, diventando protagonisti della loro Storia, sono uno spettacolo che non può lasciare indifferenti.

RocchettaMa c’è ovviamente di più. Non si tratta di caotiche sfilate, sono marce ordinate, per sottolineare il carattere fermo e determinato di noi Veneti. Sono marce silenziose, perché nel clamore della politica, nel frastuono della TV spazzatura, il silenzio è la più bella e completa proposta che si possa fare alle nostre genti. Silenzio che parla, silenzio che urla, silenzio che non ha nulla da aggiungere allo splendore del nostro (possibile) futuro.

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3 risposte a SILENZIO CHE PARLA, SILENZIO CHE URLA!

  1. Nico ha detto:

    TOSI, FIOI, VECI servono VOLONTARI per il referendum digitale! Non aspettate che siano sempre gli altri a far tutto per voi! Questo è il momento di combattere, di agire!!
    Se non potete far nulla almeno donate un po’, come ho fatto io da studente universitario ho rinunciato a qualcosa e devoluto per la nostra causa! Qui non ci sono partiti, clientelismi, corrotti, caregari e gentaglia varia di pessimo rango a cui siamo abituati in italia e veneto (non neghiamolo), qui ci sono solo autentici patrioti i quali tutti ci mettono del suo per un ideale di LIBARTA, DEMOCRASIA, EGUAGLIANSA, JUSTISIA, ma quelle vere autentiche, non le solite sparate demagogiche dei politici ora e dei giacobini prima che ci rubarono la libertà ed il pane.

    Quando saremo liberi, veramente volete raccontare ai vostri figli che ve ne siete sbattuti e rimastii a guardare cosa succedeva comodamente seduti nelle vostre poltrone? E se rimarremo schiavi, veramente racconterete che voi ve ne siete fregati e non avete nemmeno provato a reagire??

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    • Nico ha detto:

      Mi scuso se utilizzo questo spazio impropriamente, sentitevi liberi di rimuovere il commento se non in linea con il blog (spero di no).

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  2. Pingback: Appuntamenti ed eventi padani - Pagina 3

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