VENEZIA E LE SUE DAME

Veronica 2Le donne della Serenissima avevano spazi di autonomia d’azione e pensiero che le donne degli altri stati europei non potevano neppure lontanamente sognare tra XVI e XVIII secolo.

Godevano di libertà nella vita sociale e nella gestione in proprio di attività economiche, nell’arte, nel mondo intellettuale e avevano diritti sui figli e sui propri beni personali.

donne venezianeEcco cosa scrive la storica Nadia Maria Filippini : «Le donne veneziane avevano la possibilità di nominare i tutori dei propri figli, avevano una patria potestà che non esisteva altrove. Potevano disporre dei propri beni e dettare testamento, al punto che le norme prevedevano esplicitamente che i mariti non dovessero essere presenti alla dettatura, per non condizionarle. Potevano gestire caffè, negozi, attività economiche senza essere sottoposte alla tutela di un uomo».

Favretto_il-mercato-di-Campo-San-Polo-a-VeneziaDa dove nascevano così grandi libertà e poteri reali delle veneziane, in secoli dominati da leggi misogine? «La tesi dalla quale partiremo, alla luce degli ultimi studi», prosegue la Filippini, «è che questo sia stato possibile perché Venezia era una Repubblica e non una monarchia e perché era una civiltà mercantile: un’economia dove il ruolo della famiglia era strategico, come pure quello delle donne a partire proprio dalla famiglia». Quello stesso nucleo parentale grazie al quale apprendevano conoscenze e accedevano a studi, che permettevano poi loro di affrancarsi ed affermarsi per la loro stessa attività, anche nelle arti e nel mondo della cultura. Donne che vivevano la città, come raccontano i viaggiatori dell’epoca, stupiti nei loro diari dalla libertà delle donne nella società veneziana.

TINTORETTAUno dei primi nuclei del pensiero femminista in Europa nasce proprio nella Venezia di quel periodo, e ne troviamo traccia negli scritti di Suor Arcangela Tarabotti (Venezia, 1604-1652, ora considerata una delle più importanti scrittrici della penisola), Moderata Fonte (pseudonimo di Modesta Pozzo de’ Zorzi ,Venezia, 1555 – 1592, autrice de “Il merito delle donne”) e Lucrezia Marinella (pseudonimo di Lucrezia Marinella Vacca, Venezia, 1571 – 1653, poetessa e scrittrice).

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2 risposte a VENEZIA E LE SUE DAME

  1. Eugenio ha detto:

    EL Me padre el me diseva la donna per la casa e l’uomo per la strada ,solo che aveva sposato una donna che lo comandava ..:0) Adesso si parla delle quote rosa ,come se le donne fossero una minoranza ho una specie in via di estinzione..Ma qui sono tutti calcoli elettoralistici,tra un po avremo le quote GAY,Di solito le donne non sono molto portate alla Politica (tranne alcune)Quindi dal mio punto di vista vanno valutate come Persone ,poi la Storia ci insegna che molte donne hanno condizionato le scelte di molti personaggi politici e di RE.Quindi le donne sono la dolce nostra meta’,e non vorrei entrare in un discorso Religioso…ossia cosa dicono il Libri Sacri per noi Cristiani.

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  2. Associazione Europa Veneta ha detto:

    Giusto evidenziare la vitalità e lo spirito d’intraprendenza dell’antica società veneta, ma stiamo attenti a non perpetuare i luoghi comuni della vulgata pseudo-storica liberale. La società europea fu per quasi due millenni in netta prevalenza CIVILTA’ CATTOLICA, cioè la più avanzata e giusta di tutto il pianeta terra. La Veneta Serenissima Repubblica fu Stato confessionale cattolico: la sua stessa grandezza – nel coltivare valori umani di carattere universalistico – non si spiega senza la sua adesione ai principi del Vangelo. Venzia si atteggiava a NUOVA GERUSALEMME: qualcuno ha riflettuto su questo concetto?. Dunque, va benone riscoprire la nostra storia in chiave positiva (anzi di netta superiorità rispetto allo squallore odierno), ma bisogna anche evitare di cadere nei luoghi comuni del femminismo, che tra tutte le ideologie liberali e sovversive forse è quella più pericolosa, poiché sta facendo precipitare il consorzio civile ai livelli più bassi di degrado e di disfacimento.

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