Insegnare ed educare, la scuola che vorremmo !

di Ugo Comparin

Scuola alunniTempo addietro avevo scritto sul GdL Scuola di Vivere Veneto, come avrei visto e impostato il tipo di scuola che immaginerei per i Veneti del prossimo futuro. Premetto che è stata una idea completamente personale e non ho pretesa che sia esaustiva, è come vorrei io. Rispondo a Laura (incontrata personalmente alla marcia di Montagnana….) che ha fatto alcune osservazioni su quanto da me esposto.

Non vorrei che passasse l’idea di “scaricare” sulla scuola l’educazione dei nostri figli. La scuola deva INSEGNARE e i genitori devono EDUCARE. Il progetto che avevo molto sommariamente descritto, voleva sollevare i genitori da compiti che da molti anni, l’ambiente scolastico ha molto volentieri delegato a loro. Quanti genitori devono fare i salti mortali per SUPPLIRE a quello che la scuola non riesce a dare ???

scuola studentiA mio modo di vedere, si deve cercare di creare una scuola che sia di qualità in tutti i sensi e che serva per preparare veramente i nostri figli o al mercato del lavoro o poi ad un’eventuale periodo universitario che formi la classe dirigente ed operativa della nostra società su base meritocratica.

Passando al pratico, la formazione basilare va offerta a tutti (scuola primaria e secondaria per intenderci), ma quella successiva, andrà determinata dai risultati che INDIVIDUALMENTE ogni studente avrà conseguito. Se, per esempio uno non ha le capacità o non “ha voglia di studiare” DOVRA’ scegliere delle scuole che favoriscano quello in cui è più predisposto; cioè anche se uno studente è figlio di un alto dirigente ma è un somaro, non deve poter accedere ad una scuola molto impegnativa dove ci si deve impegnare a fondo.

RicercatoreSolo così si avranno dei risultati e tutta società ne avrà dei benefici.In molti paesi è così. In Germania, ad esempio, vale il principio che tutti hanno diritto alla scuola, mentre il livello di preparazione è una conquista individuale. Fin dalle prime classi si effettua una selezione irreversibile che porta a precludere certi percorsi scolastici a chi non si dimostra all’altezza.

Responsabilizzando i giovani sui loro risultati scolastici riusciremo ad alzarne il livello intelettuale e morale, riusciremo a far vedere ai nostri giovani in modo molto diverso il loro futuro. Ammetto che non sarà facile ma varrà la pena provarci. scuola stuente esauritoOvviamente e concludo, il programma scolastico DOVRA’ essere adattato all’età degli studenti facendo in modo di alternare ore di studio a ore di gioco, di sport e di svago e permettendo così ai genitori di aver più tempo da dedicare anche ai loro figli, togliendo loro l’incombenza di dover INSEGNARE ma solo di EDUCARE (e magari, se economicamente aiutati, anche di poter avere qualche figlio o figlia) in più. La società e la scuola attuali, infatti sono organizzati in maniera da disincentivare la procreazione, portando inevitabilmente alla estinzione di un Popolo, sostituito sul territorio dagli arrivi di migranti estremamente prolifici.

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2 risposte a Insegnare ed educare, la scuola che vorremmo !

  1. Eugenio ha detto:

    Bellissimo Articolo che Condivido Pienamente!!

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  2. Laura ha detto:

    Eccomi qua! Nessuno la pensa in maniera diversa da te per quanto riguarda le capacità o di riuscire nello studio o nella vita extra scolastica ma i bambini non sono operai, non devono restare nella scuola se non il tempo necessario per seguire le lezioni e non 40 ore. Oggi si pretende troppo anche dai bambini che non hanno neanche il tempo di correre a giocare perchè devono stare sui libri. Io che lavoro nella scuola vedo tanta tristezza nei loro volti quando fuori c’è una bella giornata e loro invece si dovranno cimentarsi a casa con ore di compiti che io da piccola non ricordo neanche di avere mai avuto e nonostante questo non credo di essere rimasta ignorante. Ma pensare che oggi la scuola debba supplire il fatto che, siccome i genitori lavorano, allora, i bambini devono rimanere a scuola fino a sera, mi sembra eccessivo. D’altra parte nelle nostre comunità sono attivi doposcuola anche parrocchiali o comunali dove si svolgono attività di recupero e di aiuto compiti che in pratica dovrebbero dare una mano alle famiglie e dove i bambini hanno anche tempi di gioco intercalati tra i compiti a casa. Di solito lo studio viene dato nel fine settimana. Quello che vedo io oggi sono invece genitori (non tutti per fortuna) che scaricano i figli sulla scuola e che non sono preparati a seguirli ma non si sforzano neppure di farlo. Trovo invece anche dei genitori attentissimi allo svolgimento del programma ma che non può essere svolto per grazia ricevuta e necessita anche della collaborazione della famiglia sempre presente in tutte le attività scolastiche a volte con critiche anche costruttive, a volte un po’ meno ma non pronta NON ad insegnare MA a SEGUIRE i figli nello svolgimento dei compiti. Lasciamo perdere l’educazione, stendiamo un velo pietoso……Sempre pronti a giustificare i figli. Che uomini e donne avremo se continueremo a togliere loro le responsabilità scolastiche che sono niente confronto alla vita da adulti? Di questo hanno bisogno i bambini, di responsabilità ed ecco, allora che non aspetteranno più la mamma e il papà per fare i compiti magari di sera dopo aver passato il pomeriggio a casa davanti alla televisione. Questo raccontano i bambini quando vengono a scuola. Giusto questa mattina “maestra non ho fatto i compiti perchè la mamma era stanca dal lavoro ieri sera” e io “e tu? non potevi anticiparti durante il pomeriggio così la mamma doveva solo controllare, che hai fatto durante il pomeriggio?” e il bambino “ho guardato i cartoni”.
    Bisogna responsabilizzarli, seguirli e non insegnare le materie scolastiche. Noi a scuola tentiamo di fare tutto ma nella classe ce ne sono anche 27/30 e non si può fare tutto su tutti e quindi a casa che invece di solito ne hanno uno solo, massimo due, forse gli riesce meglio.

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