SENZA MEMORIA NON ESISTE FUTURO

di Guidotin

radio 24Questa mattina (venerdì 21 marzo ndr) Radio 24 ha ospitato Gianluca Busato intervistato da Marino Milan che nonostante abbia manifestato molti dubbi, sull’utilità del Plebiscito e sulle sue conseguenze nel caso vincesse il Sì, ha però rispettosamente accolto le risposte alle sue domande.

Poco dopo è andata in onda la trasmissione del mattino con il “famoso” Gianni Minoli, accompagnato dagli ospiti fissi Buttafuoco e Sechi.

VeltroniNella prima parte durante una intervista a Walter Veltroni entrambi si sono sprecati nel sottolineare . Minoli ha affermato con grande enfasi  “se non c’è memoria non c’è futuro” e Veltroni, di rimando, “ho sempre insegnato ai giovani l’importanza della memoria, la bellezza del ricordo  e dei valori…”. Come possiamo non essere d’accordo noi che sul ricordo della storia del nostro popolo gettiamo le fondamenta per il nostro futuro?

Il problema sorge quando chi ne parla, con tanta autorità (Minoli è un giornalista “storico”, fra i più quotati della informazione italiana) decide cosa e se sia o meno giusto ricordare. Subito dopo aver fatto pubblicità al nuovo impegno cinematografico di Veltroni (!) nel proseguio della trasmissione è capitato di tornare alla questione della Crimea e di confrontarla a quella del Veneto.

Il sig. Buttafuoco con grande ironia sentenziava “Per la Crimea c’è la grande madre Russia e per il Veneto cosa c’è? Il grande impero Asburgico?” mentre il suo collega Sechi concludeva “lasciamo perdere … i Veneti sono più italiani di noi…” Allora, mi chiedo, per l’ennesima volta ,  questi “professoroni” così colti, così bene informati, con la missione di coltivare la memoria per costruire il (loro) futuro “ci sono o ci fanno”?

perasto

Varrebbe forse la pena di  ricordare a lor signori qualche evento  tipo  il “giuramento di Perasto”  ?

Basta cliccare sulla foto a fianco , oppure di seguito ===>QUI

 

O sono, al di là dell’apparenza, tutt’altro che colti (ma ne dubito vista la fama che li accompagna) o sono, come è logico pensare, non al servizio della corretta informazione ma al servizio di un regime che l’informazione deve pilotarla a suo uso e consumo. Per chi avesse bisogno di un’ulteriore prova, il silenzio stampa riguardo il plebiscito, quando mezzo mondo ne parla, è inequivocabile.

Niente di nuovo ma vale la pena di ripeterlo fino alla nausea anche per quell’unico lettore che capitasse per caso o per volontà nel nostro sito.

diavoloAlla strumentalizzazione dell’informazione che la stampa “democratica” (!) propina ai cittadini fiduciosi nel sistema e che non sono più in grado di filtrare il vero dal falso, si aggiunge, provocatoriamente, l’atteggiamento di sufficienza e di derisione con cui, invece, alcuni media ne parlano, insinuando dubbi, sminuendo il valore dell’opinione espressa, quella sì democraticamente, dal Popolo Veneto, e sottovalutandone la maturità. Due atteggiamenti che cospargono di sale ferite aperte da troppo tempo e fanno, a volte, perdere la speranza nella possibilità di una pacifica soluzione. L’italia sa che se perde il “polentone” veneto accelera un comunque inevitabile default, altro che andare a dimostrare all’Europa che sta facendo grandi cambiamenti per sostenere il debito!

Nonostante questo guarda alle istanze del popolo Veneto con disinteresse come se si accettasse di sentire ruggire un leone, tanto paura non fa perché è in gabbia! Basterà ridurlo alla fame così non avrà più il fiato per ruggire e in gabbia resterà per sempre. Così è stato fatto in passato. Così la nostra gente ridotta alla fame è scappata altrove per sopravvivere, facendo sorgere altrove comunità rispettate in tutto il mondo per la loro onestà e la loro capacità di rimboccarsi le maniche.


leone spezza cateneCosa siamo disposti a fare perché questo non accada più? Siamo disposti pacificamente a dichiarare la nostra volontà indipendentista e quando l’abbiamo fatto siamo disposti, ancora una volta pacificamente,  ad uscire dalla gabbia per costruire una nazione nuova con un futuro fondato sulla memoria. Ma nessuno può più ignorarci, né deriderci, né sottovalutarci, né pensare di affamarci, né aggiungere catene alla gabbia!”

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3 risposte a SENZA MEMORIA NON ESISTE FUTURO

  1. Mario ha detto:

    Sechi … è il caso di spendere due parole sulla reale natura del presunto indipendentismo sardo ? Mah!

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  2. erik ha detto:

    Articoli sempre più belli inbquesto blog! Grazie è sempre più un piacere leggervi. Eravamo pochi, quattro gatti che ci leggevamo e rispondevamo a vicenda, ma ora siamo la maggioranza. Il nuovo sta arrivando, la modernità e la civiltà alla fine primeggeranno verrà alla luce tutta la barbaria con la quale siamo stati trattati dall’italia. Per loro noi non siamo altro che schiavi, guardate le loro dichiarazioni sulle tv o sui giornali, quanto disprezzo nei nostri confronti…
    Forza tosi è la nostra ora, lottiamo fino alla nostra libertà per noi e per i nostri figli! E anche per i nostri nonni, sempre nei nostri cuori.

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  3. Mi sembrava che Buttafuoco fosse a favore dell’indipendenza veneta. In ogni caso non tutti hanno la mente buona. Per alcuni, si riesce a risalire, a fatica, al 1797, quando Venezia entrò a far parte del Sacro Romano Impero appunto, poi divenuto solo d’Austria dopo il 1806, e tale rimasto fino all’Ausgleich del 1867 (quando diventò austro-ungarico). Sechi non so chi sia. E’ questione di intelligenza. x alla 7 = 0 è analisi superiore. Difficile. Scendere al pre-1797 è lo stesso. Bello questo blog, complimenti. Paolo

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