Se sei VENETO, se sei stufo, riflettici !

di Laura Bocchi

Arrestate anche me

Oltre 50 coraggiosi fratelli sono sotto indagine, molti sono stati arrestati, durante la notte, come si fa coi mafiosi.

Il loro unico reato è quello di essere uomini liberi, uomini che non si lamentano delle tasse davanti ad un caffè, che non inveiscono contro i politici e se ne vanno al mare per protesta, che non pestano i piedi davanti al telegiornale che parla di rincari, ma che hanno anche deciso di fare qualcosa. Quel qualcosa è stato dedicare la loro faccia e il loro tempo per ricordare ai Veneti che sono un Popolo glorioso, un Popolo storicamente evoluto, di gente onesta e lavoratrice, un Popolo delle Partite Iva e del lavoro che spacca la schiena, il Popolo dell’altruismo, che lavora, paga, mantiene.

Il Popolo che non ha mai alzato la testa, che si lamenta e che poi si ritrova in casa la Finanza a farti la multa per uno scontrino, che ti frusta la schiena, come si fa con le bestie da soma, quelle che producono.

C’è sempre bisogno di qualcuno che ci ricordi che valiamo, perché davanti ad un esercito parte sempre una piccola avanguardia.

Lo Stato Italiano, quello delle auto-blu, degli stipendi d’oro, e della casta, si è spaventato per questo fermento Veneto, perché ha visto possibile la libertà di quel Popolo che rappresenta la vacca da mungere, senza il quale non ci sono più sedie di raso rosso, auto con autista, vacanze alle Maldive, e cena di gala a base di pesce.

E guarda caso dopo tutto questo arrivano i ROS dai vari indipendentisti (che vivono del loro lavoro, e dedicano a loro spese il loro tempo per ricordarci di lottare), e nel cuore della notte mettono sotto-sopra le loro case, bloccano i loro conti correnti da miseri artigiani, e decidono di chiuderli in carcere con l’accusa di terrorismo, per atti che vanno contro la Democrazia.

Caro Stato Italiano, mi spiace per i tuoi funzionari che mandi a fare gli esattori e ad arrestarci, ma questo non si chiama terrorismo, si chiama democrazia, quella VERA, si chiama poter decidere di avere la dignità di vivere prima ancora del dovere di essere schiavi. Prima viene la vita, dopo si pagano le tasse e si china la testa. E con tutti questi suicidi, che per te fanno solo numero, ti dico che anch’io sono Veneta, anch’io sono orgogliosa, anch’io sono stufa, e mi unirò per combattere con chiunque abbia deciso di metterci la faccia. Se questo mi rende una terrorista, domani mattina viene ed arresta anche me.

Perché non riuscirai a farci sentire stupidi deridendoci coi vari programmi TV architettati ad hoc, e non riuscirai a spaventarci con la repressione e la galera. Tutto questo ci sta dicendo solamente che siamo sulla strada giusta, che stiamo facendo paura, e che per la prima volta stiamo rischiando di far mancare l’apporto di denaro a questo Stato fallito e ladro. Caro Stato Italiano, il terrorista sei tu, non noi…

Noi siamo solo LIBERI di voler essere Indipendenti!

E per tutti coloro che si sono tolti la vita, e per coloro che piuttosto di togliersela hanno deciso di combattere per la libertà, uniamoci sotto un solo grido:

Ti co nu, nu con Ti.

W San Marco!

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4 risposte a Se sei VENETO, se sei stufo, riflettici !

  1. Vincenzo ha detto:

    Commovente e pieno di grande dignità….non saprei che altro dire. WSM!!

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  2. AndreaD ha detto:

    Complimenti Laura, concordo con il contenuto e lo stile del tuo appassionato pamphlet. Ritengo dovrebbe essere diffuso anche tra i quotidiani dove abbondano le meschine lettere di tanti “pseudo veneti” che non fanno altro che vomitare insulti e assurdità sul nostro progetto di indipendenza.
    WSM!

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  3. Pingback: BASTONARE I VENETI: CHE NON SI OSI ALZAR LA TESTA! | Vivere Veneto

  4. giulio carbone ha detto:

    Sono triestino di nascita e friulano di adozione e di veneto ho solo il dialetto imparato nell’infanzia, ma nell’avvicinarsi del 150° anniversario della «liberazione» italiana mi sento asolutamente solidale con Voi. Mille anni di gloria e 150 di vergogna: guerre, miseria. emigrazione, umiliazioni sono il bagaglio che ci ha portato l’Italia. Ho letto e mi sono commoso leggendo le parole del conte Viskovich di Perasto (Montenegro) pronunciate nel riporre sotto l’altare del duomo il glorioso gonfalone di San Marco, di cui 12 cittadini di Perasto erano custodi e portatori (otto su dodici caduti a Lepanto per difenderlo!). In Italia c’è solo una cosa che non funziona:…l’Italia!

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