LA FESTA DI UN POPOLO

di Don Floriano Pellegrini

SAN MARCO, LA FESTA DI UN POPOLO CHE SI RIPRENDE LA LIBERTA’

bandiera grandeDa un lato 2.500 o più persone, per lo più uomini e donne nel pieno della maturità fisica e umana, e famigliole con bambini, in un respiro profondo e condiviso di primavera e di vita. Si percepisce la consapevolezza d’una causa giusta, sembra persino una fraternità e la piazza di San Marco diventa accogliente, una casa. Fra tutti si propaga una scarica elettrica che rincuora e suggerisce che si può farcela, che si deve farcela; basterà non cedere. E, se braccio di ferro deve essere, sia!

poliziaDall’altro, senza badar troppo agli agenti in borghese e sparpagliati, per non farsi riconoscere dal popolo sovrano in nome del quale essi e i loro superiori dicono di agire, dei poliziotti insicuri e quasi annoiati se ne stanno aggrappati alle inferriate sotto i maestosi pennoni della piazza; sembrano ombre nere, vestite alla militaresca ma sulla difensiva, ai margini d’un mare di colori rossi e gialli attraversati dai raggi del sole.

Di qua ombre nere che s’aggrappano a pochi centimetri dal suolo, di là colori di libertà che garriscono in piena luce e rendono ancor più bella una giornata splendida di suo.

25aprile

Se è vero che la vita sta lì dove la luce intreccia ai suoi colori, lo Stato, i suoi apparati, i suoi luogotenenti, i suoi partiti, le sue caste, i suoi patrioti dalla testa piena di ideologia arrugginita, i suoi docenti universitari sempre pronti a ripetere gli slogan pur di arrivare alla pensione, i suoi mass media accomodanti, persino alcuni suoi prelati parrucconi, danno l’impressione penosa d’un malato grave e contagioso, dal quale sia necessario distaccarsi, per vivere. E quello Stato, che si vede abbandonato dal popolo, lo insegue con le tasse, lo mortifica con i poliziotti, cerca di intimidirlo con i blitz notturni, la minaccia di sanzioni, interrogatori, verbali, catene, prigioni, manganelli. E convoca riunioni di prefettura per studiare non come venire incontro al popolo, ma come sopravvivere a sé stesso.
Alla faccia della democrazia! Era questo che volevano quanti lottavano contro l’autoritarismo di Stato, contro il fascismo?

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5 risposte a LA FESTA DI UN POPOLO

  1. daniele ha detto:

    ben vengano i pastori della Chiesa a dare fiato alle esigenze del popolo prima che queste si trasformino in proteste violente

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  2. adminaltovicentino ha detto:

    Ebbene,quei due poliziotti che se ne stavano sotto ai pennoni delle bandiere vicino al “PARON” ,io li ho salutati e ringraziati nell’andarmene a casa,dopo il pomeriggio di festa.Si perchè la nostra è stata una grandissima festa.Eravamo in tanti e ci siamo divertiti.Loro, invece,hanno dovuto starsene buoni buoni a guardarci.Ma è il loro lavoro.Grazie comunque alle forze dell’ordine.E un grazie delle belle parole di don Floriano.Da uomo di chiesa e di Dio, parole così appropriate sollevano il cuore e l’anima. 10 100 1000 don Floriano !!

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  3. Eugenio ha detto:

    DEMOCRAZIA: Dici quello che vuoi ,e fai quello che ti dicono (Gerard Barry)

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  4. erik ha detto:

    Bellissimo articolo! Grazie Don Floriano! C’ero anch’io a Venezia e condivido le vostre impressioni ed emozioni.

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  5. AndreaD ha detto:

    Un breve “cinegiornale musicato” della bellissima giornata:

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