UNA CAPITALE IN DEGRADO

di Millo Bozzolan Zago

PICCOLA RIFLESSIONE DI UN VENETO CHE AMA VENEZIA

TURISTIAlla fine, dopo aver affrontato un calvario ferroviario di due ore e mezzo, sbarco nella mia Capitale, e avverto una specie di inquietudine che cresce man mano che mi avvicino alla meta, piazza San Marco.

Vaporetti stracolmi, pieni di turisti ignari e incoscienti, famigliole di orientali con carrozzine a al seguito, condannati quasi a partecipare al rito ultimo della consumazione di una città antichissima, ormai vinta ed abbandonata, tra l’indifferenza di chi dovrebbe difenderla, al saccheggio di un turismo vorace e bestiale. Milioni di passi, di sandali e infradito, che strusciano sulle masegne antiche, ormai sconnesse, tra facciate SOVRAFFOLLAMENTOdi palazzi che si stanno disfacendo, tra marmi che scompaiono divorati dalla solfatazione, e nessuno che si indigni, a Venezia, e dica “BASTA!” se non qualche sparuto gruppetto di veneziani superstiti da nessuno ascoltati.

Intanto tra la folla di zombies, tra bambini con mascherine carnevalesche improbabili, si aggirano indisturbati dei neri, che cercano di vendere le loro borsette “similfirma”, fabbricate da formichine cinesi chiuse in laboratori lager, dove gli addetti lavorano 14 ore al giorno, senza che, unico paeseABUSIVI al mondo, le autorità vogliano intervenire anche a salvaguardia del vero made in Italy, ormai spazzato via da questa concorrenza senza regole (o meglio le regole, pesantissime, valgono solo per gli artigiani locali).

Cara Venezia, sei nel mio cuore, sei la mia storia e la mia capitale, ma preferisco non vederti morire così: credo che questo appena concluso, sarà il mio ultimo viaggio tra le tue calli, perché ti voglio troppo bene per sopportare ancora la vista di uno scempio del genere.

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4 risposte a UNA CAPITALE IN DEGRADO

  1. PierV ha detto:

    i veneziani in primis dovrebbero cambiare atteggiamento mentale verso il Veneto de tera (i cd. campagnoli), e guardare piuttosto al degrado della loro città, magari riflettendo un po’ di più sul loro stato e rivedere quel snobbismo verso gli altri veneti cercando di rigenerare lo spirito identitario della Venetia tutta.
    Come è possibile che siano più i vicentini e trevigiani che sentono l’appartenenza alla nazione veneta, che non questi veneziani di Venezia!?
    Ecco il risultato della perdita d’identità, lo vediamo nei fatti ogni giorno per Venezia. Uno scempio quotidiano, dove regna furbizia, menefreghismo, e dall’altro turisti che sembrano orde di ciabattari.
    Venezia perde la sua atmosfera, la sua caratteristiche..”grazie” proprio ai suoi stessi abitanti (non dico tutti ma certi si impegnano proprio), mentre in altre parti del Veneto si cerca proprio di preservare le tradizioni, usi costumi e mantenere la veneticità!
    Anche il Venete de mar deve risorgere, magari forse proprio con l’aiuto del Veneto de tera, che può dar uno spunto a rinsavire questi venesiani dimentichi della loro storia…
    .

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  2. andrea ha detto:

    Sono d’accordo con pierv però anche noi veneti dobbiamo smettere di comprare queste cose cinesi o andare a mangiare cinese o calabrese sushi o kebab!
    Io penso che in questo momento DOBBIAMO essere egoisti e salvare noi stessi poi POTREMO essere aperti al mondo come siamo sempre stati, come è nel nostro DNA: quindi non razzisti ma bisognosi di salvarci.
    E per questo……grazie italietta!
    PAR TERA E PAR MAR SAN MARCO!!!

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  3. ferdinando ha detto:

    non diamo la colpa agli altri, guardiamoci allo specchio e cerchiamo di voler più bene alla nostra città e alla nostra terra. Mettiamo governanti giusti al comando e non persone che pensano a distruggere e basta

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  4. adminaltovicentino ha detto:

    Quello che stà uccidendo,a mio modo di vedere, Venezia,è in pratica quello che è stata condannata da altri ad essere,cioè soltanto un’immenso negozio di souvenirs e nient’altro.Ma Venezia non può e non deve essere soltanto questo.Nel mio (e della mia famiglia) andare e tornare da piazza S.Marco,l’altro giorno, ho notato e mi dispiace di non averlo fotografato, UN SOLO CARTELLO con la scritta OGGI CHIUSO, si riapre domani.Ma come,è la festa del patrono della tua città e non fai festa ?? Non puoi chiudere per un giorno ?? Si, va bè c’è la crisi, ma non è perchè chiudi a S.Marco che andrai in fallimento !! Di turisti ne vedi tutti i giorni dell’anno.Dov’è andato a finire l’orgoglio dei Veneziani ??? Di tutta la gente che c’era in piazza a festeggiare,quanti potevano essere Veneziani ???Parlando con una Veneziana di nome Anna,lei per prima si lamentava dell’assenza dei suoi concittadini. Se sono proprio i Veneziani per primi a non festeggiare il loro patrono,come ci si può aspettare che si sveglino dal loro ormai più che decennale torpore e comincino ad invertire lo STATUS QUO che ha ridotto,grazie anche ad amministrazioni dalle discutibili qualità,Venezia ad essere quelloche è oggi ???Dove sono i discendenti di Manin che si opposero alla ferocia degli invasori stranieri ???Penso che il futuro di Venezia,se i Veneziani non cambieranno, non sarà nelle mani dei Veneziani,ma sarà nelle mani di tutti quelli che AMANO VENEZIA e che no nvogliono rassegnarsi ad un destino tanto strano quanto allucinante.La gloria del passato deve essere di sprono per far risorgere la nostra capitale e darle un futuro degno della sua millenaria storia che la faceva faro di libertà e invidia di tutta europa.WSM !!!

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