“Sorpresa, ci sentiamo più italiani che veneti”

di Guidotin

apparte.Questo il titolo che molti di voi avranno letto sul Giornale di Vicenza del 7 maggio u.s. Si riferisce ad un sondaggio a cura di un laboratorio di ricerca (CMR) di cui è direttore il sociologo vicentino Daniele Marini.

Da questa indagine risulterebbe che alla domanda “A quale delle seguenti aree (mondo intero, Europa, Italia, Regione, Città) Lei si sente di appartenere maggiormente?” , in Veneto, a fronte di un 10,4% che ha manifestato un sentimento di appartenenza prevalentemente   regionale vi sarebbe quasi un 30% che ha scelto l’Italia (il resto è suddiviso fra mondo/europa/città).

plebiscitoSolitamente, quando si esaminano i dati di un sondaggio si deve essere certi che la metodologia, la rilevazione e la elaborazione degli stessi siano attendibili e nell’articolo, a scanso di equivoci, viene citata la società che ha eseguito la ricerca (Questlab) progettata dal CMR. A parte la “sorpresa” citata, emerge anche una poca fiducia nelle istituzioni italiane a favore di una maggiore fiducia nel Parlamento Europeo.

Dando per scontato che l’indagine sia realisticamente rappresentativa delle opinioni richieste, mi chiedo cosa ci sia che non va! Come è possibile che l’ampio consenso manifestato in occasione del Plebiscito non venga a galla anche in questa occasione? Non mi intendo di sondaggi e poiché siamo stati abituati in questi anni a sentirne di cotte e di crude in merito ad essi ho anche il diritto di non fare molto affidamento su questo tipo di indagini e, da inesperto, pormi delle domande legittime.

sondaggi4Sapendone di più sulle metodologie, si potrebbe, forse, trovare di che ridire, si potrebbero contestare i risultati ma fatto sta che un articolone sul Giornale cittadino è pur sempre uno strumento che pilota l’opinione pubblica (non tutta) verso una certa direzione, non certo favorevole all’obiettivo a cui aspirano Plebiscito.eu e i vari movimenti indipendentisti.

Per esempio c’è chi mi ha detto “Ecco, vedi, questa è la verità altro che i risultati sbandierati dal plebiscito!”. Ma, a questo punto, io mi chiedo: l’indagine è stata correttamente condotta ? Quanti veneti sono stati interpellati a fronte dei 7700 intervistati in tutta Italia? La percentuale è sufficientemente rappresentativa del popolo veneto? Inoltre, non è che i così frequenti sondaggi possono essere anch’essi usati per manipolare la verità inducendo ad interpretazioni equivoche?

Per esempio nel modo di utilizzare le domande ? Anche se i veneti possono avere risposto (quelli che hanno risposto!) che si sentono “sentimentalmente” italiani non hanno potuto (visto che la domanda non è stata fatta) dichiarare che però vogliono essere indipendenti!

futuroIn questo modo ad una lettura superficiale dei risultati del sondaggio le conclusioni che se ne traggono (i veneti non sono indipendentisti) sono fuorvianti e si può ipotizzare che la metodologia non sia corretta visto che induce il semplice lettore a conclusioni affrettate e distorte.

I continui attacchi al pensiero indipendentista rendono difficile pensare che tutto ciò sia stato fatto in buona fede. In questo blog abbiamo quotidiane conferme su quanto si stiano diffondendo gli ideali indipendentisti e la consapevolezza identitaria.

Come possiamo credere che il suddetto sondaggio non sia un’ulteriore strumentalizzazione accettando la sua conclusione :”…noi abitanti di questa regione ci sentiamo italiani prima che veneti e anche più europei che “secessionisti”…”?

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11 risposte a “Sorpresa, ci sentiamo più italiani che veneti”

  1. giovanni dalla-valle ha detto:

    Hai centrato il problema, Guidotin. Neanch’io sono un genio dei numeri ma la metodologia della ricerca la mastico da 15 anni e ti rispondo cosi’:
    1. Le domande non lasciano veramente spazio ad un opzione indipendentista. In effetti chiunque interrogato a prima vista si sente piu’ parte del mondo o dell’Europa che non di una citta’. La formulazione e’ abbastanza povera. Perche’ questo non significa che poi uno non vorrebbe vivere ANCHE in un Veneto Indipendente.
    2. Quella sulla UE e’ anche scorrettamente formulata. Sappiamo gia’ dal referendum di Marzo che grosso modo il 55% dei Veneti vorrebbe restare nella UE. Questo non significa che non vorrebbero starci ANCHE come Veneti Indipendenti (per esempio la maggior parte parte degli indipendendentisti Scozzesi VUOLE restare nella UE).
    3. Non sapevo che I famosi 7700 fossero stati campionati in tutta Italia. Qui si rasenta la farsa! E’ assolutamente indispensabile allora saper QUALE sia il numero assoluto di Veneti consultati altrimenti il dato non puo’ essere generalizzato. Grosso modo un campione decente per una popolazione come quella Veneta abbisogna di almeno 5,000 persone randomizzate( e pur con intervalli di confidenza molto ampi, sull’ordine del 10% ).
    4. Come sono stati selezionati? Se a random computerizzato , gli si puo’ dar un po’ di credito. Se invitati tramite canali preferenziali (esempio Il Giornale di Vicenza, notoriamente unionista) o pescando in certe zone (esempio Rovigo o Belluno) anziche’ altre o con l’intervistatore che si mette a fare commenti e battutine durante l’intervista telefonica (succede, credetemi) , vi assicuro che potete tranquillamente rilassarvi. Le previsioni varrebbero meno di quelle del mago Otelma.
    5. Lo studio non riporta livelli di significanza statistica, ne’ intervalli di confidenza, ne’ almeno un calcolo di potere statistico (errore di tipo 2: la probabilita’ di rigettare un’ipotesi come falsa quando invece era giusta).

    In altre parole, la solita cazzata all’italiana. Dite al Giornale di Vicenza che persino Berlusconi le spara meglio sui sondaggi!!

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    • Renato Tessarin ha detto:

      Arrovellarci e allarmarci ,per un lancio pubblicitario ? Mi sembra , Repubblica, dopo pochi giorni dalla comunicazione dei dati ufficiali di plebiscito.eu , comunico’ i propri dati statistici ancora piu indipendentistici , che li confermarono per difetto – Non ci sarebbe stato piu nulla da aggiungere a riguardo , se non cercare di mistificare il dati , come è stato cercato di fare , difronte a numeri comprovati –

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  2. PierV ha detto:

    l’articolo del giornale di vicenza sembra scritto da un giornalista schiavo e traditore del veneto, servo del padrone italiota che lo tiene per le catene come un cane

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  3. ale ha detto:

    Poi, trafiletto in prima pagina nota bene, che appunto su 7700 intervistati italiani, saranno farla grande qualche centinaio i veneti.
    Magari li chiami in un giorno feriale dalle 10 alle 12 e trovi il 90% di pensionati….
    Maledetti, il giornale di vicenza e’ fazioso, io l’ho gia’ boicottato da tempo, scateniamoli una aggressione su internet…
    VENETO LIBERO

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  4. RICCARDO ha detto:

    Se prendono un campione in base alla densità di popolazione estratto, per esempio , da un elenco alfabetico facendo attenzione a non ripetere lo stesso cognome, differenziando poi il centro città dalla periferia e restanti zone, si accorgerebbero che oltre 7 persone su 10 vogliono l’indipendenza del Veneto.
    Se le opinioni raccolte fossero veramente contrarie ai dati del plebiscito ci sarebbe una campagna mediatica , a nostro sfavore , tutti i giorni , su tutte le reti e su tutti i quotidiani .
    Così non è e preferiscono tenere tutto in un silenzio assordante.
    Riccardo .

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  5. Eugenio ha detto:

    Da come la vedo io i sondaggi ,vanno presi con cautela,in questo caso ,anche il numero esiguo 77000.Poi le domande lei si sente di appartenere..mondo intero ,Europa ,Italia,,regione,citta’….in questo modo non si pone direttamente il Problema dell’indipendenza,ma con regione la domanda si avvicina ed il 10,04%,tenendo conto che questo articolo esce sul giornale il 7 maggio.dopo tutta la Publicita’ fatta con il Plebiscito Virtuale,mi sembra un po’poco.Ma personalmente io non ci ho mai Creduto al Plebiscito Virtuale,e neanche ai dati che ci hanno dato,e da dove hanno votato(sembrava che avessero votato da mezzo mondo si parlava di Spagna ,Cile ,Bosnia ecc..) che poi un bel po’ di gente abbia votato non lo metto in dubbio,ma i dati Reali non li avremo finchè non si fara’ un Serio Referendum Cartaceo come hanno fatto i nostri amici Indipendentisti Sud-Tirolesi.La Prova del nove di quelle votazioni VIRTUALI ,li abbiamo visti nel Reale con la Manifestazione del 25 Aprile a Venexia ,appena 2.500 persone ,su 2’100.000 votanti ,alcuni amici mi hanno detto che diversa gente a votato per Protesta,ma votare per protesta ,non significa essere necessariamente INDIPENDENTISTI,Quindi non facciamoci Illuzioni la Strada dell’Indipendentismo Veneto,è ancora Lunga.Non ci rimane che Unirci Organizzarci e portare avanti i nostri ideali di Indipendenza .W.S.M

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  6. Stefano Z. ha detto:

    Ad un ipotetico sondaggio: Ti senti: Italiano (default), amico dei mangia crauti, Terrone, Polentone, scegli!
    Il 30% sceglie: Italiano! Be non è necessario nessun altro commento per spiegare come funzionano certi sondaggi, (comunque meditate solo il 30% italiano).

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  7. Luca Segafreddo ha detto:

    Il Giornale di Vicenza, organo di stampa della Confindustria, se potesse avere Cavour come proprietario e Garibaldi come direttore, sarebbe il massimo. Per la campagna elettorale di Schio abbiamo avuto reiteratamente a che fare con questo giornale, nonchè con TVA Vicenza. MAI, MAI una volta hanno riportato quanto espresso verbalmente nelle interviste, fino all’apice di un’intervista filmata al candidato sindaco ed un servizio andato in onda nel TG di TVA Vicenza, in cui non hanno fatto vedere nulla e parlato di cose neanche prese in esame, sui cui non si è nemmeno fatta menzione con i giornalisti. Scuse sentitissime poi, cenere sul capo, mea culpa di tutti, intanto te l’hanno posata e due cose non tornano più indietro, un sasso quando l’hai lanciato ed una parola quando l’hai profferita. Falsi per professione, meretrici per sopravvivenza. Da boicottare come detto sopra. Comunque è giusta l’analisi degli altri commentatori, qualcuno comincia ad avere paura. Il percorso indipendentistico è avviato e, questa volta, nonostante divisioni ed iniziative lasciate a piccoli gruppi o a singoli, la matrice di fondo è molto, molto solida e lo Stato italico lo sa e ne teme le conseguenze inevitabili. Ogni possibile ostacolo verrà posto su questo cammino, come già ha insegnato la Storia, ma non si potrà arrestarlo.

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  8. RICCARDO ha detto:

    Caro Eugenio,
    si vede che non hai partecipato all’enorme lavoro fatto per il plebiscito altrimenti le statistiche te le saresti fatte da solo; capisco che una persona dall’esterno possa avere dubbi ma basterebbe guardarsi intorno , prendere blocco e penna e cominciare a chiedere alle persone come ho fatto io.
    Conclusione 6 su dieci sono chiaramente per l’indipendenza, uno lo è ma non te lo dice , 2 sono incerti ma non contrari all’indipendenza 1 è assolutamente contrario.
    Se il referendum fosse fatto cartaceo avremmo prima una campagna elettorale per il si e per il no , a quel punto si attiverebbero i Media e come avremmo una ancor maggiore partecipazione rispetto al plebiscito.
    Risultato : 8 su 10 per l’indipendenza.
    E’ per questo motivo che non faranno mai un altro referendum a livello Veneto , sanno già i risultati.———————————————————————————————————-
    Sono convinto che persone come Eugenio fanno parte di quel 10% contrario all’indipendenza; quelli contrari all’indipendenza lo sono solo per interessi personali e non tengono in considerazione le future generazioni.

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  9. Eugenio ha detto:

    Secondo RICCARDO,IO sarei contro l’Indipendenza Veneta,solo perchè certe cose non le vedo come lui? ho per interessi personali?MHA!

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  10. RICCARDO ha detto:

    O.K. Eugenio, non ti conosco per cui ritiro il preconcetto, il fatto è che io ho partecipato attivamente alla divulgazione territoriale dell’informazione e alla distribuzione di volantini come semplice volontario questo mi ha permesso di vedere le cose come uno dall’esterno ma di toccarle con mano parlando con migliaia di persone.
    Quando parli con tantissime persone e senti che quelle contrarie all’indipendenza le conti sulle dita di una mano ti fai delle statistiche personali.
    Ieri su radio 24 parlavano della Grecia esaltando l’istituto del referendum “virtuale” fatto da 150.000 persone contro una legge sull’utilizzo dei terreni e delle spiagge; è stata fatta passare l’idea che il futuro sta nelle decisioni prese attraverso la rete; con il referendum fatto da plebiscito.eu è stato usato questo sistema e tutti ci vanno contro.
    Mettiamoci d’accordo su questi punti :
    1- La regione vuole il plebiscito cartaceo ?
    2- L’ italia vuole un plebiscito fatto in veneto ?
    3- la regione trova valido lo strumento utilizzato da pleb.eu?
    4-lo stato ha in programma l’uso di tale strumento
    5-c’e’ la volontà di controllo dei voti di pleb.eu?
    Perché , caro Eugenio, non dai il tuo parere su quanti potrebbero essere i si sull’indipendenza se fosse promosso il referendum cartaceo?
    Pensaci , ne se veramente convinto ?
    Se pensi che attraverso un referendum cartaceo i veneti voterebbero in maggioranza si all’indipendenza allora sei d’accordo con le percentuali di pleb.eu .
    Se non sei d’accordo con i dati di pleb.eu come la pensi ?
    Sei convinto che i veneti votano contro e tu sei a favore ?
    Allora hai già fatto delle statistiche personali ; informaci.
    Grazie. Riccardo

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