L’assurdità del secessionismo veneto

da redazione di Vivere Veneto

Diamo spazio a una opinione fuori dal coro, una esperienza diversa, un punto di vista alternativo

di Yvan Rettore, autodefinitosi “esule” veneto in Emilia

Veneto Paesaggio Il Veneto è una terra meravigliosa, soprannominata la “regione continente”, con una cultura, una storia e monumenti di rara bellezza.

La gente veneta è laboriosa ed ingegnosa, ma col tempo l’individualismo e lo spirito di conservazione hanno preso il sopravvento sulla generosità e l’accoglienza una volta caratteristiche tipiche di questa popolazione.

Oggi i Veneti hanno la triste fama di essere chiusi e razzisti, confinati in un bigottismo ormai fuori da ogni tempo e logica.

Da qui si è affermata la volontà (di una parte di loro!) di staccarsi dall’Italia, volontà che però è dettata prevalentemente da cause di natura economica e soltanto marginalmente da elementi culturali ed etnici.

veneto paesaggio 2Il “miracolo” del “Nordest” ormai è giunto al termine perché poggiava essenzialmente su piedi d’argilla.

Il “boom” economico scoppiò in quella zona soltanto sul finire degli anni Settanta, grazie alle rimesse degli emigranti da un lato e al ritorno nel paese di origine di parecchi di loro nel decennio che seguì, dall’altro.

Le svalutazioni continue della Lira nel corso degli anni Ottanta ed il successivo crollo del comunismo a Est favorirono nettamente le aziende di quelle zone rispetto ad altre, in quanto poterono conquistare prioritariamente nuovi mercati e delocalizzare velocemente parte delle loro produzioni. Ciò comportò una crescita del PIL senza precedenti.

L’avvento dell’Euro segnò una prima battuta d’arresto, perché essendo una moneta forte, i prodotti realizzati extra UE si trovarono a costare meno, anzi molto meno rispetto a quelli manufatti in Veneto.

Le piccole dimensioni della stragrande maggioranza delle aziende condotte prevalentemente in modo padronale si sono poi rivelate nocive e perdenti nella grande sfida del mercato globale. Padroni despoti, opportunisti e sfruttatori all’ennesima potenza, fondamentalmente privi di formazione e cultura imprenditoriale hanno favorito un’evasione fiscale e una diffusione del lavoro nero dalle dimensioni esorbitanti, che però attualmente non bastano più per fare tornare competitivi la maggior parte dei prodotti veneti sui mercati internazionali.

EuroUltimo elemento significativo è dato dal fatto che le aziende venete operano soprattutto nella fabbricazione di prodotti con scarso valore aggiunto e quindi con scarso valore tecnologico. Poche le eccezioni: a parte la Luxotica, la Riello, le nanotecnologie e qualche settore di macchine di nicchia, vi sono pochi poli di ricerca importanti e la meccanica di alta precisione (rappresentata in passato da firme gloriose quali la Breda, la Saimp, l’OM, ecc…) ormai risulta soltanto un blando ricordo.

Oggi, sono quindi soprattutto i piccoli e medi imprenditori veneti che sostengono a spada tratta il secessionismo, illudendosi attraverso la nascita improbabile di uno stato veneto sovrano di poter ripetere gli squallidi atteggiamenti speculativi e di sfruttamento assunti fino in un recente passato (realizzati, bisogna sottolinearlo, anche grazie alle connivenze con una politica locale irresponsabile ed inefficiente!).

VenetiUnitiE’ grazie a tali personaggi che il Veneto contemporaneo risulta ancora carente di infrastrutture soddisfacenti ed efficienti, che ha dovuto subire una cementificazione massiccia del territorio che ha compromesso in vari punti i fragili equilibri idrogeologici e che ha mantenuto un sistema formativo mediocre ed inadeguato rispetto alle esigenze della nostra epoca, sistema che purtroppo favorisce la permanenza di un’ignoranza diffusa.

Quest’ultima si è rivelata anche col presunto referendum secessionista (in realtà un sondaggio di opinione) che oltre che essere facilmente manipolabile, non risulta per nulla oggettivo ed esauriente (un plebiscito deve svolgersi secondo regole e tempi precisi previsti in modo esplicito dal diritto internazionale!). Inoltre, non sono stati interpellati gli altri Veneti, ovvero: gli oltre 4 milioni di discendenti veneti residenti all’estero (di cui parecchi hanno ancora il passaporto italiano), il milione di Istriani e Giuliani e i circa 500.000 Trentini! Infatti, il Veneto storico si compone della Venezia Euganea (attuale regione Veneto), della Venezia Giulia (attuali province di Trieste e di Gorizia e la penisola istriana oggi divisa tra Slovenia e Croazia) e della Venezia Tridentina (attuale provincia di Trento).

Veneto LinguaNon esiste poi una lingua veneta, ma piuttosto una serie di idiomi locali con radici comuni. Ad esempio, i testi del commediografo Goldoni scritti in Veneziano differiscono non poco da quelli di Ruzzante scritti in Padovano. E questo malgrado diverse similitudini. Discorso analogo sul piano orale, in cui a volte vi possono essere differenze perfino più marcate per via delle notevoli differenze di cadenza tra zone anche molto vicine (vedi ad esempio il fenomeno dell’”Arcellese” nella prima periferia di Padova).

Sotto il profilo storico, la Repubblica di Venezia era commandata esclusivamente da 200 famiglie aristocratiche che controllavano tutta l’economia del paese. La maggior parte della popolazione indigena era quindi costretta a vivere in stato di totale servitù (mezzadri o braccianti) e i più fortunati facevano gli operai all’Arsenale di Venezia (la più grande fabbrica europea fino alla rivoluzione industriale inglese!) o campava dei proventi della pesca in laguna. Chiaro che in un simile contesto anche la cultura fosse quindi riservata soltanto ad un’elite e che il benessere fosse un privilegio riservato a pochi eletti.

Sotto l’occupazione austriaca, vi fu un piccolo “boom” industriale che dette origine alla formazione di una borghesia e che favorì un certo sviluppo (specie nelle città) e migliori condizioni di vita.

L’annessione successiva all’Italia nel 1866 (avvenuta come nel resto del paese attraverso plebisciti-farsa in cui potevano votare soltanto uomini agiati di oltre 25 anni di età!) fu una rovina per il Veneto, perché la fragile industria locale non poté più competere con i manufatti inglesi. Di punto in bianco il paese si impoverì notevolmente, lasciando spazio ad un feodalesimo e una miseria dilaganti che provocarono una massiccia emigrazione specie in Europa, Australia e Americhe. Il fascismo non fece che accentuare tale declino e la guerra finì col portare la regione al tracollo sociale ed economico.

Le conclusioni che si possono trarre da queste constatazioni storiche sono le seguenti:

  • non esiste un’identità veneta vera e propria, ma vi sono piuttosto delle analogie culturali e linguistiche tra varie etnie venete. Negare questa evidenza, è negare la Storia stessa di questa terra travagliata.
  • rimpiangere i fasti di una repubblica oligarchica come quella di Venezia è assurdo in quanto la maggior parte della gente vi viveva in stato di quasi totale servitù e spesso in forme pronunciate di indigenza.
  • il dominio austriaco e l’annessione allo stato unitario hanno dimostrato la fragilità del modello “Nordest”, in quanto fondato più su elementi transitori e speculativi di sviluppo effimero che su criteri culturali e sociali tali da poter garantire nel tempo il consolidamento di un livello economico stabile ed effettivamente affermato per la maggior parte della popolazione ivi residente.

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Molti lettori non condivideranno in toto questo articolo, ci auguriamo che i commenti si mantengano nell’ambito di un civile dibattito !

Buon veneto a tutti, WSM !!!

 

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22 risposte a L’assurdità del secessionismo veneto

  1. Ben ha detto:

    Il sig. Rettore non ha tutti i torti e in molte delle sue osservazioni mi trova concorde….il TIPICO VENETO (individuo, lavoratore, imprenditore ecc.) Ad esempio molti “imprenditori” veneti non sono dello “stampo” di una volta…hanno avuto ricchezza e potere da chi ha lavorato MOLTO prima di lui e ora i nuovi “padroncini” si sentono Padri eterni, supponenti e spesso ignoranti nel parlare e nelle azioni…non considerano chi non ha denaro come lo hanno loro (ereditato, no guadagnato). L’ apparire per loro è più importante dell’ ESSERE…tanto loro hanni “schei”…possono parcheggiare in mezzo alla strada ad esempio (visto personalmente) a dimostrazione della loro POTENZA economica…”a go schei mi!!!” Io sono per lo stacco netto da roma, per fare un Veneto nuovo, con idee, educazione, voglia di fare nuovo…un mondo Veneto aperto alla collaboarazione, alla forza delle idee e volontà di fare….ma sinceramente…con molti di questi “PSEUDO” imprenditori…non vedo molta luce in fondo al tunnel…PER NON PARLARE POI DEI POLITI-CANTI VENETI….TRISTEZZA SU TRISTEZZA…ma tirem inaz…depois olhamos que fica aqui!! Rettore ha molte ragioni, PURTROPPO..

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  2. Giuliano ha detto:

    Per quanto io possa sforzarmi non riesco a trovare un valido motivo che giustifichi la pubblicazione di tale opinione.Dispiace che un emiliano polemico e a dir poco ignorante trovi tanto spazio…attenti lettori di vivere veneto,i poteri forti sono tra noi,a disorientarci.Non bisogna credere e affezionarci,bisogna analizzare e riflettere e agire,WSM

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  3. erik ha detto:

    Fatto bene pubblicarlo. I veneti devono svegliarsi e capire bene come ci vedono gli italioti. Questo è un folle completo (oltre che ignorante ed in assoluta malafede) ma esprime molto bene il sentimento tajano nei nostri confronti : totale disprezzo. A questo punto ci si chiederebbe perché ci voglion tanto tener stretti. Risposta semplice: SCHEI.
    Non serve neanche replicare nel merito, tali sono le amenità riportate.
    Concludo ringraziandolo, un veneto che legge il suo post può pensare una sola cosa: STI QUA XE FORA FA UN BALCON, VIA VIA DE CORSA E A MAI PÌ.

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    • AdminVivereVeneto ha detto:

      Grazie Erk, questo è il tipo di risposta che ci attendavamo e la reazione secondo noi più corretta e condivisibile.

      Del resto, rispondendo a Giuliano, questo è un sito libero ! E’ fatto per far girare le opinioni, non solo le nostre, poi ognuno tragga le sue conclusioni.

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  4. giorgio ha detto:

    Il nostro amico fa un’analisi, pessismista e poco condivisibile, del passato. Non fornisce cifre e si guarda bene da farlo, visto che i numeri odierni gli darebbero torto marcio. Ad ogni buon conto il presente rappresenta un quadro che giustifica il secessionismo. Il futuro e’ tuttavia la cosa piu’ importante a cui aspirano i Veneti e non solo loro: la visione dei “piccoli” che prendono la guida di un’Europa alla deriva e’ l’idea piu’ moderna e visionaria che un popolo laborioso e responsabile come il popolo Veneto potesse avere e questo serve ad affermare che non siamo solo “boni a lavorare e soffrire”, ma ormai siamo maturi anche per gestire il nostro destino.

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  5. archscandian ha detto:

    L’analisi storica è stata totalmente stravolta de questo personaggio (che ha pure fatto errori di grammatica)…mi chiedo chi l’abbia pagato. Si informi bene: la Serenissima ha 1.100 anni di storia e di cultura (e stavano bene tutti i “veneziani” (da Bergamo aTrieste) non solo le 200 famiglie, si legga anche Wikipedia dove viene riportato un pensiero di Petrarca sulla Serenissima. Quanto all’analisi economica attuale è risaputo che aziende come Diesel, Benetton, Permasteelisa e molte altre che non sto qui a citare sono fiori all’occhiello del Veneto e aziende di cui l’Italia si vanta, gli imprenditori veneti hanno fatto grandi anche gli stati dove sono emigrati (o dove sono stati “deportati”, dato che appena sbarcati gli venivano portati via i documenti).
    L’emigrazione/deportazione dei veneti è iniziata proprio dopo il 1866, dopo il referendum farsa fatto contro la volontà di un popolo assogettato con le armi (venne istituita la pena di morte per chi esponeva la bandiera di San Marco). Solo su una cosa sono d’accordo: il popolo veneto va da Bergamo a Trieste e quindi iscrivetevi all’anagrafe storica veneta che facciamo un censimento e poi una dichiarazione di libertà come “nasion veneta”, il Veneto è una “restrizione” dello Stato italiano.
    Tanta ignoranza storica e “travisazione economica” mi lascia interdetta.

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  6. scattolon luigino ha detto:

    Articolo non commentabile se non fosse provocatorio.
    – Veneti individualisti? Si vada a vedere il numero delle associazioni di volontariato, le donazioni di sangue, i missionari che operano in tutto il mondo ed altro.
    – Veneti evasori? Il tasso di evasione fiscale è a livelli scandinavi.Vedasi inoltre il monte impositivo a carico del Veneto. Si guardi il sito della Ragioneria Generale dello stato. Si guardi altrove, se si è onesti, per trovare evasori.
    – Indipendentismo prodotto da un certo “bigottismo”? Perbacco è vero siamo un polo di bigotti, costituito da servette lascive, imprenditori despoti, contadini a detta dell’ex ministro De Girolamo! Ma facciamo il giochino inverso visto che ci siamo. E lo stato italiano cosa a dato al Veneto? E’ forse per questi benefici (ditemi quali però) che non dovremmo aspirare ad una giusta emancipazione?
    – Non esiste un’identità Veneta? E certamente che no ci mancherebbe che esistesse anche un’identità Veneta! “VENETO” è il nome di un popolo in primo luogo che lo si voglia o meno. Italiani più avveduti ed intellettualmente onesti lo riconoscono e cito, tanto per citare un nome tal Sabotino Moscati, presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei (anni 70 8ca.), che individuava in Italia, a mio avviso anche un pò esagerando, un “solo popolo in cui cultura, territorio e lingua coincidevano”. Si indovini quale..
    – Non esiste una lingua Veneta!.E perchè allora i Veneti, pur parlando con varie sfaccettature riconoscono nei loro “dialetti” la comune provenienza? Come mai la koinè è la medesima? Ed infine , per essere ancora provocatori, chi ha detto che la lingua deve essere essenziale argomento di aggregazione di un popolo? La Svizzera insegna.
    Non c’è una letteratura Veneta? Beh si inizi da Maffio Venier intanto che definiva da nostra lingua “piena de saor mentre se te voi parlar toscan bisogna per lo più parlar d’amor”.
    – La Repubblica di Venezia comandata da 200 famiglia aristocratiche e la popolazione costretta a vivere in servitù? E qui casca l’asino. E’ l’affermazione che sta a dimostrare il pressappochismo dell’intera analisi. Venezia era sì una Repubblica aristocratica ma non plutocratica. Il potere apparteneva certamente al ceto aristocratico ma non in via esclusiva perchè “attutito” da tutta una serie di organismi in cui i “cittadini originari” rivestivano un certo ruolo.E’ anche per questo che ha funzionati per svariati anni…Circa “l’indigenza” della popolazione inviterei il sig. Rettore a scoprire come mai la speranza di vita in Venezia (15 mo 16 mo 17 mo secolo) era quasi il doppio del resto d’Europa , Si è mai chiesto come mai nello commedie del Goldoni apparisse quasi sempre la figura del vecchio? Si è mai chiesto come mai ca. 60/70 anni dopo la scoperta dell’America la cultura del mais già fiorisse, per il bene della popolazione, nei territori della Stato Veneto mentre il resto d’Europa ha dovuto aspettare altri 100 anni?

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  7. Eugenio ha detto:

    Secondo mè avete fatto bene a publicare questo Articolo,di YVAN RETTORE,che si definisce ”esule” in Emilia ,insomma un po’ come mè che l’amico MILLO mi a definito esule in Lombardia,è un parere di un Veneto come Noi .Personalmente condivido solo una parte delle cose che dice.Certamente condivido quello che a scritto sul GAZZETTINO ,BORIS PAHOR, (andate a leggervi cosa dice)Qualcuno potrebbe obbiettare che questo non è un Veneto,non sara’ un Veneto ,ma secondo mè dice cose giuste.Insomma la Storia ci insegna se l’INDIPENDENTISMO se non è ETNICO,Non va da nessuna Parte,ed io aggiungo se non è Nasionalista .Interessante quello che ci dice YVAN sui piccoli e Medi Imprenditori Veneti che difenderebbero a Spada tratta l’Indipendentismo Veneto,ma nei fatti come dicono nelle loro rapresentanze sindacali ,si noi vorremmo un Veneto Indipendente ,ma non vogliamo casini,(insomma loro vogliono L’indipendenza senza Combattere) dalle ultime elezioni gli imprenditori ed i liberi Profesionisti ,hanno Votato il RENZI ,certo prima avevano votato Berlusconi ho la LEGA ,ma questi avevano fatto i cassi loro ,come gli Industriali Veneti ,e se aggiungiamo che sono stati loro i primi a fare venire qui gli extracomunitari ,nel Veneto,quale Indipendenza Proponiamo al nostro Popolo che sta diventando una Minoranza in casa propria? Una Indipendenza Economica e chi la fa? se i Primi Interessati ossia i piccoli e Medi industriali Veneti non vogliono farla? La dovrebbe fare il Popolo ,che popolo se i Veneti,stanno diminuendo nella loro terra ,chi gli italiani ,che risiedono da Noi ho gli Extracomunitari ? ma non scherziamo Veneto è chi Veneto fa è una BALLA .

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  8. Giuliano ha detto:

    Chi pubblica amenità di questo livello porta a tale dimensione la discussione e si rende colpevole della caduta di stile del sito.Potete pubblicare qualsiasi cosa,purché intelligente e presentabile che non deluda chi vi legge,io son rimasto quantomeno disgustato.

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  9. VALENTINO ha detto:

    SOLO DUE RIFLESSIONI A RIGUARDO , ANZI TRE…QUESTO SIGNORE PARLA DI SECESSIONE … NON HA CAPITO UNA SEGA … DELLA SOSTANZIALE DIFFERENZA TRA SECESSIONE E INDIPENDENZA !!!
    CHE LE AZIENDE VENETE , OPERANO SOPRATUTTO NELLA FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CON SCARSO VALORE AGGIUNTO DI CONSEGUENZA DI SCARSO VALORE TECNOLOGICO 😳😳
    TIREGHE VIA EL VIN, EL GHE BATE IN TESTA !!!

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  10. PierV ha detto:

    è un’ “analisi” travisata scritta con il tricolore in mano da una parte e dall’altra con na bottiglia de lambrusco.
    Sinceramente non ne posso più di sta gente che denigra il Veneto.
    Già abbiamo in casa un bel po’ de polentoni, che come mussi i paga e i tase, inoltre in tutti i centri di potere (giudiziario, politico, istruzione, sicurezza, poste, inps… etc) siedono elementi meridionali (banda dei fratelli d’italia o i magna supposte zipras) o comunque italioti difensori del sistema (che si proclamano civilizzatori del bruto veneto), ci mancano solo anche articoli come questo.
    Questo è sadismo.
    Da perfetto italiota che vuol far passare il Veneto como un accidenti qualsiasi, una mera appendice dell’italia, l’articolista è un pavido e disonesto.
    Invece di smascherare la viltà italiota, le nefandezze di questo stato perpetuate in Veneto da decenni sotto vari profili (dalla tassasione alla cancellazione dell’identità), la strisciante dittattura di una cultura meridionale che ha preso il sopravvento, la carcerazione di cittadini veneti per i loro ideali di libertà, questo si arroga di criticare il desiderio di autogovernarsi, di indipendenza dallo stato aguzzino, in poche parole della ricerca della libertà che per fortuna ancora in buona parte dei veneti permane come seme di quella consapevolezza di essere un popolo.
    No, non esiste, cari veneti, svegliatevi, svegliatevi, non fatevi abindolare da queste diaboliche sirene. Sono solo filastrocche per rendervi e tenervi schiavi.
    W il VENETO, i VENETI e chi fa VENETO!

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  11. Luigi Anderle ha detto:

    E’ difficile rispondere a questo “signore” senza incorrere in parole cancellabili da una normale censura. Queste persone di cultura, perché dal modo in cui scrive così sembra, si combattono (nelle idee) solo con fatti inerenti la LORO situazione economica e sociale. Allora gli chiediamo: quanti extracomunitari mantiene a casa sua, se ha dei figli fuggiti all’estero per cercare lavoro, se ha pagato tutte le tasse che doveva pagare, se ha una targa romena (per non pagare il bollo), che lavoro fa (io penso statale o parastatale), se ha avuto modo di aspettare mesi/anni per una visita all’ospedale pubblico, se é contento che abbiamo i parlamentari più numerosi al mondo e che prendono di più soldi al mondo, se é felice di quanto guadagna un Benigni o una LIttizzetto rispetto all’operaio comune, se ha l’orgasmo quando vede un anziano ITALIANO rovistare nel cassonetto dell’immondizia e gli stranieri buttare nel cassonetto gli alimentari della Caritas. MI fermo, ma non perché mancano gli argomenti purtroppo. Ho avuto modo di discutere educatamente con altre persone di tal fatta e SOLO quando le prendi nel personale non sanno più cosa dire. Per il resto son capaci di farti credere che il Veneto se lo sono inventato gli africani. Saluti a tutti, e ricordate, l’unione fa la forza!!!

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  12. “non esiste un identita’ veneta” – direi che questo signore, per ovvi motivi legati alla NON conoscenza (ho preferito scrivere cio’ che la parola ignoranza), non merita di essere ne’ letto, ne di essere motivo di discussione.
    Una semplice ed efficace cernita.
    Veneto LIbero.

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  13. adminaltovicentino ha detto:

    Un parere personale sui Veneti sparsi per il mondo.Non vedo perchè dovrebbero essere interpellati dei Veneti che non vivono più nelle loro terra d’origine e che quindi non hanno più il diritto di decidere per chi vive attualmente; potranno farlo se decidessero di tornare.Seconda cosa; se noi Veneti vogliamo buttarci in un burrone,perchè non accontentarci?? Lasciatecelo fare !! Oppure, qualcuno ha paura che una volta aperta la porta, sarebbero molte le “mucche” che scapperebbero dalla stalla ???Non voglio commentare i vari aspetti che il sig. Rettore conosce in modo molto lacunoso, ma plaudo alla redazione per aver pubblicato la lettera, perchè al contrario di altri, Vivere Veneto da spazio anche a chi non la pensa in modo…..Veneto.

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  14. Michelangelo ha detto:

    Madonna che fadiga essar brai putei co sta sporta de cassade sortia daea cultura (cosideta beninteso) dei giacobini emiliani, sti ladroni che in confronto i camoristi xe anxoeti. Podevi sparagnare el spassio che tanto eo savevimo xa. Nol capisse na fava de storia veneta. E tanto par far on esempio el ne parla del diaeto arcellese che l’Arcella xe piena de imigrati burocratici.
    Ma va a tardire sue suche in Prà dea Vae!

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  15. Stefano Z. ha detto:

    Brutta patacca da parte di Vivere Veneto, non me l’aspettavo, quello che è scritto nell’articolo manca di qualsiasi riferimento storico, e mostra una conoscenza distorta della realtà veneta. Cani c’è ne sono dappertutto (come dice qualche commento), ma ricordatevi anche traditori. Le ditte ad alto contenuto tecnologico c’erano: Hanno chiuso o sono emigrate ed io sono una di quelle.
    Prima di pubblicare un articolo verificare da dove vengono le informazioni e su cosa sono basate. Non basta dire le cose sono così ma devi spiegare com’è che fai a dire che sono cosi. Vergognatevi

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  16. margherita ha detto:

    solo poche parole…..i disinformatori sono solo all’inizio…bene ha fatto Vivere Veneto a pubblicare questo articolo provocatorio ..con le nostre risposte ha dimostrato che noi Veneti non ci lasciamo certo condizionare da chi ponendosi come gran conoscitore della storia veneta cerca di intaccare la fede e la determinazione con cui noi Veneti portiamo alta la fermezza delle nostre scelte

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  17. flavio ha detto:

    Non vorrei dare troppa importanza a delle farneticazioni. Comunque era da pubblicare se non altro per quella capacità veneta di saper anche ascoltare chi la pensa diversamente ! Se noi siamo gli ignoranti egoisti e razzisti, prego Dio che mi salvi da questi umani intelligenti e solidali .

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  18. bestsilvio ha detto:

    preciso ora che quanto pubblicato è volutamente provovatorio, queste son le bagianate difronte alle quali ogni indipendentista si trova difronte…. importante che i nuovi sappiano e abbiano risposte…..
    Anziche criticarci dovreste cogliere l’Occasione per argomentare.
    Suvvia facciamo i seri ! 😉

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  19. pierluigi ha detto:

    Analisi fuorviante e in parte scorretta. Concordo solo sul fondamento economico come base del malessere attuale. Ma a questo signore voglio fare una sola domanda: PERCHE NO?

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  20. profprom2009 ha detto:

    Alla luce dei commenti di cui sopra, ribadisco a maggior ragione quanto scritto nel mio intervento, aggiungendo che non devo prendere lezioni di grammatica e di Storia da nessuno. Sia nel primo che nel secondo caso, i fatti parlano da soli. Per il resto, ignoranza e insulti sono l’espressione tipica di chi non è capace di argomentare e di chi non capisce affatto su quali fondamenta essenziali debba basarsi una nazione per diventare poi uno stato nel vero senso della parola. Per quanto mi riguarda, rimango orgoglioso del mio essere veneto, perché ho dovuto dimostrarlo in Italia e all’estero su elementi ben più incisivi e oggettivi e che nulla hanno a che spartire con i deliri e le incongruenze in gran parte qui sopra esposti. Non ho altro da aggiungere a riguardo, anche perché non perdo tempo con persone che offendono e non sono capaci di dialogare in modo sereno e costruttivo. La civiltà è ben altra cosa che questo squallore!

    Yvan Rettore

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  21. Michelangelo ha detto:

    Sto sior qua ciapa par insulti (e dove xeli? ) i pensieri contrari ai so diktat. Ch’el gabbia on cognome veneto no vol dir gnente: mater certa, pater incertum… De sicuro ghe xe ch’el parla come ghe ghà insegnà el so camerata Benito e la cultura dei governanti roman-papalini da sempre furiosi contra la libertas veneto-patavina. Mandelo a tardire sue suche romagnole che quel del Prà dea Vale merita stronxade pì furbe.

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