UNA FIRMA PER LA LORO SALUTE

di Anna Iseppon

bambino_febbre“Sei la madre o il padre di due bambini, la maggiore ha 6 anni ed il più piccolo non ne ha ancora compiuti 3. È  una sera d’inverno ed a Sappada ha appena iniziato a nevicare. Mentre stai guardando fuori dalla finestra, tua figlia viene a chiamarti dicendoti che il fratellino sta poco bene. Inizialmente sembra cosa da poco, pensi ad una forma virale presa alla scuola materna, ma col passare delle ore il quadro clinico si aggrava. Ti rendi conto che dovrai portare il piccolo all’ospedale. Purtroppo però dall’estate scorsa il reparto di pediatria dell’ospedale più vicino, quello di Pieve di Cadore, è stato chiuso. Certo, il pronto soccorso viene garantito, ma sai già che se tuo figlio dovesse essere ricoverato dovresti andare fino a Belluno. Sono circa 80km all’andata ed altrettanti al ritorno, su strada di montagna, in condizioni meteo avverse…

Immagina la situazione. Tu come ti sentiresti nei panni di quel genitore?

Questo è solo un esempio, ma dal prossimo mese genitori e bambini di Cortina, del Cadore, del Comelico, potrebbero davvero dover affrontare ore di strada (magari con la neve, o nel traffico della stagione turistica) prima di poter ricevere un’adeguata assistenza sanitaria.

STRADA INNEVATADal prossimo 1 luglio 2014, infatti, verranno cancellati i posti letto del reparto di pediatria di Pieve di Cadore e l’unica struttura in cui sarà possibile il ricovero dei bambini sarà l’ospedale San Martino di Belluno… Ospedale che dista 40, 50, se non 100km da alcuni centri abitati!

Questa decisione ci dimostra ancora una volta come chi amministra oggi il nostro territorio spesso non lo conosca, e sia lontano anni luce dai bisogni e dalle esigenze dei cittadini che vi abitano. Qualche delegato del governo italiano (magari uno di quelli che crede che Cortina sia nella provincia di Bolzano!), nella comodità di un palazzo veneziano, potrebbe aver deciso di tagliare qui e lì perché “sulla carta” quei pochi posti letto rappresentano uno spreco. .. non considerando la realtà territoriale in cui il servizio viene erogato ed il rischio per la salute a cui vengono sottoposti questi bambini, la cui unica “colpa” è di vivere in un territorio montano.

Va bene voler ridurre la spesa pubblica, va bene dover tagliare gli sprechi nella sanità… Ma siamo sicuri che questa sia la strada giusta? Sono i pochi posti letto della pediatria di Pieve di Cadore a incidere in maniera sostanziale sui costi, o forse dovremmo guardare altrove?

map_cadoreLa notizia ci ha indignati profondamente! Solo un’amministrazione corrotta ed incurante del bene pubblico può accettare di mettere a rischio la salute ed il benessere dei propri bambini in nome del denaro. Solo una società malata può accettare di subire tutto questo in silenzio ed a testa bassa. L’idea di amministrazione o di sanità pubblica che immaginiamo per lo Stato Veneto di domani è completamente diversa da tutto ciò!

Noi di Vivere Veneto abbiamo deciso di stare al fianco di queste famiglie e di questi bambini, abbiamo deciso di dire NO alla chiusura del reparto di pediatria dell’ospedale di Pieve di Cadore, ed abbiamo deciso di diffondere l’appello di due madri di Auronzo, Barbara Ravagnan e Mariantonia Corte Pause (clicca sul loro nome se le vuoi contattare tramite facebook) che hanno messo in piedi una raccolta firme per bloccare questa assurda decisione.

FOTO PETIZIONE

INVITIAMO TUTTI VOI A PARTECIPARE A QUESTA RACCOLTA FIRME

Potete firmare la petizione on line andando a questo indirizzo :

http://www.change.org/it/petizioni/luca-zaia-mantenimento-dei-posti-letto-assegnati-al-reparto-di-pediatria-dell-ospedale-di-pieve-di-cadore-bl

O aprire un punto firme, stampando il modulo cartaceo da compilare e far compilare a tutti i vostri parenti, amici, conoscenti, clienti… (per motivi logistici entro domenica 22 giugno 2014, per info e dettagli contattate Barbara o Mariantonia) che trovate a questo indirizzo:

https://orgoglioauronzano.files.wordpress.com/2014/06/petizione.pdf

passaparolaOvviamente vi invitiamo a diffondere il più possibile la notizia: condividete questo articolo, fatelo girare nel web, tutti devono sapere, tutti devono firmare… Noi Veneti siamo ai primi posti per solidarietà, dimostriamolo ancora una volta, per i nostri bambini, per il nostro futuro!

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4 risposte a UNA FIRMA PER LA LORO SALUTE

  1. renzoslabar ha detto:

    Vi siete mai chiesti come siamo arrivati a questo punto e grazie a chi?
    Provate a pensare a chi avete votato negli ultimi 25 anni ed a cosa avete risposto ai quesiti referendari e poi ne riparliamo.
    Nei Paesi di montagna regredirete alle forme assistenziali degli anni ’50.
    Non di meglio nei centri più grossi dove giocoforza verranno ridotti gli interventi anche se permarranno le eccellenze fintanto che saranno economicamente sostenibili.
    Non sentite forse la necessità di chiedere una legge che vieti di ammalarsi?
    Ormai è invalsa l’abitudine di invocare una legge ad ogni pie’ sospinto.
    .
    Irresponsabili di tutto il Mondo unitevi!
    .
    Il futuro senza energia economica ed abbondante riproporrà forme di schiavitù nuove.
    Dico alle “anime belle” che l’abolizione della schiavitù fu possibile quando l’energia muscolare fu sostituita e la rivoluzione industriale la permise con l’energia meccanica ottenuta dalle caldaie a vapore alimentate dal carbone.

    Senza energia economica ed abbondante scordatevi la
    DEMOCRAZIA
    come oggi viene intesa.
    .
    Ricordo a tutti che le piccole-medie imprese, strozzate da i costi impropri fra i quali quelli dell’energia, stanno delocalizzando all’estero oppure nel meridione d’Italia dove c’è illegalità diffusa: leggi lavoro nero, evasasione fiscale e altro e questo dà la misura di cosa potremo attenderci per il futuro.
    .
    COS’È L’ E N E R G I A?
    Energia è la capacità di svolgere lavoro, nello specifico lavoro meccanico. L’energia trasformata in lavoro meccanico si concretizza in beni di consumo e in servizi, in definitiva in benessere. Maggiore è la quantità d’energia fruibile a basso costo, maggiore è la quantità di lavoro meccanico, beni e servizi, grazie ad essa fruibili, in definitiva maggiore è l’opulenza d’una società,
    Come si fa ad avere un’idea a “misura d’uomo” della quantità d’energia che oggi utilizziamo?
    Facciamo riferimento proprio all’uomo, la cui potenza media, sotto sforzo protratto, è di un decimo di cavallo, pari a circa 75 Watt, ovvero la potenza assorbita da una lampadina tradizionale di media potenza.
    Per azionare un moderno ferro da stiro di 1000 Watt (W) si dovrebbe impiegare l’energia di almeno 13 uomini; andare in giro con una vettura di media potenza (70 CV) è come farsi scorazzare da una portantina sorretta da 700 schiavi. Una cosa impensabile persino per il più folle e megalomane degli imperatori romani.

    L’importanza dell’energia in una società moderna
    Fu l’introduzione del cavallo, al traino dei carrelli prima spinti dall’uomo, nelle miniere inglesi di carbone, che, aumentando la produttività per addetto e di conseguenza riducendo i costi del chilogrammo di carbone, rese possibile la prima rivoluzione industriale, consentendo l’impiego e la diffusione delle prime macchine termiche negli opifici.
    Il lavoro meccanico a costi competitivi che si sommava a quello manuale dell’uomo consentiva di accrescere la produzione di beni ed i consumi, di produrre maggiore ricchezza con beneficio di tutti, anche se all’epoca si organizzò un movimento tipo “no global” che si opponeva alla diffusione delle macchine, divenuto famoso con il nome di luddismo.
    .

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