REPLICA CASTELBRANDO: PARLIAMO DI REGOLE !

Ecco la  Replica di Gianluca Busato alla Lettera di Lucio Chiavegato (Vedi ===> CLicca QUI)

Giustamente parla di Regole condivise e rispetto reciproco più che unione di fatto,

La Condivisione dell’Obbiettivo e’ giustamente la Meta verso la quale andare tutti.

Come dicevamo e come andiamo dicendo anche noi  di Vivere Veneto da molto tempo  CONVERGENZA DELL’OBBIETTIVO, siamo perfettamente sulla stessa lunghezza d’onda.

Esiste l’assoluta richiesta e necessità di comunicare al “mondo Civile Veneto”  che

il mondo Indipendentista

HA UN UNICO OBBIETTIVO:

VOGLIAMO TUTTI ABBATTERE

LA STESSA BESTIA!!!

 

possiamo pur agire da diverse angolature ma l’Obbiettivo è unico:

_________________________________________

APPELLO AI VENETI DI BUONA VOLONTA’

di Gianluca Busato 

foto bandiera plebiscitoLo scenario aperto dal referendum di indipendenza del Veneto del 16-21 marzo scorsi e dalla successiva approvazione della legge regionale 16/2014 per l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto impone riflessioni doverose.

È infatti un grande traguardo per noi l’aver contribuito a smuovere l’istituzione regionale, che pur organo dello stato italiano, ha posto in essere un atto estremamente importante e che senz’altro aiuta il percorso verso la fattiva indipendenza iniziato con il referendum telematico organizzato da Plebiscito.eu e con la proclamazione di indipendenza della Repubblica Veneta di Treviso.

Ne è un esempio significativo l’assordante silenzio degli organi di informazione italiani più importanti, che a parte qualche piccolo articolo su quotidiani come Libero, non ha dedicato una riga una a un atto che di per sé appare rivoluzionario.

La Regione Veneto non ha certamente aiutato a spingere la comunicazione – non ci risultano infatti incontri con la stampa estera o altro, che invece la nostra iniziativa aveva scatenato con grande visibilità mediatica anche internazionale – quasi timida e forse speranzosa nell’impugnazione da parte dello stato italiano, come candidamente confessa il vice presidente del consiglio regionale in un suo comunicato ufficiale.

D’altro canto sappiamo bene che la stessa adozione è frutto della pressione popolare esterna al consiglio regionale, messa in atto per intuizione di Lodovico Pizzati all’indomani del primo sondaggio commissionato a gennaio 2012 che per primo aveva rivelato l’esistenza di una maggioranza assoluta di veneti favorevoli a votare sì in un referendum.

Il regime di concorrenza istituzionale tra la Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, insediatasi il 21 marzo scorso e la Regione Veneto è impari da un punto di vista operativo e comparativo, come bene mette in evidenza Paolo Luca Bernardini nella sua relazione esposta a Castelbrando il 14 giugno scorso nel corso del convegno internazionale organizzato da Indipendenza Veneta: d’altro canto tale vantaggio pratico svanirebbe come neve al Sole nel momento in cui apparisse solo come mero quanto vano tentativo di domare la volontà di indipendenza che è già emersa dalle urne digitali.

In questa fase noi siamo aperti alla collaborazione con tutte le istanze presenti nel territorio che sono protese a raggiungere l’effettiva e piena indipendenza del Veneto, consapevoli che l’unico avversario di fatto è lo stato italiano in ogni sua rappresentazione che mira a perpetrare il furto fiscale, di democrazia, di sovranità e di libertà nei confronti della comunità veneta.

È d’altro canto un istinto riflesso quello statale italiano, in quanto mirato alla propria sopravvivenza finanziaria che una classe dirigente miope e collusa vede assicurata solo dal risparmio privato veneto, tesoro da spolpare senza se e senza ma, pur con il fumus della disinformazione mediatica.

È periodo particolare quello estivo che può aiutare la crescita del movimento indipendentista e la pianificazione di attività che rendano più forte e deciso il percorso verso la piena sovranità.

All’indipendentismo manca una leadership dicono alcuni. A nostro parere non è vero. Una leadership è emersa ed è come minimo una leadership diffusa, che alberga in più personalità ed organizzazioni.  Probabilmente manca ancora la capacità di riconoscerci reciprocamente i valori e le capacità dei singoli che hanno reso possibile ad oggi un processo che appare non più arrestabile, al di là delle cronache italiane da Istituto Luce che recitano “va tutto bene madama La Marchesa”.

Credo che ogni rappresentanza indipendentista in questa fase abbia il dovere di confrontarsi e riconoscersi in una sorta di coinvolgimento e competizione primaria che ci permetta di crescere, raffrontarsi e misurare il grado di consenso popolare che ogni componente è in grado di catalizzare, unendo ogni rigagnolo in un grande fiume veneto per la fattiva indipendenza.

Non vi sono né vi possono essere differenze di visioni, perché tutte assieme arricchiscono il ventaglio di opzioni tutte utili ad una strategia globale.

L’invito è al confronto, non alla fusione che livelli verso il basso su obiettivi che possono apparire minori, o limitativi per alcuni, ma a una sorta di evoluzione competitiva che permetta di elevarci tutti assieme verso una crescita che vogliamo sia condivisa, come patrimonio di tutta la comunità veneta auto-cosciente e pronta alla fattiva costruzione di una nuova entità statuale che tutti noi desideriamo rispettosa dei cittadini e al loro servizio, e non mostro burocratico di fatto soverchiante la libertà individuale, la libertà di impresa, la proprietà privata, la libertà di espressione, la cultura e l’ambiente che ci sono comuni e che rappresentano un valore che oggi ci deve vedere uniti nella battaglia di sopravvivenza e di emancipazione.

Definiamo regole di ingaggio e un codice di condotta condiviso che possano permettere ad ognuno di operare in un gioco a somma positiva per tutti, senza frizioni e costringimenti, che deve basarsi sul rispetto e sul riconoscimento reciproco.

Credo che nessuno oggi possa permettersi di rifiutare il nostro appello, che è esteso a tutti coloro che in ogni ambito siano sensibili alla necessità di agire subito per trasformare la minaccia alla vitalità stessa del tessuto socio-economico veneto nell’opportunità per un suo rilancio che possa permetterci di entrare in un arco di prosperità tra le Nazioni civili d’Europa e del mondo.


Gianluca Busato

Presidente – Plebiscito.eu

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Ora ovviamente stiamo ad attendere il comunicato di Indipendenza Veneta inerente alla loro posizione in merito.

keep in touch….. ovvero…. stemo chi e spetemo de veder …..

Buon Veneto Indipendente a Tutti

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6 risposte a REPLICA CASTELBRANDO: PARLIAMO DI REGOLE !

  1. Pingback: RESOCONTO DELL’INCONTRO DI CASTELBRANDO | Vivere Veneto

  2. Ben ha detto:

    FRONTE COMUNE!!!auspicabile, impellente, non prorogabile!!!

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  3. Luigi ha detto:

    Cari, nessuno vuol togliere “meriti” a nessuno. Certo la lotta e’ impari, ma il NEMICO e’ uno (Italia intanto, poi ci sara’ il consesso internazionale, poi ci sara’ il Sistema, poi, poi, poi ). Ribadisco che bisogna “pulire” all’interno i vari movimenti e questo implica Umiltà, Rispetto, Sincerità, Correttezza, Rimediare ai torti fatti, Ottemperare a correggere gli errori fatti. Poi, e solo poi si potrà iniziare quel cammino con reciproca fiducia auspicato negli scritti di Lucio e Gianluca, e credo, da tutti coloro che vogliono raggiungere l’Obiettivo , pur percorrendo varie strade o metodi, badate ben, democratici, pacifici cioè GANDIANI. E tutti sappiamo che ci saranno confronti aspri e duri, ma se tutti vogliamo la stessa cosa, troveremmo sempre la via giusta, CHE SAN MARCO CI VARDE! WSM!

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  4. riccardo ha detto:

    Io sono un piccolissimo imprenditore che ha dato il suo voto a F.R. nel 1979 .
    Per una estenuante serie di sfortunati eventi, eventi che riguardano la sfera personale di moltissimi veneti e che sono da attribuire quasi totalmente alla torbida società in cui viviamo , ho trascurato la mia terra e la mia vera patria.
    Solo nel 2013 mi sono affacciato al mondo indipendentista e quando c’e’ stato l’evento del plebiscito ho dato tutto me stesso affinché l’operazione potesse riuscire.
    Come ho scritto sono un personaggio “dietro le quinte” dell’ultimo momento ma posso , da uomo Veneto , di radici culturali venete e di profondissime convinzioni indipendentiste , tirare fuori tutto me stesso contro qualsiasi posizione di rigidità di qualsiasi movimento atta ad impedire che che il processo di indipendenza non si attui in tempi rapidissimi .
    A questo proposito, pur appartenendo , moralmente, alla organizzazione di pleb.eu , sono pienamente d’accordo con Chiavegato per prendere a p.n.c. qualsiasi persona che raccolga consensi tra i veneti e contemporaneamente sia di intralcio a una politica comune e obbiettivo comune di indipendenza”subito. ”
    Riccardo Dissegna

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    • bestsilvio ha detto:

      bravissimo Riccardo, questa è la posizione che a stragrande maggioranza sta uscendo. Basta partigiani, siam tutti patrioti! ….solo cosi salveremo la nostra bella patria !
      AVANTI COSI !

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  5. Eugenio ha detto:

    Da come la vedo IO Quelli del PLEBISCITO.ue hanno fatto un Plebiscito Tragico-comico,con il loro Referendum DIGITALE,L’unica cosa positiva che hanno fatto Publicita all’indipendentismo Veneto.Aspettiamo un VERO REFERENDUM Cartaceo per vedere realmente quanti cittadini VENETI sono a favore dell’indipendenza ,e dai risultati ne traremo le conclusioni.Poi che l’obbiettivo sia Unico,mi sembra ovvio.

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