RIATTIVIAMO IL MERCATO LOCALE

 

 

 

di Erica Bonello

RISPARMIAREPer tutti è dura arrivare a fine mese e quando si può ovviamente si risparmia… le famiglie in difficoltà economica sono molte e le aziende ancora di più.

Dobbiamo smettere di pensare che la colpa sia dei commercianti/imprenditori/artigiani, bisogna uscire

dall’algoritmo  “destra-sinistra/imprenditore/dipendente”,  allontanare la logica del “commerciante ladro”, uscire da quell’invidia che logora il mercato e…ragionare.
La crisi l’abbiamo creata anche noi, non pensando alle conseguenze dei nostri acquisti, abbiamo fatto il loro gioco, abbiamo seguito le logiche del mercato libero coscienti del fatto che avrebbe vinto il prezzo più basso.

Ma a che prezzo ?   nulla e’ gratis e  senza una contropartita….
diritti lavoratoriLe mille lotte dei nostri avi per avere dei diritti sul lavoro? Dimenticate in fretta, sono bastati pochi euro in meno ed ecco che la gomma del vile denaro ha cancellato la memoria storica.

Ci chiediamo mai: Qual’è il motivo del prezzo di un articolo sugli scaffali?
Sono molti i fattori che incidono: spese fisse, spese del materiale, spese dei dipendenti e percentuale di guadagno.
Se un articolo con le stesse caratteristiche di un altro ha un prezzo inferiore significa che il costo di uno di questi elementi è inferiore. Razionalmente, in piena crisi, l’imprenditore medio abbassa sempre per primo il suo guadagno, la sopravvivenza della sua azienda è più importante di portarsi a casa un gruzzoletto.  Poi cercherà di abbassare le spese fisse, di gestire il personale, infine toccherà ai materiali, cosciente chePIEDI ROVINATI nel momento in cui li comprerà scadenti la qualità dei suoi prodotti in vendita si abbasserà, perdendo così credibilità nel mercato, cosa che sarà fatale per la sua sopravvivenza.
Prima di valutare un articolo solo per il prezzo chiediamoci da dove viene, perchè il suo costo è così basso e nel dubbio ridiamo fiducia al negozio di paese, ridiamo lavoro al nostro vicino di casa e lui ripagherà dando lavoro al suo vicino cosicchè da creare una ruota che farà ripartire l’economia locale.

Evitiamo i centri commerciali, che abbassano i prezzi su un articolo per aumentare quello vicino, più un negozio ha articoli più avrà il potere di usare la tecnica del “prezzo civetta”.
made in venetoCrediamo nel made in Veneto e crediamo nel commerciante Veneto, facciamo girare il più possibile la moneta nel nostro STATO VENETO e rinfocilliamo le tasche delle nostre famiglie.

Non è risparmiando pochi euro e comprando merce scadente

che avremmo risparmiato, il vero risparmio

è fatto di acquisti ragionati, intelligenti e lungimiranti.

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4 risposte a RIATTIVIAMO IL MERCATO LOCALE

  1. Andrea Goldin ha detto:

    L’equazione iniziale mercato libero= prezzo basso intendendo con ciò prodotti scadenti non è corretta. Il libero mercato porta al giusto prezzo, intendendo con ciò il valore che soddisfa sia il venditore sia l’acquirente.
    Bisogna osannare il libero mercato perché è proprio ciò che manca!!!! Viceversa è da condannare l’intervento statale nell’economia, questo sì deleterio per tutti.

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  2. Erica ha detto:

    Teoricamente il mercato libero è esattamente ciò che tu hai descritto, ma dalla teoria alla pratica ci sono delle grosse differenze. A prescindere che per avere un mercato libero devono esserci pari diritti, un esempio pratico: una maglia con qualità scadenti che ha uguale costo di materiale, spese fisse e guadagno in entrambe le ditte,se è una ditta in una legislazione che riconosce dei diritti ai lavoratori, uno stipendio minimo e delle ore prefissate finirà quell’articolo con tempistiche diverse ed avrà un costo del personale più alto rispetto ad uno stato che non prevede dei minimi sindacali per i lavoratori, Nel primo caso infatti la maglia costerà di più rispetto al secondo caso.
    Inoltre se come intervento statale consideri le varie imposte di tassazione è un discorso, ma se come intervento statale consideri l’ente previdenziale che predispone dei costi fissi per i lavoratori, allora è proprio il caso descritto nell’articolo, ovvero cancellare tutte le lotte fatte dai nostri avi e abbracciare un sistema legislativo che storicamente non ci appartiene. Se il mercato è libero si dovrebbe anche stabilire che ci devono essere dei minimi sindacali, legislativi e culturali, delle normative che tutti devono avere e rispettare. Aprire le porte al mercato senza precedentemente aver obbligato tutti gli stati ad adottare il sistema più elevato e complesso di legislatura e cultura è come indire un torneo di briscola dove i partecipanti conoscono regole diverse.
    Per fare un torneo serio bisogna che le regole ci siano..allora il mercato chiamato anche GIOCO DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA, non è più un gioco pari se le regole non sono uguali per tutti. La semplice regola di “soddisfare la domanda e l’offerta dei due agenti” non da altro che potere a colui che ha meno requisiti da soddisfare, perchè sarà appunto più competitivo ma anche meno corretto.

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    • bestsilvio ha detto:

      ….appiattendo di conseguenza il mercato al livello piu basso e povero! se è quello che volete, si accomodino tutti ai livelli paga e diritti del terzo mondo!
      (brava Erica esaustiva spiegazione 😉 )

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    • Andrea Goldin ha detto:

      Sono proprio queste le motivazioni che ci hanno portato al disastro attuale. Consiglio la lettura di “L’economia in una lezione” di Hazlitt. L’intervento statale nell’economia porta solo conseguenze nefaste.

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