LA E’ SOLCHE NA QUESTION DE SCHEI… (O FORSE DE VOIA?)

di Anna Iseppon

don abbondioRicordàte il passo dei Promessi Sposi in cui Don Abbondio viene minacciato dai Bravi di Don Rodrigo? “Or bene – gli disse il bravo all’orecchio, ma in tono solenne di comando – questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai.”

Ecco, quando mi sono imbattuta nell’articolo pubblicato sul Gazzettino qualche giorno fa (clicca qui se vuoi leggerlo), mi è tornata alla mente questa scena. Con l’unica differenza che non è un’unione quella che si vuole impedire, ma un “divorzio”: quello del Veneto dall’Italia.

“Questo Referendum non s’ha da fare, né domani, né mai”.

Zaia ha affidato l’incarico di seguire il processo attuativo della legge 16/2014 all’assessore regionale leghista Ciambetti  (Bilancio ed enti locali) il quale ha dichiarato quanto segue:

schei«Il referendum  si terrà, come dice la norma, quando avremo raccolto 14 milioni di euro, visto che non possiamo né vogliamo assolutamente attingere a risorse pubbliche. Prima si raccolgono i soldi, poi si fa il referendum sull’indipendenza. La priorità è esclusivamente economica: garantire attraverso donazioni liberali la copertura finanziaria per fare chiedere ai veneti se vogliono o no l’indipendenza della loro regione. Tutto il resto – dalla propaganda alle procedure di voto – viene dopo. » Riassumendo…prima i schei, altro che prima il Veneto!

Qualcuno ha capito perché il referendum sull’autonomia (legge 15/2014) abbia un costo stimato di 3.950.000,00€, coperti già da tagli qui e lì al bilancio regionale (ergo, soldi pubblici), mentre quello sull’indipendenza costi 10milioni in più…da coprire con libere donazioni?

Qualcuno pensa realisticamente che riusciremo a raccogliere 14milioni di euro in un mese, o meglio, nelle due settimane che rimangono prima del 24 luglio? O che riusciremo a farlo prima delle prossime elezioni regionali?

risparmioPer quanto riguarda il finanziamento della consultazione, alcuni attivisti di Indipendenza Veneta hanno proposto di realizzare una sorta di “colletta”: facendo due calcoli, basterebbe che ciascun veneto donasse 2,84 euro ed il costo sarebbe presto coperto.

A tal proposta Ciambetti ha risposto che «anche nella disciplina della raccolta dei fondi vogliamo garantire la massima trasparenza, legittimità e impedire eventuali contestazioni per cui bisogna fissare dei tetti, porre regole chiare e dare garanzie dell’uso dei fondi prevedendo anche la restituzione nel caso in cui non si raggiunga l’obiettivo minimo senza che ciò determini costi aggiuntivi».

DignitàIn pratica: bocciata la proposta di Indipendenza Veneta perché in caso ci fosse la necessità di restituire i soldi ai donanti (per mancato raggiungimento dei 14 milioni) si verrebbe a spendere di più di commissioni bancarie… Capirài bene anche tu che con 20 miliardi di residuo fiscale, le commissioni bancarie sono uno spreco che non ci possiamo proprio permettere!

Ad ogni modo, qualcuno di voi è forse a conoscenza del conto corrente ufficiale o del disciplinare per la raccolta fondi? Ho cercato nel sito della Regione e del Consiglio Regionale e non ho trovato alcunchè…nonostante siano passati 10 giorni dalle dichiarazioni di Ciambetti (se qualcuno ha informazioni diverse ci aggiorni!).

Direi che è abbastanza palese la mancanza di volontà di attivare una qualsiasi raccolta fondi. Come al solito, dalle istituzioni italiane nel Veneto (la Regione è pur sempre un ente amministrativo dello Stato Italiano, ricordiamolo!) arrivano tante chiacchiere a cui seguono zero fatti!

vettaInsomma… la strada per il referendum sull’indipendenza è decisamente in salita. Ma questo non ci deve scoraggiare, mai perdersi d’animo! Prendiamo atto dei giochetti che stanno mettendo in atto per rendere difficoltoso il nostro percorso, per dissuaderci dal percorrere la strada verso l’Indipendenza. Siamone consapevoli, e con questa consapevolezza procediamo a testa alta verso la meta, lottando per il nostro diritto di decidere!

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11 risposte a LA E’ SOLCHE NA QUESTION DE SCHEI… (O FORSE DE VOIA?)

  1. ben ha detto:

    Ciambetti!!! un nome 8un porogramma…questo signore era a Venezia nella Manifestazioine fatta da Plebiscito.eu e 9 Dicembre, con tanto di bandiera del Veneto sulle spalle..ora ci dice che NON VUOLE e NON può ATTINGERE ai fondi….ma si ricordi il Ciambetti che quelli sono soldi dei VENETI e se fosse oer questo perchè li mette da parte ? A siiii!! perchè poi li invia a ROMA…..questo è tradimento….

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  2. Luigi ha detto:

    Come al solito, e Vi serviva una ulteriore conferma, non e’ questa la “Wayforfreedom”. Quando ascolterete quelli che VERAMENTE ne sanno qualcosa???

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  3. archscandian ha detto:

    Ma a questo punto perchè andare per via politica se c’è un percorso giuridico (a costi bassissimi) che si può attuare? Trovo più realizzabile il percorso di Governo Nasionae Veneto…ora immagino che mi attirerò le ire di qualcuno che non è d’accordo, pazienza. Ho sempre dubitato del fatto che il sistema annienti se stesso, la regione veneto è un’amministrazione italiana con poltrone e privilegi da mantenere…davvero può interessare a qualcuno degli attuali politici darsi “la zappa sui piedi”?

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  4. Dino Vicenza ha detto:

    Se la LEGA trova calche scuxa par no farlo nel 2015 la pol far de manco de prexentRXE AE rEGINAI, PARCHè EL vero popolo veneto LA LO ESCLUDE DA LE SO PREFARENXE ischei i xè dei VENETI e xè xusto dopararli par la nostra LIBARTA’ …. W SAN MARCO !!!!!!!!!!!!1

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  5. Ugo Comparin ha detto:

    Anca secondo mi el percorso che xe drìo fare el Governo Nasionale Veneto , a sto punto, el sarìa el pi valido. A cossa servarìa tor sù e spendare un mucio de schei par fare un referendum CONSULTIVO chel servarìa a poco ???Par via de Ciambetti…….Lassemo perdare !!!Cossa se pòe spetarse da uno come lù che oramai el vive solo “co le careghe”.Leghisti….penseghe sù in fiatin.

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  6. Carlo M. Peruzzini ha detto:

    Il referendum per l’autonomia costa meno e attinge a fondi pubblici perché è per la politica.
    Il referendum per l’indipendenza costa misteriosamente di più e ce lo dobbiamo pagare perché è per i cittadini (è come un riscatto, se vogliamo il pronunciamento per l’indipendenza dobbiamo comprarcelo).

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  7. Maurizio Bedin ha detto:

    Non c’è volontà politica di fare questo referendum sulla legge 16 (dpl 342) perché basterebbe attenersi all’art.27 dello Statuto della Regione Veneto per trovare fondi e modalità di attuazione. Infatti come ben spiegato da Alessandro Mocellin nel suo intervento su “diritto di voto” (http://www.dirittodivoto.org/dblog/articolo.asp?articolo=487), il quale bene spiega le due opzioni per cui il Consiglio Regionale Veneto DEVE attuare questo referendum senza costi alla popolazione Veneta. Infatti, all’art. 27 dello Statuto è specificato che l’amministrazione Regionale deve accantonare annualmente risorse idonee all’espletamento della volontà popolare per referendum indetti dal popolo, siano essi abrogativi o consultivi. Non si fa esplicito riferimento che questa NON comprenda consultazione per l’autodeterminazione del Popolo Veneto, ma si rifà solo a quello che è chiamata volontà popolare! Più volontà popolare dell’indipendenza stessa, cosa c’è? Quindi, se già gli accantonamenti per la consultazione popolare sono previsti e DEVONO essere accantonati a tale scopo dall’amministrazione, per qual ragione dobbiamo reperire tali costi per fronteggiarla? Inoltre, ricordiamo all’amministrazione Regionale, che il nostro residuo fiscale è di ben enorme entità in confronto alla cifra stimata(?) di 14 milioni ed il popolo Veneto ne richiede l’uso di questa parte per espletare ciò che è un suo diritto e che è anche contemplato dallo Statuto Veneto all ‘art. 27. Se poi volessimo fare le scarpe alle mosche, potremmo addurre che la Regione (popolo) è la prima per raccolta differenziata! E’ una delle migliori per risparmio delle spese pubbliche (sanità, educazione, vialbilità, etc.),a dispetto dei recenti scandali per tangenti, che nonostante tutto la mantengono fra le Regioni più morigerate e oculate nella spesa pubblica di TUTTA Itaglia! Quindi, caro sig. Ciambetti, smettiamola di prendere in giro il popolo e chieda ciò che, per Statuto, è diritto del popolo stesso. Le leggi e gli Statuti ci sono! Che si applichino! WSM.

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  8. Eugenio ha detto:

    Condivido quello che dice Dino Vicenza ,e poi mi chiedo con Tutti i soldi che si sono Fregati alcuni Politici in 10 anni ,parlo di Galan Orsoni e compagnia bella ,non si puo’ chiedere a queste persone ,un RISARCIMENTO?Nonostante questo REFERENDUM sia solo Consultivo ,Credo sia Importante farlo.

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  9. Michele De Vecchi ha detto:

    Ma, c’è nessuno che si ricorda che il referendum è già stato fatto e vinto?

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