ALL′ OSEO INGORDO GHE SCIOPA EL GOZO

di Erica Bonello

Non riesco a datare questo proverbio, ma credo che abbia
tanti anni quanti il mondo.       L’avidità ha sempre portato grandi danni, anche se nel breve periodo da una grossa soddisfazione  nel lungo periodo avrà delle grosse ripercussioni, poiché è nella natura dell’essere umano non accontentarsi mai.
Ed è ciò che ci sta succedendo.
Negli anni ’70 nacque, almeno così gli economisti sostengono,

la globalizzazione

 l’idea cioè di de-localizzare (aumentando così i margini di guadagno) la produzione fino ad allora sostenuta con il metodo fordista.
Spostare la produzione nei paesi “sottosviluppati” fornisce  la possibilità di abbattere i costi ed incrementare i profitti puntando tutto sul marketing mondiale aumentando così anche la domanda.

Nascono fondamentalmente  due grandi problemi:
a) il problema della cultura e tradizione.
b) il problema del cambio della valuta.
Nel primo caso si cerca di far “globalizzazione”, di abbattere le
tradizioni locali per dar vita a dei miti universali, si eliminano le piccole aziende, basate sulle abitudini del paese e si fa una vera e propria guerra del miglior prezzo per cambiare la mentalità della gente.
Un esempio? Il Mc Donald.
Il nostro tradizionale panino con cipolla e salsiccia sta cedendo il posto a dei precostruiti panini dal gusto completamente americano.

Il secondo problema è stato risolto con l’introduzione dell’euro.
Una moneta unica: una valuta unica.

La globalizzazione unita alla volontà di creare un’alleanza per evitare ogni possibile ricaduta in guerre dalla portata mondiale, ha fatto si che si creasse l’Unione Europea.

Le collaborazioni tra stati o regni sono sempre esistite, proteggersi ed aiutarsi l’uno con l’altro è il miglior modo per poter vivere più sereni evitando eccessive intrusioni da parte di popoli nemici, ma creare una alleanza dove bisogna adattarsi a regole ed uniformarsi a tradizioni, culture, usanze e addirittura monete altrui, accettando compromessi e debiti, svalutazioni sia economiche che culturali è come fare “karakiri”.

Le nostre tradizioni sono forti e sono ciò che siamo,accettare di adattarsi ad altri è come aver perso una guerra senza esser mai scesi in campo, è come aver dichiarato la nostra debolezza ed inutilità.

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2 risposte a ALL′ OSEO INGORDO GHE SCIOPA EL GOZO

  1. AndreaD ha detto:

    Concordo appieno con questo articolo di Erica come con il precedente che riguardava il mercato interno. L’autrice ha perfettamente centrato il nocciolo della questione: l’attuale crisi – con il conseguente impoverimento generale e la perdita di libertà, diritti e identità – sono conseguenze logiche del progetto mondialista/neomercantile/neofeudale.
    Il Popolo Veneto allo stato attuale è troppo rammolito e assuefatto alle amenità della società moderna per accorgersi che stiamo rischiando di perdere definitivamente la nostra libertà. La libertà di fare, di avere idee, di far valere le proprie capacità e, cosa più importante di tutte, la libertà di essere noi stessi, cioè Veneti.
    L’attuale Unione (sovietica) Europea, l’Euro e il governo italiano sono gli strumenti destinati a tagliare definitivamente le gambe alla nostra capacità di fare impresa. Il “non-stato” italiano, con la sua dottrina totalitaria di matrice giacobina, sta portando avanti il compito di cancellare la nostra Cultura e Identità di Popolo Veneto.
    Riconosco una certa genialità “diabolica” a coloro che stanno dietro a questo piano. Infatti, per essere sicuri di vincere, hanno concentrato i loro sforzi sui veri punti deboli dell’essere umano: l’avidità, l’invidia e la meschinità. E di queste tre debolezze gli attuali Veneti del XXI° secolo sembrano essere malati patologici. Vegnarà el momento che ghe scioparà el goxo a sti bauchi!

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  2. Eugenio ha detto:

    Grande Erica Bonello Condivido le cose che hai scritto in questo articolo…

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