EURO PER L’EXPORT E IL TURISMO VENETO

di Silvio Fracasso

Per Turismo ed Export: una nuova moneta Veneta nel breve periodo sarebbe troppo forte

Questo sotto lo  dedichiamo  a chi ingenuamente vorrebbe abbandonare l’Euro….

esportazioni veneto …è chiaro che con una economia ad alta esportazione come la nostra Veneta e una massa monetaria che entra cosi imponente grazie al turismo (ben distribuito e diversificato, come si vede nell’immagine), avere una moneta veneta ora significherebbe vederla rivalutarsi mostruosamente tanto  in pochissimo tempo, creandoci immensi problemi ai nostri settori trainanti: manifatturiero e turismo.

Oserei ipotizzare che sarebbe la scelta ideale per chi volesse INCHIODARE TUTTA LA NOSTRA ECONOMIA PORTANDO UNA CRISI FORSE SUPERIORE ALL’ATTUALE!

autogol_01A mio modesto avviso ritengo  potrebbe esser la Gaffes più incredibile che in assoluto potremmo fare, un clamoroso autogoal non sfruttar il vantaggio competitivo di una moneta relativamente debole come è ora l’euro (rapportata alla nostra economia).

Qualche altra cifra trovata al volo:

Il Veneto produce da solo il 3,2% del vino mondiale (dati 2013) ed è la prima regione esportatrice di vino in Italia.  Il settore vitivinicolo veneto rappresenta il 29,4% delle esportazioni totali della regione.

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A fine anno 2013  l’export globale Veneto aveva un valore di 51,6 miliardi di euro, mentre le importazioni 37,6 miliardi con  un saldo commerciale regionale positivo di 14 miliardi di euro

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Dal punto di vista merceologico, nel 2013 l’export ha segnato nuove dinamiche per i prodotti made in Veneto:  In crescita export 2013macchinari (+2,2% per un valore di 5 miliardi di euro), occhialeria ed apparecchiature elettriche (entrambi +2,4% per 1,4 miliardi), abbigliamento (+3,4% per 1,4 miliardi), alimentare (+5% per 1,2 miliardi) e gioielleria (+8,8% per 857 milioni).  In calo invece metallurgia (-5,6% per un valore di 1,7 miliardi di euro), carpenteria metallica (-2,5% per 1,4 miliardi), prodotti chimici e farmaceutici (-2,6% per un miliardo) e mezzi di trasporto (-11,9% per un miliardo).

Se poi aggiungiamo le cifre del turismo….. MA SIAM PAZZI a voler abbandonar una moneta  comunque relativamente  stabile e debole ???

INNUMEREVOLI VANTAGGI DELL’EURO :

Avremo lo stesso  vantaggio competitivo della Germania con la grande differenza stante nell’aver un settore turistico che tira a palla…. ne deriva ed è  evidente  che andremmo anche meglio della Germania!

Inoltre nel Sistema attuale Euro  con una  nostra virtuosa economia avremmo la possibilità di approvvigionarci e farci finanziare a livello internazionale  a un tasso addirittura inferiore rispetto a Germania e Svizzera!

locomotivaNon  trascuriamo poi  il fatto che saremo indubbiamente il partner ideale n°1, dei Tedeschi, un nuovo Asse di Ferro ma stavolta  x Vivere Bene e in pace, collaborando con partner solidi e solvibili, scordandoci inefficienze e insoluti Italici.

AVANTI TUTTA DUNQUE VENETO INDIPENDENTE

IL FUTURO È CON NOI, ORA DOBBIAMO SOLO

FAR IN MODO CHE TUTTI I VENETI CAPISCANO 

 QUATTRO BANALI CONCETTI.

TUTTI ASSIEME LO POSSIAMO FARE !

COMPITO DI TUTTI QUELLI CHE SI RITENGONO INDIPENDENTISTI DIVULGARE, SEMPRE E OVUNQUE  !!!

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25 risposte a EURO PER L’EXPORT E IL TURISMO VENETO

  1. archscandian ha detto:

    Gradirei il parere di un economista che ha letto questo articolo…l’euro vuol dire anche signoraggio, euro vuol dire anche essere in un’Europa che sta rapinando la sovranità degli stati e ti impone una polizia europea sul territorio veneto e tanto altro…

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  2. fabrizioc ha detto:

    Io penso che la moneta sia solo un mezzo, basta sia svincolata da volontà politiche quali crear posti di lavoro fittizzi. Sicuramente sono daccordo comunque che usare leuro senza avere una moneta ufficile non sarebbe male. No spese per la moneta, ma un grande surplus derivato dal differenziale positivo in favore delle esportazioni…

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    • Renato Tessarin ha detto:

      Caro Silvio , il tuo discorso non fa una piega , ma l’economia come la finanza non sono scienze esatte , tanto che gli economisti stimano e prevedono , ma mai indicano con assoluta certezza , perche’ sono campi in cui vigono le variabili imponderabili – Nel caso nostro , da assoluto profano , posso indicare ad esempio il fatto della variabile data dal sicuro crollo di tutti i tipi di costi , per la ragione di un diverso tipo di gestione piu’ corretta dei servizi ad esempio , per luce acqua , gas e telefono – ma anche di quel tipo di tassazione diretta , impropria ed illegale , a cui in italia siamo tutti abituati e rassegnati – ici imu tasi tosi e paga – Sono costi importanti che se tolti possono contribuire a calmierare notevolmente i prezzi dei nostri prodotti manifatturieri venduti all’estero – come pure dei nostri servizi otfferti al mondo , nella fattispecie il turismo nazionale interno al veneto – una moneta forte , esempio quella americana o svizzera , puo’ di perse fruttare , come moneta di fiducia per scambi e investimenti – questo e’ un ulteriore aspetto positivo di una moneta propria , che tra l’altro non sconta l’ipotesi di signoraggio di primo grado , quello dovuto a chi stampa la moneta – ricavandone ulteriori vantaggi valutari ed economici , per tutta la nazione Veneta – Scrivo tutto cio’ senza alcuna presunzione , e nel piu completo rispetto delle tue convinzioni , visto che la mia puo’ essere solo una visione , un punto , una pura opinione , per rinforzare la discussione al riguardo –

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  3. Eugenio ha detto:

    IO sono per una moneta VENETA ,l’Euro è una moneta creata dalla Finanza Mondialista -Massonica ,per i loro scopi, Non sono un ECONOMISTA ,ma anche tra questa gente,non tutti dicono quel che veramente pensano ,perchè sono pagati ,per dire certe cose,Certamente ci saranno dei Pro e Contro ,ma con una moneta NAZIONALE saremo piu’ Liberi …non dobbiamo guardare solo agli interessi del presente ,ma guardare un po’ piu avanti al futuro..e creare una economia sana .

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  4. Ben ha detto:

    una moneta VENETA gestita da persone sapienti e corrette ci porterebbe a mantenere e superare obiettivi economici mai visti. Fuori dall’ europa e dal suo signoraggio significa libertà…progresso, funzionalità….MA CHE CE NE FACCIAMO DI GENTAGLIA CHE DECIDE SU DI NOI OGNI COSA? COME LE QUOTE LATTE AD ESEMPIO COSTRINGENDOCI A MANGIARE O BERE PORCHERIE CHE VENGONO DA OGNI PARTE DEL MONDO SENZA CONTROLLI? , Perchè dovremo accettare che paesi che non fanno parte della COMUNITA’ europea abbiano delle agevolazioni nelle loro esportazioni e noi buttare i nostri prodotti di maggior qualità perdendo posti di lavoro e introiti? No!! via dall’ euro e gestiamo noi (con gente seria) la nostra moneta ed economia….il resto saranno cavoli degli altri stati far fronte alla nostra concorrenza. Ovviamente se nel NUOVO STATO VENETO lasciamo vivere sindacalisti, comunisti e clericali che CI ODIANO noi saremo morti prima di nascere…BISOGNA SCEGLIERE, so che molti sono DEMOCRATICI..giustissimo…ma oggi l’ itaGlia NON è democratica, ci stanno massacrando, non con le pallottole ma con molti altri mezzi, a volte difficili da comprendere e molti li ritengono giusti….ma oggi siamo schiavi…se vogliamo guardare un po più a fondo…lo capiamo..lo stesso Fracasso è chiamato a difesa del sistema che ci sta distruggendo….molto difficile uscirne…stiamo correndo veloci verso il baratro…

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    • bestsilvio ha detto:

      mah… secondo me non ha ben capito, comunque va bene…
      io difenderei cosa?
      non e’ l’Euro che ci distrugge ma l’Italia, l’Euro non distrugge chi si comporta bene ed e’ economicamente sano (parlo di soldi perche’ se apriamo un discorso a 360° bisogna scriver un libro). Pensate poi a quante variabili ci son gia’ da gestire …. all’insicurezza verso il futuro…. mollare l’Itaia per rimanere nell’Euro secondo me darebbe traquillita’ ai piu’ paurosi e timorosi. (non parlo di me, personalmente saprei cosa fare ma non tutti son cuor di leone, dobbiamo coinvolger tutti i veneti nel lavoro da fare per il nostro futuro)

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  5. kaiserd ha detto:

    Io dico solo che l’euro a distrutto nel mio territorio, basso lazio, tante imprese che vivevano di export. Non parlo di teorie io parlo di fatti concreti. Ho u2 lauree in economia forse qualcosa capisco. Forse per il veneto euro è ok. Ma per paesi del Sud Italia è una grossa mazzata

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  6. Ugo Comparin ha detto:

    Non mi sembra che l’euro sia una moneta “debole” almeno al momento.Concordo con Ben……Con una moneta nazionale (come la Svizzera) si è molto più liberi e non vincolati da altri.Prendiamo esempio dagli elvetici (e anche da tutti quelli molto più furbi di noi) che se ne sono guardati bene da entrare nell’euro

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  7. Ben ha detto:

    ricordiamoci del SIGNORAGGIO..non è una cosa da poco dover pagare gli interessi oltre che rendere in valore reale la moneta di CARTA che la banca PRIVATA europea stampa per noi…immaginatevi di avere una macchina che stampa denaro e che voi date PER IL VALORE SCRITTO SOPRA ai vostri vicini, in prestito, si in prestito perchè quel denaro lo dovranno ritornare sotto forma di ROBA CONCRETA ( a fronte di carta da giornale) e in più, non sazi di mangiarci sopra si chiede pure gli interessi…..sapete quanti soldi farei in un solo giorno senza spendere praticamente niente? Fornisco CARTA e divento creditore di case, terreni, opere d’ arte, del denaro VERO dei miei debitori…..e non ho speso niente…..restare nell’ euro, in europa significa semplicemente questo…..non finire di pagare MAI i debiti…..

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  8. Andrea Goldin ha detto:

    La cosa migliore da fare è anche la più semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria: lasciare che siano i veneti a scegliere la moneta da usare. Lasciare cioè alle forze del mercato il tema della moneta. Ma se si vuole creare una moneta veneta che sia convertibile in ORO! !!

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  9. AndreaD ha detto:

    Premetto che non sono un economista. D’altra canto ho avuto modo, nel corso degli ultimi anni, di approfondire le tematiche macroeconomiche e monetarie seguendo i seminari del dott. Warren Mosler, economista americano e teorico della MMT (Teoria della Moneta Moderna). Sulla base di questi studi è emerso che il signoraggio è un falso problema, in quanto influisce nel circuito macroeconomico in maniera infinitesimale rispetto a quello che si potrebbe presupporre. Il problema dell’Euro è un altro, molto semplice, legato alla sua natura intrinseca di “moneta senza padrone”.
    Si segua questo percorso: viene creata una valuta che non è di alcuno Stato. Viene emessa da Banche Centrali direttamente nelle riserve dei mercati di capitali privati (banche, assicurazioni, fondi pensione privati, ecc.). Si uniscono 17 Stati sotto questa valuta, e li si priva delle loro precedenti valute nazionali. I 17 governi dovranno sempre batter cassa presso i mercati di cui sopra per ottenere la moneta con cui attuare la spesa pubblica, esattamente come un cittadino che fosse sempre costretto a indebitarsi con la finanziaria sotto casa per mantenere la famiglia. Così funziona la moneta Euro.
    I debiti pubblici di questi Stati, precedentemente denominati in una valuta di loro proprietà, vanno ora ripagati in quella valuta ‘estera’, cioè di qualcun altro, come se all’improvviso l’intero debito degli USA fosse trasformato da Dollari in Yen. Ne consegue che alcune economie fra quei 17 Paesi si ritrovano schiacciate non da eccessivi debiti pubblici, ma da debiti pubblici divenuti eccessivi perché denominati di colpo in una valuta ‘straniera’.
    Ogni prestito concesso dai mercati ai governi resi a rischio d’insolvenza dall’artificio sopra descritto alimenta un circolo vizioso di tassi che aumentano sempre, così come la finanziaria applica a quel cittadino già indebitato un tasso sempre più usuraio per ulteriori prestiti. E più aumentano i tassi, più i debiti sono insostenibili, e più sono insostenibili, più aumentano i tassi. Schiacciati da questo paradosso, i governi in oggetto hanno una sola scelta: usare tagli alla spesa e una tassazione soffocante per ripianare quei debiti denominati in quella moneta ‘estera’, cioè l’Euro. Di conseguenza il risparmio di cittadini e aziende si prosciuga, calano i consumi, da cui precipitano i profitti, da cui derivano tagli di salari e occupazione, con ulteriori crolli dei consumi, che deflazionano l’economia, cala così il Pil, da cui minori gettiti fiscali, e ciò peggiora il debito, ma questo preoccupa i mercati che aumentano i tassi, che… È una spirale distruttiva senza fine.
    Ora torniamo all’articolo in questione e inquadriamo la nostra ipotesi della futura Repubblica Veneta con moneta sovrana. Silvio pone un problema effettivo: il rischio di un eccessiva sopravvalutazione della moneta in un regime di surpluss di partite correnti nel proprio bilancio. Certo, potrebbe anche essere così, ma ciò dipenderebbe dall’incompetenza del nostro Governo Veneto. Perchè? Perchè il tasso di cambio di una moderna moneta sovrana a corso legale (cioè non convertibile in metallo prezioso) è stabilito in fase di decisione politica: il Governo è l’autorità che comanda il rubinetto dell’emissione di denaro, quindi se il tasso di cambio tende ad “appesantirsi” il Governo stesso provvederà ad allegerirlo emettendo moneta (dico “emettere” e non “stampare” visto che ormai i flussi di denaro sono al 90% digitali). Ecco che qualcuno potrà obiettare dicendo: “ma come? spesa pubblica??”. E io rispondo: “certo! Perchè stiamo parlando della Repubblica Veneta e non dell’Italia. Nel nostro caso la spesa pubblica andrebbe a finanziare infrastrutture e servizi che sono di vitale importanza per mantenere in vita l’operosità dei Cittadini”. Questa è quella che il dott. Mosler chiama “Finanza Funzionale”: in Italia non si potrà mai attuare mentre nella Repubblica Veneta si. L’alternativa sono le demenziali regole che attualmente regolano l’Eurozona… mi pare che meritiamo di meglio, o no?

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    • bestsilvio ha detto:

      Bravo Andrea Brillante e chiara spiegazione!
      ovvio che volendo la discussione si amplia a non finire….
      maaa… il problema sta nel capire se “creando nuova valuta” si possa riuscire a stabilizzare la stessa, cosa intendo ?
      Intendo che si creerebbe una droga all’interno di un sistema seppur piccolo che produrrebbe forse inflazione……
      si potrebbe anche valutare uno scenario di calo dei tassi (per far uscire finanziamenti) ma il nostro mercato sarebbe troppo piccolo….
      oppure dinamiche di ampliamento dell’economia e della forza lavoro, con relativi problemi di immigrazione ( e qui potremmo ipotizzare il rientro dei Veneti esuli nel mondo)
      …oppure comperare valuta estera, ma si rischierebbe di immobilizzare risorse finanziare, anziche’ impiegarle nel tessuto produttivo interno….

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      • fabrizioc ha detto:

        Ma perché non lasciare fare al mercato, evitando interventi statali nell’economia che si sono sempre rivelati nefasti?

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      • bestsilvio ha detto:

        perchè una moneta veneta con la nostra economia si rivaluterebbe enormamente inchiodando tutto producendo una crisi peggio dell’attuale….

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      • fabrizioc ha detto:

        Mah, io vedo la moneta solo come un mezzo, se staccata dalle fameliche volontà politiche. Non importa il suo valore, che alla fine deciderà il mercato sarà tutto proporzionato. Anch’io sono pro euro, e visto che esportiamo al netto, un euro di cui non paghiamo le spese sarebbe il no plus ultra. Ma anche una moneta propria gestita come il franco svizzero non penso faccia male.

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      • AndreaD ha detto:

        Caro Silvio mi fa piacere che si instaurino questo tipo di interessanti discussioni attraverso le quali possiamo approfondire quelle tematiche che sono fondamentali nel progetto della nuova Repubblica Veneta.
        Mi permetto di rispondere alle tue riflessioni.
        Il problema dell’iper-inflazione è da valutarsi nell’ipotesi di un eccesso di domanda aggregata. Dobbiamo immaginare un momento di elevato benessere generale della popolazione durante il quale tutti possono comprare tanto e tutto: poichè l’offerta ha sempre un certo limite, una volta che si supera questo i prezzi inevitabilmente tenderanno a lievitare. Anche in questo caso la soluzione al problema è di competenza del Governo e si chiama tassazione, ovvero lo strumento con cui drenare (nella giusta misura) gli eccessi di denaro circolante.
        La tassazione rappresenta una delle sole due azioni che un Governo può fare in una nazione democratica: spendere e tassare. Il modo in cui un qualsiasi Governo combina queste due azioni – silmultanee – crea un principio di causa ed effetto, ragione per cui crescere o precipitare nella recessione è fondamentalmente una scelta politica. Lascio a voi ogni considerazione in merito agli operati degli ultimi governi italiani…
        Il Governo deve comportarsi come il buon coltivatore, cioè dare la giusta quantità di acqua alle sue piante in modo che poi facciamo frutti. Nel caso della Repubblica Veneta a moneta sovrana un buon Governo deve sempre mantenere correttamente “irrigato” il comparto Cittadini e Imprese che sono il cuore pulsante della nazione.
        Si badi bene, questo non è statalismo: spendere e tassare sono prerogativa di tutti i governi, anche di quegli ultraliberisti. E’ il modo con cui questo viene attuato che fa la differenza tra crescita e depressione, tra inflazione e deflazione, tra svalutazione e iper-valutazione. Se poi un Popolo ha tanta o poca voglia di lavorare, è bravo o meno bravo, è ambizioso oppure si accontenta, questo determinerà il suo successo o insuccesso nel campo del libero mercato: io penso che noi Veneti abbiamo il diritto ad avere un Governo “sano” che ci permetta di andare alla guerra almeno con un fucile e un pò di colpi, altrimenti è – e sarà sempre – Italia!
        Ricollegandomi agli ottimo articoli di Erica Bonello vorrei aggiungere che un Governo ha anche il dovere di assicurarsi che i suoi Cittadini giochino la partita del libero mercato in un contesto di regole chiare e giuste: nessuno trova divertente giocarsela con i bari. Tanto per fare un’esempio guardiamo come si comportano due nazioni considerate tra quelle che “funzionano bene”, cioè la Svizzera e l’Austria. La Svizzera ha un regime di forte protezione dell’agricoltura. Vi sono tariffe elevate sulle importazioni e ampi sussidi agli agricoltori locali per incoraggiare la produzione nazionale, che attualmente soddisfa circa il 60% dei consumi alimentari. Anche l’Austria, contrariamente alle dottrine globaliste dell’UE, è caratterizzata da un’elevata produttività agricola che le ha permesso di ottenere l’autosufficienza alimentare.
        E’ chiaro che il benessere dei Cittadini è sempre una questione di scelta politica e quindi di senso di responabilità dei Cittadini stessi. Io nutro qualche dubbio sul senso di responsabilità degli attuali Veneti che sembrano più proccupati per i gratta e vinci e le ferie al mare piuttosto che per il loro futuro e la loro libertà. Ma questo è un altro discorso.

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      • bestsilvio ha detto:

        Grazie Andrea del tuo contributo…. nutro lo stesso dubbio attuale! Diciamo che dovremmo esser un po piu’ preoccupati di quello che ci sta facendo Fallitaglia….
        per quello forse i cambiamenti dovrnno esser un po piu’ graduali…. non esageriamo con la presunzione d’esser troppo bravi 😉

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      • Renato Tessarin ha detto:

        valuta estera? solo la BCE puo’ stampare o emettere l’euro ! – l’euro si puo’ solo comprare – non ti capisco !

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  10. Ben ha detto:

    un problema è che , SEMBRA, che la BCE fa stampare alla Cina la nostra moneta…se fosse vero sai che bello? Ecco perchè arrivano i cinesi con le borse piene di EURO (NOSTRI) e si comprano le aziende, ristoranti in contanti….bello l’ euro neh?

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  11. Eugenio ha detto:

    Si parla di VENETO LIBERO, e poi si vuole stare nella Gabbia Europea e dell’Euro,la cosa mi fa un po’ sorridere..Qualcuno poi dice si ma ci stiamo solo per un po’ .,Ricordo che Finora i paesi che sono entrati ,non sono piu’ usciti,anche perchè quando la GRECIA,due anni fa atraverso il ministro PAPANDREU volevano fare il REFERENDUM per uscire dall’Euro,furono Bloccati dalla U.E ,fecero cadere quel ministro e quel governo.Altre persone ci dicono con un Veneto Stato nella U.E e con l’Euro con l’economia che abbiamo noi superiamo economicamente la Germania mha! mi sembra che parlino del Paese dei Balocchi….(la favola di Pinocchio)

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